Parma - Sala Baganza - Boschi di Carrega

Località di partenza Parma (57 m)
Lunghezza 46,6 km
Quota massima 286 m Boschi di Carrega
Dislivello complessivo in salita 418 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Parma (57 m)
Acqua lungo il percorso SI - Sala Baganza - Boschi di Carrega
Parcheggio libero Via Treves - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Milano o Bologna uscire al casello Parma dell’Autostrada del Sole (A1). Tenere la destra e proseguire sempre dritto su viale Europa. Alla quarta rotonda girare a sinistra imboccando via Ravenna. Alla fine della via girare a sinistra e poi a destra su via Claudio Treves.
Un tratto di strda all'interno dei boschi di CarregaIniziamo a pedalare su via Treves in direzione di Viale Europa e giunti su via Milano giriamo a destra su Via Ravenna prendendo la pista ciclabile che si trova sulla nostra sinistra. Alla fine della strada attraversiamo viale Europa sulle strisce pedonali e poi giriamo a sinistra rimanendo sempre sulla pista ciclabile. Proseguiamo sempre dritto fino al ponte delle Nazioni, attraversiamo viale Europa e proseguiamo sul lungo Parma mantenendo il torrente sulla nostra destra. Giunti a ponte Dattero giriamo a destra, attraversiamo il ponte, pedaliamo su strada Langhirano e alla seconda rotatoria giriamo a destra, imbocchiamo strada Montanara. Continuiamo su questa strada,Prime fioriture primaverili sottopassiamo la tangenziale, oltrepassiamo Gaione, San Ruffino, Casale di Felino e alla rotonda giriamo a destra. Attraversiamo il ponte sul torrente Baganza percorrendo la pista ciclabile posizionata sul lato sinistro della strada e arriviamo a Sala Baganza (176 m). Affrontiamo la breve salita che conduce alla piazza della Rocca Sanvitale, proseguiamo dritto e arriviamo ai Boschi di Carrega (via Capanna). Un viale alberato in leggera salita ci porta direttamente nel bosco. A questo punto ci sembra interessante fare una breve digressione storica. La storia dei Boschi di Carrega è legata ad alcune ricche famiglie parmigiane che hanno avuto una notevole influenza sulla storia di Parma. FioriInizialmente i boschi erano la riserva di caccia della famiglia Sanvitale. Nel 1612 Ranuccio I Farnese fece giustiziare Girolamo Sanvitale e si impossessò della riserva. Nel 1731 i Farnese perdono il Ducato di Parma e il controllo passa ai Borbone. La Duchessa Maria Amalia di Borbone diede l’incarico all’architetto Petitot di costruire all’interno dei boschi il “Casino dei Boschi” quale residenza estiva e casino di caccia. Nel 1815 i Boschi diventano proprietà di Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone. Anche lei interviene ordinando l’ampliamento del “Casino dei Boschi” e la costruzione della “Villa del Ferlaro” in donazione ai figli avuti con il secondo marito, il Conte Niepperg. Alla morte di Maria Luigia d’Austria la proprietà torna per breve tempo in mano ai Borbone grazie all’acquisto da parte dei Savoia che perpetuano la tradizione destinando l’uso dei Boschi a riserva di caccia. La proprietà passò poi definitivamente ai Principi di Carrega che, ancora oggi, sono i proprietari sia del “Casino dei Boschi” che del giardino monumentale. Anche la famiglia Carrega apportò modifiche al Parco con l’aggiunta di laghi e Primi crochi al Parco Ducale di Parmaalberi esotici. I Boschi di Carrega diventano Parco Regionale nel 1982, il primo della Regione Emilia Romagna. Riprendiamo la nostra escursione e, seguendo sempre via Capanna, dopo brevi tratti di sali-scendi, attraversiamo il Parco fino alla sede dell’Ente Parco, dove troviamo un ampio recinto costruito appositamente per le tartarughe. Dopo una breve sosta riprendiamo via Capanna, svoltiamo a destra e proseguiamo fino all’entrata principale dove troviamo la sede principale del Parco Regionale. Continuiamo il percorso nel Parco, sempre su strada asfaltata, e dopo aver affrontato una salita con notevole pendenza torniamo al bivio per via Capanna. Da qui proseguiamo dritto, ignorando la deviazione Parma: Parco Ducalesulla sinistra che porta al Casino dei Boschi in quanto ci siamo stati nei nostri precedenti giri (LINK), fino all’incrocio dove la segnaletica stradale indica a sinistra Collecchio (3 km). Percorriamo il lungo rettilineo in leggera discesa, oltrepassiamo un paio di tornanti e giunti al parcheggio ci fermiamo sulla panchina per mangiarci un paio di panini. Dopo questa breve sosta ristoratrice rimontiamo in sella e proseguiamo verso Collecchio. Giunti su strada nazionale giriamo a destra e all’incrocio con strada Buca giriamo a destra. Affrontiamo una breve salita, costeggiamo il Parco Nevicati, dove all’interno si erge Villa Soragna, sede della biblioteca comunale, e alla rotonda proseguiamo dritto su strada del Pilastrello. Continuiamo su questa strada fino ad incrociare via Farnese doveParma: il laghetto del Parco Ducale giriamo a sinistra. Pedaliamo in tranquillità fino a Parma costeggiando il torrente Baganza che rimane sulla nostra destra. Sottopassiamo la Tangenziale, alla rotonda proseguiamo dritto su via Baganza e su pista ciclabile arriviamo fino a Ponte Caprazucca, dove giriamo a sinistra. Dopo Piazzale Rondani giriamo a destra su via Bixio e proseguiamo dritto fino a piazzale Corridoni dove si trova il monumento a Filippo Corridoni. Attraversiamo via D’Azeglio e continuiamo dritto entrando nel Parco Ducale. Facciamo un giro nel Parco. Arriviamo fino al Palazzo Ducale e proseguiamo verso laghetto. Usciti dal parco attraversiamo ponte Verdi, giriamo a sinistra, oltrepassiamo la stazione ferroviaria e proseguiamo su via Trento ritornando al parcheggio. 03/03/2019.

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