Vendrogno - San Grato - Busè - Camaggiore (Lecco)

Località di partenza Vendrogno (730 m) Lecco
Lunghezza 10,8 km
Quota massima 1212 m Camaggiore
Dislivello complessivo in salita 570 m
Arrivo Vendrogno (730 m) Lecco
Acqua lungo il percorso SI - Camaggiore
Parcheggio libero SP66 vicino alla chiesa della Madonnina - Link
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Lecco o da Colico si prende la Superstrada 36 e si esce a Bellano. Si gira a sinistra, si segue l’indicazione stradale per Valsassina e si imbocca la SP62. Giunti a Taceno si gira a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Vendrogno (4 km) e giunti in paese si parcheggia vicino alla chiesa della Madonnina.
San Grato: panorama sul Lago di ComoLasciamo l’auto nel parcheggio, attraversiamo la strada e imbocchiamo lo stradello pedonale che conduce al centro del paesino. Giriamo a sinistra e giunti all’incrocio con via per Noceno giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale indicante San Grato (0,40 ore), Busè (0,50 ore) e Camaggiore (1,30 ore). Camminiamo lungo il sentiero che da subito si rivela molto panoramico. Attraversiamo la strada asfaltata che sale a Camaggiore e, al tornante, imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che ci conduce fino alla chiesa di San Grato (920 m). Dalla partenza a qui abbiamo percorso 1,2 chilometri superando un dislivello di 232 metri con una pendenza media del 20,1%. La Camaggiore: panorama sul Lago di Comopiccola chiesa, dedicata a San Grato vescovo di Aosta è situata sull’omonimo colle dominante il Lago di Como. Riedificata nel 1680 dall’architetto Giorgio Vitale nativo della Muggiasca, sopra un antico oratorio medievale, ha una struttura semplice con campanile a vela. Purtroppo la chiesa è chiusa e non possiamo visitare il suo interno la copia della statua lignea di S. Grato, opera di rara bellezza risalente al XIII secolo. Ci rechiamo alla croce per vedere il panorama che da qui abbraccia il Lago di Como, Bellano, Menaggio e il Monte Rosa. Dopo aver scattato varie fotografie riprendiamo il cammino passando a fianco del Rifugio San Grato che ha dei bellissimi tavoli e panche in castagno Camaggiore: panorama sul Lago di Comomassiccio. Seguiamo la segnaletica verticale indicante Busè (0.10 ore), Camaggiore (0,40 ore) e Alpe Giumello (2,30 ore), incontriamo la prima neve, ma decidiamo, per il momento, di non calzare i ramponi. Camminiamo su uno strato di neve abbastanza soffice inoltrandoci nel bosco formato in prevalenza da conifere e betulle fino ad arrivare a Busè (1028 m). Da San Grato a qui abbiamo percorso 530 metri superando un dislivello di 83 metri con una pendenza media del 15,2%. Il posto è molto bello e anche da qui si può vedere il Lago di Como. Seguiamo la segnaletica verticale indicante Camaggiore, passiamo fra le baite e proseguiamo lungo il sentiero. Camminiamo in un bel bosco diCamaggiore: panorama abeti su sentiero molto bello poi siamo costretti a calzare i ramponi perché la neve è ghiacciata. Proseguiamo con attenzione attraversando alcuni torrenti e, sempre in salita, giungiamo a Camaggiore (1200 m), la perla della Muggiasca. Da Busè a qui abbiamo percorso 2,1 chilometri superando un dislivello di 190 metri con una pendenza media dell’8,7%. Ricapitolando, dal parcheggio a qui abbiamo percorso 4 chilometri superando un dislivello di 523 metri con una pendenza media del 12,6%. Il paese è molto carino e si trova in un punto particolarmente panoramico. Incontriamo l’unico abitante del posto che risiede permanentemente a Camaggiore. Oltrepassiamo il rifugio, chiuso Camaggiore: la carrareccia che conduce alla caserain questa stagione, e arriviamo alla chiesetta dedicata a San Girolamo, costruita attorno al 1500 e ristrutturata nel 2001, anche questa chiusa. All’interno custodisce una statua di S Girolamo. Ci sediamo su una panchina e ci gustiamo lo spettacolare panorama che spazia dalla Grigna Settentrionale fino al Lago di Lugano e al Monte Rosa. Facciamo uno spuntino estasiati da tanta bellezza e dopo aver scattato altre foto proseguiamo il cammino recandoci all’altro punto panoramico. La segnaletica verticale indica S. Ulderico (1 ora), Alpe Giumello (2 ore) proseguendo lungo la carrareccia mentre girando a destra Prà Bolscino (0,45 ore), Alpe Chiaro (1,15 ore) e Alpe Giumello (1,30 ore). Proseguiamo drittoCamaggiore: San Girolamo e ci incamminiamo fino alla casera su una carrareccia ricoperta di neve. Il paesaggio è magnifico, un’infinità di betulle dominano il pianoro mentre la carrareccia prosegue verso Sant’Ulderico. C’è troppa neve e ghiaccio per tentare la salita sul Monte della Croce di Muggio (1799 m) e così decidiamo di tornare indietro percorrendo la carrareccia che conduce a Vendrogno. Passiamo poco più in alto rispetto alla chiesa di San Girolamo e le case di Camaggiore e proseguiamo, sempre con i ramponi ai piedi, su questa bella carrareccia sterrata e ghiacciata. Camminiamo mantenendoci sulla quota dei 1200 metri, passiamo una galleria paramassi e valutiamo la possibilità di raggiungere questo bel Camaggioreposto in futuro utilizzando la MTB. In discesa raggiungiamo Busè dove decidiamo di riprendere lo stesso percorso dell’andata fino a Vendrogno ma fermandoci a San Grato per ammirare ancora il panorama. Giunti al parcheggio ci rechiamo alla chiesa della Madonnina, nota anche come “Santuario della S. Casa di Loreto”, eretta nel 1630 per un voto fatto dai Vendrognesi preservati dalla peste. Anche questa chiesa la troviamo chiusa e non possiamo ammirare il suo bellissimo altare, la statua lignea della Madonna e i pregevoli dipinti tra i quali S. Elvezio, S. Girolamo e una Sacra Famiglia. Non ci resta che affacciarci dal sagrato per contemplare il panorama che si estende verso Taceno. A fianco della chiesa siUn tratto della carrareccia che da Camaggiore conduce a Busè trova un disco di metallo indicante le varie vette della zona. A Vendrogno si trova anche il Museo del Latte e della storia della Muggiasca (MUU) ma, se intendete visitarlo, informatevi in anticipo sugli orari d’apertura. Il museo racconta la storia, le tradizioni e i costumi della Muggiasca, con una particolare attenzione alle fasi della lavorazione del latte. Creato nel 2008 e collocato nel centro del paese, nei locali dell'ex-latteria Turnaria ristrutturati nel 2007. Il Museo è gestito dall'associazione “Insieme per il Museo di Vendrogno” e dal 2010 fa parte del Sistema Museale della Provincia di Lecco. La trasformazione del latte è raccontata nel piano terra del museo attraverso un allestimento permanente di quattro sale che mostrano la strumentazione completa della latteria con la sua disposizione originale. Le altre due sale del museo ospitano allestimenti a rotazione con oggetti, immagini e materiali d'archivio. 18/02/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

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