Zone - Forcella Occidentale - Anticima Est - Corna Trentapassi - Croce di Zone - Piramidi (Brescia)

Località di partenza Zone (700 m) Brescia
Lunghezza 9,3 km  (Trentapassi) + 2,8 km (Piramidi)
Quota massima 1244 m Corna Trentapassi
Dislivello complessivo in salita 700 m (Trentapassi) + 178 m (Piramidi)
Arrivo Zone (700 m) Brescia
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Via Aldo Moro (Trentapassi) Link - Cislano (Piramidi) Link
Traccia GPX Link Trentapassi - Link Piramidi
Mappa e profilo altimetrico Link Trentapassi - Link Piramidi

Come arrivare: da Brescia si prende la SP510 in direzione di Iseo e si prosegue fino al bivio per Zone che si trova dopo l’uscita di una lunga galleria. Al primo incrocio si gira a destra immettendosi sulla SP32 e si continua fino a Zone. Imboccata via Aldo Moro si prosegue fino al parcheggio che si trova poco prima di via Marcolano.
Per chi proviene da Pisogne, percorre la SP510 ed esce al bivio per Zone. Alla rotonda si prende la prima uscita e si continua sulla SP32 fino a Zone.
Lago d'Iseo e Monte IsolaLasciamo l’auto nel comodo parcheggio e ci incamminiamo su via Marcolano uscendo dal paese. Seguiamo la segnaletica verticale indicante Corna Trentapassi e dopo poco camminiamo su strada cementata e acciottolata. La carrareccia, in questo primo tratto, è contraddistinta da due rotaie laterali cementate con al centro una striscia in acciottolato e volendo, la si può percorrere anche in MTB. Percorso 1,2 chilometri con una pendenza media del 15,6%. Finito il tratto cementato il fondo diviene terroso e ben battuto e camminiamo senza incontrare nessuna difficoltà. Incontriamo le primule in fiore e altri piccoli fiorellini che ci fanno pensare alla primavera, anche se sul calendario manca ancora più di un mese. La carrareccia sale con alcuni tornantini fino a giungere alla Forcella Occidentale Trentapassi (964 m). Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 2 chilometri superando un dislivello di 330 metri con una pendenza media del 16,4%. La segnaletica verticale indica Corno Trentapassi (0,45 ore) a sinistra mentre a destra Croce di Zone (0,45 ore). Giriamo a sinistra e iniziamo un tratto di salita fra piccoli arbusti poi, usciti La Corna Trentapassi vista dalla Forcella Occidentaleall’aperto, possiamo vedere davanti a noi la Corna Trentapassi, contraddistinta dalla croce di ferro, e sulla nostra destra un tratto del Lago di Iseo verso Lovere e la catena delle Alpi Orobie ricoperte da un leggero strato di neve. Proseguiamo la salita percorrendo il sentiero 205 che gira verso sinistra ignorando l’altro sentiero che sale dritto verso la Corna Trentapassi. Alla Forcella del Zuf (1050 m), il sentiero piega verso destra e inizia il tratto più spettacolare dell’intero percorso. Dalla Forcella Occidentale a qui abbiamo percorso 440 metri superando un dislivello di 96 metri con una pendenza media del 21,9%. Da qui si apre uno spettacolare panorama sul Lago di Iseo. Notiamo subito Monte Isola e il Santuario dedicata alla Madonna della Ceriola, Iseo e le sue famose Torbiere, Tavernola Bergamasca e il suo orrendo cementificio. A mano a mano che saliamo il panorama si allarga e adesso vediamo anche Sale Marasino e, dalla parte opposta, il porto di Carzano. Nel 2016 avevamo fatto un bel trekking su Monte Isola prendendo il traghetto dal porto di Sale Marasino fino al porto di Lago d'Iseo, Lovere e la catena delle Alpi Orobie innevataCarzano (LINK). Guardando sulla nostra sinistra vediamo le case di Zone e il Monte Guglielmo (1948 m) ricoperto di neve. Proseguiamo la salita dirigendoci verso l’Anticima Est (1192 m) della Corna Trentapassi, dove dalla Croce si gode di un vasto panorama. Dalla Forcella del Zuf a qui abbiamo percorso 516 metri con una pendenza media del 27,2%. Proseguiamo il nostro giro scendendo per un breve tratto e poi affrontiamo l’ultimo tratto di salita verso la Corna Trentapassi. Il sentiero sale sulla sinistra rimanendo più interno rispetto alla cresta e mai pericoloso. In tutta tranquillità raggiungiamo la cima della Corna Trentapassi (1244 m) dove ci fermiamo ad ammirare il panorama. Da Zone a qui abbiamo percorso 3,3 chilometri superando un dislivello complessivo di 632 metri con una pendenza media del 18,9%. Lo sguardo può spaziare a 360° abbracciando un vastissimo panorama. In lontananza fotografiamo il Monte Rosa che si erge sovrastando le altre cime. Dalla parte Lago d'Iseoopposta fotografiamo il massiccio della Presolana e l’Adamello. Ci rimettiamo in cammino, percorriamo a ritroso lo stesso sentiero dell’andata, evitando di risalire sull’Anticima Est, fino ad arrivare alla Forcella Occidentale, dove seguiamo la segnaletica verticale indicante Croce di Zone (0,45 ore). Ci fermiamo per fotografare un bellissimo fiore di anemone appena sbocciato e poi proseguiamo lungo il sentiero che si mantiene in quota e si inoltra nel bosco. Aggiriamo il fianco dei Corni Capreni (1133 m), mantenendo sulla nostra sinistra il Lago di Iseo. Percorsi circa 730 metri notiamo sulla nostra destra una grossa fenditura nella roccia e ci fermiamo per fotografarla. Le due pareti rocciose sono molto vicine e la fenditura permette il passaggio ad una persona per volta. Ripreso il cammino affrontiamo un tratto di sentiero un pò esposto, il quale, purtroppo, non era segnalato sulla nostra mappa. E’ un tratto di 360 metri, al quale è necessario prestare molta attenzione. Per una maggiore sicurezza sarebbe meglio fissare una staccionata sul lato sinistro oppure una catena sul lato opposto. Dopo questo tratto il sentiero riprende più largo e in tutta sicurezza Monte Guglielmofino ad arrivare al Passo Croce di Zone (903 m), dove incrociamo l’antica strada Valeriana, un sentiero lastricato costruito dai Romani per collegare Brescia alla Val Camonica. Siamo nel punto più alto di questa antica strada e adesso dobbiamo affrontare un tratto completamente ghiacciato. Rimpiangiamo di aver lasciato a casa i ramponi e, con attenzione, percorriamo il ciglio della strada camminando il più possibile sull’erba. Superato questo tratto proseguiamo in discesa su strada acciottolata giungendo alla chiesa della Madonna del Disgiolo, chiusa. Dopo pochi passi arriviamo all’Area di Rilevanza Paleontologica, dove notiamo con sorpresa, la presenza di una scultura di legno che rappresenta un dinosauro. Nell’area recintata è possibile individuae le impronte dei dinosauri. Le orme appartengono al gruppo degli Arcosauri, antichi antenati dei coccodrilli. Queste orme sono molto importanti e sono fossili guida per datare le rocce di tutto il mondo. Sono le prime Anticima Est della Corna Trentapassiorme di rettili risalenti all’inizio dell’era dei dinosauri trovate in Lombardia e sono le orme più grandi di questo tipo e di questo periodo, meglio conservate in Italia. Tre pannelli didattici descrivono il periodo triassico, gli antichi abitanti di Zone e le impronte digitali utili agli investigatori del passato. Considerata la rilevanza del luogo sarebbe opportuno mettere una segnaletica che indichi le impronte. Proseguiamo il nostro itinerario, sempre in discesa, fino a raggiungere il cimitero di Zone, luogo di partenza per l’escursione che conduce al Monte Guglielmo. Noi proseguiamo dritto fino all’incrocio con via Valurbes, dove giriamo a destra fino ad arrivare davanti alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista. All’interno, nella prima cappella a sinistra, fotografiamo il Compianto sul Cristo morto rappresentato da dieci statue di legno intagliato, dipinto a grandezza naturale, opera di Andrea Fantoni, e protette da una cancellata in ferro. Nell’ultima cappella a sinistra, la cappella del Rosario, è conservata la bella cornice intagliata nel 1683 dai valtellinesi Giovanni e Giovanni Maria Donati, in particolare, Antica Strada Valerianail coronamento con angeli che trattengono nastri e festoni. Un altro capolavoro è la monumentale cornice che domina il presbiterio, un grandioso complesso sorretto da mensole è scandito da colossali colonne tortili che inquadrano la pala con la Natività di san Giovanni Battista di Francesco Paglia. Finita la visita proseguiamo verso il parcheggio girando a destra su via Panoramica. Arrivati davanti alla chiesa dedicata a Sant’Antonio, facciamo una breve visita e poi giriamo a sinistra su via Marcolano giungendo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto.
E’ ancora presto e così decidiamo di portarci all’ingresso del sentiero delle Piramidi di Zone. Prendiamo l’auto e usciamo da Zone fino ad arrivare a Cislano, dove parcheggiamo vicino alla chiesa dedicata a San Giorgio. Proprio dal parcheggio prende inizio il sentiero delle Piramidi di Zone, un’Area protetta istituita dalla Regione Lombardia nel 1984 per la salvaguardia delle formazioni geomorfologiche delle Piramidi di erosione. Entriamo nella Riserva percorrendo un arco verso destra e camminando su sentiero terroso che costeggia un campo coltivato. Giunti in un punto panoramico, da dove si vede uno spicchio del  Lago d’Iseo, seguiamo la segnaletica verticale indicante il punto panoramico (5 minuti). Giriamo a destra e iniziamo la discesa affrontando ripidi tornantini. Giunti al punto panoramico possiamo vedere le famose Piramidi sulla cui sommità sono posati in bilico enormi sassi.  Alcune case del paese si affacciano sulla zona di erosione. Le Piramidi sono numerose e di diversa altezza, alcune sono ancora in formazione, mentre altre,Le Piramidi di Zone molto alte, vantano un’età centenaria. Il masso posizionato sopra la punta della piramide funge da cappello riparatore impedendo alla pioggia di esercitare un’azione erosiva sul conglomerato di sassi ed argilla sottostante, permettendo in tal modo la conservazione delle guglie di terra. Proseguiamo lungo il sentiero scendendo sempre più nella valle e fermandoci nei vari punti panoramici disseminati lungo il percorso. Purtroppo, in alcuni punti, la vegetazione di sterpaglie e arbusti impedisce la perfetta visione delle piramidi e sarebbe opportuna, nei limiti del possibile, un’eventuale potatura di questi arbusti. Raggiunto il punto più basso dell’itinerario, quota 453 metri, iniziamo la risalita portandoci verso la SP32. Dopo poco raggiungiamo il punto panoramico più spettacolare del percorso, dove possiamo ammirare la piramide più grossa da una distanza ravvicinata. Anche il colpo d’occhio sull’intera zona è notevole e consigliamo a tutti gli escursionisti Le Piramidi di Zonedi arrivare almeno fino a qui. Rimaniamo incantati dal luogo e scattiamo molte fotografie prima di riprendere la salita. Dopo 300 metri e superando un dislivello di 50 metri arriviamo in un area di sosta allestita con tavoli, panche, postazioni barbecue e una fontanella. Anche dall’area di sosta si ha una bella vista sulle piramidi. Poi il sentiero incrocia l’Antica Strada Valeriana, giriamo a sinistra e su comoda carrareccia giungiamo a Cislano. Ritrovato l’asfalto proseguiamo fino alla chiesa dedicata a San Giorgio (chiusa) e dopo questa bella, ma breve escursione giungiamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 08/02/2019. Per visualizzare altre foto: LINK
Consiglio: per coloro che non avessero troppo tempo c’è un parcheggio nei pressi di un tornante della SP32 - LINK, dove è allestita un’area di sosta con tavoli e panche. Da qui parte il sentiero verso sinistra che permette di raggiungere il punto più panoramico percorrendo solo 300 metri di discesa con un dislivello negativo di 50 metri.

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