Rezzato - Desenzano - Manerba - Salò - Ciclabile Gavardo - Rezzato (Brescia)

Località di partenza Rezzato (186 m) Brescia
Lunghezza 77,2 km
Quota massima 243 m poco prima della località Tomini
Dislivello complessivo in salita 932 m
Ciclabilità 100% - 97% asfalto e 3% sterrato
Arrivo Rezzato (186 m) Brescia
Acqua lungo il percorso SI - Desenzano - Salò - lungo la ciclabile Gavardo - Rezzato
Parcheggio libero Via Aldo Moro - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: uscire dall’autostrada al casello di Brescia Est e seguire le indicazioni stradali per Brescia, Verona e Rezzato (5 km). Imboccata la tangenziale Est si continua sempre dritto seguendo l’indicazione per Rezzato. Giunti al bivio si esce a destra seguendo sempre l’indicazione per Rezzato, Brescia e Mazzano. Alla rotonda si esce alla terza uscita e alla rotonda successiva si prosegue dritto. Si continua seguendo l’indicazione stradale per Rezzato centro su via Treponti poi alla rotonda si gira a destra imboccando via Gardesana. Giunti all’incrocio si gira a sinistra su via Zanardelli e subito a sinistra su via Aldo Moro.
Desenzano: il porto vecchioIniziamo a pedalare imboccando via Gardesana sulla destra. Alla rotonda giriamo a sinistra su via Treponti, alle prime strisce pedonali attraversiamo la strada e imbocchiamo il piccolo stradello che costeggia il Naviglio Grande Bresciano. Inizia qui la pista ciclabile, tutta asfaltata, che conduce verso Salò. Pedaliamo in pianura mantenendo il Naviglio sulla nostra sinistra e seguendo la puntuale segnaletica verticale. Giunti nei pressi di Mazzano lasciamo la ciclabile che prosegue verso Salò e giriamo a destra imboccando la ciclabile per Desenzano del Garda. Pedaliamo su sede protetta fiancheggiando via Bianchini fino a Molinetto. Attraversiamo la cittadina e continuiamo a pedalare su via Repubblica e via Garibaldi fino a giungere nei pressi del cimitero dove riprendiamo la pista ciclabile, che si snoda sulla sinistra della strada. Arrivati a Pontenove attraversiamo il fiume Chiese su un caratteristico ponte acciottolato. Proseguiamo dritto su strada poco trafficata fino a Salago dove riprendiamo la pista ciclabile che si snoda a fianco della Roggia Lonata. Giunti su via Bussago giriamo a sinistra e al primo incrocio giriamo a destra seguendo laDesenzano: il lungolago segnaletica verticale della pista ciclabile. Continuiamo a pedalare in tranquillità alternando tratti di ciclabile con tratti di strade a scarso traffico. Giunti a Sedena giriamo a destra costeggiando la SP78, sempre su ciclabile, fino al semaforo dove giriamo a sinistra imboccando via Schia. Alla fine della strada giriamo a sinistra e poi subito a destra su via Valsorda continuando su ciclabile dedicata. Seguiamo la segnaletica verticale e percorriamo un tratto molto suggestivo all’ombra degli alberi. Giunti al bivio proseguiamo dritto seguendo la direzione per Desenzano su via Benaco. Arrivati all’incrocio con via Ondei giriamo a sinistra e poi subito a destra imboccando uno stradello ciclabile che ci conduce fino ad immetterci sulla SP25 dove giriamo a destra e poi subito a sinistra. Attraversiamo la strada e proseguiamo su via Breda seguendo la segnaletica verticale per Lonato. Alla fine della strada giriamo a sinistra su via Maguzzano, poi subito a destra e sempre sulla ciclabile raggiungiamo l’abbazia di Maguzzano. Giriamo a sinistra, costeggiamo le mura e poi giriamo a destra, sempre costeggiando le mura e proseguiamoManerba: panorama verso le isole San Biagio e Garda sulla ciclabile fino ad arrivare sulla SS572. Giriamo a destra e poi ancora a destra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. Dopo poco l’asfalto lascia il posto allo sterrato per un breve tratto fino all’ospedale. Giriamo a sinistra imboccando strada vicinale del Pissadore. Proseguiamo su via Marzabotto, attraversiamo la SS572, imbocchiamo viale Rimembranze, alla rotonda giriamo a destra su via A. Gramsci e alla rotonda successiva giriamo a sinistra imboccando via G. Garibaldi. Giunti nell’omonima piazza facciamo una breve sosta per fotografare l’aquila di bronzo collocata nel giardinetto e poi proseguiamo arrivando davanti al Castello dove si può godere di una bella vista su Desenzano e il Lago di Garda. Ripresa la bicicletta giriamo secco a destra imboccando via Castello e dopo una ripida discesa giungiamo in piazza Giuseppe Malvezzi. Notiamo subito la statua dedicata a Sant'Angela Merici, la religiosa fondatrice dell'ordine delle Orsoline, nativa di Desenzano. Siamo davanti al Porto Vecchio, una piccola darsena dove si affacciano le arcate di palazzo Todeschini e una bella casa in stile veneziano. Saliamo sul ponticello, anche questo in stile Manerba: panorama verso il Monte Baldoveneziano, proseguiamo sul lungolago Cesare Battisti, a quest’ora senza traffico. Pedaliamo su via Vò e usciamo da Desenzano dirigendoci verso Padenghe sul Garda. All’altezza di un parcheggio dal quale si gode di una bella vista panoramica sul lago prendiamo la pista ciclabile che corre parallela alla strada principale fino al Lido di Lonato. Ci immettiamo sulla SS572 e alla prima rotonda imbocchiamo via Talina seguendo l’indicazione stradale per il centro. Arrivati al bivio giriamo a sinistra su via Fratelli Bandiera, ignoriamo il cartello di “strada senza uscita” e proseguiamo in salita. Alla fine della salita percorriamo un brevissimo tratto contromano e poi ci immettiamo sulla SP25 dove ci fermiamo per fotografare il castello di Padenghe sul Garda. Alla rotonda giriamo a sinistra e alla successiva imbocchiamo uno stradello ciclopedonale sulla destra che costeggia via Giuseppe Verdi. Alla rotonda proseguiamo dritto, sempre sulla stessa via e arrivati quasi in cima alla salitella giriamo a sinistra imboccando strada vicinale Piantelle, uno stradello sterrato che si dirige verso Moniga del Garda. Manerba: panorama dalla roccaPassiamo a fianco di alcune villette che godono di una bella vista sul Lago di Garda. Percorriamo via Monte Tapino e arrivati in fondo alla strada, all’incrocio giriamo a sinistra, attraversiamo la SS572 per prendere la ciclabile costruita con listelli di legno che la costeggia. Alla rotonda giriamo a destra seguendo l’indicazione turistica del porto. Imboccata via San Giovanni procediamo in leggera discesa poi proseguiamo in lieve salita verso il castello di Moniga del Garda (105 m). Questo paese è soprannominato "Città del Chiaretto" dal nome del tipico vino rosato, caratteristico della Valtenesi. Giriamo a sinistra e affrontiamo la breve salita che porta al castello. Poiché non vi è mai stata la presenza di un palazzo signorile e mai un signore del luogo vi ha abitato, è corretto definirlo un castello-ricetto (dal latino receptum = rifugio): una semplice aggregazione di case dove la popolazione del villaggio circostante si rifugiava in caso di pericolo. Facciamo un breve giro fra le vie strette e poi proseguiamo verso il centro di Moniga percorrendo via Dante Alighieri. Arrivati nella piazza proseguiamo dritto imboccando via Magenta, via San Martino (SP39) e via D’Annunzio. Entriamo dentro Solarolo, Salòcontinuiamo su via del Melograno, via Leutelmonte e via della Rocca dove affrontiamo una breve ma dura salita lunga circa 550 m con una pendenza media del 12% e massima del 18,3%. Sopra la rocca si trova una croce e il vasto panorama ripaga ampiamente della fatica. Di fronte a noi possiamo vedere le isole San Biagio e Garda, la costa di Salò, il monte Baldo ancora ricoperto di neve e in lontananza il monte Altissimo. Dopo aver scattato numerose fotografie torniamo indietro fino all’inizio di via della Rocca e giriamo a destra imboccando via Pisenze in netta discesa. Al bivio teniamo la sinistra percorrendo via del passero, continuiamo dritto su via del torchio, giriamo a destra su via Belvedere e al bivio teniamo la sinistra giungendo al porticciolo del Lido di Manerba. Proseguiamo in piano lungo questo tratto pensando che in bicicletta è possibile percorrerlo solo in periodi di bassa stagione, perché d’estate è sicuramente affollato di turisti. Giunti all’incrocio con via Verdi giriamo a sinistra, al bivio con via Mulini giriamo a destra e ci immettiamo sulla SP39 fino ad arrivare al Santuario della Madonna del Carmine (XV sec.) Ci fermiamo per Salò: un tratto del lungolagola visita e rimaniamo stupiti dagli affreschi custoditi all’interno. Ripresa la bicicletta giriamo intorno al santuario e imbocchiamo via Zerneri, giriamo a sinistra su via Santa Maria e proseguiamo su via Fontanamonte arrivando sul lungolago. Giriamo a sinistra, affrontiamo una dura salita, giriamo a destra su via Porto San Felice e continuiamo con diverse salite fino ad arrivare a Portese senza mai vedere il lago. Giriamo a destra su via Porto Portese e a sinistra su via Preone. Alla fine della strada ci immettiamo su via Magnolie, passiamo davanti al cimitero monumentale di Salò, edificato su progetto di Rodolfo Vantini che sfrutta la cornice naturale paesaggistica come sfondo creando nell’insieme uno stile neoclassico. Proseguiamo dritto su via Pietro da Salò giriamo a destra e proseguiamo sul lungolago. Anche qui troviamo un lungolago molto bello e curato, caratterizzato dai listelli di legno che conduce fino al porticciolo e poi nella piazza centrale della cittadina. Facciamo una breve sosta per fotografare una scultura di bronzo raffigurante una donna con bambino che guarda verso il lago. Salò: il lungolagoProseguiamo sul bellissimo lungolago, ci fermiamo in una bella piazza vicino alla colonna sormontata dal leone di San Marco per ammirare l’ampia distesa d’acqua, oggi di un bel colore blu intenso. Sempre sul lungolago arriviamo nella piazza dedicata a Giuseppe Zanardelli, dove c’è una sua statua in bronzo e continuiamo verso piazza della Vittoria caratterizzata dal monumento ai caduti. Decidiamo di non proseguire sul lungolago fino al Duomo (1453), dedicato a Santa Maria Annunziata, perché lo avevamo visitato in un nostro precedente itinerario (LINK). Riprendiamo la via del ritorno imboccando via Mattia Butturini e via San Carlo, dove c’è la statua di San Carlo, fino alla porta con l’orologio. Seguiamo la segnaletica stradale verso Desenzano e Brescia, imbocchiamo via Garibaldi e via Bossi fino alla rotonda dove proseguiamo dritto sulla SS572. Siamo in località Campoverde. Pedaliamo su via Umberto I e, usciti dal paese, in prossimità di una curva verso sinistra, proseguiamo dritto. La strada sale, seguiamo la segnaletica verticale della ciclabile e arriviamo a Volciano. Giunti all’incrocio con via Ascensione giriamo a destra, passiamo davanti alla chiesa dell’Ascensione e giriamo a sinistra su via Caribbio, sempre seguendo la segnaletica verticale. Ad un certo punto la segnaletica verticale indica di girare a destra, dove imbocchiamo uno stradello sterrato che ci conduce fino all’incrocio con via San Pietro. Giriamo a sinistra, poi a destra e seguendo la segnaletica verticale pedaliamo sulla pista ciclabile che si snoda tra Un tratto della ciclabile Gavardo - Rezzatovia San Pietro e Via Roma. Proseguiamo fino alla località Tormini poi attraversiamo la SP116 e giungiamo alle porte di Villanuova sul Clisi dove giriamo a destra e ci fermiamo al bar per prendere due buonissimi cappuccini e due paste (6 euro). Dopo questa pausa ristoratrice rimontiamo in sella, attraversiamo il ponte sul fiume Chiese, giriamo a sinistra e proseguiamo mantenendo il Chiese sulla nostra sinistra. Arrivati a Gavardo, in piazza Zanardelli, proseguiamo dritto sulla SP116 fino alla chiesa di San Rocco dove giriamo a sinistra imboccando via Ponte Arche. Giriamo a destra su via Sormani pedalando a fianco del Naviglio Grande Bresciano, sulla nostra destra e il fiume Chiese sulla nostra sinistra. Continuiamo su questa bella ciclabile fino a ricongiungerci con la strada percorsa al mattino nei pressi di Mazzano. Da qui seguiamo lo stesso percorso dell’andata fino al parcheggio. 18/11/2018. Per visualizzare altre foto: LINK

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