Bagni di Masino – Rifugio Antonio Omio (Sondrio)

Località di partenza Bagni di Masino (1172 m) Sondrio
Lunghezza 8,4 km
Quota massima 2108 m Rifugio Omio
Dislivello complessivo in salita 1037 m
Arrivo Bagni di Masino (1172 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Bagni di Masino - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Morbegno. Arrivati ad Ardenno, poco prima del ponte sul torrente Masino, si gira a destra sulla SP9 e, passato il paesino di Cataeggio, si arriva a San Martino. Si gira a sinistra e si prosegue su via Bagni fino ad arrivare ai Bagni di Masino.
Punta della SfingeLasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo lungo la carrareccia verso il punto d’inizio dell’itinerario, dove la segnaletica verticale indica a destra la direzione per il Rifugio Gianetti (3,30 ore), Baite Corte Vecchia (0,45 ore), mentre a sinistra il Rifugio Omio (2,30 ore) e il Sentiero W. Bonatti. Dalla piana possiamo ammirare i colori autunnali guardando in direzione della Punta della Sfinge (2805 m), che domina il panorama. Saliamo a fianco del torrente Masino e facciamo unaLa faggeta breve deviazione per vedere la cascata. Torniamo sul sentiero e iniziamo la salita. I primi 100 metri hanno una pendenza media del 35,4%. Siamo all’ombra della faggeta che, con le sue foglie colorate illuminate dai primi raggi del sole, ci regala riflessi dorati. Il sentiero è ben marcato e i segnavia rosso-bianco-rosso sono sempre presenti. Saliamo con decisione aiutati ogni tanto da alcuni gradini di pietra. Dopo i faggi inizia il bosco di abeti, sempre rimanendo in ombra, raggiungiamo un piccolo pianoro dove il panorama si apre. Sulla nostra sinistra si vede benissimo la Punta della Sfinge e il Pizzo Ligoncio (3033 m) mentre dalla parte Un tratto del sentieroopposta, il Pizzo Badile (3308 m), la Punta Torelli (3134 m), il Pizzo Porcellizzo (3075 m) e, piccolo piccolo, il Rifugio Luigi Gianetti (2534 m), dove eravamo stati nel 2017 (LINK). Dalla cascata a qui abbiamo percorso 1,2 chilometri superando un dislivello di 321 metri con una pendenza media del 27,6%. Riprendiamo il cammino e sempre in salita su sentiero ripido usciamo dal bosco passando a fianco di giganteschi massi di granito. Il Rifugio Omio ancora non si vede e noi avanziamo tra distese prative ancora verdi. Finalmente, dopo un lastrone di granito avvistiamo il Rifugio che, come succede spesso in Pizzo Badilemontagna, sembra vicino ma non lo è. Affrontiamo l’ultimo tratto di salita e raggiungiamo il Rifugio Omio a quota 2100 metri, chiuso per la stagione invernale. Dal pianoro a qui abbiamo percorso 2,4 chilometri superando un dislivello di 600 metri con una pendenza media del 24,6%. Ricapitolando, dalla cascata a qui abbiamo percorso 3,6 chilometri superando un dislivello di 916 metri con una pendenza media del 25,6%. Il Rifugio è stato edificato nel 1937 in memoria di Antonio Omio, perito il 16 settembre 1935. La giornata è molto bella, ci sediamo fuori dal Rifugio e ci gustiamo i nostri panini alla pancetta. Dopo mangiato, Punta della Sfingefacciamo un breve giro intorno al rifugio dove si trova un piccolo bivacco di emergenza arredato internamente da sei brande. Da questo rifugio è possibile, per chi pratica l’arrampicata, salire sulle cime che compongono l’anfiteatro della Valle dell’Oro quali: Punta della Sfinge, Pizzo Ligoncio, Punta Milano, Pizzi dell'Oro, Cime del Calvo, Punta Fiorelli e Punta Medaccio. Per chi volesse proseguire, è possibile, passando per il Passo del Barbacan (2620 m), raggiungere il Rifugio Gianetti. Il sentiero è classificato T3 e pertanto adatto ad escursionisti esperti. Ci rimettiamo seduti e ci Panorama dal Rifugio Omiogodiamo il sole pensando che è incredibile stare con le maniche corte in questo periodo a quota 2100 metri. Dopo questa pausa dove abbiamo fotografato le bellissime cime che ci circondano riprendiamo la discesa percorrendo lo stesso sentiero dell’andata fino ai Bagni di Masino. 19/10/2018. Per visualizzare altre foto: LINK

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