Soriano nel Cimino – Poggio Orlando – Monte Cimino – Sasso Naticarello (Viterbo)

Località di partenza Soriano del Cimino (390 m) Viterbo
Lunghezza 12,4 km
Quota massima 1053 m Monte Cimino
Dislivello complessivo in salita 743 m
Arrivo Soriano nel Cimino (390 m) Viterbo
Acqua lungo il percorso SI - Chiesa della SS. Trinità
Parcheggio libero Via della Stazione - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Viterbo si prende la SP1 fino al bivio con la SP25 dove si gira a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Soriano nel C. (11 km) e Canepina (7 km). Si prosegue fino al bivio con la SP32 dove si gira a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Soriano (6 km). Giunti a Soriano si passa sotto Porta Romana e si prosegue dritto su via benedetto Brin. Si gira a destra su via Santa Maria e giunti in Piazza Vittorio Emanuele II si gira a sinistra imboccando Via Innocenzo VIII. Alla fine della strada si gira secco a sinistra immettendosi sulla SP64. Si prosegue su via del Giardino, che in seguito diventa via della stazione, fino alle cascate della fontana di Papaqua dove c’è un comodo parcheggio.
Soriano nel CiminoLasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo, insieme a Raniero, verso la scalinata che ci permette di raggiungere via Garibaldi dove giriamo a destra. Passiamo davanti al Municipio, proseguiamo dritto su via Roma e giunti al bivio con via delle bandite giriamo a sinistra e iniziamo a salire. Sempre su asfalto arriviamo all’incrocio con via Giuseppe di Vittorio, dove giriamo a sinistra. La percorriamo fino alla fine poi l’asfalto lascia il posto ad una carrareccia sterrata. La segnaletica verticale indica Monte Cimino (1,40 ore), Poggio Nibbio (4 ore) e Francigena M. (4 ore). Camminiamo senza difficoltà su questa bella carrareccia fermandoci ogni tanto per gustare qualche mora che in questo periodo sono perfettamente mature. Continuiamo sempre in salita fino ad arrivare sulla SP62, l’attraversiamo e riprendiamo il percorso seguendoUn tratto del sentiero la segnaletica verticale indicante Monte Cimino (1,10 ore). Siamo a Poggio Orlando (754 m) e, sempre su comoda carrareccia, saliamo costeggiando il bosco fino a quando giungiamo nuovamente ad incrociare la SP62. Qui giriamo a sinistra e iniziamo a salire giungendo alla faggeta. Il posto è veramente molto bello, il terreno è cosparso di ciclamini in fiore. Qua e là in ordine sparso spuntano massi trachitici ricoperti di muschio. Camminiamo su questo comodo sentiero fino ad arrivare nella località chiamata Aula Didattica (997 m), dove la segnaletica verticale indica Monte Cimino (0,15 ore) e Poggio Nibbio (2,30 ore). Affrontiamo una ripida salita, aiutati da scalini, e raggiungiamo la cima del Monte Cimino (1053 m), la cima più alta della catena dell'Antiappennino laziale e di tutta la provincia di Viterbo. Dal 2017 la faggeta del La faggetaMonte Cimino è stata inserita fra i siti UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità. Sulla cima sorge una torre che non si può visitare e purtroppo, vista l’abbondante vegetazione, dalla vetta non si scorge nulla del paesaggio circostante. Procediamo il nostro giro dirigendoci al “Sasso naticarello” un grande masso di trachite noto anche come rupe tremante o sasso menicante. Ha una forma ovoidale di circa 8 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza, 3 metri di altezza, del volume di circa 100 m³ e del peso di circa 250 tonnellate. Anche Plinio il Vecchio lo nomina quale meraviglia della Natura e ancora oggi, con l’aiuto di una leva, possiamo farlo oscillare. Iniziamo il percorso del ritorno, torniamo indietro fino ad immetterci sulla SP62, l’attraversiamo e imbocchiamo un piccolo ma ripido sentiero che scende con decisione. Qui la La faggetamanutenzione è assente e i rovi invadono il sentiero. A fatica riusciamo a perdere quota e solo grazie alla traccia precaricata sul Garmin non ci perdiamo. Finalmente il sentiero migliora e camminiamo fra alberi di castagni secolari e grotte di eremiti fino ad arrivare davanti ai resti di una chiesa medievale, dove c’è l’unica fontana del percorso. Nel 1164 la chiesa fu eretta per il volere di Papa Niccolò III (1277-1280) che fece edificare anche il Convento retrostante, dedicandoli alla SS. Trinità. Proseguiamo il cammino in questo luogo stupendo, ma poi abbiamo una brutta sorpresa: la strada è sbarrata da un alto cancello e tutt’intorno si alzano recinzioni metalliche. Fortunatamente c’è spazio sufficiente per passare sotto il cancello e uscire dalla parte opposta. Il cancello e la recinzione delimitano la Tenuta di Sant’Egidio, Sasso Naticarellogestita dall’Associazione GEA. Noi ci siamo finiti per caso, perché, provenendo dal “Sasso naticarello”, non abbiamo rilevato la presenza di divieti lungo il sentiero appena percorso. Da questo punto in poi seguiamo lo stesso percorso dell’andata fino a ritornare su via Garibaldi. La giornata è stata molto bella e proseguiamo in piazza Vittorio Emanuele II, dove ci sediamo per prendere tre cappuccini e tre ottime paste. Dopo questa sosta ristoratrice imbocchiamo via Innocenzo VIII e arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 04/09/2018. Per visualizzare altre foto: link.