Sirta - Val Fabiolo - Sostila - Campo Tartano - Ponte Tibetano (Sondrio)

Località di partenza Sirta (260 m) Sondrio
Lunghezza 13,1 km
Quota massima 1281 m la Croce
Dislivello complessivo in salita 1182 m
Arrivo Sirta (260 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Sostila - Campo Tartano
Parcheggio libero Via Roma - Link o SP16 - Link
Taccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38. Poco prima di Ardenno si gira a sinistra e oltrepassato il passaggio a livello si seguono le indicazioni per Forcola – Sirta. Dopo il rettilineo si gira a destra e poi si passa il ponte sul fiume Adda. Subito a destra c’è un ampio parcheggio libero. Volendo su può percorrere via Roma e arrivare davanti al Municipio dove c’è un piccolo parcheggio con 5 posti auto.
Il panorama che si gode da Cioda GràndaLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio davanti al Municipio e andiamo a visitare la vicina parrocchiale di San Giuseppe, il cui interno è caratterizzato da un bel coro ligneo e da un dipinto raffigurante l’ultima cena. Dopo questa breve visita giriamo a destra, costeggiamo il muro esterno dalla parrocchiale e ci portiamo su via alla Sostila, dove c’è il primo segnavia rosso-bianco-rosso con il numero 170. Iniziamo la salita lastricata e alla prima curva giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale Il bosco di betullemarrone indicante la Val Fabiolo. La mulattiera acciottolata sale all’ombra dei castagni e ogni tanto regala belle vedute sulla cupola di San Giuseppe, sull’abitato di Sirta e sul fiume Adda. Alcuni gradoni scavati nella roccia agevolano la salita e l’ottima manutenzione della mulattiera permette di camminare di buon passo e in tutta sicurezza. Anche i muretti in pietra, posti in alcuni punti come protezione, sono in buone condizioni. Proseguiamo senza difficoltà e dopo una curva verso destra ci inoltriamo nella stretta valle, mantenendo il torrente Fabiolo sulla nostra sinistra. Giunti ad un ponticello in pietra, dove vicino si trova una Cappelletta contenente un affresco raffigurante la Madonna, la segnaletica verticale indica Bures (0,45 ore), Sostila (1,05 ore) e Somvalle (2 ore). Siamo in località Inèm la Val (510 m) e procediamo in salita mantenendo il torrente sulla nostra sinistra. Il sentiero continua all’ombra dei castagni e di pini silvestri ed è costeggiato da grosse felci di un bel colore verde. Incontriamo alcune salamandre nere pezzate gialle e ci fermiamo per fotografarle. Continuiamo a salire fino a incontrare un altro ponticello in pietra e questa volta lo La Val Tartano vista da La Croceattraversiamo portandoci sulla sponda opposta. Proseguiamo sempre in salita fino a raggiungere un terzo ponticello che ha le stesse caratteristiche di quelli precedenti. Lo attraversiamo e ci portiamo sull’altra sponda. Siamo arrivati a Bures (630 m) dove troviamo una Cappelletta e alcune baite. Seguiamo la segnaletica verticale indicante Sostila (0,20 ore), Crap del Mezzodì (1 ora) e Somvalle (2,30 ore) mentre, dalla parte opposta, la segnaletica verticale indica Bivio Motta – Cà Redunda – Alfaedo (0,15 ore) e Sponda (0,45 ore). Ci incamminiamo sul sentiero tracciato lungo il prato e continuiamo in salita entrando nuovamente in un bosco di castagni delimitato da antichi muri di sasso costruiti a secco. In poco tempo raggiungiamo Sostila (821 m). Nella piazzetta centrale del paese si trova la vecchia scuola, in funzione fino al 1950, e la parrocchiale. Il ponte tibetano denominato "Ponte nel cielo"Sostila è uno dei pochi paesi che ad oggi ha mantenuto il suo aspetto medioevale e girando per il paese ritroviamo i due portali “gemini” risalenti al 1500. Eravamo stati qui nel 2013 (LINK) e notiamo con piacere che la manutenzione è stata curata egregiamente nel tempo. Anche le piante di pero, messe a dimora circa sei anni fa, durante un esperimento di coltivazione della specie autoctona coltivata in loco dagli antichi abitanti hanno ancora un aspetto sano. Riprendiamo il cammino seguendo la segnaletica verticale indicante Crap del Mezzodì (0,40 ore), Il Culmine (2,20 ore) e Somvalle (2,30 ore). Camminiamo lungo il sentiero, passiamo davanti al piccolo cimitero e saliamo fino a raggiungere l’ultima casa di Sostila, l’unica ad oggi abitata stabilmente. Continuiamo in salita e raggiungiamo Cioda Grànda (977 m), dove ci fermiamo per Il ponte tibetano denominato "Ponte nel cielo"ammirare il panorama sulla bassa Valtellina, il Culmine di Dazio e in lontananza, il Lago di Como. La giornata è bellissima, la notte ha nevicato sopra i 2000 metri di quota e le cime appaiono imbiancante mentre l’aria è limpidissima. Inizia ora una dura salita su sentiero stretto in un bosco di betulle che ci fa guadagnare quota velocemente. Dopo le betulle iniziano gli abeti e poi proseguiamo in falsopiano fino al cartello di legno sulla sinistra che indica La Croce. Seguiamo l’indicazione, oltrepassiamo un area di ristoro allestita con postazioni barbecue, tavole e panche e arriviamo alla grossa Croce di ferro visibile da Campo Tartano posta a 1280 metri di altezza. Da qui è possibile vedere la nuova attrattiva della Val Tartano, il Ponte nel Cielo, il ponte tibetano che con i suoi 234 metri risulta essere il più lungo d’Italia e con la sua Il panorama che si gode dal ponte tibetanoaltezza di 140 metri è il più alto d’Europa. Approfittiamo della bella giornata soliva per ammirare il paesaggio e mangiarci un panino. Dopo esserci ristorati iniziamo la discesa verso Campo Tartano ripercorrendo lo stesso sentiero fino al bivio dove c’era il cartello di legno indicante La Croce. Giriamo a sinistra e in ripida discesa arriviamo a Somvalle. Giriamo a destra e arriviamo a Campo Tartano sulla SP11 dove si trova l’incrocio che conduce al Ponte nel Cielo. Proseguiamo in discesa seguendo la segnaletica verticale, poi giriamo a destra e su sterrato arriviamo all’ingresso della nuova attrazione. L’accesso al ponte, che collega Campo Tartano con i maggenghi del Frasnino, ha un costo di 5 euro a persona. Ci muniamo di biglietto e ci incamminiamo sul ponte, il quale già dai primi passi, oscilla leggermente. A mano a mano che ci Le cime delle Alpi Reticheavviciniamo verso il centro, il ponte oscilla poco di più, ma senza destare particolare preoccupazione. Sul lato sinistro possiamo vedere la diga, costruita nel 1926 alta 59 m che imbriglia le acque del torrente Tartano che scende dalla Val Lunga, mentre sulla destra il panorama è veramente suggestivo: davanti a noi si estende la bassa Valtellina da Morbegno fino a Colico dove il fiume Adda sfocia nel Lago di Como. Il tutto circondato dalle catene prealpine ed alpine. Grazie alla giornata limpidissima la vista è spettacolare e rimaniamo a lungo nel centro del ponte per scattare fotografie. Essendo una giornata infrasettimanale non ci sono molte persone, circa una ventina, e così ci possiamo godere questa nuova Sostilaattrazione in tutta tranquillità. Il ponte è stato realizzato da una ditta austriaca, la HTB Baugesellshaft, ed è costituito da sole 4 grandi funi che sostengono l’impalcato in grigliato metallico con camminamento in assi di larice provenienti dai boschi della Val Tartano. Giunti dalla parte opposta saliamo pochi metri per raggiungere un bel punto di osservazione, da dove è possibile fotografare il ponte in tutta la sua lunghezza. Su un albero, in via provvisoria, è affissa una cartina indicante i tre sentieri che si possono effettuare: 1) anello sentiero dei ponti della durata di 2,50 ore; 2) anello sentiero dei ponti con aggiunta tratto del sentiero 163 della durata di 5 ore; 3) Sentiero Pizzo della Pruna della durata di 2 ore (solo salita). Per affrontare quest’ultimo sentiero è necessario percorre un Sirtatratto del sentiero n. 2. Ci incamminiamo lungo il sentiero fino ad arrivare al nuovo rifugio ancora in allestimento. Torniamo indietro e attraversiamo nuovamente il ponte tibetano per portarci sulla sponda di Campo Tartano. Restiamo ancora un po’ ad ammirare il panorama e ci incamminiamo verso la strada del ritorno. Poco prima di arrivare all’incrocio con la SP11 giriamo a destra, tagliamo per i prati e arriviamo davanti alla segnaletica verticale indicante Sponda (0,15 ore) e Sirta (1,30 ore) mentre il cartello di località indica Somvalle – Zapel dè Val (1080 m). Superiamo una piccola Cappelletta e raggiungiamo il torrente Fabiolo che superiamo passando sopra ad uno sbarramento. La mulattiera acciottolata, in questo tratto, è abbastanza stretta ed è delimitata da muretti a secco. Raggiungiamo Sponda (920 m) e proseguiamo mantenendo il torrente Fabiolo sulla nostra sinistra. Adesso la mulattiera si allarga e procede in netta discesa nel bosco di Sirta: la cupola di San Giuseppecastagni. Raggiungiamo un ponticello di pietra e ci portiamo sull’altra sponda del torrente Fabiolo. Poco prima di arrivare a Bures ci fermiamo per fotografare Sostila che spicca fra i prati ancora verdi. Velocemente raggiungiamo le baite di Bures passando davanti alla deviazione per il paese di Sostila. Procediamo dritto sullo stesso sentiero percorso all’andata e in poco tempo raggiungiamo Sirta e il parcheggio. 02/10/2018. Per visualizzare altre foto: link.
E’ possibile raggiungere Campo Tartano anche con la bicicletta, sempre partendo da Sirta, noi l’abbiamo fatto nel 2017 (LINK), prima della realizzazione del ponte tibetano.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Alpe Caldenno
  2. Prato Maslino
  3. Alpe Granda
  4. Passo Dordona
  5. Val Fabiolo
  6. Rifugio Beniamino
  7. Val Masino e Val di Mello
  8. Sostila e il Ponte Tibetano
  9.