Pescegallo - Rifugio Benigni - Cima Occ.le dei Piazzotti - Bocchetta di Trona (Sondrio)

Località di partenza Villaggio di Pescegallo (1154 m) Sondrio
Lunghezza 14,2 km
Quota massima 2349 m Cima Occidentale dei Piazzotti
Dislivello complessivo in salita 1173 m
Arrivo Villaggio di Pescegallo (1154 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Villaggio di Pescegallo - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: Il villaggio di Pescegallo si raggiunge da Sondrio percorrendo la SS 38 fino a Morbegno. Si attraversa il paese e alla rotonda si gira a sinistra seguendo le indicazioni stradali per la Val Gerola. Lungo la strada si incontrano i paesini di Sacco (700 m), Rasura (800 m), Pedesina (1032 m) e Gerola Alta (1050 m).
Rifugio BenigniLasciamo l’auto nel parcheggio libero dell’impianto della seggiovia del villaggio di Pescegallo. Iniziamo subito la salita verso il Rifugio Salmurano passando diverse volte sotto l’impianto della seggiovia. Dopo circa un’ora di salita arriviamo di fronte al rifugio Salmurano (1750 m). Ci incamminiamo per i prati seguendo una magra traccia di sentiero, senza indicazioni, e manteniamo alla nostra sinistra i piloni di colore verde dell’impianto di risalita. Senza troppa difficoltà, in circa 30 minuti di salita, arriviamo al Passo Salmurano (2017 m) contraddistinto dalla statuetta della Madonna con bambino. Notiamo, con dispiacere, che la segnaletica verticale è ancora rotta, così come l’avevamo trovata nel 2011. Oltrepassiamo il varco roccioso che da direttamente sul versante bergamasco, da dove sale il sentiero proveniente dai PianiVerso il Passo di Salmurano dell’Avaro (1700 m). Alle nostre spalle possiamo ammirare la catena montuosa delle Retiche Valtellinesi. Da qui parte un breve, ma esposto tratto di sentiero (T3) che porta al canalone del Forno. Sarebbe auspicabile che questo breve tratto di sentiero (570 metri) sia reso più sicuro allargando la traccia terrosa oppure inserendo dei pali nel terreno con una fune d’acciaio. Il canalone, a prima vista, sembra impegnativo e molto esposto, tanto da impensierire l’ignaro escursionista, ma ci accorgiamo quasi subito che, facendo attenzione a seguire la traccia dettata dai segnavia rosso-bianco-rosso, è più facile del previsto. Dopo aver raggiunto la parte alta del canalone azzardiamo uno sguardo verso il basso e, anche dall’alto, suscita una certa impressione. Ci attende ancora un buon tratto di sentiero in netta salita prima di arrivare al rifugio Benigni (2222 m), da dove Passo di Salmuranoè possibile godere di un vastissimo panorama a 360° sulle cime alpine. Un indicatore di cime, posto dal CAI, si rivela utilissimo per individuare le cime della catena montuosa retica che si staglia innanzi a noi. Da sinistra a destra è possibile osservare il gruppo di cime della Val Masino con il pizzo Badile (3308 m) che si distingue per la sua caratteristica forma squadrata e della Val di Mello. Segue poi il Gruppo del Disgrazia (3678 m), il Gruppo del Il canalone del Forno e il sentiero esposto (T3) provieniente dal Passo di SalmuranoBernina con l’omonimo pizzo (4049 m) e la Cresta Guzza (3869 m). Oggi alcune cime sono coperte dalle nuvole ma riusciamo lo stesso a scattare varie foto. Eravamo stati qui nel 2011 (LINK) in una giornata particolarmente molto limpida. Ritorniamo verso il rifugio e andiamo a vedere i laghi dei Piazzotti. Il primo che s’incontra è il più piccolo ed è seguito da un secondo e poi da un terzo laghetto di dimensioni maggiori. Torniamo sui nostri passi e iniziamo la salita della Cima Occidentale di Piazzotti (2349 m), caratterizzata dalla croce di ferro. Sono appena 127 metri di dislivello e in circa 20 minuti raggiungiamo la cima. La vista spazia sul versante Valtellinese mentre su quello Bergamasco le nuvole basse impediscono quasi completamente la visuale. Riusciamo comunque a fotografare, su un pianoro erboso, il rifugio Cà San Marco (1830 m). Spostando lo sguardo verso destra, scopriamo, Rifugio Benigniincastonato fra le montagne, un singolare laghetto dalle acque trasparenti, il quale, grazie alla sua particolare forma tonda, è denominato Lago Rotondo (2256 m). Abbassando lo sguardo verso la valle notiamo in lontananza i laghi Zancone (1856 m) e Trona (1805 m). Da questa cima, quando il cielo è limpido, è possibile ammirare in tutta la sua lunghezza, la catena delle Alpi Retiche Valtellinesi. Guardando verso il Rifugio Benigni ammiriamo dall’alto anche i laghi dei Piazzotti e sullo sfondo la diga di Pescegallo. Un consiglio: se la giornata è limpida, non perdete l’occasione di salire fino a qui, perché sarete ampiamente ripagati dallo sforzo fatto per superare il modesto dislivello. E’ arrivato il momento di scendere e proseguire il giro. Ci riportiamo sul sentiero del rifugio Benigni e ne Rifugio Benigni e il Passo di Salmuranopercorriamo a ritroso un brevissimo tratto. Al bivio, seguiamo le indicazioni per il rifugio Grassi, verso destra, e aggiriamo il fianco della Cima Occidentale di Piazzotti. All’inizio il sentiero sale, ma poi segue una breve discesa che ci fa perdere subito quota fino a un piccolo pianoro, dove ci sono i cartelli segnavia che indicano, a sinistra, Ornica e dritto, il rifugio Grassi. Il sentiero è in salita e conduce a una piccola bocchetta, già ben visibile. La superiamo senza difficoltà e proseguiamo ancora per qualche minuto fino a giungere alla Bocchetta di Trona (2224 m), dove troviamo l’indicazione per il rifugio Grassi e per il Pizzo Tre Signori. Noi prendiamo la discesa che porta al lago Zancone. Anche questo tratto di sentiero è difficoltoso (T3) e bisogna prestare particolare attenzione. A pochi metri più in basso troviamo Verso il Lago Zancone e il Lago di Tronal’indicazione sulla sinistra per il lago Rotondo (ore 1,10), che avevamo già avuto modo di ammirare dalla Cima dei Piazzotti. L’intero percorso, sin dall’inizio, si svolge in pieno sole e non si incontrano fontane per fare rifornimento d’acqua. La discesa verso i laghi Zancone e Trona è abbastanza lunga, ma ci rincuora avere i due laghi sempre in bella vista. Giunti a un bivio troviamo i cartelli segnavia che indicano, a sinistra, il sentiero che porta al già citato Lago Rotondo (40 minuti di cammino, risalendo il versante opposto della valle). Proseguiamo sempre verso i laghi seguendo il sentiero n. 8 e mantenendoci, a mezza costa, a circa 2000 m di quota. Ignoriamo un altro sentiero che punta direttamente in basso verso le sponde del Lago Zancone e continuiamo a camminare affrontando alcuni sali e scendi da cui si domina dall’alto il lago caratterizzato da un bellissimo Il piccolo laghetto nei pressi del bivio per Fenilecolore verde. L’acqua del lago è trasparentissima e quasi quasi ci dispiace aver optato per il sentiero in quota. Proseguiamo il nostro cammino, oltrepassando alcune sassaie e dominando dall’alto anche il Lago di Trona, chiuso dall’omonima diga. Poco più avanti ignoriamo il sentiero sulla sinistra che conduce al Lago Zancone e giungiamo ai cartelli segnavia, che finalmente ci indicano la direzione per il villaggio di Pescegallo. A sinistra parte il sentiero in discesa che porta alla diga di Trona. Noi continuiamo dritto e prendiamo il sentiero che si spiana e si fa più largo fino ad un nuovo bivio con le indicazioni per la località di Fenile a sinistra (ore 1) e dritto per Pescegallo. Inizia ora la discesa che ci conduce a nuove indicazioni: piegando a sinistra si raggiunge il villaggio di Pescegallo in 45 minutiIl piccolo laghetto nei pressi del bivio per Fenile percorrendo un tratto del sentiero dell’Homo Selvadego, mentre proseguendo dritto si arriva al rifugio Salmurano (50 minuti). Inizia una ripida discesa che ci fa perdere velocemente quota fino all’attraversamento di un piccolo ma limpidissimo torrentello. Entriamo nel bosco, unico tratto ombroso dell’itinerario, e dopo circa dieci minuti giungiamo alle spalle dell’impianto della seggiovia, dove avevamo parcheggiato l’auto. Ci fermiamo al bar per gustarci due meritati cappuccini (3 euro) e per riprenderci dalla fatica. 15/09/2018. Per visualizzare altre foto: link.

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