Bassano del Grappa - Marostica - Vicenza - Soave - Verona 2ª tappa

Località di partenza Bassano del Grappa (129 m) Vicenza
Lunghezza 111 km
Dislivello complessivo in salita 923 m
Quota massima 260 m Perarolo
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Verona (62 m)
Acqua lungo il percorso SI - Madonna del Monte Berico - Perarolo - Soave
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link
Altre tappe 1ª tappa: Trento - Bassano del Grappa

Marostica: piazza CastelloPartiamo dal Ponte degli Alpini, pedaliamo su via Angarano e continuiamo sempre dritto fino ad immetterci su viale Diaz dove giriamo a destra.  Passiamo davanti alla chiesa dedicata alla Santissima Trinità, edificata dall'architetto Giovanni Miazzi (1740-1761) e continuiamo sempre dritto su viale Asiago fino all’incrocio con via Gallio dove giriamo a sinistra. Alla fine della strada giriamo a destra e poi subito a sinistra arrivando al Parco di Monte Crocetta. Proseguiamo percorrendo contromano, per le auto, ma consentito per le biciclette, strada Rivana e giunti su viale Palladio giriamo a sinistra. Al bivio con strada Rivana giriamo a destra e pedaliamo in tranquillità fino ad immetterci sulla SP72. Giriamo a sinistra e poi subito a destra, seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile denominata Anello del Veneto - I2, imboccando via Gobetti che in seguito diviene via Scamazzoni. Giunti sulla SP248 giriamo a destra pedalando sulla corsia riservata alle biciclette che si snoda a fianco della provinciale fino all’incrocio con via Cima da Conegliano dove giriamo a destra. Al bivio con via Canale giriamo a sinistra e continuiamo sempre dritto arrivando alla chiesa di Santa Maria Assunta a Marostica. Continuiamo su via Alpino, giriamo a destra su Corso Mazzini, passiamo sotto Porta Bassano e proseguiamo fino all’incrocio con via Battisti dove giriamo a destra. Risaliamo la Vicenza: basilica palladianastrada acciottolata sfruttando le “rotaie” in pietra fino a giungere alla chiesa di Sant’Antonio Abate e, più in alto, la chiesa dei Carmini. Imbocchiamo via Sant’Antonio e arriviamo alla famosa piazza Castello dove si gioca la "Partita a scacchi a personaggi viventi”. Fotografiamo il castello inferiore, Palazzo del Doglione e poi proseguiamo su Corso Mazzini uscendo da Marostica. Pedaliamo con attenzione sulla SP121 fino a Pianezze dove al bivio con via Tezze giriamo a sinistra. Proseguiamo sempre dritto, al bivio con via Papa Giovanni XXIII giriamo a destra e giunti a Villaraspa, davanti alla chiesa, giriamo a sinistra su via Groppelle. Percorriamo su sterrato ben battuto e ricoperto da un leggero strato di ghiaietto 1,1 km e ritrovato l’asfalto giriamo a sinistra su via Cantarana. Seguiamo la SP61 fino all’incrocio con la SP111, con attenzione l’attraversiamo, e proseguiamo su via Breganzina. Seguiamo la segnaletica verticale dell’Anello del Veneto pedalando fra curve a destra e curve a sinistra fino a Maragnole. Giunti al bivio con via Chiesa giriamo a destra su strada consentita solo ai pedoni, passiamo davanti alla chiesa, giriamo a sinistra e al bivio con via San Felice giriamo a destra. Appena passato il cartello della fine del paese di Maragnole giriamo a sinistra imboccando via Palugare Vicenza: il porticato che conduce al Santuario della Madonna di Monte Bericoe proseguiamo sempre dritto su via Romana. Continuiamo sempre dritto, costeggiamo il cimitero e arriviamo a Sandrigo (64 m). Al bivio con via Ognissanti giriamo a destra e proseguiamo fino al semaforo. Attraversiamo la SP248, imbocchiamo viale Ippodromo e giunti in Piazza Matteotti ci fermiamo per fotografare il Municipio. Proseguiamo fino all’incrocio dove facciamo una breve deviazione sulla sinistra su via Roma per fotografare la chiesa costruita in mattoni faccia vista di due colori che danno vita a motivi geometrici. Torniamo indietro, giriamo a sinistra e ci fermiamo in Piazza Vittorio Emanuele davanti alla chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Rimontati in sella pedaliamo su via IV novembre, oltrepassiamo la località Astichello e proseguiamo su strada delle Longasole. Giunti a Tezze continuiamo sull’omonima via, all’incrocio giriamo a destra su via Chiesa, e pedaliamo sulla pista ciclabile che si snoda parallela alla strada. Passiamo sopra al fiume Astico, oltrepassiamo Lupiola e sovrappassiamo l’autostrada A31. Proseguiamo seguendo la ciclabile fino a Cavazzale dove giriamo a sinistra su via Parmesana che in seguito diviene via Leonardo da Vinci. Proseguiamo su strade secondarie e senza traffico fino a Vicenza dove ci fermiamo per visitare la chiesa di San Marco in San Girolamo (1720-57) in stile Vicenza: Santuario della Madonna di Monte Bericobarocco nel cui interno sono custodisce varie opere d’arte. Riprendiamo il giro passando sul ponte Pusterla, giriamo a sinistra su Contrà Apolloni, costeggiamo il Palazzo Leoni Montanari, teniamo la sinistra su Contrà delle Canove e continuiamo verso il ponte degli Angeli sul fiume Bacchiglione. Imbocchiamo Corso Palladio, sulla destra, e ci fermiamo per ammirare il Teatro Olimpico, progettato da Andrea Palladio nel 1580, che è il primo e più antico teatro stabile coperto dell'epoca moderna. Nel 1994 è stato incluso nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, come le altre opere palladiane. Dalla parte opposta della strada si erge il Palazzo Chiericati, disegnato da Palladio, sede della pinacoteca civica. Continuiamo il giro percorrendo Corso Palladio, girando a destra su Contrà Santa Corona e ci fermiamo a visitare l’omonima Chiesa (XIII sec.). Finita la visita ritorniamo su Corso Palladio fino all’incrocio con Contrà Daniele Manin dove giriamo a sinistra arrivando in Piazza delle Biade dove sorge la chiesa di Santa Maria dei Servi il cui portale venne eseguito dalla bottega presso cui lavorava Andrea Palladio all'inizio della propria carriera e costituirebbe una delle sue primissime opere. Dopo la visita ci dirigiamo nell’attigua Piazza dei Signori, vero centro della città oggi invasa dalle bancarelle del mercato dell’antiquariato. Sulla piazza, di forma rettangolare, sorge da un lato la Basilica Palladiana (1459) e la torre Bissara (XII sec.), mentre nel lato opposto si ergono la Loggia del Capitaniato (anch'essa opera di Palladio), il Palazzo del Monte di Pietà con la Chiesa di San Vincenzo che conserva all’interno la cappella della Pietà opera di Orazio Marinalli. Finita la visita giriamo a sinistra su piazza Andrea Palladio e fotografiamo la statua a lui dedicata. TorniamoPanorama su Vicenza da Monte Berico indietro pedalando su contrà Cavour fino all’incrocio con Corso Palladio dove ci fermiamo per ammirare Palazzo Trissino progettato nel 1588 da Vincenzo Scamozzi (allievo di Andrea Palladio) oggi sede del Comune di Vicenza. Continuiamo su Corso Palladio fino all’incrocio con via Battisti, giriamo a sinistra e ammiriamo l’abside del Duomo con il tamburo e la cupola progettati da Andrea Palladio. All’incrocio con Contrà Garibaldi giriamo a destra, costeggiamo la cattedrale di Santa Maria Annunciata fino ad arrivare in Piazza del Duomo. Visitiamo l’interno dove ammiriamo l’altare maggiore e varie opere d’arte. Finita la visita rimontiamo in sella, passiamo davanti all’Oratorio del Gonfalone (1594-96) e continuiamo a pedalare dirigendoci verso la stazione ferroviaria. Passiamo sopra al fiume Retrone, sovrappassiamo i binari, giriamo su via Avogadro di Casanova dove successivamente giriamo a sinistra e costeggiamo, in forte salita, il lungo porticato che conduce fino al Santuario della Madonna di Monte Berico (1688-1703). Giunti al Santuario fotografiamo la facciata dove sopra il portale è rappresentata la Vergine che appare a Vincenza Pasini, opera di Orazio Marinali. Entriamo nel chiostro e poi nel refettorio dove ammiriamo la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese (1572). Visitiamo l’interno della basilica che racchiude molte opere d’arte e finita la visita ci rechiamo nel piazzale Santuario della Madonna di Monte Berico visto dal Parco del Museo del Risorgimento e della Resistenzadella Vittoria dove c’è uno splendido punto panoramico su Vicenza. Ritorniamo sulla SP19 e proseguiamo il nostro itinerario arrivando al Museo del Risorgimento e della Resistenza, che sorge sul colle Ambellicopoli (151 m), dove facciamo una breve sosta. All’interno del parco si trova una Zelcova (Zelcova carpinifolia), censita tra gli alberi monumentali della provincia di Vicenza. Finita la visita rimontiamo in sella e pedaliamo sulla SP19 alternando brevi salite e brevi discese. Siamo sui Colli Berici, oltrepassiamo Arcugnano e arriviamo a Perarolo dove finisce la salita. Fotografiamo la particolare torre campanaria in stile neogotico e riforniamo le nostre borracce. Continuiamo a pedalare fino a Brendola, passiamo sotto la Rocca dei Vescovi (X sec.) e ci rechiamo alla chiesa di San Michele Arcangelo (X-XI sec.) dove all’interno è custodita la pala d’altare di Girolamo Dal Toso che venne inserita da Napoleone Bonaparte tra i beni da defraudare. Finita la visita ci affacciamo dall’ampio terrazzo e ci godiamo il panorama sulla pianura sottostante. Proseguiamo in discesa arrivando nuovamente sulla SP12 dove di fronte si erge l’Incompiuta, ovvero il Duomo di Brendola. Proseguiamo sulla SP12, giriamo a sinistra su via Rossini e per strade secondarie arriviamo a Montebello Vicentino dove ci fermiamo davanti alla chiesa dedicata a Santa Maria SoaveAssunta. Proseguiamo sempre dritto fino ad arrivare all’incrocio con strada della Mira dove giriamo a destra e dopo la rotonda imbocchiamo via alla Prà sulla sinistra. Affrontiamo un lungo rettilineo, pedaliamo velocemente sotto il sole, oltrepassiamo Sorio, costeggiando i vigneti dove si produce il vino “Gambellara” e arriviamo a Monteforte d’Alpone (38 m) entrando nella provincia di Verona. Passiamo sopra al ponte sul torrente Alpone ed entriamo nel paese guidati dal campanile della chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore preceduta da una vasta scalinata che conduce ad un largo pronao, composto da 14 colonne corinzie alte 12 metri. Giriamo a sinistra su via Dante, proseguiamo sempre dritto, costeggiamo i vigneti dove si produce il vino Soave, pedaliamo paralleli all’Autostrada A4-Serenissima e alla rotonda teniamo la destra. Proseguiamo sulla SP58 fino al centro di Soave dove notiamo subito le mura perfettamente conservate del castello. Passiamo sotto Porta Verona, imbocchiamo via Roma, passiamo davanti alla chiesa di San Lorenzo, patrono della città, e arriviamo in piazza Antenna dove sorge il Palazzo di Giustizia (1375). Inizia adesso la salita al castello su strada lastricata, costeggiamo la chiesa dedicata a Santa Maria dei Domenicani (XV sec.) e poi proseguiamo Soave: Porta Veronaa piedi fino all’entrata del castello. Fotografiamo il ponte levatoio e Porta San Giorgio. Su strada asfalta e in veloce discesa arriviamo al Santuario di Santa Maria della Bassanella (XI sec.) che custodisce all’interno pregevoli affreschi. Proseguiamo su via Bassano e giunti davanti alla Porta Aquila giriamo a destra su via Adami costeggiando le mura del castello. Giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per San Vittore, passiamo sopra il ponte sul torrente Tramigna imboccando via Risorgimento e proseguiamo dritto. Alla rotonda continuiamo dritto sulla SP37 costeggiando i vigneti, oltrepassiamo San Vittore e in salita arriviamo a Colognola ai Colli. Sempre costeggiando i vigneti arriviamo alla rotonda dove proseguiamo dritto seguendo l’indicazione stradale per S. Martino B.A. (5 km). Alla rotonda successiva facciamo lo stesso rimanendo sulla SP37, oltrepassiamo la località di Casette Marcellise e arriviamo a San Martino Buon Albergo (45 m). Percorriamo l’ultimo tratto di via Piave contromano fino ad immetterci sulla SR11. Passiamo sopra al fiume Fibbio e continuiamo sempre dritto fino all’incrocio con via Caval dove giriamo a destra. Pedaliamo su questa strada alberata mantenendo sulla nostra destra un piccolo canale e giunti all’inizio della pista ciclabile giriamo a sinistra su via della Polveriera. Giunti all’incrocio con via Verona: l'ArenaMattaranetta giriamo a sinistra, passiamo sotto la tangenziale Est di Verona e sbuchiamo su via Confortini dove imbocchiamo la pista ciclabile. Alla rotonda giriamo a destra, rimanendo sulla ciclabile e alla successiva giriamo a sinistra imboccando via Banchette. Continuiamo su ciclabile sempre dritto su via Badile, giriamo a sinistra su via Guarino da Verona e poi a destra su via Pisano. Siamo a Verona, al semaforo giriamo a sinistra su via Barana e giunti davanti a Porta Vescovo sottopassiamo le mura ed entriamo in città percorrendo via XX settembre. Continuiamo su questa via, che più avanti diviene senso, vietato per le automobili, ma consentito per le biciclette, fino ad arrivare su Ponte delle Navi dove passiamo sopra all’Adige. Dopo il ponte teniamo la destra, sempre mantenendoci su corsia preferenziale, e arriviamo alla chiesa di San Fermo Maggiore. Al suo interno c’è la cappella Alighieri dove sono sepolti gli ultimi discendenti del sommo poeta. Moltissime opere d’arte rendono questa chiesa un piccolo museo, e per citarne una: il Mausoleo Brenzoni opera dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo con i lati del baldacchino affrescati da Pisanello. Finita la visita continuiamo su Stradone San Fermo fino ad arrivare all’Arena, altro monumento emblematico della città. L’Arena, uno dei più grandi anfiteatri romani superstiti dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua, è stata costruita nel I sec. con blocchi di calcare della Valpolicella. Eravamo stati qui in aprile durante il nostro giro a tappe che, dalle Sorgenti dell’Adige, passando per Bolzano e Trento, conduce a Verona: link. Proseguiamo dritto lungo Corso Porta Nuova seguendo la pista ciclabile fino alla stazione ferroviaria e da qui seguiamo a ritroso la stessa strada che avevamo percorso sabato mattina fino al parcheggio dell’auto. 10/06/2018. Per visualizzare altre foto: link