Ciclovia dell'Adige: Rovereto - Rivoli Veronese - Bussolengo - Verona 4ª tappa

Località di partenza Rovereto (210 m) Trento
Lunghezza 85,1 km
Dilivello complessivo in salita 457 m
Quota massima 225 m punto panoramico dopo Rivoli Veronese
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Verona (62 m)
Acqua lungo il percorso SI - Rivoli Veronese - Bussolengo
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link
Altre tappe 1ª tappa - 2ª tappa - 3ª tappa

Panorama sulla valle dell'Adige visto da Rivoli VeroneseUsciamo dal B&B Bettini e imbocchiamo via della Terra percorrendo la stessa strada da cui eravamo arrivati il giorno prima. In discesa costeggiamo il torrente Leno fino ad arrivare sulla pista ciclabile dell'Adige proprio nel punto in cui il torrente sfocia nel fiume Adige. Giriamo verso sinistra e in tutta tranquillità pedaliamo lungo questa bella pista ciclabile che avevamo già percorso fino al bivio per Mori. Inizia per noi un tratto nuovo e proseguiamo dritto fino al ponte che sovrappassa il canale. Qui ci dobbiamo fermare perché un gregge di circa 1000 pecore, così ci ha detto il pastore, sta transumando verso l’alpeggio usufruendo della pista ciclabile. Passato il gregge rimontiamo in sella e seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile proseguiamo lungo l’Adige, che manteniamo sulla nostra destra. Giunti nei pressi di Villetta la ciclabile passa sull’altra sponda e pedaliamo fra i vigneti ben curati. Anche oggi troviamoIl forte di Rivoli Veronese dei lunghi rettilinei e pedaliamo velocemente paralleli alla SP90 fino alle porte di Avio dove sovrappassiamo l’inizio del canale Biffis mantenendo l’Adige sulla nostra sinistra. Passiamo a fianco del casello autostradale dell’A22, Ala – Avio  e ci fermiamo per fotografare il castello d’Avio. Non possiamo fare a meno di pensare che nel 2016, partendo da Avio siamo saliti fino a Bocca del Creer e al Rifugio Graziani (link), un giro indimenticabile per le forti emozioni che ci ha regalato. Rimontati in sella proseguiamo sulla ciclabile sempre costeggiando l’Adige fino a Borghetto all’Adige dove giriamo a destra, sovrappassiamo l’A22 e giungiamo all’incrocio con la SP11 proprio al confine regionale tra Trentino Alto Adige e Veneto. Siamo nella provincia di Verona, attraversiamo con attenzione la SP11 e imbocchiamo la pista ciclabile in salita che in 150 metri, con una pendenza media dell’8,2% ci porta all’incrocio con il canale Biffis. La ciclabile Il ponte ciclabile a fianco del canale Biffiscosteggia il canale mantenendolo sulla nostra destra e con un lunghissimo rettilineo giungiamo al ponte che ci consente di portarci sulla sponda opposta. Velocemente raggiungiamo il piccolo centro di Belluno Veronese dopo aver percorso da Rovereto 32,3 km. Proseguiamo su strada a scarso traffico fino alla fine del paese. Appena dopo il ponte sul canale Biffis giriamo a destra riprendendo la pista ciclabile dedicata. A un certo punto la ciclabile attraversa la SP11 e si riporta, per un breve tratto, a fianco dell’Adige. Riattraversiamo la SP11 e ci riportiamo a fianco del canale Biffis che seguiamo fino a quando ritorniamo a fianco della SP11. Un altro attraversamento e poi affrontiamo 120 metri di salita con pendenza media del 13%. Ritornati a fianco del canale Biffis procediamo velocemente fino a Preabocco dove lasciamo il canale e ci riportiamo in riva all’Adige. Proseguiamo fra i vigneti fino a quando arriviamo nei pressi di Brentino Belluno, anche questo, per noi, un luogo carico di ricordi. Eravamo stati qui nel 2017 per salire a piedi, lungoForte Chievo il Sentiero del Pellegrino, al Santuario Madonna della Corona (link), un luogo veramente unico e che consigliamo di visitare. Proseguiamo il nostro giro fino a quando scorgiamo, sulla nostra destra, in alto sul Monte Cordespino (451 m), il Forte San Marco (1888 – 1913) che fotografiamo. Il forte deve il suo nome alla chiesetta dedicata a San Marco che nel XV secolo sorgeva qui e che nel giorno del 25 aprile era meta di numerosi pellegrinaggi. Rimontati in sella, poco dopo, avvistiamo il castello di Rivoli Veronese proprio difronte  a noi. Inizia adesso il tratto più duro dell’intero percorso, dove la segnaletica stradale indica tre tratti al 20% di pendenza. Percorriamo i primi 800 metri con una pendenza media del 7,2% giungendo al punto panoramico dove ci fermiamo per scattare le foto e per mangiare una banana. Un altro tratto di salita e arriviamo a Rivoli Veronese dove fotografiamo il Forte di Rivoli, conosciuto anche come Forte Wohlgemuth, Verona: San Zeno Maggiorein onore del generale austriaco. Fu costruito dagli austriaci nel 1850 e nel 1866 passò sotto il dominio italiano quando il Veneto venne annesso all’Italia. Il Forte si staglia sulla collina e purtroppo è visitabile solo la domenica. Da Rovereto a qui abbiamo percorso 49,3 km. Proseguiamo dritto e giunti al bivio con via Molonara giriamo a sinistra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. Dopo pochi metri, sulla destra inizia un tratto di ciclabile dedicata. Le salite non sono ancora finite ed ecco che affrontiamo un tratto lungo circa 300 metri con una pendenza media del 7,1%. Giunti alla segnaletica verticale indicante un punto panoramico, scendiamo di sella e proseguiamo a piedi per pochi metri, fino ad affacciarci sulla piana dell’Adige e in lontananza il Forte di Rivoli. Qui troviamo diverse orchidee selvatiche, alcune della specie Offride di Bertoloni (Ophrys bertolonii) che non avevamo mai visto. Proseguiamo sulla ciclabile fino in località Gaium dove la pista si snoda a fianco del canale Biffis. Affrontiamo una breve salita su di unVerona: Ponte Scaligero bel ponte di legno interamente ciclabile che ci consente di sovrappassare la SP11 e continuare su questa bella ciclabile sempre a fianco del canale Biffis. Un altro ponte, come quello precedente e con la stessa funzione ci consente di evitare gli attraversamenti a raso e di proseguire nella pedalata senza bisogno di frenare. Giunti alle porte di Bussolengo sovrappassiamo il canale Biffis e ci immettiamo a fianco di via Roma che per i primi metri è ciclabile. Percorriamo il centro del paese pedalando su Corso Mazzini dove ci fermiamo per prendere un gelato. Da Rovereto a qui abbiamo percorso 65 km. Dopo questa pausa ristoratrice rimontiamo in sella e proseguiamo fino al bivio con via San Rocco dove giriamo a sinistra. La pista ciclabile si snoda a fianco della strada comunale San Vito e su sede protetta. Sottopassiamo la SS12 e poco prima del ponte sul canale Alto Verona: CastelvecchioAgro Veronese teniamo la destra e continuiamo sulla pista ciclabile seguendo la segnaletica verticale indicante Verona. Continuiamo lungo il canale fino alla fine della ciclabile che termina immettendosi su via Turbina. Passiamo a fianco del muro di cinta di Forte Chievo e giunti al bivio con via Bionde giriamo a destra, percorriamo 150 metri e arriviamo all’ingresso del forte. Il forte dedicato al giovane imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo è stato costruito tra il 1850 ed il 1852 per volontà di Radetzky, su progetto del maggiore Conrad Petrasch. L'importanza di questo forte sta nel fatto che è servito come modello di architettura militare absburgica per le successive fortificazioni di Verona e dell'impero asburgico. È ragguardevole la perfezione geometrica dell'impianto planimetrico, la sua simmetria, l'impiego di raccordi curvilinei, la complessa e razionale articolazione delle parti. Torniamo indietro fino all’incrocio, giriamo a destra, passiamo sotto la ferrovia e proseguiamo su via Aeroporto A. Berardi. Siamo a Chievo e giunti Verona: l'Adige visto dal Ponte Scaligeroall’incrocio con il ponte diga giriamo a sinistra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. Passiamo il cancello e ci portiamo fra il canale industriale Camuzzoni e il fiume Adige. La pista ciclabile corre dritta a fianco del canale conducendoci verso il centro di Verona. Giunti all’incrocio con Corso Milano decidiamo di recarci velocemente al parcheggio dove avevamo lascito l’auto e così giriamo a destra. Su pista ciclabile che si snoda sopra il marciapiede arriviamo fino all’incrocio con via Gramsci, giriamo a sinistra e la percorriamo tutta fino ad arrivare su via Curriel dove c’è la nostra auto. Verificato che tutto è tranquillo rimontiamo in sella e ritorniamo indietro per la stessa strada. Giunti nuovamente sul canale Camuzzoni lo attraversiamo e proseguiamo dritto su Corso Milano fino ad arrivare a San Zeno Maggiore, uno dei capolavori del romanico in Italia. La chiesa, che sorse sulla tomba del primo vescovo veronese, presenta nella facciata un grande rosone (XIII sec.). Il portale, munito di protiro con rilievi di maestro Nicolò (1138), Verona: piazza delle Erbeha nei lati delle formelle scolpite con scene del vecchio testamento. Dopo la sosta rimontiamo in sella, percorriamo via San Giuseppe e ci portiamo in riva all’Adige. Saliamo sull’argine e ci fermiamo per fotografare il Ponte Scaligero che collega Castelvecchio all’opposta sponda dell’Adige e che da questa posizione appare in tutta la sua bellezza. Proseguiamo il nostro giro turistico, costeggiamo Castelvecchio, il principale monumento dell’architettura civile del medioevo a Verona eretto da Cangrande II della Scala a propria dimora e fortezza nel 1354-57, fino a varcarne l’ingresso e salire sul Ponte Scaligero. Torniamo indietro, giriamo a sinistra e ci fermiamo per fotografare l’Arco dei Gavi (I sec.), un arco monumentale posto sulla via Postumia che portava verso il centro abitato. Ci affacciamo sull’Adige per fotografare ancora il Ponte Scaligero e poi montiamo in sella e tranquillamente arriviamo a Porta Borsari (I sec.), altro notevole monumento di epoca romana. Proseguiamo dritto su Corso Porta Borsari fino a giungere in Piazza delle Erbe (o Domus Mercatum), la piazza più antica di Verona che sorge sopra l’area del Foro Verona: l'ArenaRomano. Il monumento più antico della piazza è la fontana sormontata dalla statua denominata Madonna Verona d'epoca romana datata 380 con integrazioni medievali. Fotografiamo il capitello, detto Tribuna (XIII sec.) e, davanti a palazzo Maffei, la colonna in marmo bianco sormontata dal leone di San Marco. La piazza è piena di turisti e non è facile districarsi con le biciclette. Sulla piazza si affaccia l'antico palazzo del Comune, la Torre dei Lamberti, la Casa dei Giudici e le case dei Mazzanti. Proseguiamo il giro spingendo le biciclette lungo via Mazzini fino ad arrivare davanti all’Arena, altro monumento emblematico della città. L’Arena, uno dei più grandi anfiteatri romani superstiti dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua, è stata costruita nel I sec. con blocchi di calcare della Valpolicella. Proseguiamo dritto lungo Corso Porta Nuova e finalmente troviamo un bar-pasticceria tranquillo e lontano dalla moltitudine di turisti, che, approfittando della bella giornata, hanno deciso di visitare questa suggestiva cittadina veneta. Riposati e ristorati con due cappuccini e due paste rimontiamo in sella e seguendo la pista ciclabile arriviamo a Porta Nuova dove ci fermiamo per una foto. Riprese le biciclette arriviamo alla stazione ferroviaria e da qui seguiamo a ritroso la stessa strada che avevamo percorso sabato mattina fino al parcheggio dell’auto. 24/04/2018. Per visualizzare altre foto: link

Altre tappe
  1. 1ª tappa: Malles - Passo Resia
  2. 2ª tappa: Bolzano - Rovereto
  3. 3ª tappa: Rovereto - Verona