Malles Venosta – Clusio – Lago della Muta – Lago di Resia – Sorgente Adige - Passo Resia – Burgusio: 1ª tappa

Località di partenza Malles Venosta (996 m) Bolzano
Lunghezza 45,6 km
Dislivello complessivo in salita 1036 m
Quota massima 1578 m Fonte del fiume Adige
Ciclabilità 100% - 90% asfalto e 10% sterrato
Arrivo Burgusio (1235 m) Bolzano
Acqua lungo il percorso SI - Malles Venosta - Burgusio - Resia
Parcheggio libero Verona, via Eugenio Curriel - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profi Link
Altre tappe 2ª tappa - 3ª tappa - 4ª tappa

Come arrivare: uscire al casello autostradale di Verona Nord, alla rotonda si prende la prima uscita e si continua sulla destra seguendo le indicazioni stradali per Mantova, Tangenziale, Verona Centro e Stadio. Alla prima uscita uscire seguendo le indicazioni per Verona Centro, Stadio e Santa Lucia. Continuare su questa strada fino all’uscita Stadio e poi percorrere via Bretella A22 fino alla rotonda. Imboccata via Sogare si gira a sinistra su via Don Luigi Sturzo. Giunti al semaforo si gira a sinistra su via San Marco e dopo il semaforo successivo si tiene la destra arrivando in via Eugenio Curriel. Si può parcheggiare qui oppure su via Gramsci.
Malles Venosta: Maria HimmelfarthPartiamo da Verona con il treno reginale delle ore 7,09 che effettua il trasporto biciclette (€ 12,35 a persona + € 3,50 a bicicletta) e arriviamo alla stazione di Bolzano alle ore 9,26. Scendiamo velocemente dal treno e ci precipitiamo alla biglietteria per acquistare i biglietti della tratta ferroviaria Bolzano – Malles Venosta. Abbiamo pochi minuti prima che il treno parta, ma alle 9,35 riusciamo a prendere il treno delle ferrovie Trentine (SAD). Il costo del biglietto è di € 13,50 a persona + € 7,00 a bicicletta. Il treno è molto bello, pulito e con i finestrini panoramici, ma a nostro avviso non è attrezzato bene per il trasporto biciclette, anche se, considerato l’elevato numero di turisti in bicicletta dovrebbe essere il contrario. Infatti, seppure siano presenti numerosi vagoni adibiti al trasporto delle biciclette, la loro collocazione non è delle migliori. Le biciclette vengono addossate a sedili chiusi e fissate con una cintura flessibile. E’ possibile fissare solo un paio di biciclette e le successive vengono addossate a queste, senza possibilità di fissaggio. In tempi di alta stagione possiamo immaginare il caos di biciclette accatastate una sopra l’altra. Giunti alla stazione di Merano dobbiamo cambiare treno, c’è solo un minuto di tempo, ma niente paura, il treno si trova al binario di fronte e pertanto è impossibile perderlo. Fatto il trasbordo proseguiamo il nostro viaggio fino a Malles Lago della MutaVenosta carichi come molle in vista dell’avventura che ci aspetta. Alle ore 11,38 giungiamo alla stazione di Malles Venosta, carichiamo le borse sulle biciclette e imbocchiamo via Stazione dirigendoci verso il centro cittadino. Giunti al bivio con via dell’Ospedale giriamo a destra e ci fermiamo in piazza della parrocchiale per toglierci i gambali e il giubbetto perché è già molto caldo, circa 27°. Approfittiamo della sosta per fotografare la chiesa dedicata a Maria Himmelfarth e la torre rotonda medievale Fröhlichsburg. Rimontati in sella proseguiamo il giro continuando su via della stazione e giunti al bivio con via San Benedetto giriamo a destra percorrendo il centro di Malles Venosta su pavé. Il paesino è molto carino e ben tenuto, in piazza Centrale si trova la residenza Liechtenegg del 1525 con alcuni affreschi sulla facciata. Giriamo a destra su via Generale Verdross e proseguiamo finoLago di Resia all’incrocio con via Grozzes dove giriamo a destra. Ritornati su via della stazione proseguiamo dritto su via dell’Ospedale, costeggiamo le mura del cimitero e proseguiamo dritto fino al bivio con via Frohlichgasse, dove giriamo a destra, passiamo il sottopasso e ci fermiamo per fotografare la torre rotonda medievale Fröhlichsburg. Proseguiamo fino al bivio con via San Benedetto dove giriamo a sinistra e proseguiamo verso Clusio. Giunti davanti alla chiesa dedicata a San Benedetto (XI sec.), purtroppo chiusa, non possiamo ammirare al suo interno i resti del ciclo di affreschi (IX sec. circa) che sono tra le pochissime testimonianze della pittura parietale carolingia in Europa. Rimontati in sella imbocchiamo la pista ciclabile, che si snoda parallela a via San Benedetto, fino alla Resia: Fonte del fiume Adigecappella dedicata a St. Anton. Continuiamo dritto fino a Clusio (Schleis, in tedesco) (1069 m), dove giriamo a destra imboccando la ciclabile Claudia Augusta. Inizia adesso il tratto più duro di tutto il percorso dove affrontiamo tre faticose salite: la prima ha una pendenza del 20%, la seconda del 16% e la terza del 19% (così indicati dai cartelli stradali presenti lungo il percorso). Il luogo è molto bello e grazie al paesaggio, ma anche all’adrenalina accumulata durante il viaggio riusciamo a superare questo tratto arrivando alle porte di Burgusio. Giunti a Castel Fürstenburg (Castel Principe), eretto nel secolo XIII sec. per conto dei vescovi di Coira ci fermiamo per una fotografia e per riprendere fiato dopo l’ultima salita al 19% di pendenza. Riprendiamo il nostro giro e arriviamo a Burgusio (1200 m), giriamo a destra e poi a sinistra seguendoPasso Resia: crochi in fiore sempre la segnaletica verticale della pista ciclabile. Attraversiamo il piccolo paese e ci fermiamo nella piazza principale dove c’è una fontana sormontata da una statua raffigurante San Florian. Da Clusio a qui abbiamo percorso 2,3 km superando un dislivello di 159 metri con una pendenza media del 6,9%. Prima di proseguire in salita facciamo tappa alla Pensione Florian dove abbiamo prenotato per il pernottamento. Sono le ore 13.00 e dopo aver appoggiato le borse in camera riprendiamo l’itinerario. Proseguiamo sempre in salita, fra spettacolari paesaggi e il fiume Adige sulla nostra destra, fino ad arrivare lungo le rive del Lago della Muta. Da Burgusio a qui abbiamo percorso altri 4,1 km superando un dislivello di 235 metri con una pendenza media del 5,6% e Passo Resiamassima dell’11,6%. Percorriamo il lungolago sulla nostra sinistra e troviamo la prima neve lungo la ciclabile. Il panorama è magnifico, possiamo vedere il Corno Grande (2630 m), la Cima Sparvieri (2900 m), il Seeberkopf (2814 m), l’Angerlekopf (2817 m) e la Cima Termine (2637 m) tutte ancora ricoperte di neve. Ci fermiamo in un punto panoramico dove possiamo ammirare le casette di San Valentino alla Muta che si specchia nel lago. Proseguiamo il giro, affrontiamo un tratto di sterrato lungo 500 metri formato da un fondo ben battuto e ricoperto da un leggero strato di ghiaietto e giunti alla fine del lago ci fermiamo per scattare altre foto. Rimontati in sella raggiungiamo San Valentino alla Muta (1470 m). Dalla stazione di Malles Venosta a qui abbiamo percorso 12,5 km superando un dislivello di 574 metri. Sempre seguendo le puntuali indicazioni della pista ciclabile attraversiamo il paesino e procediamo in direzione di Resia. Lago di ResiaDopo una salita lunga 180 metri con pendenza media del 9,9% arriviamo sopra la diga del Lago di Resia. Decidiamo di percorre il lato alla nostra destra del Lago di Resia e così procediamo velocemente, sempre su sede protetta, rimanendo paralleli alla SS40. Qui troviamo alcuni tratti di sterrato con leggero ghiaino e fondo compatto percorribile, prestando un po’ di attenzione, anche con bicicletta da corsa. Giunti a Curon Venosta possiamo ammirare l’attrattiva del Lago di Resia, il campanile che affiora dalle acque del lago. Facciamo una sosta per ammirare il magnifico panorama e per fare numerose fotografie. In alcuni punti il lago è ancora ghiacciato. Sono le 15,10 e approfittiamo per fare uno spuntino con panini alla pancetta. Eravamo così affascinati dal luogo che ci eravamo quasi scordati del pranzo! Proseguiamo lungo la sponda del lago fino a Resia dove facciamo una deviazione sulla destra per andare a Un tratto della pista ciclabilevedere la sorgente dell’Adige. Attraversiamo con attenzione la SS40 e imbocchiamo via Waldboden in forte salita, 300 metri con il 10,3% di pendenza media. Dopo un tornante giriamo a sinistra e su carrareccia sterrata ma ben battuta proseguiamo in falsopiano fino a giungere davanti ad un bunker ben mimetizzato. L'opera, voluta da Benito Mussolini, è stata costruita racchiudendo la vera sorgente del fiume Adige, in quanto si temeva che i nemici potessero avvelenare l'acqua. Spingiamo la bici passando sopra i rimanenti cumuli di neve e, in discesa, raggiungiamo la sorgente dell’Adige (1550 m) dove ricarichiamo le borracce dopo la foto di rito. Il luogo è molto suggestivo. Di fronte a noi si elevano le cime che separano l’Italia dalla Svizzera mentre, proseguendo lungo la strada, dopo il Passo di Resia, si raggiunge il confine con l’Austria. L’Adige è il secondo fiume più lungo d’Italia con i suoi 415 km e sfocia nel Mar Adriatico nei pressi di Chioggia (Venezia). Lago di ResiaTorniamo indietro per la stessa strada fino alla pista ciclabile e proseguiamo verso il Passo Resia giungendo quasi al confine austriaco. Il cartello indicante il Passo (1509 m) non è presente in questo punto a 1509 m, ma è situato più avanti, circa un chilometro, nei pressi del confine Italia/Austria con l’altimetria ridotta a 1455 metri. I prati sono ricoperti a perdita d’occhio dai crochi, per la maggior parte di colore bianco. Dopo numerose foto iniziamo il ritorno percorrendo la stessa ciclabile fino a Resia dove giriamo a destra per pedalare sull’altra sponda del Lago. Procediamo in tranquillità gustandoci i magnifici paesaggi circostanti e ci fermiamo ogni tanto per scattare qualche foto. Giunti alla fine del lago giriamo a sinistra, passiamo sulla diga e proseguiamo sulla ciclabile percorsa all’andata fino a Burgusio. Alla fine del paese giriamo a destra dove imbocchiamo strada di Slinga per andare a visitare l’Abbazia Lago di ResiaBenedettina di Marienberg a quota 1340 m, la più alta d’Europa. La strada sale subito con decisione, i primi 150 metri hanno una pendenza media del 11,2% poi, giunti alla Heiligkreuzkapelle la pendenza si attenua e i successivi 450 metri hanno una pendenza media del 6%. Ci fermiamo un momento per fotografare il complesso benedettino dal basso, illuminato dagli ultimi raggi di sole e poi di nuovo in sella fino al primo tornante dove ci fermiamo per fotografare sullo sfondo Malles Venosta e il panorama circostante. Abbiamo percorso altre 460 metri con pendenza media del 5,6%. Continuiamo la pedalata arrivando al secondo tornate dove al bivio siamo ripagati dallo sforzo fatto. L’Abbazia benedettina appare in tutto il suo splendore. L’imponente mole bianca si erge in tutta la sua maestosità e non possiamo fare a meno di fermarci per fotografarla. Dal primo al secondo tornante Burgusio: Abbazia Benedettina di Marienbergabbiamo percorso 300 metri con pendenza media dell’8,8%. Ci attendono gli ultimi 180 metri di salita con pendenza media dell’8,7% e finalmente arriviamo nel piazzale d’ingresso dell’Abbazia. Da Burgusio a qui abbiamo percorso 1,6 km di salita, superato un dislivello di 113 metri con una pendenza media del 7,1%. Da qui si ha una stupenda vista su Burgusio e sul Castel Fürstenburg (Castel Principe), del quale si scorge parte della corte interna. Varchiamo il portone di ingresso e ci troviamo nell’ampio sacrato. Entriamo in chiesa che ha la particolarità di un doppio ingresso. Varcato il secondo portone ammiriamo l’interno barocco e fotografiamo una particolare pietra tombale raffigurante due elmi e due scudi. Usciti dalla chiesa, sulla destra, c’è un’altra sala dove sono esposte due antiche carrozze e una slitta. Finita la visita ritorniamo a Burgusio e andiamo a pernottare alla Pensione Florian. 21/04/2018. Per visualizzare altre foto: link

Altre tappe
  1. 2ª tappa: Burgusio - Bolzano
  2. 3ª tappa: Bolzano - Rovereto
  3. 4ª tappa: Rovereto - Verona