Borgo Agnello - Paruzzaro - Dagnente - Sancarlone - Arona - Parco Naturale dei Lagoni (Novara)

Località di partenza Borgo Agnello - Paruzzaro (294 m) Novara
Lunghezza 29 km
Dislivello complessivo in salita 545 m
Quota massima 413 m
Arrivo Borgo Agnello - Paruzzaro (294 m) Novara
Ciclabilità 100% - 73% asfalto e 27% sterrato
Acqua lungo il percorso SI - Arona
Parcheggio libero Via Borgoagnello - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: uscire al casello autostradale della A26 di Arona e seguire le indicazioni stradali per Arona e Paruzzaro. Girare a destra immettendosi sulla SP142, tenere la sinistra e poi girare a sinistra imboccando via Borgoagnello e seguendo l’indicazione stradale Paruzzaro centro. Dopo 480 metri si arriva al parcheggio.
Dagnente: panorama sul Lago MaggioreLasciamo l’auto nel comodo parcheggio e iniziamo a pedalare dirigendoci verso il centro di Paruzzaro percorrendo via San Grato. Alla rotonda giriamo a destra immettendoci su via Roma e seguendo l’indicazione stradale per Oleggio. Giunti al bivio con via S. Eufemia giriamo a sinistra e usciamo dal paese. Continuiamo su questa strada fino al bivio con la SP159 dove giriamo a sinistra e iniziamo la salita percorrendo i primi 600 metri con una pendenza media del 9%. I successivi 700 metri hanno una pendenza media del 6,7% e, giunti nel punto più alto dell’itinerario odierno, 413 metri, giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Dagnente, San Carlo e Arona. Ci lanciamo in discesa fino al bivio con via Campagna dove giriamo a sinistra. Continuiamo su questo stradello secondario fino a Dagnente, saliamo fino alla chiesa di San Giovanni Arona: SancarloneBattista e ci fermiamo ad ammirare il panorama sul Lago Maggiore. Vicino alla chiesa c’è il cimitero dove è custodita la tomba di Felice Cavallotti, patriota italiano e fondatore del Partito Radicale Italiano. Rimontati in sella ci lanciamo in discesa fino ad arrivare al Colosso di San Carlo Borromeo conosciuto come “Sancarlone”. La statua è posizionata su di un piedistallo di granito alto 11,70 metri mentre il Colosso misura 23,40 metri di altezza e pertanto in tutto l’altezza complessiva è di 35,10 metri che ne fanno la seconda statua più alta nel mondo dopo la statua della Libertà di New York. Si può salire all’interno della statua fino alla sua testa dove attraverso i fori degli occhi e delle orecchie è possibile ammirare il panorama. Fu realizzata in 84 anni di lavoro e conclusa nel 1698 su disegno di Giovanni Battista Crespi, detto "il Cerano" utilizzando rame e granito. Dalla parte opposta della strada si trova la chiesa dedicata a San Carlo Borromeo dove al suo interno, al centro del pavimento in marmo bianco e nero è ricordato il motto dei Borromeo “Humilitas”. Sempre all’interno della chiesa si possono ammirare i mobili che componevano la stanza del Santo alla sua nascita provenienti dal vicino castello di Arona e una fedele riproduzione in legno del volto Arona: panorama verso la Rocca di Angeradi San Carlo realizzata subito dopo la sua morte. Finita la visita proseguiamo il nostro giro dirigendoci alle rovine del castello di Arona. Giunti al bivio con via alla Rocca giriamo a sinistra e iniziamo la salita verso la Rocca. Percorriamo 355 metri con una pendenza media dell’8,8% e arriviamo in uno spiazzo da cui è possibile vedere il Lago Maggiore. Purtroppo la Rocca è chiusa di lunedì e così non ci resta che girare le nostre MTB e proseguire verso il centro di Arona. Imbocchiamo sulla destra via San Carlo, passiamo davanti a Villa Ponti (chiusa) che ospitò Napoleone Bonaparte di ritorno dalla campagna d’Egitto e arriviamo alla collegiata della Natività di Maria Vergine dove il portone d’ingresso è sovrastato da un bassorilievo raffigurante la Natività del Redentore. All’interno ammiriamo la Sacra Famiglia di Gaudenzio Ferrari, varie tele di Francesco Rocca di AngeraMazzucchelli detto “il Morazzone” e alcuni affreschi. Finita la visita riprendiamo il nostro giro di Arona passando davanti al Municipio e girando a sinistra su via Garelli arrivando in piazza San Graziano dove c’è il Museo Archeologico. Proseguiamo dritto su vicolo del Mulino, giriamo a destra su via Bottelli e arriviamo su via Cavour dove c’è la statua del San Carlino. Giriamo a sinistra e continuiamo su via Cavour fino ad arrivare in piazza del Popolo dove ci fermiamo ad ammirare il panorama sul lungolago. Di fronte a noi si erge la Rocca di Angera in scenografica posizione e sulla sua sinistra si eleva il boscoso Monte San Quirico (400 m). Proseguiamo sul lungolago, passiamo sotto un bel pergolato di glicine, che, nel periodo della fioritura, deve essere qualcosa di veramente suggestivo. Facciamo una sosta al bar per uno spuntino (due cappuccini e due paste - 7,60 €). Arona: il lungolagoDopo questa pausa rimontiamo in sella e proseguiamo il giro pedalando sul lungolago fino ad arrivare in un punto dove è stata allestita un’area fitness dove è possibile pedalare su comode cyclette godendo della bella vista sul lago. Proseguiamo sulla pista ciclabile del lungolago Corso Europa fino a quando la pista piega verso destra e sbuca su viale Francesco Baracca. Giriamo poi a destra, percorriamo 170 metri, attraversiamo la strada e imbocchiamo contromano il sottopassaggio Riviera mantenendoci sulla destra dove è consentito il passaggio dei pedoni. Prendiamo il sottopasso ferroviario e all’incrocio proseguiamo dritto su via 2 giugno. Giunti all’incrocio con via Generale Un sentiero all'interno del Parco dei LagoniChinotto giriamo a sinistra e poi a destra su via Generale Cadorna. Al bivio con via Crosa teniamo la destra e continuiamo su questa strada fino al suo termine dove, al bivio, giriamo a sinistra immettendoci su via per Dormelletto. Velocemente giungiamo al bivio con via Gattico dove giriamo a destra e iniziamo la salita, lunga 700 metri con una pendenza media del 7,3%, che ci conduce fino all’ingresso del Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago. Subito un breve tratto di salita sterrata ci fa guadagnare quota e ci immette all’interno del bosco dove giriamo a sinistra. Il posto è meraviglioso, una coltre di alberi ci sovrasta richiudendosi sopra di noi e pedaliamo in tutta tranquillità su questo sterrato terroso e ben battuto ricoperto da un leggero strato di ghiaietto. Per la visita del Parco sarebbe opportunoIl Lagone utilizzare un dispositivo GPS, perché molti sentieri si intersecano ed è difficile capire la giusta direzione da seguire. Proseguiamo seguendo la traccia GPX che avevamo predisposto e senza difficoltà arriviamo al Lagone, sito UNESCO per le vestigia palafitticole dell’Età del Bronzo. Il luogo è bellissimo e ci fermiamo ad osservare le anatre, aironi cinerini e, con nostra piacevole sorpresa, notiamo un martin pescatore che vola basso sulla superficie del lago. Anche alcune libellule di diversi colori volano a pelo dell’acqua. Tutto è avvolto da un silenzio che rende il posto veramente molto suggestivo. Rimontati in sella proseguiamo l’itinerario passando da un sentiero all’altro alternando tratti piani, leggere discese e brevi salite ammirando la folta vegetazione che mantiene il luogo molto fresco. Ci sono molti castagni e ci auguriamo di non forare, perché la moltitudine di ricci sul sentiero Un sentiero all'interno del Parco Naturale dei Lagonimette a dura prova le camere d’aria. Giungiamo sul Motto Caneva dove sono stati scoperti resti funerari dell’Età Romana e proseguiamo costeggiando alcuni stagni. Notiamo uno scoiattolo che ci osserva dal ramo di un castagno. Percorriamo all’interno di questo Parco 7,6 km di sterrato ben battuto, e terminiamo la visita dirigendoci verso l’uscita posta su via Niccolini. Ripreso l’asfalto continuiamo dritto fino ad immetterci sulla SP142, dove giriamo a sinistra. Siamo a Oleggio Castello e percorriamo 800 metri su questa strada fino al bivio con via Monte Rosa, dove giriamo a destra. In leggera salita giungiamo all’incrocio con via San Grato, giriamo a sinistra e velocemente arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 09/10/2017. Per visualizzare altre foto: link

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