Giro del Lago d'Orta: Orta San Giulio - Roncallo al Lago - Pella - Omegna (Novara)

Località di partenza Orta San Giulio (294 m) Novara
Lunghezza 45 km
Dislivello complessivo in salita 816 m
Quota massima 487 m Cesara
Ciclabilità 100% - 80% asfalto e 20% sterrato
Arrivo Orta San Giulio (294 m) Novara
Acqua lungo il percorso SI - lungo tutto il percorso e nei vari paesi
Parcheggio libero Via Panoramica - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: uscire al casello autostradale della A26 di Arona e seguire le indicazioni stradali per Gozzano percorrendo la SP142. Alla terza rotonda prendere la prima uscita imboccando la SP229/II che si percorre per altre due rotonde. Si gira a destra sulla SP229 e si arriva a Gozzano. Si prosegue su questa strada fino alla rotonda di Orta San Giulio dove si gira a sinistra. Dopo 180 metri c’è un parcheggio libero sulla sinistra.
Isola di San GiulioLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio e iniziamo a pedalare verso Orta. Dopo 200 metri giriamo a destra e imbocchiamo lo stradello sterrato che conduce fino alla riva del Lago d’Orta. Il lungolago è caratterizzato da una stradina larga circa 1,20 metri dal fondo in lastroni di pietra che serpeggia all’altezza dell’acqua regalando magnifici scorci. Pian piano e con numerose fermate per scattare fotografie percorriamo 1,8 km fino a raggiungere il centro di Orta San Giulio. Da qui è possibile fotografare l’isola di San Giulio, raggiungibile con il traghetto. Ci fermiamo al bar per fare colazione, due cappuccini e due cornetti alla marmellata (5,20 euro) e poi riprendiamo la nostra gita. Siamo in Piazza Motta dove si erge il Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio (1582) costituito da un portico al piano terra, sede del mercato, e una sala per riunioni Sacro Monte d'Orta: una delle cappelleal primo piano, con vari affreschi che abbelliscono la facciata. Proseguiamo sempre mantenendo il lago sulla nostra destra pedalando su una caratteristica stradina acciottolata con due binari di pietra fino ad arrivare a Villa Crespi (1819), costruita in stile Moresco, che ospita al suo interno il ristorante diretto dallo chef Antonino Cannavacciuolo. Giriamo a sinistra e iniziamo la salita che ci conduce all’ingresso del Sacro Monte di Orta, patrimonio UNESCO, dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi. Si compone di 20 cappelle, che raffigurano episodi della vita e dei miracoli del Santo, edificate in tre distinti periodi, tra il 1590 e il 1788. All'interno delle cappelle si trovano gruppi di statue di terracotta dipinta a grandezza naturale ben conservati. Procediamo a piedi visitando ogni cappella e seguendo la giusta direzione grazie alleSacro Monte d'Orta: le statue in terracotta presenti all'interno delle cappelle indicazioni fornite da un dipinto sul muro, raffigurante una mano che indica la via.  Nei tempi passati era un metodo molto utile per i numerosi pellegrini analfabeti affinché non perdessero la giusta via. Alla fine della visita c’è la chiesa dal cui sagrato si apre un magnifico punto panoramico sull’isola di San Giulio. Imbocchiamo la discesa fino a ritornare al parcheggio, giriamo a destra, passiamo davanti a Villa Crespi e alla rotonda proseguiamo dritto seguendo le indicazioni stradali per Ameno, Armeno e Miasino. Imbocchiamo via Marconi e iniziamo la salita, lunga 480 metri con una pendenza media del 6,7%, fino a Legro, denominato il “paese dipinto” per le numerose raffigurazioni dipinte sui muri delle case. Appena dopo il sottopasso della ferrovia giriamo a destra su via Lunati e proseguiamo sempre dritto. Passiamo a fianco della stazione e continuiamo a pedalare in salita per circa un km fino a quandoUn tratto del lungolago presso Buccione inizia lo sterrato. Da questo punto è possibile fotografare il Monte Rosa, il Lago d’Orta, l’isola di San Giulio e Pella. Senza problemi affrontiamo lo sterrato in discesa grazie a un fondo terroso e compatto, ricoperto da un leggero strato di ghiaietto. Giunti nuovamente su asfalto ci dirigiamo a Corconio dove inizia un tratto su acciottolato. Ci lasciamo condurre dalla MTB su queste strette stradine acciottolate e in discesa raggiungiamo la SP229. Pedaliamo velocemente costeggiando il lago in direzione di Gozzano e fortunatamente la strada non è molto trafficata. Giunti al km 39 della SP229, al bivio giriamo a destra seguendo la segnaletica turistica indicante il Lido di Gozzano e imboccando via Marangoni. In veloce discesa giungiamo vicino alla sponda del lago dove giriamo a sinistra seguendo l’indicazione Roncallo al Lago: San FilibertoVia Canneti. Dopo poco inizia un nuovo tratto di sterrato molto bello, si passa all’ombra degli alberi e si costeggia il lago dove ci sono vari punti panoramici. Noi ci fermiamo in uno di questi per fotografare la Torre di Buccione che svetta alta fra gli alberi che si stanno rivestendo dei colori autunnali. Proseguiamo su questa carrareccia sterrata e da un altro punto panoramico fotografiamo l’isola di San Giulio. Sempre pedalando un po’ su sterrato e un po’ su asfalto giungiamo a Lagna dove notiamo, in alto, una costruzione molto particolare che ricorda la forma di un’astronave. Giriamo a destra, passiamo davanti ad un caratteristico lavatoio in pietra e al bivio successivo giriamo a sinistra immettendoci su via Pella dove giriamo a destra. Velocemente raggiungiamo Roncallo al Lago dove, grazie alla pista ciclo-pedonale che costeggia il Pellalungolago raggiungiamo la chiesa di San Filiberto, l'unica chiesa a lui dedicata in Italia. Intorno alla chiesa ci sono 14 cappelle, costruite nel 1794, collegate fra loro da una muraglia bassa a secco e riportanti scene della via Crucis. Il campanile (1075-1110) sorge isolato di fronte alla chiesa ed è costruito in pietra. L’intero complesso architettonico versa in cattive condizioni e necessita di un urgente lavoro di restauro. Proseguiamo il nostro giro pedalando sul lungolago fino ad arrivare a Pella dove ci fermiamo per la nostra pausa pranzo. Dopo questa sosta ristoratrice rimontiamo in sella, imbocchiamo via Petrarca e affrontiamo una dura salita su acciottolato, lunga 450 metri con pendenza media del 17,4%, che ci conduce alla frazione di Ventraggia. Giriamo a destra imboccando la SP46 e in leggera salita percorriamo 4,9 km fino a raggiungere la cima Coppi dell’itinerario, Omegna: Sant'AmbrogioCesara (487 m) dominata dalla chiesa di San Clemente. Velocemente raggiungiamo Nonio dove fotografiamo la chiesa dedicata a San Biagio e poi proseguiamo in discesa. Giunti ad un tornante ci fermiamo per fotografare il Lago d’Orta che da questa posizione permette allo sguardo di cogliere l’asprezza delle sponde ricoperte da una fitta vegetazione. Sempre in discesa raggiungiamo Omegna dove giriamo secco a destra imboccando via Curotti e continuiamo in discesa fino a raggiungere il lungolago. Pedalando sul lungolago arriviamo in centro e ci dirigiamo alla chiesa dedicata a Sant’Ambrogio. Torniamo sulla sponda del lago e proseguiamo sul Lungolago Buozzi fermandoci al bar per prendere due caffè (2,20 euro). Sempre pedalando sul lungolago Buozzi arriviamo nei pressi della stazione ferroviaria dove giriamo a destra immettendoci sulla vecchia SP229. Giunti all’altezza del distributore di benzina Agip giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Borca, Agrano (3 km) e Armeno (8 km). Attraversiamo il passaggio a livello, sottopassiamo la nuova SP229 e al bivio giriamo a destra seguendo l’indicazione per Borca (1 km). Giunti in paese proseguiamo dritto su via Franco Martinoli fino a quando la strada si biforca e noi seguiamo l’indicazione “Via per Crabbia” e la Isola di San Giulio vista dal Sacro Monte d'Ortasegnaletica verticale indicante Crabbia (ore 1), Pettenasco (ore 2) e Legro (ore 3,30). Subito lo stradello diviene un “single track” che si snoda all’interno di un bosco di castagni, più adatto al trekking che alla MTB. Affrontiamo questi 2,9 km spingendo per la maggior parte del tempo la bicicletta. In alternativa avremmo potuto seguire un tratto della SP229, a quest’ora poco trafficata. Finito questo tratto impegnativo riprendiamo l’asfalto e in discesa arriviamo a Pettenasco dove ci fermiamo per ammirare il lago. Dopo questa sosta rimontiamo in sella e pedaliamo sul lungolago, attraversiamo il ponte sul torrente Pescone e ci immettiamo nuovamente sulla SP229. Dopo 2 km giungiamo alla rotonda dove giriamo a destra verso Orta San Giulio e ci fermiamo all’Agrigelateria per un buon gelato. Ancora pochi metri e siamo di nuovo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 07/10/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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