Reggio Emilia - Vezzano sul Crostolo - Casina - Villa d'Este

Località di partenza Reggio Emilia (44 m)
Lunghezza 73,8 km
Quota massima 707 m Località La Stella
Dislivello complessivo in salita 1414 m
Ciclabilità 98% - 77% asfalto, 21% sterrato e 2% spintage
Arrivo Reggio Emilia (44 m)
Acqua lungo il percorso SI - Casina - Pecorile
Parcheggio libero Via Nino Bixio - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Rivalta: Villa DucaleLasciamo l’auto nel parcheggio e, in compagnia di Corrado, percorriamo a ritroso un tratto di via Bixio. Giunti all’incrocio giriamo a destra su via Premuda e proseguiamo dritto fino al semaforo. Attraversiamo via Dante Zanichelli, giriamo a destra immettendoci sulla pista ciclabile che costeggia il torrente Crostolo. Giunti alla rotonda attraversiamo via Lungo Crostolo e proseguiamo sulla pista ciclabile asfaltata che costeggia il Crostolo. Continuiamo a pedalare in tutta tranquillità su questa bella ciclabile che conduce fuori dalla città. Giunti nelle vicinanze del Parco di Villa Ducale a Rivalta giriamo a destra e facciamo una breve deviazione arrivando davanti a ciò che resta della Villa, residenza nel 1724 di Francesco d’Este e Carlotta d’Orleans, figlia del reggente di Francia Filippo. I proprietari della villa affidarono l’incarico all’architetto reggiano Gian Maria Ferraroni per ristrutturare e ampliare il palazzo. I lavori relativi al parco furono affidati all’ingegnere francese Jean Baillou, il quale in quel periodo aveva progettato le fontane della Reggia di Colorno. Abbiamo visitato l’interno della Villa Ducale in occasione delle giornate FAI di Monte Mesoloprimavera nel mese di marzo. Rimontiamo in sella alle nostre MTB, ritorniamo in riva al torrente Crostolo e proseguiamo lungo la pista ciclabile arrivando nei pressi di Villa d’Este. Decidiamo di non imboccare la deviazione sulla destra che conduce alla Villa ma di proseguire il nostro giro rimandando la visita al ritorno. Inizia lo sterrato che si presenta con una breve, ma ripida discesa che ci conduce all’altezza del torrente Crostolo. Il sentiero è coperto di fango a causa delle intense piogge dei giorni appena trascorsi, e subito ne risentono le nostre gomme che, coperte di fango, riducono la stabilità della bici. Ogni tanto sbandiamo e procediamo più lentamente rispetto a quanto avevamo previsto. Sempre pedalando lungo il Crostolo arriviamo nel punto in cui il torrente Campola sfocia nel Crostolo. Risaliamo per un breve tratto il Campola fino ad immetterci sulla SP63. Percorriamo circa 600 metri, svoltiamo a sinistra su via Palmiro Togliatti e poi giriamo a destra riprendendo la pista ciclabile Matildica della Val Crostolo. Giunti a Vezzano sul Crostolo, costeggiamo il campo sportivo e continuiamo a pedalare a fianco del Crostolo fino a ad un ponticello che ci consente il passaggio sull’altra sponda. Inizia adesso una dura salita che risale la collina e che metterà a dura prova i nostri muscoli. I primi 200 metri hanno una pendenza media del 12,2% mentre i successivi 600 metri hanno una pendenza media del 19,2%. Siamo costretti a mettere i piedi a terra e proseguire con la bicicletta a fianco. SempreCasina e il castello di Sarzano in forte salita arriviamo davanti ad un cancello che ci sbarra la strada. Arrivati alla località Casa del Lupo un cancello ci sbarra il passaggio e un cartello avvisa gli ignari bikers che la zona è proprietà privata. Dall’inizio della salita a qui abbiamo percorso 1,6 km con una pendenza media del 17% e, poiché ci dispiace dover tornare indietro, cerchiamo un passaggio alternativo che ci permetta di proseguire. A pochi metri dal cancello troviamo un passaggio aperto e pedalando in velocità attraversiamo questo tratto fino a che arriviamo sulla parte opposta della proprietà. Siamo a quota 500 metri e finalmente la salita è finita, ma non i cancelli. Infatti un altro cancello ci blocca la strada e siamo costretti ad aggirarlo. Ci lanciamo in discesa, sempre su carrareccia sterrata fino a raggiungere l’asfalto su via Monchio. Qui giriamo a sinistra e poi subito a destra imboccando via del Vallo fino ad immetterci sulla SP74 dove giriamo a sinistra. Oltrepassiamo la località Vronco e giunti a Villa di Sotto lasciamo l’asfalto e imbocchiamo la carrareccia sterrata girando verso destra. Procediamo a fianco del torrente Cesolla poi affrontiamo un’altra dura salita passando poco sotto la cima del Monte Mesolo Pietra di Bismantova(595 m). Qui la situazione si fa critica, il sentiero è molto rovinato e la manutenzione non è stata fatta da molto tempo. Ci facciamo largo fra i rovi e poi saliamo con bici a fianco lungo un ripido canalone reso molto scivoloso dal fango. Percorriamo 100 metri con una pendenza media del 29,5%. Finalmente arriviamo a San Giovanni di Querciola (580 m) dove ci immettiamo sulla SP63. Proseguiamo in salita fino alla frazione Cà Cagni poi in discesa raggiungiamo Biancana, Fabbrica e Strada. Procediamo sulla SP63 salendo leggermente e poi scendiamo fino a Casina dove ci fermiamo davanti alla chiesa. Continuiamo su via della Chiesa, giriamo a sinistra su via Marconi e poi ancora a sinistra su via Roma fermandoci di fronte alla Casa Cantoniera. Torniamo indietro su via Roma e facciamo una sosta al bar per prendere un caffè e due cappuccini. Appena in tempo perché comincia a piovere e noi siamo contenti di essere al coperto. Non appena smette di piovere imbocchiamo via del Castello di SarzanoCarrobbio e proseguiamo dritto fino ad immetterci sulla SP11. Pedaliamo in salita fino alla località Il Carrobbio poi giriamo a sinistra e, in salita, ci dirigiamo al castello di Sarzano (681 m). Il castello sorge su un piccolo cocuzzolo e risale al IX secolo, fu di proprietà della Contessa Matilde di Canossa ed è formato dal mastio, dalla torre, alta 20 metri, e del perimetro murario. Dopo Matilde di Canossa il castello entrò a far parte delle proprietà dei marchesi di Sarzano, i Carandini, che annoveravano fra i loro discendenti, l’attore Christopher Lee (nome completo: Sir Christopher Frank Carandini Lee), conosciuto anche per la sua presenza nel film “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit” interpretando la parte di Saruman, il Bianco. Torniamo a Il Carrobbio, giriamo a sinistra e pedaliamo sulla SP11 per 2,3 km raggiungendo la Cima Coppi dell’itinerario di oggi ( 707  m). Da questa posizione possiamo ammirare in lontananza la Pietra di Bismantova che si eleva solitaria dalla pianura. Inizia la discesa che velocemente ci porta a Costaferrata, Sordiglio e Banzola. Facciamo una fermata per fotografare il castello di Canossa che sorge sulla collina di fronte a noi e poi continuiamo la nostra pedalata affrontando qualche Reggio Emilia: Piazza Prampolini“mangia e bevi”. Passiamo per le località di Paderna, Pecorile, Braglie e ci immettiamo sulla SP63 girando a sinistra. Alla rotonda imbocchiamo via Carlo Marx, giriamo a sinistra su via Menozzi e poi giriamo a destra su via Taddei. Proseguiamo dritto, giriamo a sinistra su via Ligabue e successivamente ci immettiamo sulla SP63 fino a raggiungiamo Villa d’Este. Ci fermiamo davanti a questa Villa, il cui interno l’avevamo visitato nella giornate FAI di primavera nel mese di marzo. Il piccolo lago che la circonda è conosciuto oggi come “Vasca Corbelli”. Nel ‘700 era possibile raggiungere la Villa solo con la barca. Successivamente fu collegata alla terraferma e oggi si spera in un restauro da parte del FAI. Riprendiamo la SP63, giriamo intorno al lago e andiamo a riprendere la pista ciclabile lungo il Crostolo, già percorsa all’andata. Giunti alle porte di Reggio Emilia attraversiamo un ponte ciclo-pedonale e ci portiamo sull’altra sponda del Crostolo. Pedaliamo sul lato destro del torrente e alle prime 5 rotonde proseguiamo dritto, sempre su pista ciclabile, attraversiamo via dei Mille e imbocchiamo via Tiziano Vecellio. Giriamo Reggio Emilia: Teatro Municipale Romolo Vallia sinistra su viale Monte Grappa, a destra su via del Guazzatoio e ci fermiamo in Piazza Fontanesi per prenderci un gelato. Dopo questa sosta rinfrescante proseguiamo dritto fino a raggiungere la basilica di San Prospero (1514-23), contraddistinta, al limite del sagrato, da sei leoni in marmo rosso di Verona. Proseguiamo la visita imboccando il vicolo del Broletto e arrivando in Piazza Prampolini dove sorge il Duomo. Sul portale mediano ammiriamo le statue di Adamo ed Eva (1557) di Prospero Sogari. Sempre sulla piazza sorge il settecentesco Palazzo del Comune che all’interno custodisce la sala del Tricolore dove nel 1797 il congresso delle città emiliane scelse il vessillo tricolore divenuto poi bandiera nazionale. Sul lato opposto a quello del Palazzo del Comune si erge la statua dedicata al Torrente Crostolo che nasce a Casina. Continuiamo la visita della città imboccando via Filippo Corridoni e via Francesco Crispi arrivando in Piazza Martiri del 7 luglio dominata dal Teatro Municipale Romolo Valli (1857) e, sulla destra, dai Musei Civici. Ci rechiamo ai giardini per fotografare il monumento dei Concordii, tomba romana del primo secolo e le statue allegoriche delle quattro stagioni provenienti dalla Villa Ducale di Rivalta. Imbocchiamo corso Cairoli, dovReggio Emilia: Piazza Giobertie sulla destra sorge il Teatro Ariosto, dedicato al famoso poeta locale, mentre a sinistra la Galleria Parmeggiani che ha uno straordinario portale del XV secolo proveniente da Palazzo Mosen Sorell a Valencia. Giriamo a sinistra su via Mazzini, oltrepassiamo la Piazza Gioberti, dove sorge l’obelisco in granito alto 17,75 metri in onore di Adelgonga di Baviera sposa di Francesco V, e arriviamo al Santuario della Madonna della Ghiara che ha una facciata animata da trifore e tre portali. Nell’interno ammiriamo gli affreschi nelle volte, di scuola bolognese del ‘600, l’altare della Madonna, ornato da statue e bassorilievi mentre all’altare del braccio sinistro si può vedere un Cristo in croce (1624) del Guercino. Finita la visita rimontiamo in sella, continuiamo su via Garibaldi, giriamo a destra su via Porta Brennone, attraversiamo viale Timavo e imbocchiamo via Sergio Beretti. Pedaliamo su via del Gattaglio, passiamo il ponte sul Crostolo e arriviamo a via Premuda. Ancora poche pedalate e giungiamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 17/09/2017. Per visualizzare altre foto: link.