Ciclabile del Chiese: Ponte Caffaro - Condino - Creto - Lardaro - Lago di Roncone - Bondo (Brescia)

Località di partenza Ponte Caffaro (368 m) Brescia
Lunghezza 68,4 km
Quota massima 835 m Bondo
Dislivello complessivo in salita 880 m
Ciclabilità 100% - 90% asfalto e 10% sterrato
Arrivo Ponte Caffaro (368 m) Brescia
Acqua lungo il percorso SI - in ogni paese
Parcheggio libero Via del lago - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Brescia si percorre la SP45bis seguendo l’indicazione stradale per Salò. Giunti al bivio dove dritto si prosegue per Salò si tiene la destra e si seguono le indicazioni stradali per Trento, Madonna di Campiglio, Vestone (22 km), lago d’Idro (29 km) e Val Sabbia. Si continua sulla SS237 fino al lago d’Idro e si prosegue oltrepassando Anfo in direzione di Ponte Caffaro. Giunti in paese si gira a destra imboccando via Ocla, poi a destra su via del lago e la si percorra tutta fino al parcheggio.
Il fiume Chiese e la pista ciclabile che lo costeggiaDopo un’abbondane e buona colazione al B&B La Vecchia Tipografia, dove la gentilezza e la simpatia sono di casa, iniziamo a pedalare su via dell’Ocla dirigendoci sulle sponde del Lago d’Idro. Giunti al lago giriamo a sinistra e iniziamo a costeggiarlo pedalando su sentiero sterrato. Sulla nostra sinistra c’è un campeggio, e poco più avanti, sulla destra, c’è la scuola di kate-surf. Questa parte del lago è caratterizzata da postazioni per il barbecue, panche, tavoli e una fontanella. Giunti nel punto in cui il fiume Caffaro si immette nel fiume Chiese, inizia la pista ciclabile asfaltata. Risaliamo per un breve tratto la sponda del Caffaro, giriamo a destra, attraversiamo un ponticello e poi giriamo a destra percorrendo la sponda opposta fino ad arrivare sulla sponda del fiume Chiese. Attraversiamo un altro ponte ciclo-pedonale, giriamo a sinistra e iniziamo a risalire il Chiese, sempre su pista ciclabile. L’acqua è immobile e riflette, come in uno Il Lago di Roncone e la pista ciclabile che lo costeggiaspecchio, le montagne circostanti. Proseguiamo su questa bella ciclabile fino ad arrivare in un punto caratteristico dove il torrente Palvico e il rio Lora si immettono nel Chiese. Grazie a due ponti coperti ci portiamo sulla sponda opposta del Chiese e proseguiamo verso Storo. Un lungo rettilineo che costeggia il fiume Chiese ci permette di impostare una pedalata regolare e velocemente giungiamo a Ca’ Rossa dove attraversiamo la strada e giriamo a sinistra. Dopo il ponte giriamo a destra e proseguiamo a pedalare sempre sulla pista ciclabile delle Giudicarie Inferiori. Giunti all’altezza di un’area pic nic caratterizzata dalla cascata denominata Fontana Santa inizia lo sterrato lungo 2,2 km. Percorriamo questo tratto senza difficoltà, attraversiamo un tratto di pineta e alla fine arriviamo ad un bicigrill dove riprendiamo l’asfalto. Continuiamo a pedalare fino a Condino dove la ciclabile coincide con via Acquaiolo e in seguito via Roma. Giunti al bivio Bondo: il Cimitero Monumentale Militare Austro-Ungaricocon via San Giovanni giriamo a destra, passiamo sotto la SS237 e proseguiamo su pista ciclabile dedicata. Pedaliamo con il Chiese sulla nostra destra e giunti nel punto in cui il rio Giulis si immette nel fiume ci fermiamo per scattare qualche foto. Rimontati in sella proseguiamo sulla ciclabile dall’asfalto in ottime condizioni e pedaliamo in tutta sicurezza godendoci il paesaggio. Giunti al Parco fluviale del Chiese facciamo una breve sosta per scattare altre fotografie. Nel laghetto dall’acqua trasparente si rispecchia il paesino di Castel Condino sovrastato dalla Cima Maresse (2102 m) e Cima Pissola (2063 m). Ripartiamo costeggiando il bacino artificiale della centrale di Cimego e arriviamo a Cologna. Attraversiamo il piccolo centro abitato e proseguiamo fino a Creto dove ci fermiamo per visitare la Pieve dedicata a Santa Giustina che ha sul fianco sinistro un campanile a torre romanico con orologio. All’interno ammiriamo due grosse tele poste ai lati Forte Larinodell’altare raffiguranti, a destra, Ultima Cena e a sinistra la Crocifissione. Finita la visita rimontiamo in sella, proseguiamo il giro percorrendo sul marciapiede 190 metri e giungendo all’incrocio con via Vecchia dove giriamo a destra. Passiamo sopra il torrente Adanà e continuiamo a pedalare sulla pista ciclabile fino a Strada. Qui, purtroppo, la ciclabile si interrompe e non ci resta che percorre la trafficatissima SS237. Il tratto di pista ciclabile che collega Strada a Lardaro è attualmente interrotta perché sono in corso i lavori per la nuova superstrada che veicolerà il traffico automobilistico verso il paese di Lardaro. Peccato che l’amministrazione del Trentino non abbia pensato ad un un percorso alternativo per i ciclisti. Imbocchiamo a malincuore la SS237, una carreggiata a doppia corsia senza spazio per la sosta di emergenza e subito due autoarticolati ci sorpassano passandoci molto vicino. Siamo in salita e procediamo più veloci Un tratto della ciclabile vicino a Storoche possiamo. Percorriamo 2,7 km con una pendenza media del 5,4% pedalando rasenti al guardrail. Giunti a Lardraro teniamo la destra imboccando via Brescia, giriamo alla prima traversa a destra, passiamo davanti al cimitero e in discesa attraversiamo il ponte sul torrente Adanà. Siamo nuovamente sulla pista ciclabile. Finalmente possiamo pedalare in tranquillità fino al Lago di Roncone dove ci fermiamo per scattare fotografie. Proseguiamo sulla ciclabile costeggiando il lago e affrontiamo l’ultima salita giungendo alla Sella di Bondo (819 m). Per non passare sulla SS237 giriamo a destra su via Pradibondo e poi a sinistra su via delle Cole. Alla fine della via giriamo a sinistra e poi a destra, oltrepassiamo la linea del 46° parallelo, che purtroppo non è indicata da nessun cartello, e arriviamo davanti al Cimitero Monumentale Militare austro-ungarico. Leghiamo le biciclette ad un’inferriata e ci incamminiamo sulla scenografica scalinata che conduce I ponti coperti sul torrente Palvico e il fiume Chiesesul colle guardati a vista da due leoni e un’aquila marmorei. Camminiamo fra le tombe del cimitero, alcune abbellite da monumenti marmorei. Infatti notiamo subito un cervo che si abbevera in un ruscello, il busto del Colonnello Theodor Spiegel, un pellicano che si trafigge il petto con il becco per nutrire i suoi tre piccoli. Un altro monumento attira la nostra attenzione, raffigura una bambina dolente che si aggrappa ad una croce e nella mano tiene una ghirlanda di fiori, un’opera toccante per la tristezza che trasmette. Finita la visita rimontiamo in sella e percorriamo la stessa strada dell’andata fino a Lardaro dove facciamo una breve deviazione per vedere il Forte Larino che si trova a 730 m di altezza. La visita del Forte richiede un abbigliamento da trekking, perché , dopo la visita, ci si reca al Forte Corno che si trova ad un’ora e cinque minuti dal Larino. Il percorso in salita è indicato dalla segnaletica verticale. Facciamo un giroCastel San Giovanni intorno al forte e fotografiamo il panorama sia verso Lardaro e Roncone sia verso Agrone e Creto. Questo forte austro-ungarico (1860-62) appartiene al cosiddetto “sbarramento di Lardaro”, ed è un bell’esempio di architettura fortificata circondato da fossato.  Rimontiamo in sella e imbocchiamo la SS237 che percorriamo velocemente in discesa fino a Cologna dove riprendiamo la pista ciclabile. Percorriamo a ritroso la stessa ciclabile dell’andata fino a Ponte Caffaro dove, giunti alla foce del Chiese proseguiamo dritto dirigendoci al Biotopo denominato “Laguna degli svassi”. Il posto è molto bello ed è caratterizzato da una passerella di legno che, collocata tra la sponda del Lago d’Idro e un laghetto interno, conduce ad un capanno da dove poter osservare gli uccelli acquatici che abitano le zone umide. All’interno del capanno un pannello didattico illustra le varie specie, come lo svasso maggiore, il tuffetto, la pavoncella, il merlo acquaiolo, la ballerina gialla e il martin pescatore. Noi siamo fortunati e riusciamo a vedere un martin pescatore in volo che ci delizia con i suoi colori sgargianti dal blu cobalto al verde smeraldo. Continuiamo a camminare sulle passarelle di legno, oltrepassiamo un secondo capanno per l’osservazione degli uccelli e arriviamo nella baia di Baitoni dominata da Castel San Giovanni. La spiaggia, formata da piccoli ciottoli, è quasi tutta esposta al sole. Sulla Biotopo degli Svassi: una passarella di legnosinistra la spiaggia confina con un campeggio. Uno stradello sterrato conduce, a sinistra, verso il parcheggio, e, a destra, verso il pontile dove attracca il traghetto che fa il giro del Lago d’Idro. Poco prima del pontile si trova la segnaletica verticale che indica due percorsi da trekking, entiero dei tralicci e sentiero dei contrabbandieri e la ferrata sasse, tutti e tre privi di indicazione dei tempi di percorrenza e della località di arrivo. Rimontiamo in sella e prendiamo la strada del parcheggio dirigendoci verso Baiton. Prima del rio Olte giriamo a sinistra e imbocchiamo la pista ciclabile. Attraversiamo un ponte, costeggiamo il Biotopo e proseguiamo su asfalto fino al ponte sul fiume Chiese. Da questo punto ripercorriamo la stessa strada dell’andata fino a raggiungere il B&B La Vecchia Tipografia, dove pernottiamo. 29/08/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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