Chiareggio - Rifugio Gerli Porro - Rifugio Ventina - Sentiero glaciologico - giro dei tre ponti (Sondrio)

Località di partenza Chiareggio (1600 m) Sondrio
Lunghezza 12 km
Quota massima 2166 m vicino al ghiacciaio Ventina
Dislivello complessivo in salita 720 m
Arrivo Chiareggio (1600 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Pian del Lupo - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP15 fino a Chiesa in Valmalenco, poi si seguono le indicazioni per la località di Chiareggio. Dopo circa 11 km si arriva a Chiareggio.
Rifugio Gerli - PorroLasciamo l’auto nel parcheggio e imbocchiamo il sentiero in discesa che conduce a fianco del torrente Mallero. Camminiamo sulla comoda carrareccia fino al ponte dove giriamo a destra. Attraversiamo il ponte e troviamo la segnaletica verticale che indica il Alpe Ventina - Rifugi Gerli - Ventina (0,50 ore), e Ghiacciaio del Ventina (2,30 ore). Iniziamo la salita su questa comoda carrareccia e velocemente guadagniamo quota. Dopo circa 30 minuti di cammino, sulla destra, ci sono le indicazioni per Forbicina, che seguiremo al ritorno, e continuiamo in salita. Guardandoci indietro possiamo vedere il Passo del Muretto dove Rifugio Ventina e l'omonimo ghiacciaioeravamo stati in MTB a giugno pedalando lungo il Sentiero Rusca (link). Finalmente avvistiamo il Rifugio Gerli Porro che fa capolino fra alti abeti e larici, dopo qualche passo, sulla sinistra, c’è l’indicazione per il Lago Pirola. Proseguiamo in salita e arriviamo al Rifugio Gerli – Porro (1965 m). Sulla sinistra sono presenti tre pannelli didattici: il primo inerente le arrampicate, il secondo inerente il larice millenario, che rappresenta a tutt’oggi l’albero più vecchio, con età certa, presente in Italia, mentre il terzo è inerente al Sentiero Glaciologico dedicato a Vittorio Sella. Proseguiamo dritto, la segnaletica Ghiacciaio Ventinaverticale indica Passo Ventina (2,40 ore), Laghetti di Sassersa (3,20 ore) e Ghiacciaio del Ventina (1,30 ore) e dopo pochi passi giungiamo al Rifugio Ventina (1975 m). La vista panoramica sul ghiacciaio è notevole e approfittiamo per scattare qualche foto. Si distinguono per la singolare forma il Pizzo Rachele (2998 m) e il Pizzo Cassandra (3226 m) mentre la vedretta del Ventina si incanala fra le cime sovrastata dal Passo Ventina (2675 m). Dalla parte opposta di queste cime ci sono i solitari laghetti di Sassersa, dei veri e propri gioielli incastonati fra le montagne (link). Proseguiamo dritto, Ghiacciaio Ventinaattraversiamo un ponticello di legno e seguendo i classici segnavia bianco-rosso avanziamo verso il ghiacciaio. Sopra un masso il Servizio Glaciologico Lombardo ha posizionato la targa che ricorda il fronte più avanzato del ghiacciaio nel XVII sec. A mano a mano che avanziamo possiamo vedere altre targhe che mostrano come il ghiacciaio si sia ritirato negli anni. Arriviamo ad un bivio dove la segnaletica verticale indica a sinistra Passo Ventina (2,20 ore) e Laghetti di Sassersa (3 ore), mentre dritto si va verso il Ghiacciaio del Ventina (1,10 ore). Proseguiamo dritto e giunti ai piedi del ghiacciaio, il sentiero si inerpica dritto fra gli sfasciumi e Da destra: Sassa d’Entova (3329 m), Pizzo Malenco (3438 m) e Pizzo Tremoggia (3441 m)sembra abbastanza pericoloso avanzare in quella direzione. Decidiamo di provare un sentiero alternativo tornando indietro e cercando un punto che ci porti dalla parte opposta del torrente Ventina. Trovato il punto dove in origine c’era il ponte di passaggio sull’altra sponda, rimaniamo delusi nel constatare che il manufatto, formato da tronchi di legno, giace 20 metri più in basso, probabilmente divelto dalla corrente del torrente glaciale. Delusi non ci resta che tornare indietro fino al Rifugio Ventina dove, prima della cappelletta, troviamo un altro ponte che attraversa il torrente Ventina. Ci godiamo il panorama circostanteDa destra: Monte Sissone (3330 m), Punta Baroni (3203 m) e Cima di Chiareggio Centrale (3107 m) mangiando il nostro panino alla bresaola e raccogliendo qualche mirtillo ancora presente nei verdi cespugli. Dopo questa pausa ristoratrice riprendiamo la strada del ritorno e andiamo ad imboccare il sentiero per Forbicina che avevamo notato prima di arrivare al Rifugio Gerli - Porro. La discesa è in notevole pendenza e in poco tempo arriviamo all’altezza del torrente Mallero. Qui ci accoglie un panorama meraviglioso. Attraversiamo un ponte di legno e scattiamo qualche foto al panorama veramente suggestivo.  Da una parte si erge la Sassa d’Entova (3329 m), il Pizzo Malenco (3438 m) e il Pizzo Da destra: Sassa d’Entova (3329 m), Pizzo Malenco (3438 m) e Pizzo Tremoggia (3441 m)Tremoggia (3441 m), mentre dalla parte opposta il Monte Sissone (3330 m), la Punta Baroni (3203 m) e la Cima di Chiareggio Centrale (3107 m). Ci fermiamo in contemplazione del paesaggio e poi proseguiamo il nostro giro dirigendoci alle baite dell’Alpe Forbicina. Questo tratto di percorso coincide con il Giro dei tre ponti, infatti attraversiamo il secondo ponte e ci inoltriamo nel bosco camminando su comodo sentiero. Giunti all’Alpe Forbicina (1660 m) rimaniamo incantati dalla vasta distesa di epilobio che con il bel colore lilla della fioritura contrasta con il blu del cielo e il verde delle montagne circostanti. Continuiamo girando versoAlpe Forbicina destra e ci dirigiamo a Chiareggio dove dalla piana possiamo fotografare quel che resta della vedretta del Monte Disgrazia. Proseguiamo dritto e, al bivio per il Passo del Muretto, facciamo una breve sosta per prendere un caffè, un cappuccino e una fetta di torta alle noci (6,50 euro). Dopo questa pausa ristoratrice raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 20/08/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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