Chiesa in Valmalenco - Lago Palù - Passo di Campolungo - Campo Moro (Sondrio)

Località di partenza Chiesa in Valmalenco (960 m) Sondrio
Lunghezza 39,8 km
Quota massima 2177 m Passo di Campolungo
Dislivello complessivo in salita 1669 m
Ciclabilità 100% - 61% asfalto e 39% sterrato (e spintage)
Arrivo Chiesa in Valmalenco (960 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Barchi - Alpe Campolungo - Campo Moro
Parcheggio libero SP15, Campo sportivo - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SP15 in direzione Chiesa in Valmalenco. Arrivati alle porte del paese, alla rotonda, si esce alla terza uscita in direzione di Sondrio e si gira a destra dove c’è il parcheggio del campo sportivo.
Polveriera: la carrareccia sterrataLasciamo l’auto nel comodo parcheggio vicino al campo sportivo e iniziamo a pedalare sulla SP15 verso Chiesa in Valmalenco. Attraversiamo il ponte sul torrente Mallero, giriamo a destra imboccando via Nicolò Rusca, affrontiamo la salita superando tre tornanti e proseguiamo su via Funivia fino all’incrocio con via Bernina. Giriamo a destra seguendo la segnaletica stradale per San Giuseppe (5 km) e Chiareggio (13 km) e dopo pochi metri troviamo la segnaletica verticale indicante il Sentiero Rusca. Un tratto del Sentiero l’avevamo percorso nel mese di maggio di quest’anno (link). Continuiamo a pedalare in salita fiancheggiando i laboratori dove si lavora e si vende la locale pietra ollare. Affrontiamo una serie di curve e giungiamo al monumento dedicato a Nicolò Rusca, una stele eretta nell’anno 2012 in memoria della deportazione dell’Arciprete avvenuta nella notte tra il 24 e 25 luglio del 1618 verso Coira. Rimontiamo in sella e continuiamo su asfalto lungo la strada che prosegue con una serie di semicurve fino ad attraversare il ponte sul torrente Barchi: epilobio in fioreMallero. Inizia adesso un tratto contraddistinto da una serie di tornanti in salita mantenendo il Mallero sulla nostra sinistra fino alla località Polveriera. Dal ponte a qui abbiamo percorso 1,4 km superando un dislivello di 124 metri con una pendenza media dell’8,8%. Da questo punto parte una strada sterrata sulla sinistra che, dopo pochi metri, intercetta il Sentiero Rusca. Giriamo quindi a sinistra e proseguiamo su carrareccia sterrata dal fondo in terra battuta ricoperto da pietrisco. Dopo l’iniziale discesa continuiamo in salita fino ad intercettare il Sentiero Rusca. Affrontiamo tre dure salite corrispondenti ad altrettante cascate del Mallero poi la strada prosegue in falsopiano, sempre mantenendo il torrente Mallero sulla nostra sinistra. In prossimità della piana di San Giuseppe restiamo sempre piacevolmente sorpresi dallo spettacolare paesaggio che si apre davanti a noi. Passiamo davanti al rifugio, in questo periodo aperto, e affrontiamo la salita che conduceLago Palù alla strada asfaltata proveniente da Chiesa Valmalenco. Giriamo a destra, in direzione di Chiesa, percorriamo 600 metri e giunti al bivio per Lago Palù giriamo a sinistra seguendo l’indicazione turistica per Barchi. Inizia un’altra dura salita che, dopo 830 metri con una pendenza media dell’8,5%, arriva al Rifugio Sasso Nero. Facciamo una breve sosta per ammirare in lontananza il Rifugio Longoni e poi di nuovo in sella per affrontare il tratto durissimo che dal piazzale conduce al Rifugio Barchi. La salita si fa sentire subito. Infatti i primi 200 metri hanno una pendenza media del 13,8% e più avanti affrontiamo tratti ancora più duri, fino al 15,1% di pendenza media. Finalmente arriviamo al Rifugio Barchi (1750 m), dopo aver percorso dal Rifugio Sasso Nero 1,9 km con una pendenza media dell’11,7%. Inizia lo sterrato e con bici al fianco ci incamminiamo lungo la pista da sci fino al bivio sulla sinistra per il Lago Palù. Saliamo di nuovo inLago Palù sella per un breve tratto poi nuovamente “spintage” e continuiamo così fino ad arrivare sulle rive del Lago Palù (1935 m) sovrastato dal Monte Roggione (2361 m). Oggi l’Alpe è particolarmente affollata e capiamo subito che si tratta di una giornata speciale. Infatti, come ogni anno in questo periodo, c’è la Festa del Cristo degli Abissi, la tradizionale immersione in quota del bozzetto di Cristo, alto 70 cm del peso di 11 chilogrammi, preceduta dalla messa, che resterà immerso nel lago alpino fino a domenica 3 settembre, quando sarà recuperato e posto a “svernare” in una nicchia apposita nel Rifugio Palù. Ci sistemiamo in riva al lago e, nell’attesa, approfittiamo per mangiare un panino al prosciutto crudo godendoci il magnifico panorama. Dopo la breve pausa montiamo in sella per raggiungere il Passo di Campolungo. Pedaliamo per un breve tratto poi rimettiamo i piedi a terra e proseguiamo con la MTB a lato. Il panorama alpino circostante è così bello che non sentiamo nemmeno la fatica dello “spintage”. Dopo aver percorso 2,4 km con una pendenza media del 10%, un po’ sui pedali e un po’ Verso il Passo di Campolungospingendo, arriviamo al Passo di Campolungo (2170 m), dove la segnaletica verticale indica Alpe Campolungo (0,05 ore), Bocchel del Torno (0,40 ore) e Franscia (1,40 ore). Facciamo un altro breve tratto in salita e, dopo aver ammirato le meravigliose cime alpine che ci circondano, ci lanciamo in una ripida discesa fino all’Alpe Campolungo dove ci fermiamo alla fontana per rimboccare le borracce con acqua fresca. Sempre in discesa giungiamo ad un bivio dove teniamo la destra. Purtroppo non ci sono indicazioni e solo grazie alla traccia sul Garmin siamo in grado di seguire la giusta direzione. Costeggiamo un tratto della funivia e proseguiamo in discesa per un atro tratto fino a quando imbocchiamo una traccia erbosa sulla sinistra che ci immette nel bosco. Anche qui non c’è la segnaletica che indichi la giusta direzione. Nel bosco, giriamo a sinistra e pedaliamo su sentiero terroso ben battuto ricoperto, in alcuni tratti, da ghiaietto. La pista ciclabile si snoda all’ombra di alberi ad alto fusto e arriva finoPasso di Campolungo: panorama all’Alpe Campascio. Dopo aver attraversato un ponticello di legno sul torrente Scerscen ritroviamo la freccia rossa che segnala la presenza del percorso in MTB ma senza indicazione delle mete. Dopo una serie di ponticelli di legno affrontiamo una dura salita con bici al fianco e poi, di nuovo in sella, ci dirigiamo verso la diga di Campo Moro che ormai vediamo in lontananza. Giunti in un punto panoramico facciamo una breve sosta per uno spuntino e per ammirare il paesaggio. Di fronte a noi notiamo la stazione di arrivo della funivia del Monte Motta (2379 m), il Passo di Campolungo e le piste da sci. Dopo questa breve sosta rimontiamo in sella e pedaliamo in salita fino a quando vediamo la diga di Campo Moro sempre più vicina. Inizia adesso un tratto molto bello e in leggera discesa che ci porterà fin sotto il muro della diga. Affrontiamo l’ultima salita della giornata e finalmente arriviamo sopra la diga (1960 m) di Campo Moro dove ci fermiamo per le foto di rito. Attraversiamo la diga, ritroviamo l’asfalto Diga di Campo Moroe in leggera salita arriviamo sul piazzale dove si affaccia il Rifugio Poschiavino, poco più in basso del Rifugio Zoia. Indossiamo l’antivento e ci lanciamo in discesa prestando attenzione alle eventuali automobili provenienti da Campo Franscia. Velocemente entriamo e usciamo dalle otto gallerie presenti. La più lunga misura 176 metri. Sono  tutte senza illuminazione e ci dispiace aver dimenticato a casa le nostre pile frontali e la luce posteriore rossa. Sempre in veloce discesa arriviamo a Campo Franscia, giriamo verso sinistra, dove c’è il laghetto delle trote, poco prima del parcheggio di Franscia. Procediamo su sterrato fino ad un punto caratterizzato da due enormi massi che, chiudendosi su se stessi, formano uno stretto passaggio. Scendiamo di sella e spingiamo le MTB in questo passaggio fino al ponticello di legno sul torrente Largone. Lo attraversiamo e, rimontati in sella, costeggiamo alcune baite fino a quando ritroviamo la strada asfaltata. Con poche pedalate raggiungiamo la strada principale.  Grazie a questa piccola deviazione siamo riusciti ad evitare la prima Pizzo Scalino e Rifugio Zoialunga galleria. Purtroppo in questo tratto di strada sono presenti altre nove gallerie, alcune delle quali abbastanza lunghe e prive di illuminazione. Approfittiamo della scia di alcune auto per superare questo tratto di strada molto insidioso soprattutto per le biciclette, anche perché l’asfalto non è perfetto e sono presenti molte buche. Dopo aver superato vari tornanti, sempre in veloce discesa, arriviamo nei pressi del campo sportivo di Tornadri, dove giriamo a sinistra imboccando via Tornadri. Sempre in discesa procediamo su questa stradina interna parallela alla strada principale fino ad arrivare alle porte  di Lanzada. Giunti a Ganda giriamo a sinistra all’altezza del Centro Sportivo Pradasc. Prendiamo lo stradello che accede al Centro fino ad imboccare la pista ciclabile. Non ci sono indicazioni per l’accesso alla pista ciclabile, ma grazie alla traccia GPX che avevamo precaricato riusciamo a trovare l’imbocco che rimane nascosto dietro al campetto di calcetto o basket. L’asfalto della pista è perfetto e la ciclabile è molto bella ed è suddivisa in due corsie di marcia separate da striscia gialla discontinua. Inoltre si snoda all’ombraCampo Franscia degli alberi. Sono meritati i complimenti all’Amministrazione di Lanzada per la realizzazione di quest’opera. Pedaliamo in tutta tranquillità mantenendo il torrente Lanterna sulla nostra destra e grazie alla pendenza a noi favorevole superiamo alcuni “mangia e bevi”senza sforzo fino a Chiesa in Valmalenco. Un provvidenziale e utilissimo sottopasso ciclo-pedonale ci permette di portarci dall’altro lato della SP15 e, sempre su pista ciclabile, raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 13/08/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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