Bagni di Masino - Casera Zoccone - Rifugio Gianetti (Sondrio)

Località di partenza Bagni di Masino (1172 m) Sondrio
Lunghezza 14,4 km
Quota massima 2534 m Rifugio Gianetti
Dislivello complessivo in salita 1433 m
Arrivo Bagni di Masino (1172 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Rifugio Gianetti
Parcheggio libero Bagni di Masino - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Morbegno. Arrivati ad Ardenno, poco prima del ponte sul torrente Masino, si gira a destra sulla SP9 e, passato il paesino di Cataeggio, si arriva a San Martino. Si gira a sinistra e si prosegue su via Bagni fino ad arrivare ai Bagni di Masino.
Val MasinoDal 2010, anno nel quale avevamo fatto questa escursione in MTB (link) sono cambiate molte cose, purtroppo in peggio. Infatti la vasta struttura dei Bagni Termali di Masino (pare che abbia una capienza di 1000 ospiti) sono chiusi fino a data da destinarsi. Un ciclista di passaggio conoscitore del luogo e della sua storia ci racconta che il precedente gestore non ha rinnovato il contratto per mancanza di fondi e così si è persa l’opportunità di far rivivere questi luoghi che conobbero tempi migliori in passato, fin dal 1900. Anche l’esterno risente della mancanza di manutenzione. Lasciamo l’auto nel parcheggio e ci dirigiamo Verso la Casera Zocconeverso il punto d’inizio dell’itinerario, dove la segnaletica verticale indica la direzione del Rifugio Gianetti (3,30 ore), Baite Corte Vecchia (0,45 ore) a destra, mentre se si prosegue sul sentiero principale, poco più avanti mantenendo la sinistra troviamo la deviazione per il Rifugio Omio (2 ore). Prendiamo la direzione per il Rifugio Gianetti e, dopo aver attraversato il prato, ci portiamo all’inizio del sentiero lastricato che, all’ombra dei pini, sale ripido nel bosco. I primi 100 metri hanno una pendenza media del 25,8% mentre i 100 metri successivi hanno una pendenza media del 32,5%. Guadagniamo quota velocemente Ponticello sul torrente Masinocamminando su sentiero sterrato e proseguiamo nella Val Porcellizzo rimanendo costantemente all’ombra degli alberi. Sulla nostra sinistra sentiamo scorrere il torrente Masino, che difficilmente riusciamo a vedere. Proseguiamo sempre in salita fino ad arrivare a Corte Vecchia (1405 m) dopo aver percorso 1,1 km dal parcheggio e superato un dislivello di 225 metri con una pendenza media del 21,2%. Camminiamo in falsopiano fino a giungere ad un passaggio stretto, ma suggestivo, tra due alte rocce, soprannominato “Le Termopili”, da dove il sentiero riparte in salita fino a giungere ai piedi di una delle tante cascate del La salita verso il Rifugio GianettiMasino. Superato il dislivello, mantenendo la cascata sulla sinistra, si guada il torrente e dopo un altro tratto di sentiero lastricato, che costeggia il Masino, sempre sulla sinistra, si arriva alla Casera Zoccone (1895 m ). Da Corte Vecchia a qui abbiamo percorso 2,8 km superando un dislivello di 489 metri con una pendenza media del 17,6%. Siamo in Val Porcellizzo e, considerata la spettacolarità del paesaggio, verrebbe quasi voglia di fermarsi qui. La nostra meta, però, è ancora lontana e riprendiamo il cammino dopo aver fotografato il Rifugio Gianetti che ci appare molto piccolo in lontananza davanti all’imponente Rifugio GianettiPizzo Badile. Attraversiamo un ponticello sul torrente Masino e seguendo i segnavia bianco-rosso ci inerpichiamo lungo il sentiero. Ogni tanto ci fermiamo per scattare fotografie perché il panorama è veramente suggestivo. Il sentiero sale sempre senza tregua e dopo tanta salita finalmente giungiamo in vista del Rifugio Gianetti. Ancora pochi passi e arriviamo sulla terrazza del Rifugio (2534 m), dopo aver percorso 2,5 km dal ponticello sul Masino superando un dislivello di 654 metri con una pendenza media del 26,3%. Dalla terrazza ammiriamo un panorama spettacolare, da sinistra possiamo vedere: Punta Torelli (3134m), Rifugio Gianetti e Pizzo BadilePunta Sant’Anna (3169 m), Pizzo Badile (3308 m), Punta Sertori (3195 m), Pizzo Cengalo (3368 m) e i Pizzi Gemelli (3220 m e 3362 m). In basso abbiamo un’altra vista spettacolare sulla Val Porcellizzo e la Casera Zoccone. Dopo aver ammirato il paesaggio e scattato parecchie foto decidiamo di entrare nel rifugio e prendere due cappuccini. Dopo essere stati invitati a sedere al tavolo per non ingombrare lo stretto passaggio vicino al bancone, ci vengono servite due tazze di caffelatte munite di due cucchiai tanto “vissuti” che probabilmente li usò anche Riccardo Cassin quando scalò la parete nord est del Pizzo Badile nel 1937. La La casera Zoccone e la Val Porcellizzozuccheriera in coccio è un capolavoro del bricolage. Mancano i manici e il coperchio è formato dai veri pezzi incollati. Purtroppo un pezzo è andato perso e l’opera risulta incompiuta. Ci ha ricordato un vaso etrusco presente nei musei. Il prezzo per i due cappuccini è stato di 7 euro. Prima di ritornare a valle ci godiamo ancora un po’ il panorama dalla terrazza e scattiamo ancora qualche foto. Prima di arrivare alla meta facciamo una deviazione di 20 metri per raggiungere un luogo molto suggestivo dove si può ammirare la cascata del Masino in tutta la sua potenza. La testata della Val MasinoL’accesso al sentiero è in corrispondenza di un grosso masso dove con vernice blu è riportato il numero 14. E’necessario prestare molta attenzione perchè il masso dal quale si ammira la cascata è a strapiombo e non vi è alcuna protezione. Dopo questa bella deviazione riprendiamo il sentiero che in poco tempo ci porta di nuovo a Bagni di Masino. 23/07/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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