Sentiero Rusca 3ª tappa: San Giuseppe - Chiareggio - Passo del Muretto (Sondrio)

Località di partenza San Giuseppe (1433 m) Sondrio
Lunghezza 25,6 km
Quota massima 2300 m
Dislivello complessivo in salita 1108 m
Ciclabilità 90% - 50% asfalto, 40% sterrato e 10% trekking
Arrivo San Giuseppe (1433 m)
Acqua lungo il percorso SI - Alpe dell'Oro
Parcheggio libero San Giuseppe, vicino alla chiesa - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link
Sentiero Rusca: altre tappe 1a tappa - 2a tappa

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP15 fino a Chiesa in Valmalenco, poi si seguono le indicazioni per la località di Chiareggio e dopo circa 5 km si arriva a San Giuseppe.
Monte DisgraziaIniziamo a pedalare in falsopiano su asfalto, passando fra le baite di Carotte (1472 m) dove inizia la salita. La strada è all’ombra e dopo 6,8 km raggiungiamo Chiareggio (1612 m) e pedaliamo fino al bivio per il Passo del Muretto, di fronte all’Hotel Gembro. Da qui parte la carrareccia sterrata. La segnaletica verticale indica, oltre al cartello giallo del Sentiero Rusca, il Passo del Muretto (ore 3,20) e Alpe dell’Oro (ore 1,10). I primi 600 metri hanno una pendenza media del 9% e ci rendiamo subito conto che oggi sarà una giornata votata alla fatica. Ci fermiamo per guardare il Un tratto della carrareccia verso l'Alpe dell'Oropanorama verso l’Alpe Sissone, dove tra la Cima di Rosso (3366 m) e la Cima di Vezeda (3301 m) sorge il Rifugio Camerini, il quale, con le sue persiane rosse, risalta fra il grigio delle rocce e l’azzurro intenso del cielo. Sulla nostra sinistra ammiriamo la vetta del Monte Disgrazia (3678 m). Sgonfiamo le gomme portando la pressione a circa 2 bar e rimontiamo in sella. La mulattiera inizia subito a salire con decisione, i primi 100 metri hanno una pendenza media del 14,1% mentre i successivi 500 metri hanno una pendenza media del 9,4%. Loredana affronta un tornate e sullo sfondo il Monte DisgraziaCi fermiamo in un altro punto molto panoramico, rimontiamo in sella e procediamo in salita arrivando alla prima serie di tornantini, alcuni “addolciti” da un fondo lastricato. Con fatica superiamo questo tratto di strada fino alla seconda serie di tornanti. Lasciamo la bici vicino al primo tornante e a piedi percorriamo qualche metro per affacciarci in un punto panoramico molto suggestivo. Affrontiamo la seconda serie di tornanti e arriviamo al bivio per l’Alpe dell’Oro (2031 m). Dall’inizio dello sterrato a qui abbiamo percorso 3,1 km superando un dislivello di 375 metri con una Il sentiero verso il Passo del Murettopendenza media del 12,1% e massima del 18,7%. Proseguiamo verso il passo del Muretto affrontando una dura salita lunga 270 metri con una pendenza media del 17%, che culmina in una strettoia costeggiata da alte rocce. Affrontiamo un breve tratto di discesa e poi un bel tratto in falsopiano fino a giungere a quota 2100 m. Da qui in poi la carrareccia lascia il posto ad un sentiero che non è percorribile in MTB, salvo che non si desideri spingere le bici fino al Passo. Noi decidiamo di lasciare le bici e proseguiamo a piedi. Il sentiero, molto accidentato, inizia a salire con decisione e superatiLa neve verso il Passo del Muretto alcuni serrati tornanti giungiamo in un punto dove è ancora presente una slavina. Sotto la neve scorre il torrente Mallero e, considerato che sarebbe troppo rischioso passarci sopra. Infatti lo strato di neve è molto sottile e, passandoci sopra, potrebbe cedere all’improvviso. Siamo a quota 2300 metri e decidiamo di tornare indietro. Eravamo stati qui nell’agosto del 2011 (link) arrivando fino al Passo. Da qui al Passo del Muretto mancano ancora 1,3 km con un dislivello di 262 metri. Percorriamo a ritroso lo stesso sentiero, recuperiamo le MTB e giunti al bivio per l’Alpe dell’Oro giriamo a sinistra, affrontando un piccolo strappetto lungo 190 metri fino all’Alpe La fine della carrareccia e l'inizio del sentiero verso il Passo del Murettodell’Oro (2031 m). Anche qui il panorama è fantastico. Possiamo ammirare le cime precedenti sulle quali svetta il rifugio Del Grande – Camerini. Il panorama è meraviglioso e ne approfittiamo per sederci per gustare un paio di panini con la pancetta. Riempiamo le borracce con acqua fresca e poi ci riposiamo un po’ prima di riprendere la strada del ritorno. Rimontati in sella affrontiamo la discesa facendo molta attenzione alle canaline di scolo costruite in cemento che, se in salita erano fastidiose, in discesa si rivelano pericolosissime poiché la ruota anteriore potrebbe piantarsi causando rovinose cadute. Sarebbe Alpe dell'Oro: panoramautile coprire un piccolo tratto di canalina con una griglia metallica in modo tale che anche i bikers possano percorrere questo itinerario in tutta sicurezza. Arrivati nuovamente davanti all’hotel Gembro ci fermiamo per due caffè. Dopo questa breve sosta rimontiamo in sella e prendiamo la discesa sulla destra che (125 m) fino all’altezza del torrente Mallero, dove inizia lo sterrato. Giriamo a sinistra in direzione di Chiareggio e proseguiamo in falsopiano sulla carrareccia sterrata, ma ben battuta, che d’inverno si trasforma in pista per lo sci di fondo. Seguiamo la segnaletica Cima di Vazzeda, Monte Rosso, Passo e Monte del Fornoverticale di colore rosso indicante Sabbionaccio e ci godiamo questo tracciato che alterna veloci tratti di discesa a brevi strappetti, facilmente superabili senza un grosso sforzo. Nel giro di poco tempo arriviamo a Sabbionaccio. Qui dobbiamo affrontare l’ultima salita prima di poter riguadagnare l’asfalto e arrivare con poche pedalate a Carotte. Da qui a San Giuseppe mancano 2,3 km e velocemente giungiamo dove avevamo parcheggiato l’auto. 17/06/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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