Biella - Pollone - Parco della Burcina - Piazzo

Località di partenza Biella (368 m)
Lunghezza 23,1 km
Dislivello complessivo in salita 624 m
Quota massima 833 m Bric della Burcina
Ciclabilità 100% - 58% asfalto, 35% sterrato e 7% acciottolato
Arrivo Biella (368 m)
Acqua lungo il percorso SI - Parco della Burcina - Piazzo
Parcheggio libero Via Fratelli Rosselli - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: uscire al casello di Carisio dell'A4 (Torino-Trieste), seguire l’indicazione stradale per Biella – Vercelli. Alla rotonda successiva girare a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Biella imboccando la SS230. Giunti a Biella proseguire dritto su Corso Europa, via Carso e alla rotonda girare a sinistra su via Bertodano che in seguito diviene via Alfonso La Marmora. Giunti alla 5° rotonda si gira a sinistra su via Fratelli Rosselli e dopo pochi metri, sulla sinistra, c’è il parcheggio.
Parco della Burcina: ingresso da PolloneLasciamo l’auto nell’ampio parcheggio e iniziamo a pedalare su via Fratelli Rosselli in direzione della rotonda dove giriamo a sinistra imboccando la pista ciclabile che si snoda a fianco di via Ivrea. Pedaliamo in sicurezza per 1,6 km, giriamo a destra su Via Pollone e iniziamo la salita. Oltrepassato il bivio con la strada Cantoni Masserano e Calaria percorriamo circa 200 metri e giriamo a destra imboccando la carrareccia sterrata. All’inizio il fondo è ben battuto ma appena entrati nel bosco inizia il fango e alcuni tratti inerbiti. Mancano completamente le indicazioni e se non fosse stato per la nostra traccia GPX, avremmo avuto molte difficoltà a individuare la pista da seguire. Alcuni tratti sono molto rovinati e nel complesso, vista la scarsa manutenzione, ci pentiamo di averla percorsa. Finito lo sterrato ci immettiamo su strada Cantone Serra e all’incrocio giriamo a sinistra su strada Cantoni Masserano e Calaria. Consigliamo di evitare questo tratto di Parco della Burcina: le radici del Taxodium Distichumsterrato e in alternativa percorrere strada Cantoni Masserano e Calaria, tutta su asfalto. Dopo pochi metri giriamo a sinistra imboccando Strada Cantone Bonino, affrontiamo una breve discesa e poi continuiamo in salita percorrendo 200 metri con una pendenza media del 7,7% e i successivi 200 metri con pendenza media del 5,4%. Giunti all’incrocio troviamo il primo cartello turistico indicante il Parco della Burcina, giriamo a sinistra e percorriamo 1,4 km in falsopiano. Giunti all’incrocio con via Attila Botto giriamo a destra e affrontiamo una dura salita lunga 430 metri con una pendenza media del 10% fino ad arrivare all’ingresso del Parco della Burcina, quello di Pollone. Oltrepassato il parcheggio inizia il Parco e subito notiamo l’accurata manutenzione. La carrareccia, ricoperta da un leggero strato di ghiaietto, è ben battuta, i Parco della Burcina: uno degli alberi secolariprati sono ben curati e sono presenti targhette descrittive delle piante di notevole interesse. Facciamo numerose soste per scattare fotografie e senza fatica, ripagati dal panorama, procediamo in salita verso il Bric. Oltrepassiamo la Casina Blu, che si trova davanti ad un laghetto pieno di tartarughe d’acqua, passiamo a fianco del cipresso calvo (Taxodium Distichum) e arriviamo alla fontanella nei pressi del bivio del viale dei Rododendri. Riforniamo le nostre borracce con l’acqua fresca e continuiamo la salita passando all’ombra di alberi centenari. La salita è tutta Parco della Burcina: torre Martinipedalabile senza grosse pendenze, ci fermiamo al tornante dove si erge la Sequoia Gigante (Sequoiadendron Giganteum) e proseguiamo fino al punto panoramico dove possiamo vedere il Santuario di Graglia. Eravamo stati al Santuario di Gralia nel 2014 (link) in occasione della salita verso i Santuari di Oropa e San Giovanni. Rimontati in sella proseguiamo il nostro itinerario fino ad arrivare alla Torre Martini e al Bric di Burcina, punto più alto dell’itinerario di oggi. Purtroppo i rododendri sono già sfioriti e così ci fermiamo sotto l’ombra delle piante per mangiarci una banana e gustarci il panorama verso l’Oasi di Zegna. Dopo questa sosta ristoratrice rimontiamo in sella e percorriamo in discesa la stessa strada della salita fino alla fontanella dove giriamo a sinistra e imbocchiamo il viale dei Rododendri. Il posto è magnifico e ci ripromettiamo di ritornare il prossimo anno per la fioritura. Continuiamo su questo bel viale fino ad arrivare all’altro ingresso del Parco, quello di Vandorno dove, poco dopo, Parco della Burcina: il viale dei Rododendriritroviamo l’asfalto. Percorriamo in discesa Strada dei Gallinit, giriamo a destra su strada Cantone Vindolo, giriamo a sinistra su strada del Cantone Ramella Gal e poi proseguiamo dritto su Strada del Barazzetto Vandorno. In veloce discesa usciamo da Vandorno, affrontiamo 300 metri di dura salita con una pendenza media del 13,3% e continuiamo su Strada della Nera. All’incrocio giriamo a destra rimanendo sulla stessa strada e all’incrocio successivo giriamo a destra immettendoci su via Amedeo Avogadro entrando a Piazzo dove inizia l’acciottolato. Passiamo sotto Porta della Torrazza (1780), proseguiamo dritti su Corso Piazzo fino ad arrivare in Piazza Mario Cucco, uno dei punti panoramici del borgo che si affaccia sui sobborghi del Piazzo: la Casa su traviVandorno e del Barazzetto e sulla valle di Pollone. Fotografiamo la Casa su Travi, poi imbocchiamo, sulla sinistra, lo stradello Costa delle Noci dove fotografiamo l’Arco di Andorno. Ritornati in Piazza Cucco proseguiamo dritto arrivando in Piazza della Cisterna dove fotografiamo il Palazzo della Cisterna, i portici del Piazzo, di origine medievale, la chiesa dedicata a San Giacomo (XIII sec.) che conserva all’interno un coro intagliato (1697-98) e il Battistero barocco. Imbocchiamo vicolo San Giacomo dove sulla sinistra, dopo una breve tratto di discesa, fotografiamo Porta di Ghiara, la quale fu costruita quando i vescovi ghibellini di Vercelli fuggirono dalla guelfa Biella. Proseguiamo il giro e arriviamo davanti a Palazzo Gromo Losa (XV sec.), Palazzo Ferrero che si distingue per la sua torre ottagonale, oggi Piazzo: piazza della Cisternain fase di restauro. Proseguiamo la discesa su Costa del Vernato fermandoci davanti alla Casa della Sindone così denominata per il soggetto dell’affresco posto sopra l’arcata della porta d’ingresso. Proseguiamo su questa strada fino a Piazza Cossato, dove finisce il tratto acciottolato, e alla rotonda giriamo a sinistra imboccando via Alfonso La Marmora. Proseguiamo sempre dritto fino ad arrivare in Piazza Vittorio Veneto dove al giardino pubblico Zumaglini ci fermiamo per fotografare la statua dedicata al generale Alfonso La Marmora. Imbocchiamo via Garibaldi e pedaliamo fino a Piazza Duomo dove prospetta il Duomo (1402), sul cui fianco sinistro sorge il Battistero (IX-X sec.), il più interessante monumento di Biella. Finita la visita imbocchiamo sulla sinistra via Amendola e continuiamo dritto fino a piazza Curiel da dove parte la funicolare costruita nel 1885, stazione di collegamento tra Biella e il quartiere di Piazzo. Il percorso, lungo 177 metri supera un dislivello di 60 metri Biella: piazza Duomocon una pendenza costante del 335/per mille. Attualmente la funicolare non funziona e per raggiungere Piazzo è disponibile un servizio di navetta. Giriamo a sinistra su via Boglietti, oltrepassiamo piazza Sella, proseguiamo su via Ferrero, via Sella e arriviamo davanti alla basilica di San Sebastiano, che conserva all’interno un dipinto di Defendente Ferrari raffigurante la Madonna con bambino e Santi, la statua di Giovanna Bertiè Mathew (moglie di Alfonso La Marmora), opera di Odoardo Tabacchi, il busto di Alfonso La Marmora, opera di Vincenzo Vela e, sempre di Tabacchi, le statue della Carità, Fede e Speranza poste a decorazione vicino al monumento della famiglia La Marmora. Rimontiamo in sella e pedaliamo su via Quintino Sella fino a ritornare in Piazza Cossato. Alla rotonda proseguiamo dritto e arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 11/06/2017. Per visualizzare altre foto: link.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Santuario di Oropa
  2. Oasi Zegna
  3. Parco della Burcina