Predaia Bike: Sanzeno - San Romedio - Laghi di Tavon e di Coredo - Rifugio e Passo Predaia (Trento)

Località di partenza Sanzeno (640 m) Trento)
Lunghezza 38,7 km
Quota massima 1400 m Rifugio Predaia
Dislivello complessivo in salita 1283 m
Ciclabilità 100% - 74% asfalto e 26% sterrato
Arrivo Sanzeno (640 m) Trento
Acqua lungo il percorso SI - in ogni paese
Parcheggio libero Piazza della fontana - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall’autostrada del Brennero uscire a Trento Nord e seguire le indicazioni stradali per Lavis imboccando la SP235. Proseguire verso la Val di Non e Mezzolombardo poi seguire l’indicazione stradale per Cles fino a Dermulo. Tenere la destra e imboccare la SS43Dir per Fondo fino a Sanzeno.
Da Cavareno alla rotonda imboccare la SS43Dir e proseguire sempre dritto fino a Sanzeno.
San RomedioDopo un’abbondante e buonissima colazione presso l’Hotel Rosa Resort di Cavareno con l’auto raggiungiamo Sanzeno, dove parcheggiamo in piazza della Fontana. Imbocchiamo la strada in pavé seguendo l’indicazione turistica Santuario di S. Romedio, passiamo a fianco della chiesetta e in discesa, sulla SP4 di San Romedio, lasciamo Sanzeno e arriviamo in località Al Mulino dove c’è un altro parcheggio. Continuiamo in falsopiano inoltrandoci nella gola a fianco del rio San Romedio. Oggi la giornata è molto bella e non possiamo fare a meno di fermarci per fotografare il paesaggio. Dopo aver percorso 3,1 km con una pendenza media del 4,4% iniziamo la breve salita di 458 metri con una pendenza media del 9,8% che ci consente di arrivare davanti all’ingresso del Santuario. Oggi è domenica e ci sono molte macchine perché alle ore 9.00 viene celebrata la Santa Messa. Noi evitiamo di disturbare i fedeli in quanto eravamo stati qui il giorno prima (link) e proseguiamo sulla carrareccia sterrata sulla sinistra seguendo la segnaletica verticale indicante Tres, Ai due laghi (ore 0,30) Verso i laghi di Tavon e di Coredoe Coredo (ore 1,15). Per chi volesse visitare il Santuario l’orario di apertura va dalle ore 9.00 alle ore 18.00. La carrareccia sale con alcuni strappetti, i primi 600 metri hanno una pendenza media del 5,6%, ma il paesaggio è così bello che non ci si accorge della fatica. Segue un tratto più impegnativo, 900 metri con pendenza del 12,1%, ma anche questo si riesce a superarlo in sella alla MTB. Siamo al Doss Canestrin (820 m) e la carrareccia prosegue in leggera salita fino al Lago di Tavon (884 m). Il posto è molto bello e scattiamo varie fotografie poi rimontiamo in sella e lo costeggiamo fino alla diga che lo separa dal Lago di Coredo. Qui finisce lo sterrato e inizia l’asfalto. In leggera salita costeggiamo il Lago di Coredo poi in discesa giungiamo a Lago di TavonCoredo dove giriamo a sinistra imboccando via Conte Antonio Coret seguendo la segnaletica verticale indicante Castel Bragher e Tres. Giriamo al primo incrocio sulla sinistra, sempre guidati dalla segnaletica verticale, poi giriamo a destra e successivamente a sinistra su via Palazzo Assesorile. Alla fine della strada giriamo a sinistra imboccando via al Castèl Bragher e pedalando fra i meleti raggiungiamo velocemente il medievale Castel Bragher che non è visitabile in quanto privato. Proseguiamo in discesa fino ad immetterci sulla SP13 dove giriamo a sinistra e in salita percorriamo 2,3 km con una pendenza media del 6,3% arrivando a Tres (800 m). Dal paese è possibileLago di Tavon fotografare i meleti che si estendono a perdita d’occhio molti dei quali protetti dai teli antigrandine. Continuiamo in salita su questa strada senza traffico con un asfalto perfetto fino ad arrivare a Vervò (886 m) dove ci fermiamo in piazza chiesa, alla fontana, per ricaricare le borracce con acqua fresca. Dal 2015 questo paese insieme a Coredo, Smarano, Taio e Tres, è stato fuso nel comune di Predaia. Rimontiamo in sella e ci accingiamo ad affrontare un tratto abbastanza impegnativo, 3,2 km con una pendenza media del 9,4% fino a raggiungere il rifugio Sores a 1205 m s.l.m. Decidiamo di proseguire fino al Rifugio Predaia e così giriamo a destra e iniziamo una durissima salita in parte su asfalto e in parte su cementato.Castèl Bragher La fatica è però compensata dall’improvvisa apparizione di una bellissima volte che sta cacciando nel prato in prossimità della strada. Subito non si accorge di noi perché siamo controvento e così possiamo gustarci la scena in tranquillità. All’improvviso la volpe spicca un balzo e, dopo essersi accorta di noi, si allontana fino a scomparire. Proseguiamo la dura salita, oltrepassiamo una casa sulla destra e qui la “benzina” finisce. Dal Rifugio Sores a qui abbiamo percorso 1,3 km con una pendenza media dell’11,4%. Mettiamo il piede a terra e spingiamo per gli ultimi 250 metri su una pendenza media del 17,5%. Finalmente siamo al Rifugio Predaia (1400 m) e ci concediamo un meritato riposo. LaPanorama da Vervò parte più dura della gita è dietro le spalle e così ci sediamo all’ombra degli alberi per rifiatare. Mentre siamo seduti ci giunge un buon odorino di grigliata e scopriamo, sul fianco del rifugio, il cuoco che sta rigirando la carne sulla griglia. Dopo questa sosta ristoratrice rimontiamo in sella e velocemente in discesa ritorniamo al Rifugio Sores, giriamo a destra e proseguiamo in salita fino al Passo Predaia (1250 m) dove ci fermiamo per la classica foto. Ci lanciamo in discesa su questa strada senza traffico e dall’asfalto perfetto fino ad arrivare in località Sette Larici dove giriamo a destra e arriviamo alla omonima baita. L’asfalto lascia il posto allo sterrato, una carrareccia Rifugio Predaiadal fondo ben battuto e ricoperta da un leggero strato di brecciolino. Sono doverosi i complimenti all’amministrazione della Val di Non per la cura e la manutenzione di piste ciclabile e strade, sempre in perfette condizioni. Oggi è una giornata particolarmente calda, ma l’ombra del bosco ci permette di pedalare al fresco in discesa affrontando in sicurezza i diversi tornanti e lasciando correre la ruota sui tratti rettilinei. Ci fermiamo alla fontana per ricaricare le borracce con acqua fresca La carrareccia che da 7 Larici conduce a San Romedioe poi ci tuffiamo ancora in discesa su un tratto di carrareccia un po’ più stretto, ma sempre molto bello. Piccoli dossetti e qualche sasso lungo il tracciato consigliano di mantenere l’attenzione sempre viva ma il divertimento è assicurato. In poco tempo raggiungiamo il Santuario di San Romedio a quest’ora preso d’assalto dai turisti. Non rimane niente del luogo di pace e tranquillità che avevamo lasciato al mattino e così, senza fermarci, proseguiamo in discesa inoltrandoci nella gola e arrivando al parcheggio dove avevamo lascito l’auto. 28/05/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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