Val di Non: Sanzeno - Santuario di San Romedio - Canyon del rio Sass - Cles (Trento)

Località di partenza Sanzeno (640 m) Trento
Lunghezza 51,8 km
Quota massima 1061 m
Dislivello complessivo in salita 1242 m
Ciclabilità 100% - 88% asfalto - 9% sterrato e 3% portage
Arrivo Sanzeno (640 m) Trento
Acqua lungo il percorso SI - in ogni paese
Parcheggio libero Piazza della fontana - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall’autostrada del Brennero uscire a Trento Nord e seguire le indicazioni stradali per Lavis imboccando la SP235. Proseguire verso la Val di Non e Mezzolombardo poi seguire l’indicazione stradale per Cles fino a Dermulo. Tenere la destra e imboccare la SS43Dir per Fondo fino a Sanzeno.
Santuario di San RomedioParcheggiamo l’auto in piazza della Fontana e imbocchiamo la strada in pavé seguendo l’indicazione turistica Santuario di S. Romedio. Passiamo a fianco della chiesetta e in discesa, sulla SP4 di San Romedio, lasciamo Sanzeno e arriviamo in località Al Mulino dove c’è un altro parcheggio. Continuiamo in falsopiano inoltrandoci nella gola a fianco del rio San Romedio. Il luogo è molto bello e regna una pace incredibile, anche perché sono le 8.30 ed è molto presto. Pedaliamo in compagnia del cinguettio degli uccelli dello scrosciare del torrente. Ci inoltriamo fra le alte pareti di roccia fino a quando avvistiamo il Santuario posto in alto sopra la rupe. Facciamo una breve sosta per scattare qualche foto e poi riprendiamo la pedalata fino al ponticello sul rio. Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 3,1 km con una pendenza media del 4,4%. Inizia la salita vera che su Un tratto del sentiero verso Doncomoda strada asfaltata conduce all’ingresso del Santuario, 458 metri con una pendenza media del 9,8%. Giunti al Santuario notiamo che il portone è chiuso e l’orario di apertura indica le ore 9.00. Ne approfittiamo per andare a vedere l’unico orso Bruno che vive nel recinto nei pressi del santuario. La storia dell’orso inizia a Palestrina, località nei pressi di Roma, quando era tenuto illegalmente da un privato. E’ poi stato trasferito nel Parco Nazionale d’Abruzzo fino al 2013, quando fu trasferito al Santuario di San Romedio, dove vive tuttora all’interno di un recinto elettrificato. Nel frattempo si sono fatte le ore 9.00 e, puntuale, si apre il portone d’ingresso. Il santuario è costituito da cinque chiese costruite nell'arco di circa novecento anni fra il 1000 e il 1918 a ridosso di una ripida parete di roccia e sono unite tra loro Panorama sulla Val di Nonda una scalinata di 130 gradini. Si narra che un giorno San Romedio, dovendo recarsi a Trento chiese a un suo discepolo di sellargli il cavallo ma il discepolo tornò con la notizia che un orso aveva sbranato il cavallo. Romedio non si scompose e gli ordinò di sellare l'orso, il quale docilmente si lasciò mettere la sella, conducendo poi Romedio fino a Trento. Ed è per questo che San Romedio è sempre raffigurato con accanto un orso. A quest’ora non ci sono molti visitatori e il religioso silenzio del Santuario è interrotto solo dal cinguettio dei numerosi uccellini che svolazzano nel cielo. Arriviamo fino alla cappelletta che contiene le reliquie del Santo. Quando arriviamo all’ultima chiesa ci affacciamo dal terrazzino panoramico dal quale possiamo ammirare all’altezza di 99 m, il paesaggio suggestivo circostante. Da qui riusciamo anche a vedere il ponte che abbiamo attraversato per salire al Canyon rio SassSantuario. Finita la visita rimontiamo in sella, ritorniamo al ponte e giriamo a destra passando per il parcheggio. Costeggiano il rio San Romedio che rimane sulla nostra destra. La carrareccia è ben battuta e in leggera salita prosegue all’interno del bosco sovrastata dalle alte pareti rocciose. I primi 2,2 km hanno una pendenza media del 3,3%, poi passiamo il ponte portandoci sulla sponda opposta del rio e iniziamo la salita su sentiero in terra battuta inframezzato da alcune radici. I successivi 500 metri hanno una pendenza media del 7,5% poi il terreno si fa più sassoso e ci costringe a spingere la bici per 100 metri su una pendenza del 19,8%. Rimontati in sella affrontiamo gli ultimi strappi, un km all’11%, poi la pendenza diminuisce e ritroviamo l’asfalto nei pressi dell’abitato di Don (993 m). Seguiamo la segnaletica verticale della pista ciclabile, usciamo dal paesino e velocemente arriviamo a Cavareno (994 m), dopo aver percorso 3,2 km. Inizia una nuova salita, 240 metri con pendenza media del 10,5% poi proseguiamo fino a Fondo (1061 m) percorrendo altri 4,2 km. Siamo su via Roma, giriamo secco a destra imboccando una viuzza in forte discesa e arriviamo all’inizio del canyon del rio Sass. Il transito è vietato inLago Smeraldo sella alla biciletta e così ci inoltriamo nel canyon camminando su carrareccia sterrata e ben battuta all’ombra delle alte pareti rocciose e degli alberi. Il luogo è molto curato e si nota la vocazione turistica della Val di Non. Oltrepassiamo una vecchia segheria in disuso, ma con le ruote di legno ancora in ottimo stato. Da qui il sentiero si restringe e dopo alcuni gradini entriamo nella parte più stretta del canyon. Su passerelle metalliche attraversiamo la stretta gola, con la bicicletta sulle spalle saliamo due rampe di scale fino ad arrivare sulla sponda del Lago Smeraldo. Giriamo verso destra e costeggiamo questo stupendo specchio d’acqua su comodo sentiero sterrato. Finito il giro del lago saliamo in sella e ci dirigiamo verso il centro del paese. Ci fermiamo davanti alla chiesa dedicata a San Martino e poi scendiamo fino alla piazza dove c’è l’idrocronometro astronomico ideato dagli Fondoorologiai Zanoni e realizzato da Alberto Gorla. Lo strumento, a forma di torre con ingranaggi a vista, dà indicazione dell’ora, della fase lunare in corso, del calendario dei giorni del mese e della settimana, e persino della posizione del sole nello zodiaco e si trova all’interno di in una teca protettiva. All’uscita del paese imbocchiamo una bellissima pista ciclabile molto panoramica che ci porta fino alla cappelletta della Madonna Brusada, dove ci fermiamo per uno spuntino approfittando del tavolo e panche posizionate all’ombra degli alberi. Abbiamo un magnifico panorama a 360°. Di fronte a noi il gruppo delle Dolomiti del Brenta in alcuni punti ancora ricoperte di neve. Sullo sfondo notiamo Fondo che abbiamo appena lasciato e a perdita d’occhio infiniti prati verdi. Dopo questa piacevole sosta ripartiamo e in sella alle nostre MTB ci lanciamo su questa bella ciclabile Madonna Brusada: area di sostache in falsopiano e in leggera discesa attraversa i prati ben curati della Val di Non. Oltrepassiamo Romeno e pedalando tra i meleti, sovrappassiamo la SS43dir grazie ad un ponte ciclopedonale. Ci lanciamo in una lunga discesa fino a Malgolo dove fotografiamo il castello. Qui la ciclabile finisce e siamo costretti a percorrere la SS43dir fino all’incrocio con la SP24 di Dambel. Da questo punto, per coloro che volessero terminare il giro, con una discesa di circa 950 m si giunge a Sanzeno. Noi, invece, giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Casez (1 km), Dambel (5 km) e Revò (6 km). In leggera salita La cilabile che da Fondo conduce a Malgoloraggiungiamo Cadez, proseguiamo in discesa per 2,5 km fino al ponte sul torrente Novella e poi risaliamo per altri 2 km fino a Revò superando un dislivello di 121 metri con pendenza media del 6,1%. Continuiamo sulla SP42, oltrepassiamo in discesa Cagnò e poco prima del tornante giriamo secco a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Cles (3 km) e Trento (44 km) imboccando la SP139 del Castellaz. Ci fermiamo per fotografare il Lago di Santa Giustina e poi, in veloce discesa, arriviamo fino al punto più stretto del lago e dopo aver attraversato il ponte iniziamo a risalire. Oltrepassiamo la galleria lunga 110 metri e dopo 1,6 km con pendenza media del 5,3% giungiamo all’incrocio con la SS43. Giriamo a sinistra e con poche pedalate arriviamo a Cles (664 m) dove ci fermiamo in centroLago di Santa Giustina per riempire le borracce di acqua fresca e per prendere due caffè (2,20 euro). Dopo questa breve sosta ripartiamo, imbocchiamo la SS43 e in veloce discesa su strada abbastanza trafficata raggiungiamo la diga e iniziamo a risalire per 880 metri con pendenza media del 2,3% fino a Dermulo. Qui, con molta attenzione giriamo a sinistra immettendoci sulla SS43dir seguendo le indicazioni stradali per Fondo (15 km) e Cavareno (12 km). Su strada mediamente trafficata percorriamo 3,9 km con una pendenza media del 2,4% fino a Sanzeno dove avevamo parcheggiato l’auto. 27/05/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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