Cremona - Genivolta - Crema - Castelleone - Pizzighettone

Località di partenza Cremona (45 m)
Lunghezza 104 km
Quota massima 93 m Crema
Dislivello complessivo in salita 405 m
Ciclabilità 100% - 70% asfalto e 30% sterrato
Arrivo Cremona (45 m)
Acqua lungo il percorso SI - Casalbuttano - Crema - Castelleone
Parcheggio libero Via Cimitero - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

La ciclabile lungo il canale VacchelliLasciamo l’auto nel parcheggio davanti al cimitero Monumentale di Cremona e in compagnia di Corrado iniziamo a pedalare verso destra, dando le spalle all’entrata del cimitero. Al primo incrocio giriamo ancora a destra, imboccando via Boschetto e pedaliamo sulla pista ciclabile che costeggia la carreggiata. Seguendo le indicazioni della pista ciclabile passando sotto la SP10 e proseguiamo dritto su via Boschetto. Giunti all’incrocio con via Ca del Binda giriamo a sinistra e proseguiamo su questa strada fino a Migliaro. Appena superato il cartello del paese giriamo a destra e imbocchiamo la pista ciclabile. Proseguiamo pedalando su pista dedicata dal fondo asfaltato mantenendo il canale sulla nostra sinistra. Ad un certo punto troviamo il primo tratto di sterrato lungo circa 2 km. Il sentiero, a fondo ghiaioso, è immerso nella vegetazione e affiancato al corso del Naviglio Civico, che qui è interessato da diverse cascatelle. Finito questo tratto ritroviamo l’asfalto, sempre su pista ciclabile dedicata, attraversiamo la SP86 e continuiamo sulla ciclabile, sempre costeggiando il Naviglio Civico di Cremona. Arrivati a Casalbuttano (60 m), alla fine della pista ciclabile, giriamo a sinistra imboccando la SP65. Proseguiamo dritto fino alla fine del rettilineo, giriamo a destra su via Podestà e poi giriamo a sinistra, imboccando via Torre della Norma per vedere la Torre della Norma (XVIII sec.), una singolare costruzione neogotica eretta per ricordare il soggiorno di Vincenzo Bellini, compositore dell'omonima opera. La Torre è in fase di restauro ed è coperta dalle impalcature. Proseguiamo su via Podestà e giungiamo in piazza della Libertà, oggi occupata dalle La ciclabile lungo il canale Vacchelligiostre. Fotografiamo la chiesa di San Giorgio (1620-38) con il suo robusto campanile in mattoni alto 65 metri. L'interno, a tre navate, ospita uno dei più grandi e meglio conservati organi storici della provincia di Cremona. Imbocchiamo via Jacini, giriamo a destra su via Cavallotti e proseguiamo sempre dritto, oltrepassando i binari della ferrovia. Usciti da Casalbuttano, giunti all’incrocio con la SP6 giriamo a sinistra, ne percorriamo 100 metri e poi giriamo a destra riprendendo la pista ciclabile. Pedaliamo con il Naviglio Civico sulla nostra destra e proseguiamo velocemente fino a Mirabello Ciria dove giriamo a destra immettendoci su via Oldraghi. Seguiamo la segnaletica verticale della pista ciclabile, attraversiamo il paesetto, e proseguiamo su strada secondaria che si perde nella campagna. Oltrepassiamo un’azienda agricola, seguiamo la segnaletica verticale indicante la pista ciclopedonale dei Navigli – Genivolta (9,5 km) e pedaliamo fra due canali. Continuiamo sulla ciclabile e alla fine del rettilineo giriamo a sinistra fino ad arrivare nuovamente a fianco del canale Vacchelli. Giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale indicante Genivolta (6,1 km) e pedaliamo con il canale sulla nostra destra. Giunti all’incrocio con la SP46 giriamo a destra e poi a sinistra riprendendo la pista ciclabile. Inizia un nuovo tratto di sterrato fra gli alberi e affrontiamo un breve single trak che si snoda a fianco del Naviglio, ora sulla nostra sinistra. Da qui fino a Crema la ciclabile sarà quasi sempre su carrareccia sterrata. Giunti all’incrocio con la SS498 giriamo a sinistra, oltrepassiamo il Naviglio e poi giriamo subito a destra riprendendo la pista ciclabile. Proseguiamo Crema: Santuario di Santa Maria della Crocefino ad arrivare in uno dei tratti più singolari dell’itinerario: la località 13 ponti. Questo snodo idraulico delle Tombe Morte costituisce la più importante concentrazione di corsi d'acqua artificiali della provincia di Cremona, irrigando circa 85.000 ettari di campagna. Qui si riuniscono i navigli Civico di Cremona e Grande Pallavicino, tratti dall’Oglio, le rogge originate dai fontanili posti lungo la linea di confine tra le attuali province di Cremona e Bergamo e il canale Vacchelli, che porta le acque dell’Adda. Così veniva descritto da Carlo Cattano: «Le acque sotterranee, tratte per arte alla luce del sole, poi raccolte di nuovo e diffuse sopra campi più bassi, scorrono a diversi livelli con calcolate velocità, si incontrano, si sorpassano a pontecanale, si sottopassano a sifone si intrecciano in mille modi. Nello spazio di soli duecento passi, presso Genivolta, la strada da Bergamo a Cremona incontra tredici acquedotti e li accavalca coi Tredici Ponti». Dopo aver scattato alcune foto riprendiamo la pedalata verso Salvirola. Giriamo a sinistra e proseguiamo a fianco del Canale Vacchelli, superiamo Salvirola, detta la "Berlino della bassa" perché il paese, fino a pochi anni fa, era diviso in due. In passato il paese era diviso tra lo Stato di Milano e la Repubblica di Venezia. Fino ai giorni nostri fra la diocesi di Crema e quella di Cremona. Proseguiamo fino a Izano (74 m) dove giriamo a sinistra ed entriamo in paese percorrendo via Gerardo da Izano. Giunti in piazza Marconi, dove sorge la chiesa di San Rocco (XIV sec.), giriamo a destra su via Cittadella e poi a sinistra su via San Biagio fino all’omonima chiesa. Proseguiamo su via Giovanni Paolo II costeggiando il cimitero settecentesco, giriamo a destra su via Dante, continuiamo dritto Crema: il Duomosu via Zanese e alla fine della strada giriamo a sinistra immettendoci su via Pallavicina dove dopo 470 metri ci fermiamo al Santuario della Beata Vergine della Pallavicina (XV sec.) per una breve visita. Proseguiamo sulla SP23 e dopo 850 metri giriamo a destra prendendo uno stradello che dopo poco diviene sterrato, ma che ci consente di passare sopra il Canale Vacchelli. Giriamo a sinistra e proseguiamo la nostra pedalata mantenendo il canale sulla nostra sinistra. Nei canali che abbiamo percorso fino a qui abbiamo notato molti pesci, in particolare cavedani, barbi, carpe e scardole che ci fanno pensare ad una buona salute delle acque. Continuiamo sulla ciclabile sterrata fino a Crema dove lasciamo il canale Vacchelli e proseguiamo a fianco del fiume Serio fino ad immetterci su via Cadorna. Giriamo a destra, passiamo sopra il ponte sul Serio e giungiamo in Piazzale della Rimembranza dove c’è il monumento dedicato ai caduti. Giriamo a destra, imbocchiamo la pista ciclabile che costeggia viale Santa Maria della Croce e dopo aver percorso 1,3 km arriviamo davanti all’omonimo Santuario costruito nel 1490-1500. L’interno, all’altare maggiore, custodisce un’opera del Diana: l’Assunzione (XVI sec.). Nel livello inferiore il centro della scena è rappresentato dalle statue di Caterina degli Uberti, con la mano amputata e della Madonna. Finita la visita torniamo indietro per la stessa strada fino a Piazzale delle Rimembranze dove giriamo a destra dirigendoci verso il centro. Passiamo Piazza Garibaldi, dove c’è la statua dell’eroe dei due mondi, proseguiamo dritto su via Mazzini, via Manzoni e arriviamo in piazza Duomo, cinta da begli edifici cinquecenteschi a portici. Il palazzo del Comune (1525)Crema ha delle finestre di gusto veneto mentre il Duomo (1284-1341), gotico-lombardo, ha la facciata coronata da loggette e ornata da bifore e rosone. Esternamente il simbolismo numerico rientra nei classici canoni medievali. Così le 3 guglie indicano la perfezione e la Trinità, le 33 colonne della loggetta si riferiscono agli anni vissuti da Gesù, le 16 del rosone corrispondono ai 12 apostoli più i 4 evangelisti. La facciata presenta altri simbolismi: una pietra quadrata sotto la bifora sinistra indica la materia prima indifferenziata, partenza per la salvezza umana e cristiana; i pentacoli, che rappresentano l'immagine stilizzata dell'uomo a braccia aperte e gambe divaricate, simbolo dell'uomo perfetto che è il Cristo; i tralci di vite e i pampini che contornano le finestre a vento simboleggiano l'Eucarestia e il Cristo; una formella sul contrafforte laterale sinistro contiene sette cerchi, ossia i sette pianeti conosciuti all'epoca della costruzione; sul contrafforte destro, invece, un rombo a scacchiera ricorda l'ambiguità della vita e del reale ed è sovrastata da una palma, segno di vittoria. Purtroppo non possiamo visitare l’interno perché il Duomo è chiuso da mezzogiorno.  L’interno, a tre navate, conserva, sulla sinistra una tavola di Vincenzo Civerchio (XV sec.). Non ci resta che proseguire e imbocchiamo via XX settembre fino alla chiesa della SS. Trinità (1739) di forme barocche, che custodisce al suo interno il sarcofago del condottiero cremasco Bartolino Terni del 1518. E’ chiusa e non potendo vistare l’interno torniamo indietro sulla stessa via fino all’incrocio con via Benzoni. Giriamo a destra, costeggiamo il palazzo Vimercati-Sanseverino (1580-1602) con portale a semicolonne architravate e Castelleone: Torre Issofinestre sormontate da busti di gentiluomini. Proseguiamo fino alla fine della via, giriamo a sinistra su via Teresine e a destra su via Kennedy. Alla rotonda giriamo a sinistra su via 4 novembre, a destra su via Viviani e proseguiamo fino alla rotonda dove imbocchiamo via del Macello. Alla rotonda successiva giriamo a sinistra su via Libero Comune, attraversiamo il ponte sul fiume Serio e giriamo secco a destra imboccando un single track sterrato. Scendiamo a livello del Serio e pedaliamo su traccia dal fondo terroso mantenendo il fiume sulla nostra destra. Al bivio teniamo la destra arrivando sotto la SP415 dove saliamo per qualche metro e procediamo a fianco di alcune abitazioni. Continuiamo dritto, ci immettiamo su via Marzale e proseguiamo per Ripalta Vecchia mantenendo la Roggia Borromeo sulla nostra sinistra. Giunti in paese, appena dopo la chiesa giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale per Ripalta Arpina e rimanendo sulla SP52. Continuiamo a pedalare a fianco della Roggia Borromeo fino ad arrivare al Santuario della Beata Vergine del Marzale. Il santuario è chiuso, ma dalle finestrelle della facciata si può vedere l’interno. Nella cappella centrale, l'altare barocco che incastona la devotissima immagine della Madonna del Latte (XV sec.), opera di autore ignoto. Proseguiamo fino a Ripalta Arpina, giriamo a sinistra, imbocchiamo via Ripalta Arpina e ci dirigiamo verso Castelleone fermandoci al Santuario della Madonna della Misericordia. Oggi sembra impossibile vistare gli interni delle chiese. Infatti anche questo edificio è chiuso e non possiamo ammirare la venerata statua della Madonna col Bambino, opera di origini cinquecentesche, collocata sull'altare maggiore,. Avremmo voluto ammirare anche le due tele di Angelo Bacchetta del 1862, la Deposizione e la Risurrezione ma non ci resta che proseguire su via Villa Misericordia, attraversare via Don Mazzolari, imboccare via Vecchia Santuario, girare a sinistra su via Ghiandone e giungere in Il canale Cremona - Milanopiazza della Vittoria dove fotografiamo la torre del Leone o Tore Isso (XI sec.). Giriamo a destra su via Roma e arriviamo alla parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo, di forme rinascimentali. Proseguiamo su via Roma fino all’incrocio con via Commenda dove giriamo a sinistra e proseguiamo fino alla rotonda. Qui dobbiamo prestare particolare attenzione  ad imboccare la SP22 e non la più trafficata SP415. Proseguiamo su questa strada fino a San Latino dove giriamo a sinistra e imbocchiamo la SP13 seguendo l’indicazione stradale per Formigara. Giunti nei pressi di Formigara imbocchiamo la ciclovia delle città murate e costeggiamo il fiume Adda, sulla nostra destra. Proseguiamo seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile fino ad arrivare a Pizzighettone. Giriamo a destra su Via Piave, ancora a destra su via Vittorio Emanuele II, passiamo le mura di cinta e arriviamo a San Bassiano dove facciamo una breve sosta. Sono le 14.30 e, naturalmente, la chiesa è chiusa. Non ci resta che rimontare in sella e affrontare l’ultimo tratto del percorso. Imbocchiamo via Marconi, alla rotonda continuiamo dritti su via Cremona, al bivio teniamo la destra, oltrepassiamo i binari della ferrovia e all’incrocio giriamo a sinistra immettendoci, con attenzione, sulla SP234. Al primo incrocio giriamo a destra imboccando un piccolo stradello dove la segnaletica verticale indica Cascina Tencara Superiore e inferiore. Continuiamo su questo stradello fino alla darsena del Canale Cremona-Milano. Pedaliamo velocemente su questo rettilineo fino alla fine della pista ciclabile dove giriamo a sinistra e poi a destra. Attraversiamo il ponte sul canale e Cremona: il Duomoproseguiamo su via Riglio, una strada a scarso traffico, fino a quando giungiamo davanti al cartello di inizio della città di Cremona. Qui lasciamo via Riglio, deviamo verso destra, costeggiamo l’ultimo tratto del canale, e ci portiamo lungo l’argine del Po. Passiamo a fianco del circolo canottieri “Leonida Bissolati”, sottopassiamo la SP10 e proseguiamo fino al Parco al Po. Qui facciamo una sosta al belvedere e poi proseguiamo verso la città percorrendo via del Porto e viale Po. Dopo la rotonda imbocchiamo Corso Vittorio Emanuele II e ci fermiamo alla Casa del Gelato per gustarci,  un buon gelato. Dopo questa sosta ristoratrice riprendiamo le biciclette, pedaliamo verso il centro, giungiamo in piazza del Comune per la fotografia di rito al Torrazzo, al Duomo e al Battistero. Proseguiamo fino a Largo Boccaccino, giriamo a sinistra su via Mercatello, via S. Tommaso e piazzale Lodi. Imbocchiamo via Carlo Speranza, giriamo a sinistra su via del Foppone, a destra su via Gioconda e a sinistra su via Fogarola. Al bivio giriamo a destra su via Aselli, al semaforo attraversiamo viale Trento e Trieste e al semaforo successivo giriamo a sinistra imboccando la SP234 – Via Dante. Pedaliamo verso la stazione, giriamo a destra, imbocchiamo via Cimitero e arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 22/04/2017. Per visualizzare altre foto: link

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