Giro del Lago d'Iseo: Iseo - Sarnico - Lovere - Pisogne - Sale Marasino (Brescia)

Località di partenza Iseo (186 m) Brescia
Lunghezza 67,2 km
Quota massima 213 m
Dislivello complessivo in salita 478 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Iseo (186 m) Brescia
Acqua lungo il percorso SI - nei vari paesi
Parcheggio libero Viale Europa - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall’uscita del casello autostradale Brescia Ovest si prende la tangenziale Sud seguendo l’indicazione stradale per Milano e Roncadelle. Si continua sulla tangenziale Sud sempre dritto seguendo l’indicazione per Pisogne e percorrendo successivamente la SP510. Dopo la galleria di Montecognolo si gira a destra seguendo le indicazioni stradali per Rovato e Polaveno. Alla rotonda si gira a sinistra verso Provaglio e Iseo centro. Dopo la galleria, alla rotonda si prende l’uscita per Iseo Centro imboccando Viale Europa. Dopo poco c’è il parcheggio sulla destra.
Sarnico visto da ParaticoLasciamo l’auto nel parcheggio e in compagnia di Pier e Mauro iniziamo questa bella giornata soliva che prevede il giro completo del Lago di Iseo. Avevamo già avuto occasione di fare il giro dei vigneti di Franciacorta insieme a loro nel 2016 (Link) partendo da Gussago. Iniziamo a pedalare imboccando via Paolo VI che seguiamo fino alla fine, giriamo a sinistra su via per Rovato e proseguiamo fino alla rotonda dove prendiamo la seconda uscita immettendoci su via Colombera. Continuiamo su questa strada che costeggia le torbiere, dove eravamo stati nel 2016 in occasione dell’evento “The Floating Piers” (link). Alla fine della strada giriamo a destra e proseguiamo paralleli alla SP12, pedalando su pista ciclabile protetta, fino a Clusane (194 m), dove giriamo a destra all’altezza delle strisce pedonali. Imbocchiamo lo stradello ciclopedonale, giriamo a sinistra su via Molino, una via acciottolata, passiamo per Largo Piazza Vecchia e giriamo a destra su via Bernardo Guatta seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile indicante Paratico. Arriviamo davanti all’entrata del castello Carmagnola, di origine quattrocentesca, un grande Riva di Soltoedificio quadrangolare con un cortile interno e un loggiato dal quale si può godere di una bella vista sul lago. Mauro ci informa che la specialità di Clusane è la tinca al forno con polenta. Proseguiamo la nostra pedalata su via Porto, giriamo a sinistra su via San Rocco e poi a sinistra su via Sebinia, sempre seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. All’incrocio giriamo a destra e proseguiamo a fianco della SP12 fino ad arrivare a Paratico (234 m). Giriamo a destra su via Marconi e sempre seguendo la puntuale segnaletica verticale arriviamo sul lungolago entrando nel Parco delle Erbe Danzanti. Giunti nel punto in cui il fiume Olio esce dal Lago di Iseo giriamo a destra, passiamo sopra il ponte e poi giriamo subito a destra rimanendo sul lungolago ed entrando a Sarnico (194 m). Pedaliamo su viale G. Garibaldi, passiamo sopra la bella passerella sospesa sulle acque e andiamo ad immetterci su via Vittorio Veneto. Continuiamo fino all’incrocio con la SP469 dove teniamo la destra e proseguiamo il giro del lago mantenendoci sulla pista ciclabile protetta dal guardrail. Giunti a Predore la ciclabile finisce e proseguiamo in fila indiana sulla SP469. La strada che conduce a CastroFinalmente la pista ciclabile ricomincia e subito ne approfittiamo, ma giunti all’imbocco della galleria un cancello ci sbarra la strada costringendoci ad immetterci nuovamente sulla SP469. Qui è d’obbligo attrezzarsi con pile frontali e faretti rossi per una maggiore sicurezza in termini di visibilità. Affrontiamo la galleria Tavernola, lunga 675 m, scarsamente illuminata. Con grande sollievo arriviamo alla fine della galleria da dove possiamo ammirare Monte Isola proprio davanti a noi. Continuiamo a pedalare fino a Tavernola Bergamasca, proseguiamo dritto sul lungolago e arriviamo alla galleria del Portirone lunga 1100 metri. Giunti a Riva di Solto lasciamo la SS469 e imbocchiamo sulla destra via Porto che seguiamo fino sul lungolago dei Gabbiani. Qui riprendiamo la pista ciclabile che seguiamo fino all’imbocco della terza galleria, lunga 500 metri, dove, subito all’uscita c’è un piazzale dal quale si può ammirare l’orrido di Bogn, una parete rocciosa caratterizzata da altissimi strati di calcare scuro a picco sul lago, che fa da cornice a una piccola baia. Riprendiamo la pedalata immettendoci nuovamente sulla SP469, stretta fra le pareti rocciose e il lago. Affrontiamo un’altra Lovere: piazza XIII Martirigalleria lunga 185 m, scavata nella roccia, e poi riprendiamo la pista ciclabile fermandoci in un bel punto panoramico poco prima del paesino di Castro. Giunti alla rotonda giriamo a sinistra, proseguiamo su questa strada fino al campo sportivo, dove giriamo a destra imboccando via delle baracche. Giunti sul lungolago costeggiamo il porto fino ad arrivare davanti alla sede dei Canottieri Sebino, dove ci immettiamo su via G. Paglia. Proseguiamo su questa strada fino a Lovere passando a fianco dell’edificio neoclassico dell’Accademia Tadini. Questo è tra i musei più antichi della Lombardia, essendo stato fondato ufficialmente nel 1829, e all’interno custodisce un gruppo di opere di Antonio Canova, tra le quali il bozzetto per la Religione e la Stele Tadini, ultima opera del grande scultore. Ci fermiamo in Piazza Garibaldi e poi proseguiamo su via Tadini fino all’incrocio con via XX settembre dove giriamo a sinistra. Facciamo una sosta alla Basilica di Santa Maria in Valvendra, edificata nella seconda metà del XV secolo, con l’intento di visitare l'interno dove si possono ammirare le celebri ante d'organo con l'Annunciazione dipinte da Floriano FerramolaPisogne: la torre del Vescovo e i Santi Faustino e Giovita a cavallo di Alessandro Bonvicino detto il Moretto. Purtroppo non possiamo effettuare la visita perché si sta celebrando la Santa Messa. Rimontiamo in sella e proseguiamo sulla sinistra percorrendo via Martinoli, passiamo a fianco dell’ospedale, al bivio teniamo la destra salendo qualche metro e poi giriamo a sinistra su via Celeri recandoci alla Chiesa di San Giorgio, documentata già nel 1263, uno degli edifici religiosi più antichi della zona. Nella seconda metà del XV secolo, la chiesa venne rialzata ed ampliata, andando ad inglobare nella propria struttura la casa-torre denominata Torre Soca (XIII sec.). All'interno si possono ammirare opere di grande spessore artistico: il Mosè che fa scaturire l'acqua dalla rupe di Jan de Herdt, l’Ultima cena di Gian Paolo Cavagna e la Trinità con la vergine e S. Giorgio di Antonio Gandino. Oggi è chiusa e non ci riamane che imboccare via Cavour, pavimenta in cubetti di porfido, fino in piazza Vittorio Emanuele II. Proseguiamo su via Matteotti, giriamo a sinistra costeggiando la Torre degli Alghisi e velocemente arriviamo in piazza Garibaldi. Pedaliamo su via Tadini, La ciclabile tra Toline e Velloci fermiamo un momento in piazza XIII Martiri e proseguiamo su via Gregorini mantenendo il lago sulla nostra destra. Giunti alla rotonda continuiamo dritto, alla rotonda successiva ancora dritto e alla terza rotonda giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale per Pisogne (3 km). Passiamo sopra il ponte sull’Oglio e poi giriamo a destra mantenendoci sulla SP55. Siamo a Pisogne (187 m), riprendiamo la pista ciclabile e proseguiamo fino alla rotonda dove prendiamo la seconda uscita imboccando via della Repubblica. Alla rotonda successiva giriamo a sinistra su via Marconi e poi a destra su via Romanino, la quale culmina nella piazzetta della chiesa di Santa Maria della Neve. Visitiamo l’interno ricco di affreschi del Romanino. Finita la visita ritorniamo indietro per la stessa strada fino alla rotonda, imbocchiamo Viale Valle Camonica, via San Marco e sbuchiamo in Piazza Umberto I dove sorge la Torre del Vescovo (XII sec.). Rimontati in sella proseguiamo sul lungolago mantenendo la linea ferroviaria sulla nostra sinistra. Percorriamo Corso Zanardelli fino alla fine, giriamo a destra e proseguiamo fino alle porte di Toline dove riprendiamo la pista ciclabile. Arrivati davanti alla galleria Trentapassi, lunga 1698 metri, imbocchiamo la pista ciclabile sulla destra. Da qui parte un tratto veramente suggestivo. La ciclabile costeggia il lago, che manteniamo sulla nostra destra, e la parete rocciosa, sulla nostra sinistra. Continuiamo fino a Vello dove la ciclabile prosegue a fianco della strada. Superata una breve galleria scavata nella roccia giriamo a destra evitando la seconda galleria lunga 240 m. A Marone, La ciclabile tra Toline e Vellogiriamo a desta su via Makallè e arriviamo sul lungolago. Continuiamo su questa strada godendoci il panorama sul lungolago. Imbocchiamo via Caduti del mare e continuiamo su via Cristini uscendo dal paese. Proseguiamo su pista ciclabile costeggiando il lago fino a Sale Marasino (200 m), dove facciamo una sosta per un gelato nei pressi della chiesa dedicata a San Zenone. Eravamo stati qui nel 2016 per la visita a Monte Isola (link). Continuiamo a pedalare sulla SP510, arriviamo a Sulzano (200 m) e anche qui facciamo una breve sosta. Eravamo stati qui in occasione dell’evento “The Floating Piers” nel 2016 (link). Rimontati in sella proseguiamo dritto, oltrepassiamo Pilzone e arriviamo alla rotonda dove prendiamo la prima uscita che ci porta nel centro di Iseo procedendo lungo via Roma. Alla rotonda successiva giriamo a destra su via Martiri della Libertà in direzione del lago. Giunti sul lungolago Guglielmo Marconi prendiamo lo stradello ciclopedonale e iniziamo a costeggiare il Lago d’Iseo. Oggi c’è il Mercato Europeo del cibo e numerose bancarelle offrono prodotti alimentari provenienti da ogni parte d’Europa. Ne approfittiamo per gustarci un panino con la finocchiona, prodotto IGP (Indicazioni Geografiche Protette) tipico del Mugello. Questo insaccato toscano viene preparato con carne di maiale macinata, aromatizzata con semi di finocchio e bagnata con vino rosso. Ormai abbiamo terminato il giro e ci gustiamo il panino senza troppi sensi di colpa. Dopo esserci ristorati procediamo su via Campo, giriamo a sinistra su via Airone, a destra su via Paolo VI e ritorniamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 09/04/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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