Salò - Gardone Riviera - Gargnano - Gardola - Santuario di Montecastello - Monte Cas (Brescia)

Località di partenza Salò (65 m) Brescia
Lunghezza 61,4 km
Quota massima 779 m Monte Cas
Dislivello complessivo in salita 1063 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Salò (65 m) Brescia
Acqua lungo il percorso SI - Toscalno - Gargnano
Parcheggio libero Via Umberto I (dal 1 al 9) - Link o Via Nazario Sauro - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: uscire dall’autostrada al casello di Brescia Est e seguire le indicazioni stradali per Brescia, Verona e Rezzato (5 km). Imboccata la tangenziale Est si continua sempre dritto seguendo l’indicazione per Rezzato. Proseguire sulla SS45bis – Gardesana Occidentale fino a Salò. Alla rotonda giriamo a destra su via Pozzo ed usciamo dalla SS45bis seguendo l’indicazione stradale Salò. Alla rotonda successiva prendiamo la seconda uscita imboccando via Umberto I e poi giriamo al primo incrocio a sinistra dove c’è il parcheggio all’inizio della località Campoverde.
Salò: il lungolagoLasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a pedalare sulla pista ciclabile Brescia - Salò. Alla rotonda teniamo la destra e proseguiamo in leggera discesa, fiancheggiando via De Gasperi. Procediamo sulla ciclabile fino a portarci sul lungolago dove costeggiamo il porto e procediamo verso il centro di Salò. Giunti al duomo dedicato a Maria Annunziata giriamo a sinistra su via San Carlo e poi a destra su via Fantoni fino alla rotonda dove prendiamo la seconda uscita imboccando via Landi che percorriamo fino alla fine. Ci immettiamo sulla SS45bis, oltrepassiamo Barbarano, Gardone Riviera, Fasano, Bornico e arriviamo a Toscolano Maderno, dove ci fermiamo per visitare la chiesa di Sant’Andrea, romanica (XII sec.). Risaliti in sella usciamo da Toscolano Maderno pedalando sempre sulla SS45bis. Notiamo sulla sinistra la Gargnanosalita che porta a Cecina in direzione della Valvestino dove eravamo stati nel 2015 (link). Questa volta proseguiamo fino alle porte di Gargnano dove giriamo a destra su via Roma, fermandoci alla chiesa dedicata a San Francesco. Continuiamo su questa strada fino al bivio con via Marconi, giriamo a destra e arriviamo sul lungolago Zanardelli. Passiamo a fianco del porto, proseguiamo su via XXIV Maggio, che in seguito diviene via Rimembranza, costeggiamo il parco di Villa Feltrinelli e sempre sul lungolago arriviamo in località San Giacomo. Inizia adesso una salita molto panoramica che ci permette di sbucare in una piazzola di sosta a fianco della SS45 bis. Ci affacciamo dal muretto e ci godiamo il panorama sulla riva opposta del Lago di Garda, da Malcesine a Torri del Benaco sovrastati dalla mole del Monte Baldo, che Santuario di Montecastellopresenta ancora qualche tratto innevato. Dobbiamo affrontare la galleria e per l’occasione ci siamo attrezzati con il giubbetto catarifrangente, le pile frontali e i faretti rossi. La galleria è lunga 655 metri ed è sufficientemente illuminata. Per nostra fortuna è ancora presto e non passano troppe macchine. Dopo un primo tratto in piano la galleria termina con un tratto in discesa disegnando una curva verso destra. Appena usciti dalla galleria ci fermiamo sulla destra dove c’è un altro punto panoramico. Rimontati in sella attraversiamo la SS45bis e imbocchiamo, in salita, la SP38 seguendo l’indicazione stradale per Tignale. Da Salò a qui abbiamo percorso 21,8 km superando un dislivello di 289 m. Proseguiamo sulla provinciale, passiamo una galleria scavata nella roccia lunga 70 metri e continuiamo in salita fino ad arrivare a OldesioSantuario di Montecastello (440 m). Dalla galleria a qui abbiamo percorso 4,9 km superando un dislivello di 263 metri con una pendenza media del 5,3%. Proseguiamo sulla SP38 fino ad un ampio tornante dove ci fermiamo per ammirare il paesaggio da un punto panoramico davvero spettacolare. Rimontati in sella superiamo un altro tornante e arriviamo a Gardola (560 m) dove ci fermiamo alla ex chiesa di San Pietro per ammirare il panorama dal piazzale. Da Oldesio a qui abbiamo percorso 1,9 km con pendenza media del 6,4%. Proseguiamo il giro restando sulla SP38, superiamo un altro tornante e continuiamo verso il Santuario di Montecastello. Giunti alla cappella di Santa Libera troviamo un cartello che avvisa della chiusura del Santuario dal 31 ottobre fino a Pasqua. Praticamente aprirà la prossima settimana! Giriamo a destra e pedaliamo sulla ripida strada, costeggiataIl sentiero che conduce alla cima del Monte Cas da altre cappellette, che illustrano i Misteri del Rosario. L’asfalto lascia il posto ad un fondo cementato e giunti al tornante, nei pressi della Vª cappella ci fermiamo al punto panoramico per ammirare il lago e per riprendere fiato. La salita si fa più ripida e dopo poco siamo costretti a mettere i piedi a terra e spingere la bicicletta fino ad arrivare al Santuario di Montecastello che sorge su uno spuntone di roccia calcarea a picco sul Lago. Lo sguardo spazia dalle alte cime del Monte Baldo alla penisola di Sirmione. Sorto sui ruderi di un antico tempio, poi trasformato in castello, custodisce la "Casa Santa", un tempietto presumibilmente risalente all'’800. Purtroppo non possiamo visitare l’interno che custodisce l’ex voto più grande d'Europa risalente agli inizi del 1600 e degli affreschi di scuola Giottesca. Il Santuario di Montecastello (Santuario Madonna della Stella) deve il nome all’apparizione miracolosa di una "Stella" che pose fine ad una sanguinosa battaglia avvenuta a Tignale nel 1200. Finita la visita leghiamo le biciclette e proseguiamo a piedi lungo il sentiero andando a visitare le postazioni militari risalenti alla prima guerra mondiale. Dopo la prima postazione militare c’è un magnifico punto panoramico che abbraccia l’intero Santuario e il Lago di Garda dove Gargnanoscattiamo numerose foto. Proseguiamo in salita incontrando altre quattro postazioni militari fino ad arrivare sulla cima di Monte Cas (779 m), dov’è collocata una croce di ferro. Torniamo indietro fino al Santuario, prendiamo le biciclette e ripercorriamo la stessa strada fatta in salita fino a Gardola dove al tornante giriamo a destra su via Roma. Giunti al bivio con via Chiesa giriamo a sinistra e arriviamo alla chiesa di Santa Maria Assunta, aperta. Continuiamo in discesa su una ripida stradina cementata mettendo a dura prova i freni fino alla SP38. Giriamo a destra e percorriamo la stessa strada fino a Gardone Riviera dove ci fermiamo per visitare Villa Alba (1901 – 1910), costruita in stile neoclassico con colonne ioniche, creando una struttura che ricordasse i monumenti dell'Acropoli di Atene. Infatti le splendide sculture del frontone a coronamento della Gardone Riviera: Villa Albafacciata riportano scene mitologiche copiate dal frontone del celebre Partenone. Ma il vero spettacolo di Villa Alba è la riproduzione identica (stesse pieghe anche nei vestiti) delle cariatidi dell'Eretteo (sempre sull'Acropoli di Atene). Gardone Riviera da settembre del 1943 all'aprile 1945 fu considerata la capitale tedesca del Sud Europa ed a Villa Alba venne istallato il centro trasmissioni militari e la stazione radio: tutti gli ordini e disposizioni da e per Berlino passavano di lì. Dopo la visita riprendiamo le biciclette e velocemente raggiungiamo Salò e il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 08/04/2017. Per visualizzare altre foto: link.

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