Bologna

Località di partenza Bologna
Lunghezza 15,8 km
Quota massima 94 m Torre degli Asinelli
Dislivello complessivo in salita 448 m
Arrivo Bologna
Acqua lungo il percorso SI - varie fontane
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: per questo itinerario è preferibile utilizzare il treno, stazione di Bologna Centrale.
Città della musica Unesco dal 2006
Torre Azzoguidi (XII sec.) Usciti dalla Stazione giriamo a sinistra, costeggiamo via Pietro Pietramellara e giunti al bivio con via Matteotti attraversiamo la strada e andiamo a Porta Galliera. Proseguiamo su via Galliera delimitata da bei palazzi: al n. 18 il seicentesco Palazzo Tanari, al n. 14 Palazzo Felcini del tardo ‘400, al n. 8 il settecentesco Palazzo Aldovrandi con facciata barocca, al n. 3-5 Palazzo Dal Monte (1529) oggi di proprietà dell’Università di Bologna, e al n. 4 il settecentesco Palazzo Torfanini. Giunti all’incrocio con via Manzoni giriamo a sinistra, passiamo a fianco del Palazzo Fava-Ghisilardi (fine ‘400) oggi sede del Museo Civico Medievale e fotografiamo la facciata in arenaria della chiesa dedicata alla Madonna di Galliera (1491). Attraversiamo via Indipendenza e ci dirigiamo alla chiesa chiamata Metropolitana, dedicata a San Pietro. L’altissima facciata con decorazioni in marmo è opera di Alfonso Torreggiani Visitiamo l’interno dove troviamo subito due acquasantiere sostenute da leoni in marmo rosso. Nella lunetta del presbiterio l’Annunciazione (1618-19), ultima opera di Ludovico Carracci. Purtroppo la cripta è chiusa e non possiamo ammirare la Pietà (XVI sec.) formata da otto figure in terracotta opera di Alfonso Lombardi. Usciamo su via Altabella, proprio sotto il campanile romanico (XII - XIII sec.), e fotografiamo la Torre Azzoguidi (XII sec.) alta 60 metri. Giriamo a sinistra su via Sant’Alò dove si trova la Torre Prendiparte alta 59 metri (XII sec.). Giriamo a destra e poi a sinistra imboccando via Albiroli dove al n. 1 c’è la casa-torre Guidozagni e al n. 16 il cinquecentescoIl portico quattrocentesco di via Zamboni Palazzo Bocchi. Giriamo a destra su via Marsala dove al n. 16 si trova Palazzo Grassi e proseguiamo fino alla chiesa dedicata a San Martino che custodisce all’interno alcuni dipinti e un affresco di Paolo Uccello raffigurante l’Adorazione dei Magi (1437). Proseguiamo su via Marsala fino ad arrivare in Via Zamboni dove visitiamo la chiesa dedicata a San Giacomo Maggiore, iniziata dagli Agostiniani nel 1267. Nell’interno, alla 9 cappella San Rocco è consolato da un angelo di Ludovico Carracci, segue la cappella Poggi progettata e decorata da Pellegrino Tibaldi. In corrispondenza del presbiterio si trova la tomba Bentivoglio (1435) di Jacopo della Quercia, sull’altare una tavola di Francesco Francia (1494). Usciti dalla chiesa percorriamo, sul fianco sinistro, il portico quattrocentesco con ricco fregio in terracotta dove al n. 15 si trova l’ingresso dell’Oratorio di S. Cecilia impreziosito da un ciclo di affreschi di Francesco Francia e Lorenzo Costa (1506 circa). Tornati su Via Zamboni proseguiamo fino alla piazza dove c’è il Teatro Comunale eretto su disegno di Antonio Bibbiena. Torniamo indietro su via Zamboni costeggiata da bei Palazzi: al n. 22 Palazzo Malvezzi-Campeggi La torre degli Asinelli e la Garisendasede della Facoltà di Giurisprudenza, il Palazzo Manzoli con facciata neoclassica del 1760, fino a giungere in Piazza Porta Ravegnana dove si ergono le Torri pendenti: la Torre degli Asinelli (XII sec.), alta 97,6 metri, dalla quale dopo 498 gradini si può godere di un bellissimo panorama sulla città e sulle colline circostanti (ingresso 3 euro a persona). La Torre Garisenda è alta 48,16 metri ed è caratterizzata dalla lapide dove sono incisi i versi descrittivi della torre di Dante. Dopo la visita alla Torre giriamo su via Castiglione e poi a destra imboccando via Caprarie, costellata da pietre a forma di stella commemorative di personaggi famosi come Marco Tamburini, Elle Fitzgerald e Lucio Dalla. Finalmente arriviamo in Piazza Maggiore dove visitiamo la basilica di San Petronio costruita per volere del Comune fra il 1390 e il 1659. Il portale centrale e le formelle a bassorilievo poste sugli stipiti raffiguranti Storie della Genesi, l'architrave istoriato con Scene del Nuovo Testamento e il gruppo a tutto tondo della lunetta con una Madonna col Bambino e i santi Petronio e Ambrogio (Michelangelo la definì "la più bella Madonna del Quattrocento") sono di Jacopo della Quercia. E’ la sesta chiesa più grande d'Europa e la più grande del mondo costruita in mattoni. Per poter scattare le fotografie all’interno è richiesta una donazione di 2 €. Nella navata sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo, con una lunghezza pari a 66,8 metri, progettata dal matematico Giovanni Domenico Cassini e realizzata nel 1655. La navata centrale è fiancheggiata da ben 22 cappelle ricche di opere raffiguranti momenti religiosi. La piazza Maggiore vista dalla Torre degli AsinelliUsciti dalla chiesa ci rechiamo al Palazzo del Podestà (1485), riconoscibile dalla Torre dell’Arengo (1212). Nel voltone sono presenti, uno per ogni angolo, statue in terracotta raffiguranti i Santi Protettori della città, opere di Alfonso Lombardi (1525). Purtroppo sono completamente ricoperte da una rete così polverosa da impedirne la vista. Il Palazzo Comunale, noto come Palazzo d’Accursio, ha la facciata adornata dalla Madonna di Piazza con Bambino, opera in terracotta di Nicolò dell'Arca (1478), e il maestoso portale di Galeazzo Alessi, aggiunto a metà del Cinquecento, sormontato da una statua bronzea di Gregorio XIII. La piazza del Nettuno caratterizzata dall’omonima fontana rappresentante Nettuno col tridente in atto di placare le onde, opera di Gianbologna (1563-66), è coperta da teli per i lavori di restauro. Dando le spalle alla Basilica di San Petronio imbocchiamo sulla destra via Clavature, dove facciamo una sosta per la visita alla chiesa dedicata a Santa Maria della Vita (1687-90), santuario barocco che custodisce un superbo Compianto su Cristo Morto (1463) gruppo in terracotta di Niccolò dell’ArcaTorre degli Asinelli: la scala interna (3 euro a persona). Proseguiamo fino a Piazza della Mercanzia dove sorge l’omonimo Palazzo con facciata tardogotica in laterizi e pietra d’Istria. Proseguiamo fino alla piazza di Porta Ravegnana e imbocchiamo, sulla destra, Strada Maggiore, un tratto della via Emilia romana. Giunti all’altezza di via Guido Reni giriamo a sinistra e arriviamo davanti alla chiesa dedicata ai SS. Vitale e Agricola che custodisce all’interno la quattrocentesca cappella di Santa Maria degli Angeli dove si può ammirare una finissima Sacra Famiglia di Angelo Piò. Purtroppo è l’ora di chiusura e dobbiamo rimandare la visita. Quasi di fronte alla chiesa, al n. 23, spicca la scenografica facciata del Palazzo Fantuzzi. Proseguiamo su via San Vitale fino all’incrocio con Piazza Aldovrandi dove giriamo a destra e arriviamo fino al Palazzo Bergellini detto anche “dei giganti” per i due telamoni che reggono il balcone. Attraversiamo Strada Maggiore e arriviamo alla chiesa gotica di Santa Maria dei Servi (1346) preceduta da un elegante quadriportico. All’interno, nella terza cappella si trova la Maestà di Cimabue. Verso la fine del peribolo, a sinistra, c’è il monumento a Gian Giacomo e Andrea Grati di Vincenzo Onofri. Risaliamo un tratto di Strada Maggiore, giriamo a sinistra su via Borgonuovo, a destra su via Santa e arriviamo nella Piazzola di Santo Stefano costituita da un insieme di edifici molto importanti: al n. 9-11, Palazzo Bolognini (XVI sec.), le case Tacconi al n. 15-21, un altro Palazzo Bolognini (1451-55) al n. 18 e ovviamente l’insieme di edifici sacri medievali di Santo Stefano. Tre chiese prospettano sulla San Petroniopiazza: chiesa del Crocifisso (X sec.), chiesa del Santo Sepolcro, dove è custodita la tomba di San Petronio vescovo di Bologna, e chiesa dei SS. Vitale e Agricola. Dalla chiesa del S. Sepolcro si accede al “cortile di Pilato” (XII sec.). Dal portico si passa alla chiesa della Trinità (XIII sec.) col gruppo ligneo dell’Adorazione dei Magi (XIV sec.), a destra si entra nel chiostro dei Benedettini (XI-XII sec.). Finita la visita imbocchiamo via Santo Stefano costeggiando l’esterno della chiesa, giriamo a destra e giungiamo a San Giovanni in Monte dalla facciata di ispirazione veneziana del 1474. La chiesa è chiusa e riapre alle 15.00. Non possiamo ammirare le sue vetrate, e la Madonna e santi di Lorenzo Costa (1497) custodita nella 7 cappella a destra. Imbocchiamo via Monticelli, giriamo a sinistra su via Castiglione, a destra su via dei Poeti e in ultimo a sinistra su vicolo dell’Orto dove giungiamo in piazza San Domenico. La piazza è animata da due colonne votive e dalle tombe a baldacchino dei giuristi Egidio Foscherari del 1289 e Rolandino de’ Passeggeri del 1300. Sulla sinistra della facciata della chiesa sorge la Cappella Ghisilardi su disegno Piazza Maggioredi Baldassarre Peruzzi (1530-35). L’interno di San Domenico custodisce notevoli opere di elevato valore artistico. Nella navata destra si apre la solenne cappella di San Domenico (1597-1605) che custodisce l’omonima arca eseguita da Nicolò Pisano con gli allievi Arnolfo di Cambio, Pagno di Lapo e fra’ Guglielmo (1265-67); la cimasa con le statue dei Santi patroni della città eseguita da Nicolò dell’Arca (1473); l’Angelo a destra e le statue di San Petronio e San Procolo sono di Michelangelo (1494) e il catino dell’abside è affrescato da Guido Reni: Gloria di San Domenico. Dietro l’Arca è il reliquiario del capo di San Domenico, prezioso lavoro di Jacopo Roseto (1383). Secondo noi è il monumento più bello dell’itinerario di oggi. All’altare del transetto destro San Tommaso d’Aquino (1662) opera del Guercino. Nella cappella a destra del presbiterio Sposalizio di Santa Caterina (1501) di Filippo Lippi. Nell’abside centrale coro intarsiato (1541-51). Nella navata sinistra la 5 cappella è del 1460 con i 15 Misteri del Rosario dipinti da Calvaert, Cesi, Carracci, Reni e altri. Nel vestibolo seguente monumento ad Santa Maria della Vita: Compianto su Cristo morto, particolareAlessandro Tartagni opera di Francesco Simone Ferrucci. Finita la visita imbocchiamo via Garibaldi e ci dirigiamo al Palazzo di Giustizia, costruito su disegno di Palladio (1582). Dando le spalle all’ingresso giriamo a sinistra imboccando via de’ Ruini, a destra su via Solferino, giriamo a sinistra su via Massimo D’Azeglio e, nella piazzetta triangolare imbocchiamo via Tagliapietre dove percorsi una decina di metri si giunge davanti alla chiesetta del Corpus Domini che ha un bel portale in cotto (XV sec.). Torniamo alla piazzetta triangolare e imbocchiamo sulla sinistra via D’Azeglio passando sotto il quattrocentesco portico dei Bastardini che apparteneva ad un antico brefotrofio. Proseguiamo su via D’Azeglio e dopo l’incrocio con via Urbana ammiriamo il Palazzo Sanuti-Bevilacqua (1474-82) rivestito di bugne di arenaria, con due ordini di finestre a bifore, che ha fama di essere il migliore esempio cittadino di architettura del primo rinascimento. Torniamo indietro per un breve tratto e imbocchiamo sulla destra Via Urbana percorrendola fino ad arrivare al Collegio di Spagna. Proseguiamo su Via Collegio di Spagna fino ad arrivare alla chiesa di San Paolo che nel grandioso interno a una navata custodisce pregevoli opere: il Paradiso di Ludovico Carracci (1616), nel transetto destro San Gregorio e le anime del purgatorio del Guercino. Sull’altare maggiore un gruppo marmoreo raffigurante la decollazione di San Paolo di Alessandro Algardi. Proseguiamo su via Carbonesi, giriamo a sinistra su via D’Azeglio, giriamo a destra, passiamo sotto un voltone e giungiamo a Corte de’ Galluzzi dove c’è una torre di 32 metri (1257). San Domenico, particolare dell'arca che custodisce le spoglie del Santo.Passiamo sotto un altro voltone e arriviamo di fronte all’Archiginnasio (1563) che ospita la biblioteca comunale. Molto particolare il portico, completamente affrescato e ricoperte di vari stemmi. Suggeriamo di salire lo scalone che conduce all’interno della biblioteca per poter ammirare anche il piano superiore. Usciti dall’Archiginnasio giriamo a destra, proseguiamo sull’omonima via e arriviamo nuovamente in Piazza Maggiore. Imbocchiamo via IV novembre, che inizia dall’altro lato della chiesa di San Petronio e costeggia il fianco sinistro del Palazzo Comunale, passiamo davanti al Palazzo Marescalchi (1613) al n. 5, e ci fermiamo alla chiesa di San Salvatore che custodisce la tomba di Guercino, una semplice lapide di marmo con inciso il nome del famoso pittore. Proseguiamo su via Porta Nuova, passiamo sotto l’arco dell’antica porta (XII-XII sec.) della cinta medievale e arriviamo in Piazza Malpighi. Nella piazza si compongono l’abside con le cappelle radiali e gli archi rampanti, i due campanili di San Francesco, le tre tombe dei Glossatori (‘200) e la colonna dell’Immacolata, con statua di rame San Domenicodisegnata da Guido Reni (1638). Da questa piazza si entra nel convento dove si trova il Chiostro dei Morti (XIV sec.) con vista sui due campanili e il Chiostro Grande a doppio loggiato (1460-1571). Costeggiamo la chiesa di San Francesco (1236-63) fino ad arrivare sull’ampio sagrato. In attesa dell’apertura della chiesa (ore 15.00) ci gustiamo un buon gelato e ci riposiamo su una panchina godendoci il primo sole primaverile, anche se siamo a metà febbraio. Visitiamo l’interno della chiesa. L’altare maggiore custodisce un’elegantissima ancona marmorea (1392), lungo le pareti numerosi sepolcri rinascimentali, tra i quali, nel peribolo che cinge il presbiterio (6a cappella) la tomba Albergati di Francesco Ferrucci (XV sec.) e nella navata sinistra la tomba di Alessandro V, di Nicolò Lamberti (1424). Questa era l’ultima visita della giornata. Ritorniamo in piazza Malpighi, giriamo a sinistra e al semaforo a destra imboccando via Ugo Bassi. Proseguiamo fino a Piazza Maggiore dove giriamo a sinistra imboccando via dell’Indipendenza. Continuiamo sotto i portici di questa lunga strada fino ad arrivare alla stazione ferroviaria. 14/02/2017. Per visualizzare altre foto: link.