Modena - Finale Emilia - Bondeno - Stellata - Ferrara

Località di partenza Modena (28 m)
Lunghezza 114, 7 km
Quota massima 40 m
Dislivello complessivo in salita 404 m
Ciclabilità 100% - 98% asfalto e 2% sterrato
Arrivo Modena (28 m)
Acqua lungo il percorso SI - Bomporto - San Felice sul Panaro - Finale Emilia - Bondeno
Parcheggio libero Via Monviso - Link
Traccia GPX Link + Modena Stazione - parcheggio
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: si esce dall’A1 al casello di Modena Nord e si continua seguendo l’indicazione stradale per Modena centro. Imboccata la tangenziale si continua fino all’uscita 6 dove si seguono le indicazioni stradali per Quartiere Crocetta e Centro. Superato il cavalcavia si continua dritto per circa 200 metri, si gira a destra seguendo l’indicazione Parcheggio.
Ferrara: castello EstenseIniziamo a pedalare in compagnia di Corrado, dirigendoci su via Nonantolana dove attraversiamo la strada e giriamo a sinistra proseguendo verso il cavalcavia. Ci manteniamo sul marciapiede che in questo tratto funge anche da pista ciclabile e teniamo la destra imboccando via Repubblica di Montefiorino. Prima del sottopasso stradale di Via Nonantolana si gira a destra, seguendo sempre la segnaletica orizzontale della pista ciclabile, si passa sotto via Nonantolana e si continua su via Repubblica Val Taro. Giunti all’incrocio si continua dritto immettendoci su via Nonantolana fino ad arrivare al semaforo. Giriamo a sinistra, attraversiamo via Nonantolana sulle strisce pedonali, e imbocchiamo strada Cavo Argine. Dopo 380 metri giriamo a sinistra imboccando la pista ciclabile Modena – Bastiglia. Proseguiamo su questo vialetto per circa 370 metri poi giriamo a destra. Inizia in questo punto la pista ciclabile ricavata sui binari della ex linea ferroviaria che collegava Modena a Mirandola e che procede sempre dritta per 8,1 km fino a Bastiglia. Unica cosa da segnalare sono i frequenti attraversamenti a raso che impediscono di mantenere un ritmo di pedalata costante ma costringono a numerosi “stop and go”. Oltrepassiamo il canale Naviglio, giriamo a destra e pedaliamo mantenendo il naviglio sulla nostra destra fino ad arrivare a Bomporto (20 m). Ci fermiamo per fotografare il porto fluviale e la darsena entrambi settecenteschi fatti costruire dal Ducato Estense. Dal ponte è possibile vedere le porte Vinciane, che servono per non fare andare le acque del Panaro nel Naviglio di Modena con un progetto di Leonardo da Vinci. Proseguiamo dritto, giriamo a sinistra, imbocchiamo via Ravarino Carpi, continuiamo dritto fino ad arrivare alla rotonda dove giriamo a sinistra. Continuiamo sulla pista ciclabile che corre a fianco della SP1 fino a quando giungiamo all’incrocio con via Palmiro Togliatti, giriamo a destra e proseguiamo su questa strada a scarso traffico fino alla fine.Bondeno Giriamo a sinistra imboccando via Carlo Testa e all’incrocio successivo giriamo a destra su via per Solara. Continuiamo su questa strada fino a quando giungiamo ad un bivio e imbocchiamo sulla sinistra via accorciatoia San Pietro. Dopo poco la strada diviene sterrata e percorriamo su fondo compatto ma ghiaiato circa 830 metri. (Variante per evitare lo sterrato: invece di imboccare via accorciatoia S. Pietro si può proseguire dritto fino all’incrocio successivo dove si gira a sinistra imboccando via Brandoli). Ritrovato l’asfalto proseguiamo dritto su via Brandoli Centro e dopo poco giungiamo a San Pietro in Elda. Continuiamo su questa strada fino ad arrivare all’incrocio con via chiesa di San Pietro, giriamo a destra e arriviamo davanti alla chiesa di San Pietro, che purtroppo è ancora chiusa a causa del terremoto verificatosi nell’anno 2012. Ci fermiamo un momento poi torniamo indietro, giriamo a destra e proseguiamo dritto su via Brandoli Centro. Alla fine della strada giriamo a destra su via Verdeta e dopo circa 200 metri ci fermiamo per fotografare un bell’edificio racchiuso fra due torri, denominato “I Torrioni” (XVI sec.). Proseguiamo su questa strada fino a quando finisce e all’incrocio giriamo a sinistra imboccando via Gallerana. Giunti a Staggia giriamo a destra imboccando via chiesa Staggia. Passiamo davanti alla chiesa dedicata a Santa Maria (XV sec.), anch’essa chiusa a causa del terremoto, Bondeno: Natività di Vergine Mariae proseguiamo dritto pedalando su via bosco. Giunti all’incrocio con via Campana giriamo a sinistra e imbocchiamo questa piccola stradina costeggiata all’inizio da grossi alberi. Arrivati su via Villafranca giriamo a sinistra ed entriamo a Villafranca, frazione di Medolla. Proseguiamo dritto e appena usciti dal paese giriamo a destra imboccando la pista ciclabile. Dopo circa 100 metri la pista si biforca, teniamo la destra e proseguiamo su questa ciclabile fino a quando incontriamo il secondo tratto di sterrato, lungo 740 metri. (Variante per evitare lo sterrato: bisogna girare a sinistra e poi a destra imboccando via Villetta. Proseguire sempre dritto su questa strada fino all’incrocio con via Lavacchi dove si gira a destra e ci si ricongiunge con la pista ciclabile). Giunti all’incrocio con via Lavacchi bisogna girare a destra, attraversare la strada e riprendere la ciclabile sul lato opposto risalendo fino all’incrocio e poi girare a destra. La ciclabile corre a fianco della via Campo di Pozzo e prosegue fino a San Felice sul Panaro dove giriamo a sinistra su via Garibaldi. Arrivati nei pressi della stazione, c’è un parcheggio e bisogna imboccare il sottopasso della linea ferroviaria, non facilmente individuabile per la mancanza di indicazioni. Usciti dal sottopasso ci si trova davanti alla chiesa arcipretale quasi completamente distrutta dal terremoto del 2012. Imbocchiamo via Mazzini e ci fermiamo a fotografare la Rocca Estense costruita tra il 1332 ed il 1340 su ordine del marchese Obizzo III d'Este gravemente danneggiata dal Ferrara: la casa di Ludovico Ariostoterremoto del 2012. Eravamo stati qui nel 2015 (link) e, a parte l’apertura di accesso su via Mazzini, gli edifici danneggiati dal terremoto del 2012 sono rimasti invariati. Facciamo una breve sosta per la colazione (tre caffè, tre cornetti alla crema e due tramezzini). Proseguiamo la pedalata passando davanti al teatro comunale, in stile liberty, costruito nel 1907 e trasformato nel 1924. Procediamo contromano su Corso Mazzini, giriamo a destra imboccando via M. Celso Ascari e proseguiamo dritto fino al semaforo. Giriamo a sinistra su via della Repubblica e poco prima della rotonda attraversiamo la strada portandoci sul lato opposto dove si imbocca la pista ciclabile. Con attenzione oltrepassiamo la rotonda e proseguiamo dritto su pista ciclabile dedicata. Continuiamo sulla ciclabile, anch’essa contraddistinta da vari attraversamenti a raso fino ad arrivare a Finale Emilia. Giunti su via Martiri della Liberazione ci fermiamo per fotografare il monumento dedicato ai caduti che si trova al centro di una rotonda. Qui, alle sue spalle, sorgeva la Torre dei Modenesi o, come la chiamavano gli abitanti, la Torre dell'Orologio, crollata il 20 maggio 2012 a seguito del terremoto. Proseguiamo su via Trento e Trieste fino ad arrivare davanti alla Rocca Estense, anche questa gravemente danneggiata dal terremoto. Di fronte alla Rocca si trova il Teatro Sociale che non sembra avere subito grossi danni. Usciamo da Finale Emilia percorrendo la SP10 mantenendo il Panaro sulla nostra destra. Continuiamo sempre dritto su via Finalese fino ad arrivare a Bondeno dove imbocchiamo sulla sinistra via Botte Panaro e arriviamo davanti alla chiesa della Natività di Vergine Maria costruita nel 1114 per donazione di Matilde di Canossa con la annessa torre campanaria (XII sec.). Continuiamo sull’allungata piazza Garibaldi, passiamo a fianco del Municipio e proseguiamo su via Filippo Turati, via Giosuè Carducci e giunti in Piazza delle Rimembranze Ferrara: palazzo dei Diamantici fermiamo per fotografare il Monumento ai Caduti della Grande Guerra “La Madre” di Arrigo Minerbi, inaugurato il 14 giugno 1925. L’opera è composta da un basamento in granito sormontato da quattro gradini in pietra, su ogni gradino sono riportate, con inserti in bronzo a numeri romani, le date degli anni di guerra, alla sommità di questi un pozzo con carrucola e catena, composta da trecentocinquanta anelli, con scritti i nomi dei caduti. Dalla vera del pozzo fuoriesce un vestimento della statua bronzea raffigurante una donna seduta, una madre (Carlotta per i bondenesi) che sembra attendere il ritorno del figlio dal fronte. Continuiamo su viale Antonio Pironi, giriamo a sinistra verso Stellata seguendo le indicazioni stradali per Stellata (9,6 km) e Malcantone. Al primo bivio teniamo la sinistra ignorando la segnaletica della pista ciclabile che indica Stellata dritto. Continuiamo su via per Stellata, passiamo sotto la linea ferroviaria, al bivio teniamo la sinistra, affrontiamo un lungo rettilineo e infine prendiamo l’argine del Panaro ricongiungendoci con il percorso ciclabile. Continuiamo sull’argine fino a Malcantone dove, passando sul deviatore Po riusciamo a vedere, in lontananza, il punto in cui il Panaro sfocia nel Po. Pedaliamo a fianco del grande fiume fino a Stellata dove proseguiamo lungo l’argine arrivando davanti alla Rocca Possente, una torre difensiva posta sulla riva del Po edificata attorno all'XI secolo e successivamente ampliata nel 1362 per volontà di Niccolò II d'Este. La conformazione a stella Ferrara: il Duomodell'edificio ha dato il nome a Stellata. Purtroppo anche questo importante monumento è stato interessato dal terremoto ed è in fase di restauro. Imbocchiamo lo stradello che si trova di fronte alla rocca seguendo l’indicazione turistica Casa Ariosto e continuando sempre dritto fino ad immetterci sulla SP18. Giriamo a sinistra, poi ancora a sinistra, seguendo l’indicazione stradale Ficarolo (2 km). Passiamo il ponte sul Po, giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Ficarolo, giriamo a sinistra su via Castello e arriviamo sull’argine sinistro del Po. Proseguiamo in direzione di Ferrara fino ad arrivare a Occhiobello. Continuiamo lungo l’argine e giunti a Santa Maria Maddalena giriamo a destra passando sopra al ponte sul Po che fortunatamente ha sul lato destro una stretta pista ciclopedonale. Continuiamo sulla SP16, che coincide con via Padova, ed arriviamo a Pontelagoscuro. Giriamo a sinistra su via Mestre e poi a destra su via Venezia fino a giungere davanti alla chiesa di San Giovanni Battista. Giriamo a sinistra e poi a destra su Corso del Popolo dove riprendiamo la pista ciclabile. Continuiamo sempre dritto lungo via Bentivoglio giriamo a sinistra su via Fratelli Rosselli, passiamo il cavalcavia sulla linea ferroviaria e giriamo a destra su via della Canapa dove riparte la pista ciclabile. Continuiamo sempre dritto fino all’incrocio con via Porta Catena, giriamo a destra e arriviamo alla rotonda dove giriamo a sinistra su via Tumiati. Passiamo sotto le mura della città ed entriamo a Ferrara, giriamo a Ferrara: il vicolo delle voltedestra su viale Belvedere e poi a sinistra su via Arianuova. Proseguiamo su questa strada fino all’incrocio con via Ariosto dove giriamo a destra e ci fermiamo al n. 67 per fotografare la casa del famosissimo scrittore dell’Orlando Furioso, Ludovico Ariosto. Sulla porta l’iscrizione latina si traduce “Piccola ma adatta a me, non tributaria ad alcuno, non misera e tuttavia fabbricata col mio denaro”. Torniamo su via Arianuova, proseguiamo fino all’incrocio con Corso Ercole I d’Este dove giriamo a sinistra passando fra i palazzi Trotti-Mosti e Guerino-Giordani. Giriamo a destra su viale Certosa e arriviamo davanti alla Certosa (XV sec.) oggi adibita a cimitero monumentale dove vi sono sepolti i pittori Boldini, Previati e De Pisis. Continuiamo il nostro giro su via Borso arrivando in Piazza Ariostea dove sorge il monumento a Ludovico Ariosto (1833) e i palazzi Rondinelli (n. 10) e Strozzi-Bevilacqua (n. 11). Imbocchiamo via Porta Mare fino al Palazzo dei Diamanti (1493-1503), opera di Biagio Rossetti, così chiamato per il caratteristico rivestimento bugnato a punta di diamante, che ospita la Pinacoteca Nazionale. Significative per qualificare il crocevia le candelabre d’angolo. Sul quadrivio si affacciano anche il Palazzo Turchi (n. 32) del 1493 e il Palazzo Prosperi-Sacrati del 1493-96 (n. 23) con un bel portale del 1506-16, entrambi opere di Biagio Rossetti. Giriamo a sinistra su Corso Ercole I d’Este dove fotografiamo al n. 16 il Palazzo di Giulio d’Este (XV sec.) e arriviamo davanti al Castello Estense, simbolo della città. Eretto nel 1385 è circondato da un fossato pieno d’acqua.Entriamo nel castello e usciamo dalla parte opposta arrivando in piazza Savonarola. Giriamo a destra su Corso Martiri della Libertà e giungiamo in Piazza della Cattedrale dove vi prospettano la Cattedrale, il Palazzo Comunale e la Torre dell’Orologio. La Cattedrale fu Ferrara: castello Estenseinaugurata nel 1135 e ha una facciata marmorea a tre cuspidi, che oggi è coperta dai teloni in quanto soggetta a restauro. Sul fianco destro si eleva il Campanile marmoreo (1441-1596) mentre l’abside è di Biagio Rossetti (XV sec.). La chiesa è chiusa e non possiamo visitare l’interno che custodisce, sulla facciata, affreschi di Garofalo (1530), nel braccio destro del transetto, all’altare, Martirio di San Lorenzo, del Guercino (1629), e a sinistra, statue in bronzo di San Maurelio e San Giorgio opere di Domenico Paris. Nel catino dell’abside un affresco rappresentante il Giudizio Universale, di Bastianino (1580). Fotografiamo il Palazzo Comunale (XIII sec.) che fu residenza ducale degli Estensi dove c’è un piccolo arco sormontato dalla statua equestre di Niccolò III d’Este e una colonna con la statua di Borso d’Este. Proseguiamo il nostro giro percorrendo Corso Porta Reno, passiamo a fianco della chiesa di San Paolo che conserva all’interno numerose opere di pittura e scultura. Giriamo a sinistra sulla caratteristica via delle Volte, una delle arterie medievali più integre di Ferrara. Giriamo a sinistra su via delle Scienze, via Terranuova fino a giungere su via Savonarola dove sorge la chiesa di San Francesco che conserva all’interno un sarcofago ravennate del V° sec. Poco più avanti si trova il Palazzo Estense dove Renata di Francia, moglie di Ercole II d’Este, ospitò Giovanni Calvino, uno dei padri della Riforma protestante. Sul lato opposto si erge Casa Romei, abitazione signorile Ferrara: monumento a Ludovico Ariostoquattrocentesca dove attorno ai due cortili ci sono la Sala delle Sibille e la Saletta dei Profeti. Imbocchiamo via Praisolo, giriamo a sinistra su via Campofranco e arriviamo davanti alla chiesetta del Corpus Domini che custodisce le tombe di personaggi della casa d’Este: Alfonso I e Lucrezia Borgia, Alfonso II e Lucrezia de’ Medici. Anche questa chiesa è chiusa. Proseguiamo il nostro giro girando a destra su via Pergolato, via Borgo di Sotto e via Scandiana dove c’è la chiesa di Santa Maria in Vado. Proseguiamo dritto fino al Palazzo Schifanoia, una delle più famose “delizie Estensi” dove nella facciata in laterizi spicca il portale marmoreo. All’interno è sistemato il Museo Civico. Giriamo a destra su via del Mellone fino ad arrivare davanti al Palazzo di Ludovico il Moro, commissionato a Biagio Rossetti nel 1495 da Antonio Costabili, che ospita il Museo Archeologico Nazionale. Imbocchiamo via XX settembre, giriamo a sinistra su via del Gambone e arriviamo a Sant’Antonio in Polesine, un sito fra i più suggestivi della vecchia Ferrara. Nell’interno della chiesa da vedere il coro delle Monache con stalli intarsiati. Ritorniamo su via XX settembre e la percorriamo tutta, giriamo a destra su via Porta Romana, passiamo sotto l’omonima porta e saliamo sulle mura pedalando paralleli a via Alfonso d’Este I. Giunti all’altezza dell’incrocio con Corso della Giovecca scendiamo alcuni gradini, passiamo sotto l’arco e proseguiamo sempre dritto. Passiamo a fianco dei Palazzi Marfissa (1559) al n. 174 e successivamente Roverella (1508) al n. 476 con preziosa facciata dove, di fronte, sorgeFerrara: le mura la chiesa dei Teatini che custodisce all’interno, terzo altare a sinistra, la Purificazione della Vergine, opera di Guercino. Continuiamo a pedalare lungo il Corso che, dopo il Castello Estense diviene Viale Cavour fino ad arrivare alla stazione ferroviaria dove facciamo i biglietti per il treno che ci riporta a Modena facendo un cambio a Bologna (€ 11,00 cadauno incluso il trasporto bicicletta). Giunti a Bologna percorriamo un lungo sottopassaggio per recarci al binario Ovest dove riusciamo a prendere al volo il treno per Modena. Usciti dalla stazione ferroviaria di Modena imbocchiamo lo stradello ciclopedonale parallelo a via Francesco Crispi fino alla rotonda. Attraversiamo via Mazzoni e proseguiamo dritto su via Paolo Ferrari e facciamo una deviazione sulla sinistra per vedere la casa natale di Enzo Ferrari. Tornati sulla pista ciclabile proseguiamo dritto fino alla rotonda dove attraversiamo via Ciro Menotti e giriamo a sinistra rimanendo sulla ciclabile che fiancheggia via Menotti. Dopo il sovrappasso giriamo a destra su via Santa Caterina e percorrere qualche metro per visitare il monumento “Ara dedicata ai piloti automobilistici”, collocato nel cortile di una scuola materna. Troniamo indietro su via Menotti e continuiamo sempre dritto, pieghiamo verso destra costeggiando via Nonantolana e arriviamo al parcheggio sempre su pista ciclabile. 25/02/2017. Per visualizzare altre foto: link