Mantova - Goito - Cavriana - Solferino - San Martino della Battaglia - Pozzolengo

Località di partenza Mantova (19 m)
Lunghezza 100 km
Quota massima 209 m Torre di Solferino
Dislivello complessivo in salita 766 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Mantova (19 m)
Acqua lungo il percorso SI - Goito - Cavriana - Solferino - Pozzolengo
Parcheggio libero Viale Mincio - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: usciti dal casello autostradale dell'A22, Mantova Nord, alla prima rotonda si gira a destra e alla successiva a sinistra prendendo via Legnaghese (SS10). Si continua dritto fino ad oltrepassare il ponte che divide il lago di mezzo da quello inferiore e poi si gira a destra su Viale Mincio, passando d'avanti al Palazzo Ducale.
Goito: Villa Giraffa e il monumento al BersagliereLasciamo l’auto nel comodo parcheggio libero all’esterno delle mura di Mantova, e insieme a Corrado e Jacopo iniziamo a pedalare sulla pista ciclabile che costeggia il Lago di Mezzo, in direzione del sottopasso della linea ferroviaria, fino ad arrivare al Lago Superiore. Qui si gira a destra e si prosegue lungo la ciclabile fino ad arrivare al circolo di canottaggio. Oggi è una bella giornata ma molto fredda Il termometro segna -3° C e il lago è in parte ghiacciato. Proseguiamo su via Santa Maria Nuova, poi giriamo a sinistra su via San Giovanni Bosco e all’altezza di un vasto parcheggio giriamo a destra. Seguendo sempre i cartelli color marrone della ciclabile, costeggiamo un canale e poi attraversiamo un piccolo boschetto, al termine del quale, c’è un ponticello di legno. Si gira a sinistra e si continua sulla ciclabile fino all’attraversamento di una strada trafficata, chiamata strada Soave. Superato l’incrocio, la pista ciclabile prosegue in tutta sicurezza ed è ottimamente segnalata. Mancano 40 km a Peschiera del Garda. Dopo una serie di curve arriviamo lungo le sponde del canal Bianco, che ci farà compagnia fino a Soave dove noi proseguiamo dritto ignorando il percorso ciclabile che conduce a Peschiera del Garda. Sempre costeggiando il canale arriviamo all’altezza di Maglio, giriamo a destra, passiamo il ponte e giunti in località Maglio giriamo a sinistra immettendoci su Goito: Villa Moschinistrada Maglio. Continuiamo a pedalare su questa strada fino a giungere a Goito (31 m) proprio a fianco di Villa Giraffa (XV sec.) così chiamata per la presenza di una statua di giraffa all'interno del parco. Nel piazzale antistante la villa si erge il monumento al Bersagliere.  Attraversiamo con molta attenzione la SP236 e giriamo a sinistra passando sopra al Ponte della Gloria sul fiume Mincio. Giunti al semaforo giriamo a destra imboccando Piazza Sordello e continuiamo sempre dritto fermandoci un momento per fotografare la Torre Civica in Piazza Gramsci. Proseguiamo su via XXV Aprile fino ad arrivare in Piazza Matteotti dove sorge Villa Moschini (XV sec.) appartenuta al Marchese di Mantova Ludovico III Gonzaga. Proseguiamo sempre dritto su strada Torre mantenendo il fiume Mincio sulla nostra destra. Giunti al bivio con Strada Lorenzina Costa giriamo a sinistra e proseguiamo sempre dritto fino ad arrivare a Cerlongo. Giunti davanti alla chiesa dedicata a San Giorgio Martire proseguiamo verso sinistra su via della chiesa, attraversiamo la SP236 e ci fermiamo per fotografare il castello formato da tre torri oltre le mura perimetrali. Il 25 giugno 1866 vi soggiornò il Re Vittorio Emanuele II. Ritorniamo indietro fino alla chiesa, imbocchiamo via San Giorgio e proseguiamo su questa strada fino all’incrocio con via Borgo Tirolo dove giriamo a Cerlongo: il castellosinistra. Oltrepassiamo la piccola frazione di Cereta e poi giriamo a sinistra seguendo l’indicazione ippica Foresto. Giunti a Foresto, attraversiamo la SP14 e proseguiamo su via Baldassarre Castiglione, via Teze fino all’incrocio con la SP15 dove giriamo a destra e affrontiamo la prima vera salita, lunga 1,2 km con una pendenza media del 5,2% che ci porta a Cavriana (170 m). Percorriamo via Porta Antica, dove, sulla sinistra, c’è un monumento dedicato ai Caduti. Oggi è giorno di mercato e numerose bancarelle occupano l’intera via. Passiamo a fianco di Villa Mirra (XVI sec.) dove due targhe marmoree commemorano, la prima, “Il 24 giugno 1859 fra le ansie della imminente disfatta Francesco Giuseppe I Imperatore d’Austria sostò col comando del suo esercito in questa casa dove la risorta fortuna d’Italia portò la sera stessa a convegno Napoleone III Imperatore dei Francesi, Vittorio Emanuele II Re di Sardegna vittoriosi sui colli insanguinati di Solferino e San Martino”, mentre la seconda, riporta l’incontro avvenuto il 24 giugno 1959 tra il generale francese Charles De Gaulle e il Presidente Italiano Giovanni Gronchi per la ricorrenza del centenario delle battaglie di Solferino e San Martino. La villa è stata testimone di un altro avvenimento militare: durante la battaglia di Castiglione del 5 agosto 1796 contro Napoleone Bonaparte, gli austriaci, al comando del maresciallo Dagobert Sigmund von Wurmser, vi insediarono il loro quartier generale. Santa Maria della ScopertaDecidiamo di non fare la visita completa di Cavriana in quanto eravamo stati qui ad ottobre del 2016 (Link). Proseguiamo fino a piazza Castello dove ci fermiamo per prendere quattro caffè e altrettante brioche alla pasticceria Parolini. Dopo questa sosta ristoratrice proseguiamo su via Pozzone, usciamo da Cavriana fino a giungere all’incrocio con la SP12. Giriamo a sinistra e percorriamo questa strada provinciale stando molto attenti e in fila indiana. Giunti alla rotonda proseguiamo dritto in direzione di Solferino, oltrepassiamo un’altra rotonda, sempre dritto e imbocchiamo via Valeggio arrivando a Solferino (123 m). Giunti in piazza Torelli, ci fermiamo un momento per fotografare la Torre, imbocchiamo via Ripa Bianca e affrontiamo una dura salita fino ad arrivare in Piazza Castello da cui si gode un ampio panorama verso il Lago di Garda, Sirmione e la Torre di San Martino della Battaglia. Proseguiamo la visita salendo alla Torre detta la "Spia d'Italia", alta 23 metri, eretta nel 1022. All'interno sono conservati i cimeli della battaglia combattuta il 24 giugno 1859. Continuiamo il giro recandoci al Memoriale della Croce Rossa eretto nel 1959, in ricordo del fondatore della Croce Rossa Jean Henry Dunant. Un viale costeggiato da cipressi conduce in un piccolo piazzale dove sulla destra del monumento sono collocati dei San Martino della Battagliamarmi provenienti da tutto il mondo, sui quali sono incisi i nomi dei paesi che aderiscono alla Croce Rossa e che hanno contribuito alla realizzazione del memoriale. Ritorniamo verso piazza Castello e proseguiamo fino all’Ossario ospitato all'interno della chiesa di San Pietro in Vincoli, la più antica del comune, in seguito convertita in ossario. Raccoglie 1413 teschi e le ossa di 7000 caduti dei tre eserciti che il 24 giugno 1859 si affrontarono nella sanguinosa battaglia di Solferino, scontro armato della seconda guerra d'indipendenza. A sinistra dell'ossario è collocato un busto di bronzo che raffigura Napoleone III, mentre a destra è situato un piccolo monumento funebre che ricorda il generale francese Charles Auger, morto per le ferite riportate nella battaglia di Solferino. All'ingresso dell'ossario sono posizionati i busti dei cinque generali francesi che perirono nella seconda guerra d'indipendenza. Fa veramente molta impressione vedere tutti quei teschi allineati. Usciti dall’ossario spingiamo le biciclette fino all’inizio del viale dove sulla destra c’è una statua rappresentante Henry Dunant e il Museo Risorgimentale. Imbocchiamo via dei Francesi, giriamo a sinistra su via Possessione e continuiamo su questa straSan Martino della Battaglia: ossarioda secondaria fino al Santuario della Madonna della Scoperta. La chiesa fu utilizzata come ospedale da campo in occasione della cruenta battaglia di Solferino e San Martino del 24 giugno 1859, che proprio qui si risolse vittoriosamente anche per merito dell'intervento sardo. A fianco dell’arco di ingresso è collocato un cippo commemorativo. Proseguiamo su Via Madonna della Scoperta fino al bivio con via Porte Rosse dove giriamo a destra. Continuiamo a pedalare su strade secondarie fino a giungere alla Torre monumentale alta 64 metri che celebra solennemente l'intera epoca risorgimentale, dalla prima guerra d'indipendenza (1848) alla presa di Roma (1870). Venne edificata a partire dal 1880 sul colle più alto di San Martino, dove si combatté la fase più cruenta della battaglia di San Martino (24 giugno 1859), scontro armato della seconda guerra d'indipendenza; durante il combattimento questa altura venne persa e riconquistata a più riprese dall'Armata Sarda, che alla fine riuscì a prevalere sull'Imperial regio Esercito austriaco pagando un elevato prezzo in termini di vite umane. All'interno una rampa a spirale porta in cima alla torre, dalla quale si gode un notevole panorama del basso lago di Garda e delle colline moreniche circostanti, sino alla pianura padana. La torre è stata realizzata in ricordo di re Vittorio Emanuele II, consideratoBorghetto sul Mincio il Padre della Patria, e di quanti combatterono per l'unità d'Italia. Fu inaugurata 15 ottobre 1893 alla presenza di re Umberto I e della regina Margherita, e venne eretta grazie ad una sottoscrizione popolare. L’orario invernale di apertura va dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 14 alle ore 17.30. Sono le ore 13,10 e decidiamo di non aspettare l’apertura in quanto la strada da percorrere per arrivare a Mantova è ancora lunga e così ci rechiamo alla vicina chiesa di San Martino dove c’è un altro ossario, inaugurato il 24 giugno 1870, che raccoglie 1274 teschi e le ossa di 2619 soldati che combatterono la cruenta battaglia di San Martino. Nel viale d'accesso sono presenti una serie di cippi commemorativi dei reparti che presero parte agli scontri. Usciti dalla chiesa continuiamo il nostro itinerario percorrendo strade secondarie fino ad arrivare a Pozzolengo. Pedaliamo su via Marconi fino a Piazza della Repubblica, dove c’è la chiesa dedicata a San Lorenzo. Proseguiamo dritto su via Gramsci fino all’incrocio con via Verdi dove giriamo a sinistra. Continuiamo dritto su via Monzambano poi percorriamo la SP74 e finalmente arriviamo a Monzambano dove andiamo a vistare il castello. Purtroppo il castello è chiuso e così proseguiamo su via Cavour fino alla Piazza Monzambano, giriamo a sinistra e arriviamo davanti alla chiesa di San Michele. Torniamo indietro finoMantova: il lago ghiacciato alla piazza e proseguiamo dritto su via Marconi fino a raggiungere il ponte della Memoria. Passiamo il Mincio, giriamo subito a destra e imbocchiamo la pista ciclabile. Pedaliamo velocemente fino a Borghetto sul Mincio, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, dove facciamo una breve sosta per prenderci un caffè. Risaliti in sella pedaliamo verso Pozzolo mantenendo il fiume Mincio sulla nostra destra. Giunti a Soave giriamo a destra, passiamo il ponte e giriamo a sinistra ricollegandoci con la ciclabile che avevamo percorso al mattino. Da qui fino al parcheggio seguiamo lo stesso itinerario dell’andata. 21/01/2017. Per visualizzare altre foto: link.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Ponti sul Mincio
  2. Bosco della Fontana
  3. Peschiera del Garda
  4. Volta Mantovana
  5. Cavriana - Castellaro
  6. Goito - Solferino - San Martino