Malgrate - Monte Barro - Pian Sciresa (Lecco)

Località di partenza Malgrate (310 m) Lecco
Lunghezza 12,8 km
Quota massima 922 m Monte Barro
Dislivello complessivo in salita 970 m
Arrivo Malgrate (310 m) Lecco
Acqua lungo il percorso SI - Due Case
Parcheggio libero Via Pian Sciresa - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Milano si percorre la SS36 fino all’uscita per Malgrate, si tiene la sinistra, si sottopassa la SS36 e alla rotonda si prosegue dritto seguendo l’indicazione stradale per Valmadrera. Si continua su questa strada fino al bivio per Bellagio e Valmadrera dove si gira a destra. Attraversati i binari ferroviari si gira a sinistra su via Fornaci e si prosegue sempre dritto fino alla rotonda dove si prende la seconda uscita imboccando via Gaggio. Alla rotonda successiva si prende la seconda uscita, via San Grato che in seguito diventa via ai Colli e giunti al bivio con via Pian Sciresa si gira secco a destra. Si continua in salita fino alla fine della strada dove c’è un piccolo parcheggio.
Quel ramo del Lago di ComoLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio e iniziamo a salire percorrendo il sentiero che conduce a Pian Sciresa. Siamo nel Parco del Monte Barro e la segnaletica verticale indica con il numero 306 Pian Sciresa (ore 0,15), Bosco del Faé (ore 0,30) e Parco Archeologico (ore 1,05). Il sentiero sale con decisione agevolato da vari gradini e dopo aver percorso 300 m con una pendenza media del 32,1% giungiamo a Pian Sciresa (440 m). Il posto è molto bello, ben curato e subito scattiamo la prima foto. Giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso il primo punto panoramico della giornata. Percorriamo altri 440 metri con una pendenza media del 10,4% e arriviamo in un punto dove rimaniamo incantati dalla bellezza del posto. Davanti a noi possiamo ammirare “quel ramo del Lago di Como”, di fronte a Lecco, che ha ispirato l’inizio del romanzo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e Lago di Annone, Lago di Pusiano e Lago di Alserio figura, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascia l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. …” Infatti notiamo subito il punto in cui “il lago cessa e l’Adda ricomincia”. Ritorniamo indietro fino al bivio, giriamo a sinistra e continuiamo in falsopiano su questo comodo sentiero. Ci fermiamo un momento per fotografare la chiesa incompiuta dedicata a San Michele al Monte Barro notando che manca completamente il tetto. La segnaletica verticale indica con il numero 301 Due Case (ore 0,35) e Galbiate (ore 0,50). Proseguiamo la nostra camminata fino ad arrivare ad un altro punto panoramico dopo aver percorso 1,1 km con pendenza media del 0,7% dal bivio di Pian Sciresa. In lontananza notiamo il Lago di Garlate, un poco nascosto dalla vegetazione.Il sentiero che conduce alla vetta del Monte Barro Riprendiamo il cammino e ci fermiamo dopo soli 350 metri per ammirare un altro panorama mozzafiato. Il nostro sguardo spazia dal Lago di Garlate al Lago di Olginate, l’andamento sinuoso del fiume Adda e le cime delle montagne circostanti. Affrontiamo un tratto di salita protetto da una staccionata di legno e poi procediamo velocemente mantenendoci sulla quota che varia tra i 420 e i 460 metri. Oltrepassiamo la frazione di Due Case e al bivio giriamo a destra immettendoci sul Sentiero delle Torri Gote. Dal punto panoramico a qui abbiamo percorso 1,7 km con una pendenza media dell’1,7%. La segnaletica verticale indica dritto con il n. 301a Valle Oliva (ore 0,10) e Galbiate (ore 0,20) mentre girando a destra con il n. 305 III Corno (ore 0,35), Sella della Pila (ore 0,50) e Vetta (ore 1,10). Anche da qui è possibile vedere i Laghi di Garlate e Olginate. Giriamo a destra e iniziamo la salita. Dopo aver percorso 1,1 km con una pendenza media del 23,7% arriviamo ai ruderi della prima torre Gota. Il panorama è magnifico, possiamo vedere sotto di noi il Lago di Annone, il Lago di Pusiano e il Lago di Alserio mentre sulla nostra destra il monastero di San Pietro al Monte, il Monte Cornizzolo e il Monte Rai. In lontananza, imbiancate dalla neve, le cime delle Alpi e il I Laghi di Garlate e Olginate visti dalla vetta del Monte Barrogruppo del Monte Rosa mentre Milano è immersa nella nebbia e solo i grattacieli fuoriescono dalla coltre bianca. Giriamo a destra e saliamo con decisione, fotografiamo il Sasso della Pila, e giungiamo alla Sella omonima dove la segnaletica verticale indica a destra III Corno (ore 0,15) mentre a sinistra Monte Barro (ore 0,20). Dai resti della Torre Gota a qui abbiamo percorso 370 metri con una pendenza media del 25,9%. Decidiamo di salire sul III Corno prestando attenzione, perché il tratto è segnalato come sentiero per Escursionisti Esperti. Raggiungiamo la cima da cui si gode un panorama mozzafiato sui laghi di Garlate, Olginate, Annone, Pusiano e Agliate. Dalla sella a qui abbiamo percorso circa 80 metri con una pendenza media del 33%. Tira un po’ di vento e così, dopo le foto, ripercorriamo a ritroso lo stesso sentiero fino alla sella e iniziamo la salita verso la cima del Monte Barro, contraddistinta da una croce. Anche questo tratto di sentiero è segnalato per Escursionisti Esperti. In effetti dopo la prima parte di salita, parte un tratto di arrampicata elementare. Non è molto difficile, ma è consigliabile prestare molta attenzione.I faggi centenari nei pressi dell'Eremo di Monte Barro Questo è l’unico punto di tutto il percorso un po’ difficile. Non ci starebbe male una catena di appoggio per maggior sicurezza. Ancora qualche metro e finalmente giungiamo sulla vetta del Monte Barro (922 m) da dove si gode uno dei panorami più belli delle Prealpi. Possiamo vedere gli stessi laghi che abbiamo visto dal III Corno e una parte del Lago di Como. Anche il panorama verso le montagne non è da meno. In direzione di Como possiamo vedere Montorfano, il Monte Cornizzolo (1246 m), il Monte Rai (1259 m), mentre sopra Lecco il Monte Magnodeno (1241 m), il Resegone (1875 m) e il Pizzo Tre Signori (2553 m), quest’ultimo ricoperto dalla prima neve. Dalla sella a qui abbiamo percorso 345 metri con una pendenza media del 37,8% mentre dall’inizio del giro a qui abbiamo percorso 5,9 km superando un dislivello di 760 metri e con una pendenza media del 10,6%. Proseguiamo il cammino seguendo la segnaletica verticale n. 304 che indica Prati della Corna (ore 0,20), Sasso della Vecchia ore 0,40) e Lecco (ore 1,25) e in discesa ci dirigiamo verso l’Eremo. Passiamo la Sella dei Trovanti e percorriamo il Sentiero Botanico del Monte Barro. Anche qui c’è un magnifico punto panoramico dove è stata sapientemente collocata una panchina. Panorama da piazzale LeccoTutto il percorso è disseminato di cartellini indicanti la posizione dei vari tipi di flora presenti sulla montagna. Arrivati nei pressi dell’Eremo notiamo dei grossi faggi centenari ricoperti dai colori autunnali e rimaniamo incantati dalla bellezza del luogo. Giunti ad un bivio continuiamo dritto e ci dirigiamo a Piazzale Lecco, un bel punto panoramico dove un pannello didattico illustra le cime delle montagne. Il posto è veramente molto bello e siamo molto contenti di come si è svolta la nostra gita fino a qui. Scendiamo verso l’Eremo, di proprietà dell’Ente Parco del Monte Barro, che sorge nei pressi di un presidio romano riutilizzato, per la sua posizione strategica, dagli ostrogoti e dai longobardi. Vicino sorge la chiesa di Santa Maria al Monte Barro e che dal 1912 è monumento di interesse nazionale. L’edificio, la cui architettura è un sunto ed esempio artistico della filosofia francescana, ha una navata unica, divisa in tre campate da archi ogivali. All’interno sono conservati affreschi risalenti ai secoli XVI, XVII e XVIII. Particolarmente interessante è l’altare maggiore, opera lignea del ’600 Località Cappello dell'Alpino: panorama sui laghi di Annone, Pusiano e Alseriounica in tutta la zona. Proseguiamo il cammino scendendo a quota 660 m dove al bivio proseguiamo dritto e poi teniamo la destra recandoci al punto panoramico Belvedere. Anche qui è stata collocata una panchina e così approfittiamo per mangiarci un panino con vista panoramica spettacolare. Dopo questa breve sosta torniamo indietro e al bivio proseguiamo fino alla località Cappello dell’Alpino dove oltre al rifugio c’è un piazzale panoramico con un monumento dedicato agli Alpini. Continuiamo a camminare e arriviamo ai Piani di Barra dove visitiamo i resti di un antico edificio. L’insediamento Goto è situato su una vasta terrazza in vista del Lago di Annone, a guardia della strettoia formata dal Monte Barro e la costiera Cornizzolo-Moregallo, oggi occupata in buona parte dall’abitato di Valmadrera. Interessanti pannelli descrittivi si trovano nei pressi delle varie costruzioni. Dopo aver visitato l’intera area archeologica ci dirigiamo ad un altro punto panoramico. Anche questo punto non delude l’aspettativa. Di fronte a noi ci sono i Corni di Canzo e sotto il paese di Valmadrera. Torniamo indietro fino alla località Scalogia e al bivio prendiamo il sentiero di sinistra che sale ripidamente fino ad arrivare a Culcinera (686 m). Dal bivio a qui abbiamo percorso 280 metri superando unaPian di Barra: parco archeologico pendenza media del 38,4%. La segnaletica verticale indica con il n. 301 Sasso della Vecchia (ore 0,25), giriamo a sinistra e proseguiamo sul Sentiero di Mezzo fino nei pressi di Faée Alto dove facciamo una deviazione verso destra per vedere una sorgente protetta da un manufatto ad arco. Torniamo indietro fino al bivio e proseguiamo sul Sentiero di Mezzo fino ad arrivare al Sasso della Vecchia (670 m) dove la segnaletica verticale indica Baita Pian Sciresa (ore 0,20). Proseguiamo sempre in discesa e giungiamo ad un Cippo in Memoria degli Alpini. Il luogo è molto curato e una lunga staccionata costeggia il sentiero sia a destra che a sinistra. Scendiamo alcuni gradini e proseguiamo lungo il sentiero sempre molto bello fino ad arrivare alla Baita di Pian Sciresa. Pochi passi più in là si apre un bellissimo punto panoramico con una piccola terrazza in legno da cui è possibile ammirare il Lago di Como, Lecco e le cime delle Grigne. Siamo a Pian Sciresa, ci ricolleghiamo con il sentiero che avevamo percorso all’andata e velocemente giungiamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 12/11/2016. Per visualizzare altre foto: link

Altri itinerari nei dintorni
  1. Il sentiero del viandante 1
  2. Monte Cornizzolo
  3. Monte Rai
  4. Il sentiero del viandante 2
  5. Monte Magnodeno
  6. San Pietro al Monte
  7. Monte Barro