Mori - Rovereto - Sacrario di Castel Dante - Orme dei Dinosauri (Trento)

Località di partenza Mori (204 m) Trento
Lunghezza 31,3 km
Quota massima 686 m
Dislivello complessivo in salita 893 m
Ciclabilità 96% - 86% asfalto - 10% sterrato - 4% a piedi
Arrivo Mori (204 m) Trento
Acqua lungo il percorso SI - Rovereto
Parcheggio libero Via Fabio Filzi - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link

Come arrivare: dall'autostrada A22 si esce al casello di Rovereto Sud - Lago di Garda Nord e si prosegue verso Riva del Garda percorrendo la SS240. Dopo la galleria si prende la prima uscita a destra seguendo l’indicazione Mori centro. Si continua su questa strada fino a quando si gira a sinistra imboccando via della Capitania che dopo l’incrocio diviene via San Giovanni. Giunti all'incrocio con via F. Filzi si gira a destra e dopo poco c'è il parcheggio.
I vigneti di Mori lungo l'AdigeLasciamo l’auto nel parcheggio e pedaliamo su via Filzi fino ad immetterci su via Garibaldi. Proseguiamo dritto fino a piazza Cal di Ponte e alla rotonda imbocchiamo via Malfatti seguendo la puntuale segnaletica verticale. Siamo sulla pista ciclabile che conduce a Rovereto e dopo poco rimaniamo affascinati dal sottopasso circolare che permette alle biciclette di oltrepassare, senza la minima difficoltà, la SS240. E’ d’obbligo fare i complimenti al Comune di Mori per quest’opera e la perfetta manutenzione della pista ciclabile. Proseguiamo seguendo l’ottima segnaletica orizzontale e pedaliamo in tranquillità a fianco di via Giovanni XXIII. Superato un altro sottopasso inizia la discesa, poi, dopo una breve salita giriamo a destra imboccando via San Biagio. Pedaliamo velocemente aiutati dalla pendenza a noi favorevole fino ad arrivare all’incrocio con la ciclabile dell’Adige. Giriamo a sinistra, mantenendo sulla nostra destra il canale, e raggiungiamo lo sbarramento dell’Adige. A causa dei lavori in corso non possiamo portarci dall’altra parte del fiume ma i previdenti operatori hanno L'Adige nei pressi di Roveretopredisposto una deviazione costruendo un nuovo tratto di pista ciclabile. Proseguiamo seguendo i cartelli di colore giallo della deviazione fino ad arrivare sulla SS240 dove giriamo a destra e oltrepassiamo il ponte Ravazzone sul fiume Adige. Appena dopo il ponte inizia la provincia di Rovereto, giriamo a destra e poi a sinistra immettendoci nuovamente sulla pista ciclabile. Un altro stupendo sottopasso illuminato permette di evitare l’attraversamento a raso della SS240 e in tutta sicurezza pedaliamo verso Rovereto. Il fiume Adige scorre sulla nostra sinistra, passiamo sotto l’Autostrada del Brennero – A22 e continuiamo sulla ciclabile fino a Rovereto dove l’immissione del torrente Leno obbliga a risalire verso via delle Zigherane. Oltrepassiamo il ponte, attraversiamo la strada e proseguiamo su pista ciclabile mantenendo il torrente Leno sulla nostra destra. Dopo il campo sportivo sottopassiamo la linea ferroviaria, la SS12 del Brennero e giriamo a destra oltrepassando il ponte sul Leno. Sempre su pista ciclabile proseguiamo verso il centro di Rovereto mantenendo il Leno sulla nostra sinistra. Giunti all’incrocio con via Circonvallazione giriamo a destra e pedaliamo su questa strada per 230 metri poi giriamo Rovereto: Santuario della Madonna del Montea destra immettendoci su via Benacense. Percorriamo altri 200 metri e giriamo a sinistra imboccando via Rovigo che si trova a fianco di un distributore di benzina. Attenzione perché questa svolta non è facilmente individuabile. Proseguiamo su questa strada e poi giriamo a destra su Corso Verona pedalando contromano sul marciapiede per 60 metri.  Giriamo a sinistra su via De Pero e iniziamo la salita che dopo 850 metri con pendenza media del 7,6% ci conduce davanti al santuario della Madonna del Monte (1603). Costruito a spese dell’arciprete di Lizzana, mons. Alessio Tomasini, fu poi acquistata da Giovanni Battista de Tacchi. Proprio a fianco del santuario la famiglia de Tacchi fece erigere il proprio mausoleo (non si visita). All’interno del santuario, sopra l’altare maggiore, si trova un pregevole affresco raffigurante la Madonna con Bambino, opera di un artista ignoto. All’esterno, in una costruzione tra il santuario e il mausoleo sono conservati alcuni ex-voto. Dal piazzale antistante la chiesa si gode di un bel panorama su Rovereto e le montagne circostanti. Rimontati in sella proseguiamo in salita per 460 metri fino ad arrivare al bivio con il sentiero che conduce alla Campana dei Caduti. Giriamo a destra e ci incamminiamo lungo questo ripido sentiero percorrendo in sella solo qualche tratto fino ad arrivare nel piazzale dove è collocato l’ingresso. Lungo i 500 metri del sentiero sono collocati alcuni pannelli didattici e due stele in ferro che ricordano Nelson Mandela e il Rovereto: Sacrario di Castel DanteMahatma Ghandi.  Per visitare la Campana della Pace bisogna munirsi di biglietto (4 euro) e poi si procede lungo un percorso dedicato alla memoria con vari pannelli esplicativi. Decidiamo di rimandare la visita e rimontati in sella percorriamo a ritroso lo stesso sentiero fino ad arrivare nuovamente sulla strada asfalta dove giriamo a sinistra e proseguiamo fino al Sacrario Monumentale di Castel Dante. Qui scopriamo, con nostra grande delusione, che il Sacrario è chiuso il lunedì e così non possiamo visitare le tombe di Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Il Sacrario fu costruito fra il 1933 e il 1937 e inaugurato il 4 novembre del 1938. Custodisce al suo interno le tombe di oltre ventimila soldati tra italiani, austriaci, cecoslovacchi e ungheresi. Rimontiamo in sella e continuiamo la nostra pedalata imboccando la strada dell’artigliere. Al primo bivio teniamo la sinistra e iniziamo questa salita molto bella che si snoda all’interno di un bosco oggi rivestito dai colori autunnali. La salita è lunga 3,6 km con una pendenza media del 6,8% ma nell’ultimo chilometro, caratterizzato dalle 102 lapidi dedicate al ricordo degli artiglieri insigniti di medaglia d’oro, la pendenza è del 9,6%. Siamo a Costa Violina dove si trova la “Baita degli Alpini”, oggi chiusa,I vigneti e il Sacrario di Castel Dante e ci fermiamo al sole per mangiarci un panino. Dopo questa breve pausa spingiamo la bicicletta in salita per 100 metri fino a raggiungere la grotta dove il 17 maggio 1916 fu catturato Damiano Chiesa. All’interno è collocato un pezzo d’artiglieria da 149 G puntato verso Rovereto. Ritorniamo nel piazzale e proseguiamo in discesa per circa 200 metri fino al bivio con il sentiero dei dinosauri. Giriamo a sinistra e su carrareccia sterrata dal fondo compatto e ricoperta da ghiaietto iniziamo la salita per vedere le impronte dei dinosauri. Dopo aver percorso 900 metri con pendenza media del 10,4% lasciamo le biciclette e ci incamminiamo in forte salita per fotografare le orme scoperte nel 1990 e risalenti a 200 milioni di anni fa. Da alcune strutture di legno è possibile osservare queste impronte. Il disegno formato da queste impronte fa pensare al percorso in salita effettuato dagli animali. Ritorniamo alle nostre biciclette e ripercorriamo a ritroso la stessa strada della salita fino a giungere ad un bivio dal quale è possibile osservare il Sacrario di Castel Dante. Giriamo a sinistra e in forte discesa andiamo adImpronte dei dinosauri imboccare via Cornacalda, via Brigata Mantova e infine via della Concordia. Ci fermiamo al bar per due caffè (2 euro) e poi proseguiamo su via san Rocco. Giriamo a destra su via Della Piof e poi a sinistra sulla SP12. Proseguiamo sulla SP12 fino a raggiungere il biotopo Lavini di Marco. Il sito non è molto curato e pedaliamo lungo il sentiero sterrato arrivando alla torretta di avvistamento posta a fianco di un laghetto. Purtroppo del laghetto non è rimasta traccia e così ci dirigiamo verso il secondo laghetto sperando di essere più fortunati. Anche qui c’è un punto di osservazione ma dell’acqua non c’è traccia. Proseguiamo all’interno del boschetto percorrendo questo sentiero dal fondo battuto fino ad arrivare nuovamente sull’asfalto. Proseguiamo dritto fino all’incrocio con via Fornaci dove giriamo a destra. Scendiamo lungo questa zona industriale fino ad arrivare alla stazione di Mori. Attraversiamo il cavalcavia pedonale con le biciclette in spalla e risaliti in sella con poche pedalate raggiungiamo il ponte sull’Adige che avevamo attraversato il mattino. Da qui percorriamo a ritroso la stessa strada dell’andata fino ad arrivare al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 31/10/2016. Per visualizzare altre foto: link

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