Tirano - Aprica - Trivigno - Passo del Mortirolo (Sondrio)

Località di partenza Tirano (430 m) - Sondrio)
Lunghezza 73 km
Quota massima 2000 m Alpe Troena
Dislivello complessivo in salita 2000 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Tirano (430 m) - Sondrio)
Acqua lungo il percorso SI
Parcheggio libero Tirano, accesso alla stazione da via Calcagno - Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 fino a Tirano. Si attraversa il paese percorrendo Viale Italia e dopo piazza Marinoni, prima del ponte sul fiume Adda si gira a destra su via Lungo Adda Quinto Alpini. Si prosegue lungo l'Adda fino alla prima rotonda dove si prende la prima a destra, Via Calcagno, e dopo pochi metri c'è il parcheggio.

LasciamoPian di Gembro l’auto nel parcheggio situato nei pressi della stazione di Tirano. Il percorso parte da Via Calcagno e proseguendo sulla Via Ponticello e Via Capitello arriviamo ad un piccolo ponte di legno dal quale, sulla sinistra, parte la pista ciclabile denominata “Sentiero Valtellina” che ci porterà fino a Stazzona (429 m). Qui svoltiamo a sinistra e dopo aver attraversato il ponte sul fiume, ci dirigiamo nel centro del paese seguendo la strada principale. Inizia ora una bella salita costante, che, attraverso un bosco di castagni, e dopo circa 5 km, si congiunge alla strada statale dell’Aprica n. 39 proveniente da Tresenda. La strada è abbastanza larga, ma essendo una via di collegamento è trafficata e quindi percorriamo gli 8 km che ci separano dal passo dell’Aprica a velocità abbastanza sostenuta per poter arrivare nel più breve tempo possibile. Finalmente arriviamo al Passo dell’Aprica (1200 m) e dopo aver percorso la strada principale in direzione di Edolo, usciamo dal paese e, dopo circa un km di discesa, svoltiamo a sinistra seguendo l’indicazione per Trivigno e per il passo del Mortirolo. Inizia ora una bella salita che in poco tempo ci porta all’Oasi Naturalistica di Pian Gembro (1371 m), meglio conosciuta coma “Torbiera di Pian di Gembro”, prima tappa del nostro itinerario. Si tratta di un vasto Trivignoaltopiano che, nel 1989, la Regione Lombardia, ha riconosciuto come Riserva Naturale. E’ un'oasi protetta e ospita numerose specie tipiche dei periodi post glaciali, di particolare interesse botanico quali il Mirtillo di palude, l'Andromeda polifolia e l'Equiseto. La giornata è splendida, una di quelle che questo mese di settembre offre, dopo l’abbondante nevicata, sopra i 1500 m., dei giorni appena trascorsi. Il panorama che si presenta è veramente spettacolare, così decidiamo di fare la deviazione verso il “percorso didattico” (fondo sterrato) per ammirare più da vicino la singolarità del posto. Il tracciato si snoda ai bordi della torbiera mantenendo sulla destra il Monte della Croce (1489 m) (vedi itinerario) e dopo una breve sosta al laghetto, giungiamo alla chiesettina di San Fortunato, dove è possibile notare un grosso monolite in pietra appoggiato al muro. Dalla “terrazza” di fronte alla chiesa si ha un vasto panorama dal quale si può vedere il paese di Teglio, la patria dei pizzoccheri, e la vista prosegue sulla valle fino ad arrivare al culmine di Dazio. Riprendiamo le biciclette e, ripercorrendo il sentiero dell’andata, giungiamo ad un parcheggio da dove parte, sulla sinistra, la strada asfaltata che ci porterà al Passo Santa Cristina (1434 m). Arrivati al passo dopo unaPanorama tra l'Alpe Troena e il passo del Mortirolo breve discesa, intercettiamo la strada principale che avevamo lasciato in precedenza per visitare la Torbiera di Pian di Gembro. La strada prosegue in salita, ma senza grosse pendenze e ci permette di ammirare il notevole panorama su Pian di Gembro e il monte Palabione con la sua omonima e famosa pista da sci. Poco prima di arrivare a Trivigno (1598 m) affrontiamo un breve “strappetto” con pendenza del 20%. Ignoriamo la strada che scende verso Tirano e seguiamo l’indicazione per il Passo del Mortirolo. La strada, sempre in salita, costeggia il lato destro del monte Padrio e offre molti punti panoramici. Ignoriamo le deviazioni che troviamo e, dopo una breve discesa, arriviamo al lago Lagazzuolo (1820 m), situato a poche pedalate del passo della Guspessa (1824 m). Affrontiamo ora l’ultima salita verso l’Alpe Troena (1932 m) fino ad arrivare al suo culmine a quota 2000 m. Da qui parte un tratto di strada in leggera discesa che costeggia la montagna a destra, e, sulla sinistra si apre un vasto panorama sulla valle. Dobbiamo affrontare con molta cautela questo tratto di strada, perché alcuni punti sono ricoperti da neve e ghiaccio. Giungiamo al bivio, dove, la strada a destra porta a Monno (BS), mentre quella di sinistra porta al Passo del Mortirolo (1852 m). GiriamoPanorama su Pian di Gembro e il monte Palabione dunque a sinistra e con poche pedalate arriviamo al Passo. Non ci sembra vero di essere quassù in perfetta solitudine. Infatti, alla fine di maggio, in occasione del “Giro d’Italia” sul luogo c'erano un centinaio di persone che aspettavano l’arrivo dei ciclisti (vedi itinerario Mortirolo 2010). Dopo la foto di rito, indossiamo lo scalda collo e ben coperti iniziamo la discesa verso il paese di Mazzo di Valtellina. Prima di arrivare al paese svoltiamo a sinistra in direzione di Tovo di Sant’Agata e in seguito a destra, dove oltrepassando il ponte sul fiume Adda, arriviamo a Vervio. Qui ci attende l’ultima breve salita della giornata che ci permette di percorrere la pista ciclabile che conduce al bacino di Sernio fino a Tirano. Alla fine della pista ciclabile attraversiamo la statale n. 38, quella che porta a Bormio e, proseguendo dritto, sempre costeggiando il fiume Adda, arriviamo a un bivio. Prendiamo la via a destra e giungiamo al parcheggio della stazione, dove il mattino avevamo lasciato la macchina. 28/09/2010. Per visualizzare altre foto: link.

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