Bagolino - Gaver - Passo Crocedomini - Passo Dasdana - Passo Maniva (Brescia)

Località di partenza Bagolino (778 m) Brescia
Lunghezza 53,8 km
Quota massima 2129 m Passo della Bala
Dislivello complessivo in salita 1828 m
Ciclabilità 100% - 90% asfalto e 10% sterrato
Arrivo Bagolino (778 m) Brescia
Acqua lungo il percorso SI - Valle Dorizzo - Passo di Lavena - dopo Passo Maniva
Parcheggio libero Via Casale - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Brescia si percorre la SP45bis seguendo l’indicazione stradale per Salò. Giunti al bivio, dove dritto si prosegue per Salò, si tiene la destra e si seguono le indicazioni stradali per Trento, Madonna di Campiglio, Vestone (22 km), lago d’Idro (29 km) e Val Sabbia. Si continua sulla SS237 fino al lago d’Idro e si prosegue oltrepassando Anfo in direzione di Ponte Caffaro. Poco prima del paese, alla rotonda, si seguono le indicazioni stradali per Bagolino (9 km) e giunti in paese si segue l’indicazione stradale per il centro imboccando via san Giorgio. Giunti all’incrocio con via Casale si gira a destra e poi ancora a destra dove c’è il parcheggio.
BagolinoLasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a pedalare subito in salita imboccando via Casale. Al bivio giriamo a sinistra su via Parrocchia, passando davanti al Municipio, e proseguiamo fino alla parrocchiale di San Giorgio (1624-32) che domina il paese. Dal pronao, caratterizzato da sette archi, si gode un esteso panorama sull’intero paese e la Valle Sabbia. All’interno, di forme barocche, si possono ammirare alcuni quadri e il bel soffitto. Proseguiamo la pedalata su via Fontana Laandéra e via Madonna di San Luca fino a giungere alla chiesa di San Rocco (1478) che conserva all’interno un ciclo di affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo. Purtroppo la chiesa è chiusa e così proseguiamo seguendo le indicazioni stradali per Crocedomini e Gaver. Ci fermiamo per fotografare le Gavercaratteristiche tombe allineate lungo la strada di fronte al cimitero monumentale e poi continuiamo la pedalata sulla vecchia SS669. Subito incontriamo il segnale di progressività chilometrica indicante Val Dorizzo (7 km), Passo di Crocedomini (20 km) e Breno (42 km) che ci informa che siamo al km 10. Proseguiamo su questa strada fino all’incrocio dove giriamo a sinistra e ci ricongiungiamo con la strada principale. Adesso la salita si fa più dura e noi impostiamo una pedalata regolare che ci permette di avanzare senza stancare troppo la gamba. Oltrepassiamo il piccolo bacino artificiale del fiume Caffaro e arriviamo a Valle Dorizzo (1200 m). Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 8,8 km superando un dislivello di 594 metri con una pendenza media del 6,2% e massima del 12,7%. Attraversiamo il paese e proseguiamo in salita mantenendo il fiume Caffaro sulla nostra destra. PanoramaDopo 5,2 km arriviamo a Gaver (1495 m) dove ci fermiamo per mangiare una banana, il nostro consueto rifornimento energetico. Il posto è molto bello ed è attrezzato anche per la stagione invernale. In particolare, ogni anno nel mese di marzo, si svolge il campionato italiano di corse con cani da slitta, organizzato dal Club Italiano Sleddog (CIS). La strada si fa più stretta e, sempre in salita, prosegue verso il Passo di Crocedomini tra magnifici paesaggi. Ci fermiamo per fotografare la Corna Bianca (2119 m) Passo Crocedominiche con il suo colore domina il paesaggio. Giunti a Goletto di Gaver (1795 m) abbiamo percorso altri 4,1 km superando un dislivello di 304 metri con una pendenza media del 7,4%. Finalmente la strada si spiana e ci fermiamo al bivio, dove inizia il sentiero che conduce al Rifugio Tita Secchi (2367 m), per fotografare il bellissimo paesaggio. Proseguiamo su dura salita, alleggerita da alcuni tornanti, fino a raggiungere il Goletto di Cadino (1943 m) contraddistinto da una semplice croce di legno. Da qui possiamo vedere, più in basso di fronte a noi, il Passo di Crocedomini mentre alle nostre spalle un bel tratto della strada che abbiamo percorso. Indossiamo il giubbetto antivento e ci lanciamo velocemente in discesa fino a raggiungere il Passo di Crocedomini (1895 m), che dal punto di vista orografico separa le Alpi Retiche meridionali dalle Prealpi Bresciane e Gardesane. Ci fermiamo per scattare Panoramaalcune foto e poi riprendiamo la pedalata dirigendoci verso il Passo di Maniva seguendo l’indicazione per Dosso dei Galli (9 km). L’asfalto lascia il posto allo sterrato e superiamo 1,7 km con una pendenza media del 7,1% e massima dell’11,8%. Oltrepassiamo il valico Poffa di Rondenino (2011 m) e finalmente la carrareccia spiana leggermente e ci concede meravigliosi panorami sulle vallate circostanti. Giriamo a fianco del monte Rondenino (2089 m) e continuiamo su sterrato arrivando al Passo di Lavena (1984 m) dove ci fermiamo per fotografare l’omonimo laghetto. Proseguiamo la pedalata su questa bellissima carrareccia e facciamo sosta alla fontana per ricaricare le borracce. Abbiamo notato che questo tratto di sterrato viene affrontato Lago di Lavenaanche con le bici da corsa. Infatti il fondo della carrareccia è compatto anche se in alcuni tratti è presente il ghiaietto che potrebbe elevare il rischio di eventuali forature. Continuiamo la pedalata sempre mantenendoci in quota, ritroviamo l’asfalto e affrontiamo la dura salita a tornanti fino al Passo della Bala (2129 m), punto più alto del percorso di oggi. Proseguiamo affrontando un altro breve tratto di sterrato e arriviamo alla Sella dell’Auccia (2013 m) caratterizzata dal Verrucano Lombardo, una roccia di colore rosso. Da qui è possibile fare una deviazione sulla sinistra (circa 850 metri) e raggiungere il Dosso dei Galli (2188 m) sede dalle grosse antenne della NATO. Noi proseguiamo dritto, iniziamo la discesa e ci fermiamo dopo poco per fotografare i laghi di Ravenola, sulla nostra destra. Proseguiamo per un altro breve tatto e raggiungiamo il Goletto di Ravenola (2071 m) dovePanorama fotografiamo il laghetto Dasdana, sul lato sinistro. Rimontati in sella percorriamo 660 metri e raggiungiamo il Passo Dasdana (2086 m) oggi velato da una leggera nebbiolina. La salita è finita. Indossiamo i giubbetti antivento e iniziamo la discesa che, dopo aver superato alcuni tornanti, ci permette, dopo 6,2 km con pendenza media negativa del 6,2%, di arrivare al bivio costellato di grossi cartelli pubblicitari. Qui prendiamo la breve salita sulla sinistra e arriviamo al Passo del Maniva (1664 m). Il cielo è coperto dalle nuvole e cominciamo a sentire l’aria fredda. Decidiamo allora di proseguire, sempre in discesa, seguendo l’indicazione stradale per Bagolino (12 km). Costeggiamo gli impianti invernali e a mano a mano che perdiamo quota l’aria si fa un poco più calda. Giunti ad un tornante, dove c’è una piccola chiesetta con fontana, ci fermiamo per mangiare un panino approfittando di qualche raggio di sole che fa capolino tra le nuvole. Dopo questa breve Dosso dei Gallipausa ci lanciamo in discesa prestando attenzione ai numerosi tornanti fino ad arrivare alle porte di Bagolino. Dal Passo di Maniva a qui abbiamo percorso 10,9 km con un dislivello medio negativo dell’8,3%. Giriamo a destra e percorriamo la SP669 entrando nella periferia di Bagolino. Seguiamo la strada principale fino al bivio dove, tenendo la sinistra, imbocchiamo via Castegnera Pineta e iniziamo nuovamente la salita fino ad arrivare a San Rocco. Da qui seguiamo lo stesso percorso dell’andata e dopo poco raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 03/09/2016. Per visualizzare altre foto: link

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  1. Passo Crocedomini
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  3. Passo di Blumone