Ligonchio - Lago Bargetana - Passo delle Radici - San Pellegrino in Alpe (Reggio Emilia) - 1° giorno

Località di partenza Ligonchio (949 m) Reggio Emilia
Lunghezza 46,4 km
Quota massima 1769 m lago Bargetana
Dislivello complessivo in salita 1716 m
Ciclabilità 100% - 33% asfalto e 67% sterrato
Arrivo Casone di Profecchia (1314 m) Lucca
Acqua lungo il percorso SI - Rifugio Segheria - Passo delle Radici - San Pellegrino
Parcheggio Ligonchio, via della pioppa - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende la strada provinciale 513R in direzione di Traversetolo e si prosegue verso San Polo d'Enza. Si continua sulla SP513R. Si passano i paesi di Ciano d’Enza, Cerezzola e Vetto fino a Castelnovo ne’ Monti. Si prosegue dritto fino a Busana dove si gira a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Ligonchio (18 km). Imboccata la SP18 si arriva fino a Ligonchio dove si parcheggia in una delle numerose aree di parcheggio.
Rifugio Bargetana1° giorno. Lasciamo l’auto nel parcheggio e dopo aver sistemato zaini e borse, partiamo in direzione del Passo di Pradarena, in compagnia di Corrado e Ferdinando. Giunti al bivio con via Ravinella giriamo a sinistra e iniziamo a salire. La strada asfaltata sale con decisione e superiamo nei primi 3,1 km un dislivello di 390 metri con pendenza media del 12,4%. L’asfalto lascia il posto allo sterrato e pedaliamo sulla Decauville che si mantiene sulla quota dei 1250 metri. Dopo 6,6 km dalla partenza giungiamo a Presa Alta, dove c’è un piccolo sbarramento del torrente Ozola e ci fermiamo per scattare una foto. Proseguiamo, in salita, sulla carrareccia dal fondo terroso e ben battuto, mantenendo il torrente Ozola sulla nostra destra. Superiamo alcuni tornanti raggiungendo i 1500 metri di quota dopo aver percorso, da Presa Alta, 2,6 km con pendenza media dell’8,5%. Oltrepassiamo il torrente Ozola e proseguiamo in direzione del rifugio Bargetana (1730 m). Dopo il rifugio continuiamo dritto verso il Passo di Lama Lite e giunti alla Lago Bargetanadeviazione per il lago Bargetana giriamo a destra. Lasciamo le biciclette all’inizio del sentiero, e ci incamminiamo a piedi fino a raggiungere le rive del lago Bargetana (1769 m), nelle cui acque si specchia il Monte Prado (2054 m). Il luogo è ricoperto di piante di mirtilli e lamponi e noi non resistiamo alla tentazione di raccogliere qualche manciata di questi gustosi frutti di bosco. Dopo questa pausa rimontiamo in sella alle nostre MTB e raggiungiamo il Passo di Lama Lite (1749 m) dove la segnaletica verticale indica a sinistra il Rifugio Battisti (ore 0,10) mentre proseguendo dritto Bocca di Massa (ore 1,30), Passo Forbici (ore 2,30) e Rifugio Segheria (ore 1). Giriamo a sinistra e velocemente raggiungiamo il Rifugio Cesare Battisti (1761 m) dove ci fermiamo per la pausa pranzo. Decidiamo di prendere anche il caffè, ma ci accorgiamo subito che si tratta di una brodaglia scura e riscaldata, servita in bicchierini di plastica. Lo consigliamo vivamente. Da qui è possibile osservare le più alte cime dell’Appennino, il Monte Prado (2054 m), il Monte Cusna (2120 m) Rifugio Cesare Battistie il Monte Cimone (2160 m). Da Ligonchio a qui abbiamo percorso 17,4 km superando un dislivello di 1029 metri. Ritorniamo al Passo di Lama Lite e iniziamo la discesa verso il Rifugio Segheria dell’Abetina Reale (1410 m) affrontando numerosi tornanti. Il luogo prende il nome dall'antica segheria costruita alla fine del XV secolo dal Ducato Estense e rimasta in funzione fino alla fine degli anni sessanta. L’Abetina costituisce un esempio di rimboschimento promosso dai Duchi d’Este. Ci fermiamo per ricaricare le borracce e poi seguiamo la segnaletica verticale indicante Passo Forbici (ore 0,45), Case di Civago (ore 1) e Rif. San Leonardo (ore 0,30). La carrareccia sale con regolarità attraverso un bosco di faggi che lascia filtrare qualche raggio di sole mantenendoci al fresco fino a giungere al Passo delle Forbici (1578 m), sul confine Tosco-Emiliano dove ci fermiamo per fotografare la piccola cappella delle Forbici e il monumento dedicato ai nove partigiani uccisi il Un tratto della carrareccia all'interno dell'Abetina Reale2 agosto del 1944. In questo luogo, ogni prima domenica di agosto si celebra una sagra in onore del poeta Giovanni Pascoli. Dal Rifugio Segheria Abetina Reale a qui abbiamo percorso 3,5 km con una pendenza media del 4,9%. La segnaletica verticale indica dritto Passo del Giovarello (ore 0,30), Passo delle Radici (ore 1,30) e SSP San Pellegrino (ore 2,15). Rimontiamo in sella e ci dirigiamo al Passo del Giovarello pedalando su sentiero dal fondo sassoso e un po’ sconnesso all’interno del bosco. Giunti al Passo del Giovarello (1663 m) ci fermiamo per ammirare il panorama e poi ci dirigiamo a piedi sulla cima del Monte La Nuda (1708 m). Il panorama che si gode da questa cima è vastissimo, dalla pianura padana alle cime delle Alpi Apuane che si ergono spoglie verso il cielo. Tornati al Passo seguiamo la segnaletica verticale indicante dritto Le Maccherie (ore 0,20), San Geminiano (ore 0,55) e Piandelagotti (ore 1,40). Sulla nostra destra si eleva il Monte Giovarello (1760 m) che rimane dentro il confine Toscano. Ci lanciamo in discesaPasso del Giovarello e l'omonimo Monte su carrareccia sterrata sconnessa e velocemente arriviamo al Rifugio Le Maccherie dove ci fermiamo per scattare una foto e ammirare l’area pic nic fornita di un grande barbecue. Proseguiamo ancora per un breve tratto in discesa poi riprendiamo a salire fino ad arrivare a San Geminiano (1480 m) dove teniamo la destra e proseguiamo, sempre in salita fino ad arrivare al Passo delle Radici (1529 m). Da Ligonchio a qui abbiamo percorso 34,1 km superando un dislivello di 1480 m. Ci attende l’ultima fatica della giornata, la dura salita, su asfalto, a San Pellegrino in Alpe. Seguiamo la segnaletica stradale indicante S. Pellegrino (2,5 km) e percorriamo il primo km con una pendenza media del 9,2% e massima del 12,8% fino ad arrivare al Passo del Lagadello (1592 m). Qui si trova la VIII cappelletta della via Crucis e il confine tra Modena e Lucca. Ci lanciamo in discesa e velocemente raggiungiamo San Pellegrino in Alpe (1524 m). Da qui si gode un ampio panorama sullaPasso delle Radici Garfagnana e le Alpi Apuane. Una leggenda locale narra che San Pellegrino delle Alpi, tentato dal Diavolo, dopo aver perso la pazienza, gli sferrò un tremendo schiaffo, facendogli attraversare l'intera valle, fino a farlo sbattere contro le Alpi Apuane. Quest’ultime vennero oltrepassate e bucate dal corpo del Diavolo, lasciando come traccia il Monte Forato (1234 m), un arco naturale di pietra lungo 15 m ed alto 12 m visibile, per l'appunto, da San Pellegrino in Alpe. Purtroppo oggi c’è un po’ di foschia e non riusciamo ad individuare il Monte Forato. Visitiamo il Santuario dove all’interno spicca il monumento contenente le spogli di San Pellegrino e San Bianco. Anche sul Santuario c’è una leggenda: alla morte di San Pellegrino iniziarono le contese su quale territorio dovesse sorgere il santuario a lui dedicato, se nella provincia di Modena o in quella di Lucca. La sorte fu lasciata al "destino"; le spoglie del santo furono caricate su un carro che era trainato da due indomiti torelli e dove essi si fossero fermati là sarebbe anche sorto il santuario.San Pellegrino in Alpe Le bestie si fermarono esattamente sul confine e così, da sempre, il santuario è virtualmente tagliato in due longitudinalmente e un lato è situato nel comune di Frassinoro, in provincia di Modena, e l'altro nel comune di Castiglione Garfagnana, in provincia di Lucca. Persino la teca contenente i resti dei due santi sarebbe in tal modo una proprietà condivisa e i santi si troverebbero con la testa in Emilia e i piedi in Toscana. Dopo la visita facciamo una breve sosta per un gelato con i mirtilli di bosco (3 €) e poi ci dirigiamo al punto panoramico Croce di Faggio. Da questo punto è possibile vedere il Santuario e il panorama verso le Alpi Apuane. Rimontiamo in sella alle nostre MTB e affrontiamo la salita fino al Passo del Lagadello lunga 1,5 km con pendenza media del 6,7% e massima del 14,8%. Scendiamo velocemente al Passo delle Radici e proseguiamo, in discesa, fino a Casone di Profecchia dove pernottiamo all’Albergo il Casone. 26/08/2016. Per visualizzare altre foto: link

2° giorno: Casone di Profecchia - Ligonchio


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