Val dal Fain - laghi e Passo della Forcola - Lej Minor (Pontresina - CH) Svizzera

Località di partenza Bernina Diavolezza (2080 m) Pontresina Svizzera
Lunghezza 22 km
Quota massima 2672 m Laghi della Forcola
Dislivello complessivo in salita 1012 m
Arrivo Bernina Diavolezza (2080 m) Pontresina Svizzera
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Funivia Diavolezza - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 fino a Tirano e dopo il Santuario della Madonna, alla rotonda, si gira a sinistra verso Campocologno. Oltrepassata la frontiera Italia/Svizzera a Campocologno si seguono le indicazioni per Poschiavo e poi si prosegue per il passo del Bernina. Si continua verso Pontresina e dopo poco, si arriva alla partenza della funivia del Diavolezza dove sulla sinistra c'è un ampio parcheggio libero
Val dal Fain (Valle del Fieno)13/08/2016. Lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio che si trova davanti alla partenza della funivia del Diavolezza, attraversiamo la strada e imbocchiamo il sentiero verso la Val dal Fain (Valle del Fieno), non segnalato. Iniziamo una leggera discesa che ci porta a intercettare la carrareccia che sale all’Alp la Stretta, dove troviamo la prima segnaletica verticale indicante Fuorcla Pischa, Alp la Stretta e Fuorcla Chamuera. Siamo a Pradatsch (2060 m), oltrepassiamo il ponte sul torrente Ova da Bernina e ci fermiamo a fotografare la piccola gola rocciosa scavata dalle sue acque. Le acque di questo piccolo torrente faranno molta strada, confluiscono nel fiume Inn, poi, a Passau, nel Danubio e infine sfociano nel Mar Nero. La carrareccia sale dolcemente e ci introduce nella Val dal Fain, un luogo meraviglioso che La Strettasi snoda tra i 2100 – 2500 metri di altitudine.  Sulla nostra sinistra si elevano le cime del Piz Albris (3166 m), Piz dal Fain (2908 m), il Piz Tschuffer (2918 m), il Piz Sagliaint (2945 m) e il Piz Chatscheders (2986 m), mentre sulla nostra destra il Piz Alv (2975 m) e il Piz Minor (3049 m). Alle nostre spalle svettano i ghiacciai del Monte Diavolezza che con il loro bianco abbagliante creano un magnifico contrasto con l’azzurro intenso del cielo. A mano a mano che ci inoltriamo nella valle le marmotte si fanno sempre più numerose e intraprendenti. Ci osservanoLa Stretta senza nascondersi nelle tane e si lasciano fotografare. Dopo 5,3 km dal parcheggio arriviamo all’Alp la Stretta (2427 m) dove la segnaletica verticale indica a sinistra la Fuorcla Chamuera (ore 1) e dritto La Stretta (ore 0,45).  Qui la carrareccia finisce nei pressi di una malga dove troviamo l’unica fontana di tutto il percorso, purtroppo però con il cartello PRIVATO. Da qui parte il sentiero in falsopiano. Camminiamo con il torrente Ova dal Fain sulla nostra destra e giunti davanti a due piccoli laghetti ci fermiamo per mangiarci una banana e ammirare quest’alpeggio, dove le mucche brucano liberamente. Dopo questa breve sosta riprendiamo il cammino, raggiungiamo La Stretta (2476 m), dove la segnaletica verticale indica la direzione verso Livigno. Oltrepassiamo il confine Svizzero al Passo Laghi di Forcoladel Fieno (2465 m), contrassegnato dal termine di confine riportante la data 1934, ed entriamo in Italia. Ancora pochi passi e giungiamo a La Còlma (2466 m) dove la segnaletica verticale indica dritto il Parcheggio P9 (ore 0,50)  e il Baitèl del Grass di Agnél (ore 0,50), mentre a destra I Lach de la Forcola (ore 0,40) e  La Forcola (ore 0,50). Dal Parcheggio a qui abbiamo percorso 7,9 km con una pendenza media del 7,1%. Giriamo a destra e iniziamo a salire fino a raggiungere un bivio, dove dritto si continua per i Lach de la Forcola (ore 0,25) mentre a sinistra si va verso La Forcola (ore 0,40). Proseguiamo dritto e dopo poco inizia la salita che,  con decisione eIl Laj Grand (Lago Grande) uno dei laghi di Forcola intervallata da tornantini secchi,  ci porta a i Lach de La Forcola (2656 m). Dal bivio a qui abbiamo percorso 800 metri con una pendenza media del 16,5%. Qui c’è l’atmosfera di un luogo incantato. La bellezza dei laghetti alpini e delle circostanti vette alpine contribuiscono a rendere magico questo luogo. L’acqua è così limpida che le montagne vi si specchiano dentro perfettamente. Oltrepassiamo i primi due laghetti, costeggiamo il terzo laghetto e ci dirigiamo in leggera salita verso le rocce per ammirare il Lej Grand (lago Grande) in tutta la sua bellezza. Questo è il punto più alto dell’itinerario di oggi (2663 m). Volendo è possibile effettuare il periplo dei laghi in circa 40 minuti. Dopo le foto torniamo indietro e Un tratto del sentiero che sale verso il Passo del Berninagiunti al terzo laghetto teniamo la sinistra e arriviamo all’ultimo laghetto.  Lungo il percorso ci fermiamo a fotografare i numerosi fiorellini azzurri e i piccoli mazzetti di fiorellini rosa.  Ancora pochi passi e raggiungiamo il punto da cui abbiamo iniziato il giro dei laghetti.  Imbocchiamo lo stesso sentiero in discesa e giunti al bivio seguiamo la segnaletica verticale indicante La Forcola. Il primo tratto del sentiero è bello ma poi, purtroppo, si trasforma in uno stretto sentiero molto esposto. Nonostante alcuni tratti attrezzati con catena, il sentiero non è agevole e per chi soffre di vertigini trovarsi vicino allo strapiombo non è affatto una piacevole sensazione. Auspichiamo, in un prossimo futuro, che lungoForcola Minor, panorama verso il Lej Minor e il Piz Alv questo tratto venga installata una staccionata, in legno o acciaio, che dia più sicurezza ai numerosi turisti che dal Passo della Forcola, insieme ai propri figli piccoli, si recano ai laghetti.  Con fatica percorriamo questi 800 metri e finalmente raggiungiamo il Passo della Forcola (2315 m), dove c’è la dogana italiana. La segnaletica verticale indica Forcola Minor (ore 0,45), Lagalb (ore 1,50) e Passo del Bernina (ore 1,30). Imbocchiamo il sentiero abbastanza largo, percorso anche dalle MTB, e ci fermiamo al primo laghetto per mangiarci un panino al prosciutto crudo.  Dopo questa breve sosta ci rimettiamo in cammino salendo gradatamente verso il Passo del Bernina. Sotto di noi passa la strada Lej Minor e Piz Alvasfaltata che dal Bernina porta a Livigno, mentre di fronte possiamo ammirare la mole sabbiosa de I Gessi (2411 m) dove, per uno strano gioco di prospettiva, un pinnacolo ha la fattezza di una persona per metà nella sabbia, che porta un fardello sulla schiena. Proseguiamo la salita fino ad arrivare a Fourcla Minor (2435 m) dove la segnaletica verticale indica a destra Lej Minor (ore 0,15) e Staz. Bernina Lagalb (ore 1¼) mentre a sinistra Val dal Bugliet (ore 0,25) e Ospizio Bernina (ore 1¼). Il panorama che si gode da questo punto è meraviglioso, sotto di noi c’è il Laj Minor incastonato fra le pareti rocciose a sinistra del Piz Lagalb (2959 m) e a destra del Piz Minor (3049 m) mentre di fronte si erge il Piz Alv (2975 m) caratterizzato dal suo colore bianco. Iniziamo la discesa fermandoci subito in riva ad un piccolo laghetto contornato dai fiori bianchi di Eriophorum (erba di cotone) dove una piccola rana nuota Il ghiacciaio del Monte Diavolezzanell’acqua limpidissima. Proseguiamo la discesa nella Val Minor fino ad arrivare in riva al Lej Minor dove facciamo una sosta. Loredana approfitta della sosta per immergere i piedi nell’acqua ghiacciata. Riprendiamo il cammino, raggiungiamo il secondo laghetto e ci portiamo sulla sponda destra, sempre seguendo l’evidente sentiero. Continuiamo a camminare fino ad arrivare al piazzale della funivia Lagalb, dove attraversiamo la strada che scende a Pontresina e ci dirigiamo alla stazione. Attraversiamo i binari e poi seguiamo una flebile traccia di sentiero che, piegando verso destra, ci conduce fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Per visualizzare altre foto: link

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