Tirano - Cavaione - Col d'Anzana - Lughina (Sondrio)

Località di partenza Tirano (430 m) Sondrio
Lunghezza 37,6 km
Quota massima 2224 m Col d'Anzana
Dislivello complessivo in salita 1877 m
Ciclabilità 97% - 50% asfalto, 47% sterrato e 3% a piedi
Arrivo Tirano (430 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Cavaione - Rifugio Alpe Pescia - Ramaione - Novaglia
Parcheggio libero Tirano, prima della Basilica sulla sinistra - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SS38 in direzione di Tirano. Passato il paese di Villa di Tirano, dopo la prima rotonda si prosegue per circa 85 metri e si gira a sinistra dove c’è un ampio parcheggio gratuito.
CavaioneDal parcheggio imbocchiamo la pista ciclabile che costeggia il torrente Poschiavino. Procediamo sempre lungo il torrente fino a quando sulla nostra destra, dopo aver percorso circa 560 metri, troviamo un ampio piazzale sterrato. Lasciamo la ciclabile  e attraversiamo i binari portandoci su Via Bernina, la strada che conduce alla dogana di Campocologno. Ricordarsi di portare i documenti d’identità validi per l’espatrio. Passate la dogana italiana e quella Svizzera inizia una bella salita con pendenza del 9,5% fino ad arrivare a Campocologno. Dopo un tratto in piano c’è il passaggio a livello. Si attraversano i binari e si lascia la strada 29 del Bernina appena dopo il ponte sul torrente Poschiavino e si prende il sentiero sterrato sulla sinistra. Costeggiamo il torrente Poschiavino mantenendolo sulla nostra sinistra. Dopo poco la strada sterrata lascia il posto all’asfalto. Si gira a sinistra, si passa il torrente Poschiavino e, continuando a pedalare in leggera salita, manteniamo il torrente sulla nostra destra. Si attraversa il piccolo Cavaione: panorama verso Tiranonucleo abitato di Zelende e si prosegue, sempre su strada asfaltata. Poco prima del campo sportivo si gira a sinistra e si inizia a salire con decisione verso Cavaione. Dopo la curva a sinistra inizia un tirone lungo 1,7 km con una pendenza media del 11,9%. Superato il primo tornante di Monte Scala la strada continua a salire regalando splendide vedute verso Viano e Brusio. Alle nostre spalle lasciamo il panorama su Tirano e sulle Alpi Orobie. Affrontiamo alcuni tornanti e poi un altro tirone lungo 1,9 km con pendenza media del 6,9 %. Prima di superare una breve galleria ci fermiamo per fotografare Cavaione, che si trova proprio di fronte a noi. Saliti in sella superiamo la galleria, oltrepassiamo il ponte sul torrente Saent, l’unico tratto in piano di tutto il percorso, e riprendiamo a salire, verso il paese, percorrendo 1 km con una pendenza media del 13%. Giunti all’inizio del paese di Cavaione (1264 m) ci fermiamo per una foto e poi procediamo in salita fino ad arrivare in un piazzale dove c’è una fontanella. La segnaletica verticale indica Bastian (ore 0,40), Pescia Bassa (ore 2), Loredana affronta un tornante verso Pescia AltaPescia Alta (ore 2 ¾) e Col d’Anzana (ore 3 ¼). C’è anche la freccia di colore rosso dedicata alla MTB che con il numero 434 indica la direzione per il Col d’Anzana. Proseguiamo dritto per 1,1 km con pendenza media del 12,3% fino a raggiungere la chiesa dove ci fermiamo per fotografare il panorama. Rimontati in sella proseguiamo in salita fino ad arrivare a Bastian (1485 m) dove la segnaletica verticale indica, a sinistra, Pescia Bassa (ore 1 ¼), Pescia Alta (ore 2) e Col d’Anzana (ore 2 ½). Giriamo a sinistra e imbocchiamo la carrareccia sterrata lasciando l’asfalto che proseguiva verso Bratascia (ore 0,35). La carrareccia è molto bella, il fondo ben battuto permette un’ottima presa alle ruote tassellate delle nostre MTB e dopo aver percorso 3,1 km con pendenza media del 10,9% arriviamo a Pescia Bassa (1832 m). La segnaletica verticale indica dritto Pescia Alta (ore 0,45), Col d’Anzana (ore 1 ¼) e Lagh da la Regina (ore 2 ¼). Continuiamo suRifugio Anzana questa bella carrareccia e dopo aver superato un tornante notiamo con sorpresa che lo sterrato si trasforma in un fondo ancora più compatto che facilita la pedalata in salita. E’ doveroso fare i complimenti all’Amministrazione svizzera che anche in questo caso ha dimostrato l’eccellenza nella manutenzione delle caserecce. E’ un piacere percorrere questo tratto di itinerario e pedaliamo immersi dalla natura guadagnando quota costantemente. Arrivati al Rifugio Anzana (2050 m) ci attende un’altra sorpresa, una cosa che in Italia è impensabile….un bar self service. Un semplice armadietto in metallo contiene le bottigliette di vino, birra, coca cola, succhi e altri generi alimentari mentre all’esterno c’è l’elenco dei prezzi (in franchi svizzeri) e una piccola cassettina dove inserire i soldi. Increduli, abbiamo verificato se in effetti nell’armadietto c’erano le bevande indicate nell’elenco e …. si, erano presenti! All’esterno del Rifugio ci sono varie sculture in legno rappresentanti alcuni animali selvatici quali l’aquila,Loredana a Col d'Anzana l’orso, lo scoiattolo, il gallo cedrone, il picchio, ecc. C’è anche una fontanella per chi volesse rifornire la borracciacon acqua fresca. Proseguiamo sulla carrareccia ancora per pochi metri fino ad arrivare a Pescia Alta (2055 m) dove la segnaletica verticale indica a sinistra Col d’Anzana (ore 0,40), Lagh da la Regina (ore 1 ¼) e Lagh dal Mat (ore 1 ¾) mentre proseguendo dritto si arriva a Li Piani (ore 0,35). Da Tirano a  qui abbiamo percorso 18 km superando un dislivello di 1645 metri con una pendenza media del 9,1%. Lasciamo la bella carrareccia e ci incamminiamo lungo il sentiero che risale il prato seguendo i segnavia bianco-rosso-bianco. Camminiamo spingendo la bicicletta per 1,3 km superando un dislivello di 160 metri con pendenza media dell’11,8% e, dopo circa mezz’ora, arriviamo finalmente a Col d’Anzana (2224 m). La segnaletica verticale indica dritto Lughina (ore 1 ¾) mentre a destra Lagh da la Regina (ore 0,50), Lagh dal Mat (ore 1 ¼) e Bocchetta Meden (ore 0,45). Facciamo una breve sosta per le foto di rito e valichiamo il confine Svizzero ed entriamo in Italia. Qui troviamo la classica segnaletica verticale italiana indicante Tirano (ore 4,30), Prato Valentino (ore 3,20) e la freccia di colore rosso con il numero B301 dedicata alla MTB. Continuiamo a spingere le MTB anche in discesa fino ad immetterci sul sentiero che a sinistra scende verso Lughina e a destra sale al Passo del Meden. Giriamo a sinistra e proviamo a risalire in sella. Il sentiero è un single track molto tecnico e bisogna prestare la massima attenzione ai numerosi sassi sparsi lungo il percorso.Col d'Anzana In alcuni tratti è consigliabile scendere di sella e spingere le MTB piuttosto che rischiare una brutta caduta che rovinerebbe la giornata. Con la massima concentrazione iniziamo questa discesa con le mani sempre sui freni apprezzando ancor di più le nostre MTB bi-ammortizzate che riescono ad assorbire tutte le asperità del terreno. Giunti ad un bivio, poco prima di Lughina, notiamo un cartello appeso alla segnaletica verticale. Si avvisano i bikers che a 300 m inizia un tratto molto pericoloso e pertanto si suggerisce di condurre la bicicletta a mano. Sulla destra invece parte un sentiero  che dopo 85 m si trasforma in una comoda carrareccia che porta a Lughina. Decidiamo di girare a destra. Velocemente ci lanciamo in discesa e percorriamo 2,4 km con pendenza media negativa del 12% poi affrontiamo una leggera salita lunga 600 metri con pendenza media del 5,5% e finalmente arriviamo a Lughina (1468 m), dove facciamo una breve sosta davanti al piccolo laghetto. LughinaDal Col d’Anzana a qui abbiamo percorso 8 km di discesa superando un dislivello negativo di 804 metri con pendenza media negativa del 9,4%. Siamo sempre sul confine Italo-Svizzero e per un piccolo tratto varchiamo nuovamente il confine fino a raggiungere la segnaletica verticale svizzera indicante Tirano (ore 2 ¾) a destra, mentre proseguendo dritto (solo trekking) Piana (0,35 ore), Rossal (1,15 ore) e Cavaione (2 ore). Eravamo passati di qui durante un trekking nel mese di febbraio 2016 (link). Proseguiamo la discesa, entriamo nuovamente in Italia, passiamo sotto le rovine della ex caserma della Guardia di Finanza e ci immettiamo nuovamente sulla carrareccia che prosegue la discesa verso Tirano. Per gli appassionati di Down Hill la segnaletica verticale dedicata alla MTB prosegue dritto imboccando la ripida mulattiera molto tecnica che conduce appena dopo Tovaglia. Noi optiamo per la più rilassante carrareccia che in tutta tranquillità e con vari tornanti conduce a Piatta e a Ramaione. Qui ritroviamo l’asfalto e proseguiamo verso Novaglia, affrontiamo una serie di stretti tornantini e arriviamo a Villa di Tirano. Qui giriamo a sinistra e ci immettiamo a fianco della SS38 percorrendone un breve tratto in sicurezza sul marciapiede fino al ponte che oltrepassa il torrente Poschiavino. Giriamo a sinistra e, su sterrato, raggiungiamo l’altro ponte ciclopedonale, lo oltrepassiamo, giriamo a destra e dopo pochi metri raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 17/08/2016. Per visualizzare altre foto: link

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