Poira di Civo - Pra Socc - Bivacco Bottani Cornaggia (Sondrio)

Località di partenza Poira di Civo (1066 m) Sondrio
Lunghezza 11,9 km
Quota massima 2351 m vicino al bivacco Bottani Cornaggia
Dislivello complessivo in salita 1326 m
Arrivo Poira di Civo (1066 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Pra Socc - prima dell'Alpe Visogno
Parcheggio libero Poira, davanti alla chiesa - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Morbegno. Arrivati ad Ardenno, poco prima del ponte sul torrente Masino, si gira a destra sulla SP9 seguendo l’indicazione stradale per Valmasino. Giunti al bivio in località Ponte del Baffo si gira a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Cevo e Civo. Si oltrepassano i paesi di Cevo e Caspano proseguendo sulla SP10 dei Cech. Dopo la frazione Chempo si gira a destra seguendo l’indicazione stradale per Roncaglia e Poira. Oltrepassato Roncaglia si continua dritto fino a Poira dove la strada finisce nel piazzale di fronte alla chiesa.
Alpe VisognoLasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo per pochi metri lungo la strada fino ad arrivare al bivio dove la segnaletica verticale indica Pra Soccio. Camminiamo su una comoda carrareccia fra bellissime e ben tenute baite di vacanza costruite in pietra. Giunti all’inizio del sentiero la segnaletica verticale indica Bivacco Bottani, Tre Cornini e Oratorio 7 fratelli, senza nessuna indicazione inerente i tempi di percorrenza. Il sentiero sale con decisione attraverso il bosco che ci mantiene costantemente all’ombra. Ogni tanto ci fermiamo per Bivacco Bottani Cornaggiamangiare qualche fragolina di bosco che in questa stagione sono numerose e mature. A mano a mano che saliamo possiamo ammirare il panorama verso il Monte Legnone e le Alpi Orobie. Dopo aver percorso 2,1 km con pendenza media del 27,3%, giungiamo a Pra Socc (1640 m) (“prato asciutto, dove c’è una fontanella. Da questa posizione si ha una magnifica vista sul Culmine di Dazio, il fiume Adda verso Sondrio e i paesi di Traona e Morbegno. Dopo aver scattato alcune foto proseguiamo la salita, passiamo a fianco delle baite Bivacco Bottani Cornaggiae procediamo sul prato. Non ci sono indicazioni e pertanto facciamo affidamento alla traccia precaricata sul Garmin. Dalla partenza a qui abbiamo notato la totale assenza dei segnavia bianco-rosso e l’insufficiente segnaletica verticale. Giunti poco più in alto, dove ci sono altre baite, giriamo a destra e continuiamo a salire su sentiero evidente. Finalmente iniziamo a trovare i classici segnavia bianco-rosso e procediamo senza difficoltà fino ad arrivare in uno slargo, dove ci fermiamo alla fontana per ricaricare la borraccia. Siamo a quota 1840Panorama m e continuiamo a salire fino a giungere all’Alpe Visogno dove troviamo la segnaletica verticale indicante il Bivacco Bottani (1 ora) e il rifugio Volta (5 ore). Da Pra Socc a qui abbiamo percorso 1,5 km con pendenza media del 24,2%. Continuiamo a camminare sovrastati dalla bella catena montuosa che sovrasta il Bivacco Bottani e finalmente lo individuiamo fra le rocce grazie al colore rosso vivo. Dopo aver attraversato un tratto pianeggiante iniziamo nuovamente una dura salita che, serpeggiando fra rocce e erba, ci porta fino al Bivacco Bottani Cornaggia (2327 m). Bivacco Bottani CornaggiaDall’Alpe Visogno a qui abbiamo percorso 1,5 km con pendenza media del 21,1%. Il bivacco, dedicato agli alpinisti Nino Bottani e Siro Cornaggia è molto carino e tenuto splendidamente. Ci sono 5 posti letto e un tavolo con due panche. Sono presenti due mobiletti contenenti generi alimentari e stoviglie e un fornelletto a gas. All’esterno è presente un tavolo in granito con panche e alla base del bivacco c’è una fontanella con acqua non potabile. Approfittiamo del tavolo esterno e ci mangiamo Panoramaun paio di panini ammirando lo splendido panorama. Dopo questa pausa decidiamo di proseguire e ci dirigiamo verso la Cima del Colino (2400 m). Purtroppo non c’è traccia di segnavia e solo grazie al Garmin riusciamo a mantenerci nella giusta direzione. Giunti ad un punto da dove parte la discesa notiamo che non ci sono tracce né di sentiero né di segnavia bianco rossi. Decidiamo di tornare indietro percorrendo lo stesso itinerario fatto in salita.  30/07/2016. Per visualizzare altre foto: link

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