Piateda - Vedello - lago di Scais - Vedello - Briotti (Sondrio)

Località di partenza Piateda (300 m) Sondrio
Lunghezza 42,6 km
Quota massima 1557 m Lago di Scais
Dislivello complessivo in salita 1384 m
Ciclabilità 100% - 60% asfalto e 40% sterrato
Arrivo Piateda (300 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Dosso Piano - Previsdomini - Agneda - Gaggio - Carolo
Parcheggio libero Piateda, via Ragazzi del '99 - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano. All’altezza di Poggiridenti si gira a destra e superiamo il sottopasso della ferrovia fino all’incrocio con via Amonini. Si gira a sinistra e si prosegue fino alla chiesa di Piateda dove imbocchiamo a sinistra la stradina, Via Ragazzi del '99, che porta al parcheggio libero.
La chiesa di San Bartolomeo Apostolo, poco prima di VedelloLasciamo l’auto nel parcheggio, torniamo verso l’incrocio principale e giriamo a sinistra pedalando sulla SP45 di Piateda. Dopo aver passato il New Messico (discoteca inaugurata negli anni ‘80) svoltiamo a destra in via Dosso Piano seguendo l’indicazione stradale indicante Piateda Alta (6 km) e iniziamo a salire. Siamo sul versante orobico della Valtellina. La strada, tutta asfaltata, ha una pendenza costante che permette di impostare una pedalata regolare. Dopo 3,3 km con pendenza media del 6,2% arriviamo a Previsdomini. Proseguiamo sempre in salita e giunti alle porte di Monno, al bivio, Un tornante verso Agnedaimbocchiamo la strada sulla destra seguendo le indicazioni stradali indicanti Vedello (6 km), Agneda (7 km) e Ambria. La strada, dopo circa 500 metri in falsopiano inizia a salire, pedaliamo per 4,1 km con pendenza media del 7,6% arrivando alla chiesetta di San Bartolomeo Apostolo e mantenendo il torrente Venina sulla nostra destra. Proseguiamo, sempre in salita, per altri 900 metri con pendenza media del 9,1% fino ad arrivare alla centrale elettrica di Vedello, dove proseguiamo dritto in direzione di Agneda. Oltrepassiamo il ponte sul torrente Caronno e proseguiamo in forte salita sulla strada recentemente asfaltata che porta ad Agneda. DAgneda: Sant'Agostinoopo circa un chilometro raggiungiamo Agneda (1228 m), dove passiamo davanti alla chiesetta di Sant’Agostino. Dal ponte sul torrente Caronno a qui abbiamo percorso 1,4 km con una pendenza media dell’11,6%. Superato il piccolo borgo ci troviamo di fronte un ampio pianoro che attraversiamo pedalando sulla strada sterrata. Lungo il percorso incontriamo un parcheggio sulla destra e un’area attrezzata corredata di un pannello didattico. Proseguiamo sulla carrareccia (chiusa ai veicoli non autorizzati) e dopo un breve tratto in leggera salita affrontiamo una serie di ripidi tornanti dal fondo Agneda: il tratto di carrareccia veso i tornanti del lago di Scaiscementato fino a raggiungere un bivio, dove la segnaletica verticale indica sulla sinistra il rifugio Mambretti (2 ore). Dall’inizio dei tornanti a qui abbiamo percorso 1 km con pendenza media del 14,5% e massima del 18,3%. Proseguiamo sempre in salita fino ad avvistare il muro di contenimento della diga di Scais. Affrontiamo gli ultimi due tornanti con pendenza media del 16,6% e finalmente arriviamo al lago di Scais (1500 m). Proseguiamo su carrareccia sterrata costeggiando il lago per tutta la sua lunghezza fino a quota 1557 metri. Davanti a noi, sull’altra sponda del lago, La diga di Scaispossiamo notare un paio di abitazioni edificate sulla riva. Torniamo indietro percorrendo la stessa strada fino ad arrivare a Vedello dove, dopo la centrale idroelettrica imbocchiamo sulla destra la ex decauville (non ci sono indicazioni). La Decauville è una ferrovia a scartamento ridotto progettata dall’ingegnere francese Paul Decauville nel 1873. Dopo poche centinaia di metri incontriamo la prima galleria, scavata nella roccia viva (è consigliabile munirsi di torcia frontale). Posizioniamo la pila frontale sul casco e affrontiamo il primo tratto. Lungo il percorso oltrepassiamo diverse gallerie, più o meno lunghe. Suggeriamo di Una galleria della Decauvilleprestare attenzione al fondo delle gallerie, perché è cosparso di un grosso pietrisco che mette a repentaglio la stabilità della bici. Dopo aver superato senza difficoltà una decina di gallerie percorriamo in tutta tranquillità la comoda pista ciclabile. Di tanto in tanto oltrepassiamo i ponti in ferro dove sono ancora presenti gli antichi binari del trenino. Pedaliamo sempre in piano fino ad arrivare alla fine del primo tratto di decauville dopo aver percorso 4,4 km con pendenza negativa dello 0,4%, fino alla strada asfaltata. Giriamo a destra, percorriamo circa 300 m in salita, costeggiando il piccolo bacino artificiale di Gaggio, sulla nostra sinistra. Sempre a sinistra imbocchiamo la strada in discesa che ci porterà sul secondo tratto della decauville. La pista ciclabile si snoda tra gli alti fusti Il bacino artificiale di Gaggiodi pini e larici, costeggiando la montagna. Dopo pochi chilometri la vista si apre su alcune baite e sulle Alpi Retiche. Alla fine di questo tratto, prendiamo la carrareccia a destra (qui c’è un cartello giallo che indica “pista ciclabile Briotti”) e superate due baite continuiamo sul sentiero ciclabile fino a Briotti (1045 m). Il secondo tratto di decauville è lungo 5,5 km con pendenza negativa dello 0,4%. Facciamo una breve sosta per mangiare un panino prima di imboccare la discesa, su asfalto, che in poco tempo ci conduce al Santuario di San Luigi a Sazzo. Consigliamo una breve visita. Imbocchiamo di nuovo la discesa che ci porterà direttamente sulla pista ciclabile “Sentiero Valtellina”. Giriamo a sinistra, percorriamo 2,6 km pedalando con il fiume Adda sulla nostra destra e oltrepassando i paesi di Carolo e Boffetto fino ad arrivare a Piateda dove avevamo lasciato l’auto. 28/07/2016. Per visualizzare altre foto: link

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