Bormio - San Nicolò - Niblogo - Val Zebrù - rifugio V Alpini (Sondrio)

Località di partenza Bormio (1082 m) Sondrio
Lunghezza 39,7 km
Quota massima 2751 m poco prima del rifugio V Alpini
Dislivello complessivo in salita 1800 m
Ciclabilità 87% - 42% asfalto, 45% sterrato e 13% a piedi
Arrivo Bormio (1082 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Uzza - S. Nicolò - Niblogo - Baita Zebrù - Baita del Pastore
Parcheggio libero Via Don Silvio Bertola - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 fino a Bormio. Giunti su via Milano si gira a destra imboccando via Don Silvio Bertola dove c’è un bel parcheggio.
San NicolòLasciamo l’auto nel comodo parcheggio e imbocchiamo subito la pista ciclabile che si snoda a fianco del torrente Frodolfo. Pedaliamo mantenendo il torrente sulla nostra destra poi pieghiamo verso sinistra rimanendo sempre sulla pista ciclabile. Giunti all’incrocio con la SP29 (via Don Evaristo Peccedi) giriamo a destra, proseguiamo per circa 100 metri, poi giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Santa Caterina e Passo Gavia. Pedaliamo sempre sulla SP29 (Via Ezio Vanoni) mantenendo il torrente Frodolfo sulla nostra Un tratto della carrareccia vicino alla baita Zebrùdestra. La strada sale costantemente, oltrepassiamo Uzza e proseguiamo fino a San Nicolò dove giriamo a sinistra imboccando Via Sascin. Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 4 km con una pendenza media del 5,9%. Inizia adesso la salita vera, i primi 500 metri hanno una pendenza media dell’8,1%, oltrepassiamo Paris (1465 m), Adam (1520 m) e arriviamo a Niblogo (1600 m) dove l’asfalto finisce. Da San Nicolò a qui abbiamo percorso 3,4 km con una pendenza media dell’8,2%. Siamo nel Parco Nazionale dello Stelvio e da adesso in poi ci aspetta una carrareccia sterrata dal fondo terroso e compatto, ottimo per le MTB. Solo in alcuni punti, dove si sono verificate alcune frane, si trova del ghiaione, la cui compattezza permette alle ruote delle nostre biciclette di non affondare. Pedaliamo in tutta tranquillità godendo del panorama e del rumoroso gorgheggiare del torrente Zebrù che rimane sulla nostra destra. Oltrepassiamo un ponticello di legno e giungiamo ad un incrocio dove la segnaletica verticale indica dritto, con il numero 529, Baita del Pastore (2,40 ore), Rifugio V Alpini (4,50 ore) mentreSopra la baita del Pastore in Val Zebrù a destra con il numero 527 si prosegue per Pradaccio (ore 0,40). Noi proseguiamo dritto mantenendo il torrente Zebrù sulla nostra sinistra e affrontiamo una dura salita lunga 670 metri con pendenza media del 14,9%. Adesso la carrareccia prosegue in falsopiano fino ad arrivare al primo pannello didattico dal titolo ”Le valanghe: il frigorifero del Gipeto”. Proseguiamo in falsopiano, oltrepassiamo il ponte sul torrente Zebrù e iniziamo a salire fino a Sebrù dal Giardin (1866 m) dopo aver percorso dal ponte 1,1 km con pendenza media del 10,3%. Proseguiamo su questa stupenda carrareccia ben segnalata e con molti cartelli indicanti l’altitudine, molto utili  al ciclo-escursionista per dosare le proprie forze. Raggiungiamo il rifugio Campo (2000 m) eVerso il rifugio V Alpini continuiamo seguendo la segnaletica verticale indicante Baita del Pastore (0,40 ore) e Rifugio V Alpini (3 ore). Percorsi altri 2 km con pendenza media dell’8,2% giungiamo alla Baita del Pastore e proseguiamo in salita per altri due tornanti prima di scendere definitivamente di sella. Spingiamo le MTB per circa 300 metri su pendenza del 18,1% rendendoci conto che è impossibile proseguire pedalando e così decidiamo di lasciare le biciclette nel mezzo di una macchia di pini mughi. Ci incamminiamo lungo la carrareccia circondati da panorami fantastici e guardati a vista dal Monte Zebrù (3724 m) e dal Grande Zebrù (3851 m). Dopo una ripidissima salita appare il Rifugio V Alpini arroccato su di uno sperone roccioso ancora circondato dalla neve. Continuiamo a camminare su fondo In vista del rifugio V Alpinighiaioso e molto in pendenza fino ad arrivare alla base dello sperone roccioso dove poggia il rifugio. Qui la segnaletica verticale indica il Rifugio V Alpini (0,25 ore). Saliamo ancora per un breve tratto ma poi siamo costretti a fermarci perché il sentiero, in netta pendenza, è completamente ricoperto di neve. Abbiamo percorso gli ultimi 300 metri con un dislivello del 31,2% e siamo a quota 2751 metri. Ci mancano da percorre poco meno di 270 metri per poter superare il dislivello di 126 metri che ci separa dal Rifugio (2877 m). Nel frattempo arriva un escursionista, che, dopo aver constatato anche lui l’impossibilità a proseguire, decide di non rischiare e torna indietro. Ci incamminiamo in discesa stando attenti a non scivolare e rimpiangiamo di non avere con noi i bastoncini da Rifugio V Alpinitrekking che in questa occasione sarebbero stati utilissimi. In poco tempo arriviamo nel punto in cui avevamo lasciato le nostre MTB e, dopo una breve sosta mangereccia, rimontiamo in sella e ci lanciamo in discesa percorrendo a ritroso la stessa strada dell’andata. Giunti a San Nicolò, di fronte all’omonima chiesa, ci fermiamo perché abbiamo notato che poco più in basso c’è una pista ciclabile. Non ci sono cartelli che la indicano e così imbocchiamo un breve sentiero e ci immettiamo sulla ciclabile che si snoda a fianco del torrente Frodolfo. L’asfalto è nuovo e grazie alla pendenza a noi favorevole voliamo verso Bormio. Oltrepassato il ponte sul torrente Frodolfo continuiamo a perdere quota grazie ad un paio di stretti tornanti poi l’asfalto finisce e proseguiamo su sterrato. Affrontiamo un paio diPanorama dure salite, continuiamo lungo un prato e poi in discesa imbocchiamo via Sassello dove ritroviamo l’asfalto. Proseguiamo su via Campolungo, tutta acciottolata, via Zuccola, in cubetti di porfido, e giungiamo in piazza del SS. Crocifisso dove c’è una fontana e la chiesa dedicata a Sant’Antonio (1356) conosciuta anche come chiesa del Santissimo Crocifisso. Giriamo a destra su via al Crocifisso e poi a sinistra imboccando via Coltura. Giriamo a destra e oltrepassiamo il torrente Frodolfo e la SP29 grazie alla passerella pedonale dedicata a Giuseppe Marelli. Giriamo a sinistra su via dei Molini, attraversiamo la SP29 e riprendiamo la pista ciclabile che avevamo percorso al mattino arrivando fino al parcheggio. 01/07/2016. Per visualizzare altre foto: link.

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