Chiareggio - Val Sissone - Rifugio Del Grande/Camerini - Alpe Vazzeda (Sondrio)

Località di partenza Chiareggio (1600 m) Sondrio
Lunghezza 12,1 km
Quota massima 2580 m Rifugio Mario Del Grande e Remo Camerini
Dislivello complessivo in salita 1074 m
Arrivo Chiareggio (1600 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Alpe Forbesina
Parcheggio libero Chiareggio, alla fine del paese - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP15 fino a Chiesa in Valmalenco, poi si seguono le indicazioni per la località di Chiareggio. Dopo circa 11 km si arriva a Chiareggio.
Val SissoneLasciamo l’auto nel parcheggio libero lungo il greto del torrente Mallero e iniziamo a camminare verso la Cima di Vazzeda (3300 m). Già in lontananza possiamo vedere il rifugio intitolato a Mario Del Grande e Remo Camerini. Oltrepassiamo il ponte di legno sul torrente Mallero e troviamo la segnaletica verticale indicante, a destra, il rifugio Del Grande – Camerini (3 ore) mentre dritto, Forbesina (o Forbicina) e Val Sissone. Noi proseguiamo dritto sulla carrareccia e arriviamo a Forbesina, nei pressi di un piccolo nucleo di baite ormai in rovina. La segnaletica verticale indica dritto rifugio DelMonte Disgrazia Grande – Camerini (3,40 ore), Alpe Laresin (0,10 ore) mentre a sinistra Giro dei tre ponti, Alpe Ventina – Rifugio Gerli - Ventina (0,50 ore), Passo Ventina (3,30 ore) e Ghiacciaio del Ventina (2,30 ore). Procediamo verso l’Alpe Laresin (1720 m) che raggiungiamo dopo aver percorso, da Forbesina, 500 metri con una pendenza media del 9,7%. Da qui costeggiamo il torrente Val Sissone e ci addentriamo nell’omonima valle dominata dal Monte Disgrazia (3678 m). Proseguiamo alternando pietraie e macchie di larici mantenendo il torrente Val Sissone Monte Disgraziacostantemente sulla nostra sinistra. Il sentiero è costellato di una varietà incredibile di fiori. Siamo molto contenti di aver scelto questa via di salita verso il rifugio, molto più lunga ma molto panoramica. (Per visualizzare i fiori: link). Giunti a quota 2000 metri il sentiero piega decisamente verso destra e inizia a salire con più decisione. Dall’Alpe Laresin a qui abbiamo percorso 2,3 km con una pendenza media del 13,7%. A mano a mano che saliamo la vista sulla vedretta del Monte Disgrazia si fa sempre più grandiosa e in lontananza possiamo ammirare la piana di Chiareggio. Giunti su di un pianoro troviamo la segnaletica verticale indicante drittoCorna di Sissone: panorama verso Chiareggio il rifugio Del Grande – Camerini (2 ore) e a sinistra il Passo di Mello (3 ore). Dall’inizio del sentiero che piegava verso destra a qui abbiamo percorso circa 400 metri con una pendenza media del 33,8%. Approfittiamo per fare una sosta e goderci lo stupendo panorama. In questo punto ci troviamo ormai all’altezza della vedretta del Disgrazia con i suoi seracchi e volgendo lo sguardo verso destra possiamo vedere il Passo di Mello (2992 m), ancora ricoperto di neve, le tre Cime di Chiareggio, ovvero la Cima Meridionale (3093 m), la Cima Centrale (3107 m) e la Cima Settentrionale detta anche Punta Baroni (3203 m) e il Monte Sissone (3330 m). Riprendiamo il cammino e Un prato fiorito sotto le Cime di Rosso e Vazzedadopo aver superato il torrente pieghiamo verso destra ed iniziamo a salire decisamente, sempre costeggiando la cascata che scende copiosa dal fianco della montagna. Siamo a circa 2300 metri d’altezza e dal pianoro a qui abbiamo percorso altri 500 metri con una pendenza media del 34,7%. Attraversiamo un immenso pianoro sovrastato dalle cime di Rosso (3366 m) e di Vazzeda (3301 m) salendo verso la Corna di Sissone indirizzati nella giusta direzione dall’enorme sasso bianco che si distingue nella pietraia per la sua dimensione e per il colore. Affrontiamo un altro tratto di dura salita e arriviamo alla porta naturale ritagliata nella roccia della Corna di Sissone (2438 m) che siPanorama verso Chiareggio affaccia sulla valle di Chiareggio. Da sinistra possiamo ammirare il Pizzo Tremoggia (3441 m), il Pizzo Malenco (3438 m) e la Sassa d’Entova (3329 m). Sullo sfondo il Pizzo Bernina (4049 m). Il panorama è veramente spettacolare. Da questa posizione notiamo in lontananza il rifugio Del Grande – Camerini e sinceramente ci chiediamo come sarà possibile raggiungerlo poiché non vediamo traccia di sentiero nella vallata. Dopo numerose foto riprendiamo il cammino, per un breve tratto in discesa e poi in leggera salita fino all’Alpe Sissone (2330 m). Giunti alla segnaletica verticale indicante il Il tratto ferrato prima del Rifugio Del Grande - Camerinirifugio Del Grande - Camerini (0,30 ore), affrontiamo quest’ultima fatica e procediamo in netta salita finché all’improvviso il sentiero finisce. Davanti a noi si erge una parete di roccia attrezzata con una catena e non ci resta che accorciare i bastoncini e sistemarli nello zaino per poter avere le mani libere. Affrontiamo questa salita senza nessuna difficoltà e con poca fatica arriviamo sulla cresta in vista del rifugio. Tenendo la sinistra proseguiamo verso il rifugio superando un altro tratto di roccia ferrato. Il panorama dal rifugio Del Grande – Camerini (2580 m) è veramente spettacolare. Vale la pena fare tanta fatica per arrivare qui. DecidiamoRifugio Del Grande - Camerini: panorama verso il Monte Disgrazia di fare la sosta per il pranzo e approfittiamo del piatto del giorno: una buona e abbondante porzione di spaghetti al pomodoro (€ 6 per i soci CAI) godendo del panorama mozzafiato dal terrazzo. Il rifugio è gestito dai volontari del CAI di Sovico (MB), proprietario della struttura, che si alternano in base alla loro disponibilità. Dopo aver scattato numerose foto andiamo a visitare la Madonnina in bronzo che si trova a pochi passi dal rifugio. Ormai è ora di ritornare a Chiareggio e seguendo la segnaletica verticale che indica l’Alpe Vazzeda Superiore (1 ora),  Forbesina (1,40 ore) e Chiareggio (2,10 ore) cominciamo a scendere verso la valle. Il sentiero è contraddistinto dai numerosi Rifugio Del Grande - Camerini: panoramasegnavia triangolari gialli, simbolo dell’Alta Via, e da diversi torrenti da guadare. Ma un’altra cosa caratterizza questo sentiero, la presenza di numerose piante di rododendro. Il panorama spazia sulla Cima di Vazzeda e il suo ghiacciaio, il Monte Disgrazia, la valle solcata dal torrente Mallero con in vista i rifugi Gerli-Porro e Ventina. Giunti all’Alpe Vazzeda Superiore (2025 m) troviamo diverse baite abbandonate con i caratteristici tetti in pietra completamente crollati. Continuiamo la discesa fino ad arrivare all’Alpe Vazzeda Inferiore (1832 m) dove la segnaletica verticale indica Chiareggio (1 ora). Da qui il sentiero entra nel bosco e dopo aver superato un ponticello inVerso l'Alpe Vazzeda Superiore legno la discesa si fa più ripida. Dopo 10 minuti arriviamo al bivio dove troviamo la segnaletica verticale indicante verso destra il rifugio Tartaglione Crispo (0,30 ore), Pian dei Vitelli (0,15 ore) e Alpe Laresin (0,40 ore) mentre continuando verso sinistra, Chiareggio (0,50 ore). Noi proseguiamo in discesa verso Chiareggio e in poco tempo arriviamo sulla carrareccia che avevamo percorso la mattina, proprio all’altezza del ponticello di legno sul torrente Mallero. In pochi minuti raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 03/07/2016. Per visualizzare altre foto: link.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Rifugio Longoni
  2. Rifugio Camerini
  3. Bocchel del Cane e Lago Pirola
  4. Alpe Pirlo - Trekking
  5. Laghi di Campagneda
  6. Laghetti di Sassersa
  7. Rifugio Tartaglione
  8. Sasso Nero
  9. Ex Rifugio Scerscen
  10. Rifugio Bosio - Ciaspole
  11. Passo del Muretto
  12. Rifugio Marinelli
  13. Alpe Musella
  14. Rifugio Bosio - MTB
  15. Rifugio Motta - Lago Palù