Primolo - Alpe Pradaccio - Laghetti di Sassersa (Sondrio)

Località di partenza Primolo (1274 m) Sondrio
Lunghezza 12,6 km
Quota massima 2460 m
Dislivello complessivo in salita 1234 m
Arrivo Primolo (1274 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Alpe Pradaccio
Parcheggio libero Primolo, vicino al campo sportivo - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SP15 per Chiesa in Valmalenco. Da qui si seguono le indicazioni per Primolo. Arrivati in paese si prosegue verso il campo sportivo dove c'è un ampio parcheggio libero.
Il primo tratto del sentieroLasciamo l’auto nel parcheggio vicino al campo sportivo di Primolo, e imbocchiamo la strada sterrata che si addentra nel bosco. Continuiamo sulla carrareccia fino a quando la strada termina in una grande piazzola da dove si dipartano diversi sentieri. La segnaletica verticale indica a destra Alpe Pradaccio (0,50 ore), Alpe Braccia (1,50 ore) e Alpe Lagazzuolo (3,50 ore) seguendo il sentiero numero 318, mentre a sinistra Alpe Pradaccio (1 ora), Laghi Sassersa (2,50 ore) e Passo Ventina (ore 3,50) seguendo i sentieri numero 316/301. Noi decidiamo di girare a destra e seguire il n. 318. Dalla partenza a qui abbiamo percorso 880 metri con una pendenza media del 15,1%. La carrareccia lascia il posto a un sentiero di montagna che si snoda attraverso un bosco di larici. Attraversiamo un piccolo torrenteAlpe Pradaccio e in poco tempo arriviamo all’Alpe Pradaccio (1725 m). Dall’inizio del sentiero n. 318 a qui abbiamo percorso 1,7 km con una pendenza media del 17,2%. Qui c’è l’unica fontana di tutto il percorso. Consigliamo di fare rifornimento di acqua e di coprire il capo, perché d’ora in poi si camminerà sempre sotto il sole. Superate le baite e dopo un breve tratto pianeggiante, il sentiero s’inerpica con notevole pendenza sul lato destro dell’alpeggio. Dopo circa metà del percorso si attraversa la sassaia e si prosegue sul suo lato sinistro. Dall’inizio della salita a qui abbiamoL'ultimo tratto del sentiero prima di arrivare ai laghetti di Sassersa percorso 860 metri con una pendenza media del 36,1% superando un dislivello di 309 metri. Siamo a circa 2.076 metri d’altezza e proseguiamo, sempre in forte salita, seguendo la segnaletica verticale che indica i laghetti di Sassersa (1 ora), Passo Ventina (2 ore) e Alpe Ventina – Rifugi (3,40 ore). Non lasciatevi ingannare dalla bocchetta che sembra essere molto vicina a voi, è solo un’illusione, perché il percorso per arrivare ai laghetti è ancora lungo e l’ora segnalata prima di avvistare il lago inferiore ci vuole tutta. Finalmente, dopo un’ora esatta, il laghetto appare all’improvviso ricoperto ancora da una leggera lastra di ghiaccio e neve che comunque lascianoLaghetto di Sassersa Inferiore intravedere l’azzurro intenso dell’acqua. Siamo a 2368 m e dalla segnaletica verticale a qui abbiamo percorso 970 m con una pendenza media del 28,6% superando un dislivello di 278 m. Di fronte a noi si erge il pizzo Rachele (2998 m) mentre sul lato destro restiamo affascinati dalle pareti rocciose di colore rosso sovrastate dal Monte Braccia (2909 m). Proseguendo sul lato destro del lago troviamo l’indicazione per il Passo Ventina, raggiungibile in 50 minuti. Iniziamo la salita camminando in alcuni tratti su piccoli nevaietti poi, dopo il dosso il paesaggio cambia totalmente. Il pianoro è ricoperto di neve e anche il Laghetto di Sassersa InferiorePasso Ventina è ancora molto innevato. Camminiamo con attenzione al centro del nevaio cercando di scorgere i segnavia bianco-rosso o i triangoli gialli che indicano l’Alta Via. Proseguiamo così fino a raggiungere quota 2460 metri. Facciamo il punto della situazione e decidiamo di rinunciare a salire fino al Passo Ventina (2675 m), perché c’è troppa neve. Torniamo indietro verso i laghetti di Sassersa. Giunti all’altezza del Lago Inferiore giriamo a destra e saliamo, senza difficoltà al Laghetto di Mezzo (2391 m), questo ricoperto totalmente dalla neve. Ci fermiamo un momento per mangiarci un panino e goderci in tutta Laghetto di Sassersa Inferioretranquillità il grandioso panorama. Eravamo stati qui nell’agosto 2010 (link) quando i laghi non erano coperti dal ghiaccio e il colore dei laghi era di un colore azzurro molto intenso. Da qui lo spettacolo sul Laghetto Inferiore è veramente notevole e così è anche il colore delle pareti di roccia di fronte a noi nelle diverse tonalità di rosso, ocra, mattone e ruggine. Approfittiamo per scattare un po’ di foto e poi decidiamo di salire su un alto roccione che ci permetterà di ammirare anche il Laghetto di Mezzo nel suo splendore. Dal nostro punto di osservazione possiamo vedere anche il Laghetto Superiore (2400 m), il Laghetto di Sassersa di Mezzopiù piccolo dei tre, anche questo ancora ghiacciato. Dal nostro punto di osservazione possiamo notare che le acque del Laghetto Superiore alimentano il Laghetto di Mezzo, che a sua volta alimenta il Laghetto Inferiore. Scattiamo un po’ di foto e poi ci fermiamo all’inizio del Laghetto Inferiore a godere della tranquillità del luogo che ci offre una delle più belle immagini della Valmalenco. Dopo questa pausa  riprendiamo la discesa ripercorrendo lo stesso percorso della salita. 28/06/2016. Per visualizzare altre foto: link

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