Morbegno - Sacco - Gerola Alta - Pescegallo (Sondrio)

Località di partenza Morbegno (262 m) Sondrio
Lunghezza 41,9 km
Quota massima 1465 m
Dislivello complessivo in salita 1324 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Morbegno (262 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso Si - Sacco - Rasura - Pedesina - Gerola Alta - Fenile
Parcheggio libero Via Eugenio Morelli - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SS38 fino ad arrivare a Morbegno. Arrivati in paese si gira a sinistra imboccando Via Morelli e poi si gira al primo bivio a sinistra dove c'è il parcheggio gratuito vicino alla caserma dei carabinieri.
PanoramaLasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a pedalare lungo via Morelli fino all’incrocio con via Vanoni dove giriamo a destra. Passiamo a fianco della chiesa sconsacrata di Sant’Antonio, che sorge sull’omonima piazza, e al bivio giriamo a sinistra immettendoci in via Garibaldi. La via si snoda a fianco di negozi e bei palazzi, alcuni dei quali con tracce di affresco. Giunti in piazza Marconi ci fermiamo per fotografare una bella fontana in granito risalente al 1880 e poi proseguiamo verso destra. Imbocchiamo via Pretorio, oltrepassiamo il ponte sul torrente Bitto, caratterizzato dalla statua di San Giovani PanoramaNepomuceno scolpita in pietra di Saltrio, e proseguiamo, in leggera discesa, su via Carlo Cotta e via San Rocco. Alla fine della strada giriamo a sinistra e imbocchiamo la SP7 della Val Gerola seguendo l’omonima indicazione stradale. Inizia adesso la salita che conduce a Sacco, lunga 6 km con pendenza media costante del 7%. Proseguiamo verso Rasura e Pedesina percorrendo altri 4,8 km con pendenza media del 6%. Facciamo una breve pausa per ammirare il panorama e per rimboccare la borraccia di acqua fresca. Riprendiamo le biciclette e pedaliamo in falsopiano Panoramaper altri 3,2 km fino ad arrivare a Gerola Alta, dove ci fermiamo per fotografare la chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo con facciata barocca e alto campanile. A fianco della chiesa sorge il Sacello Votivo alla memoria dei caduti in montagna e sul lavoro con affrescati due scheletri, uno con la clessidra e l’altro con la falce. Proseguiamo la pedalata mantenendo il torrente Bitto sulla nostra sinistra e giunti alla centrale elettrica lo oltrepassiamo. Iniziamo l’ultima salita della giornata, i primi 2 km, fino a Fenile, hanno una pendenza media del 7,1% L'Homo Selvadegomentre i successivi 2,4 km, hanno una pendenza media del 9,6%. Siamo arrivati a Pescegallo (1465 m), l’asfalto finisce e inizia lo sterrato che risalendo lungo la pista da sci porta al rifugio Salmurano (1750 m) e successivamente al passo Salmurano (2017 m), dove eravamo stati nel 2010 (link) o, girando verso sinistra, al lago di Pescegallo (1840 m). Ci fermiamo al bar per prendere due caffè (1 € cadauno) e per gustarci il panorama dalla terrazza. Dopo questa sosta ristoratrice rimontiamo in sella e percorriamo la stessa strada dell’andata fino a Sacco. Qui decidiamo di fare una deviazione verso l’abitazione contenente gli affreschi dedicati all’Homo selvadego. Imbocchiamo via don Clerici fino alla chiesa di San Lorenzo (1464), giriamo secco a sinistra imboccando via Pirondini e, in salita, passiamo sotto l’arco fermandoci dopo pochi metri, proprio dove c’è il Museo dell’Homo Selvadego. Questo museo non è ben segnalato, lo troviamo solo grazie alle informazioni dei residenti. Ci viene suggerito di suonare il campanello dell’abitazione della Sacco: panoramafamiglia Vaninetti dove risiede una gentile signora che, per l’occasione coadiuvata dai nipotini, apre le porte della corte interna dove si trova la stanza dell’affresco. Saliti alcuni gradini di legno entriamo nella camera picta dalla porta sormontata da un affresco ad arco. Subito sulla destra notiamo la rappresentazione dell’Homo selvadego acompagnata dalla seguente nota: “Ego sonto un homo salvadego per natura, chi me ofende ge fo pagura”. Girando da destra verso sinistra si trova un affresco raffigurante la Pietà, con S. Antonio Abate e in basso, inginocchiato in Sacco: la chiesa di San Lorenzopreghiera, il committente, Augustinus de Zugnonibus. Sotto l’affresco si legge l’anno: 18 maggio1464. Il resto della stanza rappresenta cartigli contenenti proverbi o motti moraleggianti in latino o in volgare. Usciti dalla stanza si prosegue lungo il ballatoio in legno e si accede al piano superiore dove sono state allestite alcune riproduzioni fotografiche dell’Homo selvadego rappresentato in diverse città europee, tra le quali, Milano (figura collocata sulla parete esterna del Duomo), Innsbruck (Austria) e Ambirle (Francia). Finita la visita ringraziamo le nostre guide, rimontiamo in sella, e percorriamo a ritroso la stessa strada fatta la mattina fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 27/06/2016. Per visualizzare altre foto: link.

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