Maria Luigia d'Austria: i luoghi del bicentenario (Parma)

Località di partenza Parma (57 m)
Lunghezza 103 km
Dislivello complessivo in salita 425 m
Quota massima 199 m Casino dei Boschi
Arrivo Parma (57 m)
Ciclabilità 100% asfalto
Acqua lungo il percorso SI - Sala Baganza - Ronco Campo Canneto - Colorno
Parcheggio libero Via Imperia, Via Micheli o vie limitrofe - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Maria Luigia d'AustriaIniziamo il percorso da Piazzale della Pace, davanti al Palazzo di Riserva, sede del Museo Glauco Lombardi, museo interamente dedicato al ricordo della duchessa di Parma e Piacenza. A pochi metri da qui troviamo il Teatro Regio (1821-1829), inaugurato il 13 maggio 1829 con Zaira, un'opera di Vincenzo Bellini. Il sipario rappresenta un’allegoria della corte ducale, in cui Maria Luigia è raffigurata nella figura centrale con le sembianze di Minerva. Il Teatro Regio è ad oggi considerato dagli appassionati d'opera, uno dei teatri rappresentativi della grande tradizione operistica italiana. Poco più avanti facciamo una breve sosta per visitare l’interno della basilica di Santa Maria della Steccata per visitare il monumento funebre ad Adam Albert di Neipperg, marito morganatico della duchessa, realizzato da Lorenzo Bartolini nel 1831 e il gruppo con la Pietà, di Tommaso Bandini (1851), dedicato alla memoria di Maria Luigia. Riprendiamo la bicicletta e pedaliamo verso via Mazzini, giriamo a sinistra, oltrepassiamo piazza Garibaldi e imbocchiamo strada della Repubblica dove, all’incrocio con Borgo Collegio Maria Luigia, giriamo a destra. Percorriamo il piccolo borgo e arriviamo davanti al Collegio Maria Luigia, di forme neoclassiche. All’interno si trova la sala dei Giganti (XVI sec.), affrescata da Lattanzio Gambara, che deve il suo nome agli affreschi di sei alte statue raffiguranti antiche divinità, dipinte tra le finestre e le false finestre, mentre nella volta è raffigurata la battaglia di Lepanto. Proseguiamo il giro imboccando Borgo Padre Onorio e girando al primo incrocio a destra su via PrimoParma: Museo Glauco Lombardi Groppi. Alla fine della via giriamo a destra su strada XXII Luglio e poi a sinistra imboccando Borgo Felino. Giunti all’incrocio con via Farini giriamo a destra e proseguiamo dritto fino all’incrocio, contraddistinto da un arco, con via Politi. Passiamo a fianco del Tribunale di Parma, oltrepassiamo il piazzale Arrigo Boito e arriviamo davanti al Conservatorio "Arrigo Boito", fondato da Maria Luigia nel 1821, dove studiò il grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Rimontati in sella procediamo lungo via del Conservatorio, giriamo a destra su strada al Ponte Caprazucca, oltrepassiamo il ponte sul torrente Parma e giriamo a sinistra immettendoci sulla pista ciclabile mantenendo il torrente Parma sulla nostra sinistra. Giunti a Ponte Italia, alla rotonda, sempre su pista ciclabile, imbocchiamo via Varese. Costeggiamo il torrente Baganza che in questo punto, dall’inizio di via Varese, affluisce nel torrente Parma. Proseguiamo pedalando con il Baganza sulla nostra sinistra, attraversiamo via Po e proseguiamo dritto, sempre su ciclabile. Finita la pista ciclabile proseguiamo dritto su via Baganza che dopo la rotonda diventa Strada Comunale Parma: teatro RegioFarnese. Passiamo sotto alla tangenziale e proseguiamo sempre dritto fino alla fine della strada. Giunti nei pressi di Sala Baganza, giriamo a sinistra su via Provinciale e poco dopo a destra su strada Fedolfi. Proseguiamo dritto fino alla fine della strada, giriamo a destra, percorriamo pochi metri e arriviamo alla Villa del Ferlaro, ristrutturata nel 1827 da Maria Luigia per i figli Albertina e Guglielmo nati dall’unione con il conte Neipperg. Torniamo indietro e proseguiamo dritto sulla SP58. All’incrocio teniamo la destra seguendo l’indicazione stradale per il centro e quella turistica per Rocca Sanvitale. Arrivati ad un incrocio giriamo a sinistra su via Cortesi e poi a destra su via Vittorio Emanuele II. Proseguiamo sempre dritto fino ad arrivare davanti alla Rocca dove soggiornò temporaneamente la duchessa durante la ristrutturazione del Casino dei boschi di Sala Baganza. A fianco della Rocca sorge l’oratorio dell’Assunta dove furono celebrati due eventi importanti che si voleva nascondere alla popolazione: la funzione funebre per la morte di Napoleone Bonaparte il 31 luglio 1821 (primo marito di Maria Luigia d’Austria) e, una settimana dopo, il 7 agosto, la duchessa sposa il Conte Adam Albert von Neipperg in matrimonio Parma: Santa Maria della Steccatamorganatico. Percorriamo lo stradello in stabilizzato che conduce sotto la Rocca, passiamo sotto l’arco in pietra e ritorniamo nel piazzale. Imbocchiamo via Garibaldi e proseguiamo dritto su via Zappati. Arrivati ai boschi di Carrega proseguiamo dritto fino all’entrata del Casino dei Boschi. La storia dei Boschi di Carrega è legata ad alcune ricche famiglie parmigiane che hanno avuto una notevole influenza sulla storia di Parma. Inizialmente i boschi erano la riserva di caccia della famiglia San Vitale. Nel 1612 Ranuccio I Farnese fece giustiziare Girolamo San Vitale e si impossessò della riserva. Nel 1731 i Farnese perdono il Ducato di Parma e il controllo passa ai Borbone. La Duchessa Maria Amalia di Borbone diede l’incarico all’architetto Petitot di costruire all’interno dei boschi il “Casino dei Boschi” quale residenza estiva e casino di caccia. Nel 1815 i Boschi diventano proprietà di Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone. Purtroppo tutto l’intero complesso necessita di un intervento di recupero urgente, perché versa in pessime condizioni. Finita la visita percorriamo lo sterrato fino ad arrivare al cancello, chiuso, e siamo Parma: Conservatorio Arrigo Goitocostretti a passare in un piccolo varco nella siepe per tornare su via Zappati dove giriamo a sinistra e procediamo verso Collecchio. Giunti all’incrocio giriamo a sinistra su via Spezia e poi subito a destra imboccando via P.F. Carrega. Proseguiamo dritto su via 27 Aprile, giriamo a destra su viale della Libertà e poi subito a sinistra seguendo la segnaletica stradale indicante Ponte Taro e Madregolo. Oltrepassiamo i binari del treno, sovrappassiamo la tangenziale e giriamo a sinistra imboccando strada Varra Superiore. Giunti all’incrocio giriamo a sinistra imboccando una strada senza uscita (per le auto) che porta alla pista ciclabile che si snoda a fianco della tangenziale. La mancanza di segnaletica verticale potrebbe creare qualche problema per l’imbocco della pista ciclabile. Per fortuna siamo provvisti di Garmin. Pedaliamo velocemente fino ad oltrepassare il fiume Taro poi giriamo a destra imboccando via Ghiaie Superiori e procediamo in direzione di Noceto. Giunti in paese giriamo a destra imboccando via Gandiolo, sovrappassiamo l’A15 – Autostrada della Cisa, e poi giriamo subito a sinistra su via Ghiaie Inferiori. Proseguiamo su questa strada fino ad immetterci sulla SS9 – Via Emilia, dove giriamo a destra eSala Baganza: la Rocca oltrepassiamo il ponte sul Taro (1816-1819), la prima opera architettonica realizzata durante il governo di Maria Luigia. Fu progettato dall'ingegnere Antonio Cocconcelli e l'inaugurazione avvenne il 10 ottobre 1819, alla presenza della duchessa. Proseguiamo dritto sulla via Emilia in direzione di Parma e giunti all’altezza dell’Hotel Parma & Congressi attraversiamo la SS9 e imbocchiamo lo stradello ciclabile che attraversa il parcheggio dell’hotel. Alla fine dello stradello attraversiamo la strada, via Emilia Ovest, giriamo a sinistra e al bivio giriamo ancora a sinistra imboccando strada Mulattiera Inferiore seguendo la segnaletica stradale indicante Eia (2 km). Prendiamo il sottopasso della linea ferroviaria e alla rotonda usciamo alla seconda uscita, sempre seguendo l’indicazione stradale per Eia (2 km). Pedaliamo su strada Mulattiera Inferiore, un lungo rettilineo che alla fine si immette sulla SP10 – via Cremonese. Giriamo a sinistra e al primo incrocio giriamo a destra imboccando strada chiesa di Roncopascolo. Proseguiamo su questa strada e giunti ad un incrocio proseguiamo dritto su strada Maretto ignorando la deviazione Sala Baganza: il Casino dei Boschiverso destra per Roncopascolo. Proseguiamo mantenendo il canale sulla nostra destra, prendiamo il sovrappasso dell’A1 – Autostrada del Sole, e poi giriamo a sinistra imboccando strada Pozzolo. La percorriamo tutta e all’incrocio giriamo a destra su strada Lugagnano e proseguiamo su questa strada ignorando le deviazioni laterali per strada Pelosa, sulla destra, e via Bojardo, sulla sinistra. Giunti all’incrocio con via Cornazzano giriamo a sinistra, la percorriamo fino ad arrivare a Viarolo e giunti all’incrocio di via Cremonese (SP10) l’attraversiamo con molta attenzione proseguendo dritto, sempre su via Cornazzano. Dopo poche pedalate imbocchiamo la ciclabile del Taro e possiamo pedalare in tutta tranquillità mantenendo il fiume Taro sulla nostra sinistra. Passiamo sotto il ponte della SP10 e proseguiamo, sempre sull’argine, in direzione di Sissa. Ignoriamo le deviazioni che portano nei paesini e in poco tempo arriviamo a Gramignazzo (30 m) dove la ciclabile del Taro termina. Giriamo a destra e imbocchiamo la ciclabile del Po fino ad arrivare a Torricella dove ci fermiamo per un panino e un caffè al bar. Dopo questa sostaPonte Taro ristoratrice rimontiamo in sella e pedaliamo velocemente verso Colorno, sempre sulla ciclabile del Po. Oltrepassiamo Coltaro e ci immettiamo sulla SP33 seguendo l’indicazione stradale per Colorno (4 km). Velocemente arriviamo a Colorno. Al semaforo proseguiamo dritto su via Du Tillot e poi giriamo a destra. Attraversiamo il ponte sul torrente Parma e arriviamo davanti alla Reggia di Colorno dove il 19 aprile del 1816, ovvero due secoli fa, Maria Luigia d’Austria giunse nel suo nuovo, minuscolo regno, il Ducato di Parma. La sua prima destinazione fu proprio la Reggia di Colorno, sua futura residenza estiva. Alla duchessa si deve l’aggiunta dell’ampio giardino alla francese. Oggi c’è la festa dei fiori “Nel segno del Giglio” (23^ edizione), una mostra mercato del giardinaggio di qualità che si svolge nella Reggia di Colorno e nel suo sontuoso Parco. Moltissimi Ponte Taro: la statua che rappresenta il torrente Parmaturisti e curiosi si aggirano nel Parco invaso da bancarelle di fiori e non è facile scattare qualche foto che renda l’idea  del Parco in tutta la sua bellezza. Finita questa breve visita rimontiamo in sella e ci dirigiamo verso Parma percorrendo via Cavour fino al semaforo. Giriamo a destra su via XX settembre e poi a sinistra salendo lungo l’argine del torrente Parma. Passiamo a fianco dell’Oratorio della Santissima Annunziata, riconoscibile per la copertura a tegole di maiolica policrome, tipiche della tradizione bavarese. Infatti fu Dorotea Sofia di Neuburg, (DE), moglie di Francesco Farnese, che volle la trasformazione di questo piccolo oratorio cinquecentesco in una chiesa, che venne consacrata nel 1720. Giunti all’incrocio giriamo a destra, seguendo l’indicazione stradale per Vedole e poi giriamo a sinistra, poco prima della chiesa di San Rocco, imboccando una stretta via che conduce a Sant’Andrea. Oltrepassiamo il cavalcavia sulla SP343R, giriamo a sinistra passando a fianco del Circolo dell’Amicizia e proseguiamo su questa strada fino all’incrocio dove giriamo a destra. Dopo pochi metri giriamo a sinistra Colorno: la Reggiaimboccando strada Togliatti e pedaliamo in tranquillità fino a Sant’Andrea. Giriamo a sinistra su via De Gasperi e procediamo fino ad arrivare all’incrocio con strada Matteotti. Giriamo a destra e poi subito a sinistra imboccando strada Martiri della Libertà. Pedaliamo velocemente su questo lungo rettilineo poi la strada gira a sinistra con una curva a 90° e al primo incrocio giriamo a destra imboccando strada Borghetto. Anche questa strada è un lungo rettilineo che poi piega a sinistra e giunti all’incrocio giriamo a destra su strada Torretta. Al primo incrocio giriamo a sinistra su strada argine Baganzolino, riportandoci sull’argine del torrente Parma. Giunti a Baganzolino giriamo a sinistra e alla rotonda giriamo a destra. Sottopassiamo la linea ferroviaria TAV e poi affrontiamo l’ultima salitella della giornata, sovrappassiamo l’A1 e alla rotonda proseguiamo dritto imboccando via strada Moletolo. Pedaliamo su questa strada in tutta tranquillità e giunti alla rotonda di Via Europa giriamo a destra. Attraversiamo via Europa sulle strisce pedonali e imbocchiamo via del Popolo. Alla fine della strada giriamo a destra, passiamo a fianco Parma: il Palazzo della Pilotta visto da Ponte Verdidell’ostello della gioventù e proseguiamo dritto per via San Leonardo, poi su via Trento e dopo il sottopasso ferroviario giriamo a destra verso la stazione. Giunti nel piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa, al semaforo giriamo a destra e imbocchiamo viale Vittorio Bottego. Oltrepassiamo il Ponte delle Nazioni e alla rotonda giriamo a sinistra imboccando strada delle Fonderie. Passiamo a fianco del Comando Provinciale dei Carabinieri e dopo poco giungiamo all’entrata del Parco Ducale dove notiamo subito il Palazzo del Giardino (1561) chiamato anche Palazzo Ducale opera del Vignola. Pedaliamo verso il laghetto per poi tornare indietro verso l’uscita del Parco Ducale. Attraversiamo Ponte Verdi e andiamo verso piazza della Pilotta dove sorge l’omonimo Palazzo (1560 – 1611). Nella prima metà dell'Ottocento la duchessa Maria Luigia lo destinò a sede del Museo Archeologico e lo arricchì con l'acquisto di collezioni numismatiche, di ceramica greca, italiota, etrusca e di oggetti egizi. Anche la Biblioteca Palatina, collocata nel Palazzo della Pilotta, deve molto alla duchessa,Maria Luigia d'Austria infatti, tramite il bibliotecario Angelo Pezzana, acquistò e poi donò alla biblioteca la collezione di Gian Bernardo De Rossi, costituita in gran parte da preziosissimi antichi volumi ebraici, e fece realizzare nel 1834 da Nicola Bettoli una nuova ala nella parte sud del palazzo, il Salone Maria Luigia, ora adibito a sala di lettura. Un altro Museo ospitato nel Palazzo della Pilotta è la Galleria Nazionale dove, nel 1816, per volere di Maria Luigia, furono riordinate le collezioni e costruito il salone che porta il suo nome. Attraversiamo piazzale della Pace e arriviamo nuovamente davanti al Museo Glauco Lombardi da dove eravamo partiti al mattino. 25/04/2016. Per visualizzare altre foto: link.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Ciclabile del Po 1
  2. Boschi di Carrega 1
  3. Cremona - Piacenza
  4. Ciclabile del Po 2
  5. Boschi di Carrega 2
  6. Fontanellato
  7. Guastalla - Gualtieri
  8. Maria Luigia: bicentenario