Cremona - Casalbuttano - Soncino - Soresina - Pizzighettone

Località di partenza Cremona (45 m)
Lughezza 106 km
Quota massima 85 m - Soncino
Dislivello complessivo in salita 413 m
Ciclabilità 100% - 60% asfalto e 40% sterrato
Arrivo Cremona (45 m)
Acqua lungo il percorso SI - Casalbuttano - Soncino - Pizzighettone
Parcheggio libero Cremona, via Cimitero - Link
Traccia GPX Link
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Profilo altimetrico Link

Casalbuttano: la Torre della Norma Lasciamo l’auto nel parcheggio del cimitero Monumentale di Cremona e in compagnia di Corrado iniziamo a pedalare verso destra, dando le spalle all’entrata del cimitero. Al primo incrocio giriamo ancora a destra, imboccando via Boschetto e pedaliamo sulla pista ciclabile che costeggia la carreggiata. Seguendo le indicazioni della pista ciclabile sottopassiamo la SP10 e proseguiamo dritto su via Boschetto. Giunti all’incrocio con via Ca del Binda giriamo a sinistra e proseguiamo su questa strada fino a Migliaro. Appena superato il cartello del paese giriamo a destra e imbocchiamo la pista ciclabile. Proseguiamo pedalando su pista dedicata dal fondo in asfalto mantenendo il canale sulla nostra sinistra. Ad un certo punto troviamo il primo tratto di sterrato lungo circa 2 km. Il sentiero, a fondo ghiaioso, è immerso nella vegetazione e affiancato al corso del Naviglio Civico, che qui è interessato da diverse cascatelle. Finito questo tratto ritroviamo l’asfalto, sempre su pista ciclabile dedicata, attraversiamo la SP86 e continuiamo sulla ciclabile, sempre costeggiando il Naviglio Civico di Cremona. Arrivati a Casalbuttano (60 m), alla fine della pista ciclabile, giriamo a sinistra imboccando la SP65. Proseguiamo dritto, alla fine del rettilineo giriamo a sinistra e poi giriamo alla prima a destra, imboccando via Torre della Norma. Dopo una serie di curve giungiamo davanti alla Torre della Norma (XVIII sec.), una singolare costruzione neogotica eretta per ricordare il soggiorno di Vincenzo Bellini, compositore dell'omonima opera. Proseguiamo su via del Municipio, sottopassiamo l’arco del Palazzo Turina, sede del Municipio (XVIII sec.), dove sulla facciata di via Jacini c’è un monumento commemorativo dedicato a Vincenzo Bellini. Giriamo a destra percorrendo via Jacini e arriviamo in piazza della Libertà, oggi occupata dal mercato settimanale, dove visitiamo la chiesa di San Giorgio (1620-38) con il suo robusto campanile in mattoni alto 65 metri. L'interno, a tre navate, ospita uno dei più grandi e meglio conservati organi storici della provincia di Cremona. Torniamo su via Jacini, giriamo a destra, imbocchiamo via Cavallotti e proseguiamo sempre dritto,Genivolta: località 13 ponti oltrepassando i binari della ferrovia. Usciti da Casalbuttano, giunti all’incrocio con la SP6 giriamo a sinistra, ne percorriamo 100 metri e poi giriamo a destra riprendendo la pista ciclabile. Pedaliamo con il Naviglio Civico sulla nostra destra e proseguiamo velocemente fino a Mirabello Ciria dove giriamo a destra immettendoci su via Oldraghi. Seguiamo la segnaletica verticale della pista ciclabile, attraversiamo il paesetto, e proseguiamo su strada secondaria che si perde nella campagna. Oltrepassiamo un’azienda agricola, seguiamo la segnaletica verticale indicante la pista ciclopedonale dei Navigli – Genivolta (9,5 km) e pedaliamo fra due canali. Continuiamo sulla ciclabile e alla fine del rettilineo giriamo a sinistra fino ad arrivare nuovamente a fianco del canale Vacchelli. Giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale indicante Genivolta (6,1 km) e pedaliamo con il canale sulla nostra destra. Giunti all’incrocio con la SP46 giriamo a destra e poi a sinistra riprendendo la pista ciclabile. Inizia un nuovo tratto di sterrato fra gli alberi, poi la pista si restringe formando un single trak che si snoda a fianco del Naviglio, ora sulla nostra sinistra. Bisogna prestare attenzione in questo tratto in quanto alcuni tratti del sentiero sono franati e si rischia, se distratti, di finire in acqua. Giunti all’incrocio con la SS498 giriamo a sinistra, oltrepassiamo il Naviglio e poi giriamo subito a destra riprendendo la pista ciclabile. Proseguiamo fino ad arrivare in uno dei tratti più singolari dell’itinerario: la località 13 ponti. Questo snodo idraulico delle Tombe Morte costituisce il più importante concentramento di corsi d'acqua artificiali della provincia di Cremona, irrigando circa 85.000 ettari di campagna. Qui si riuniscono i navigli Civico di Cremona e Grande Pallavicino, Soncino: pieve di Santa Maria Assuntatratti dall’Oglio, le rogge originate dai fontanili posti lungo la linea di confine tra le attuali province di Cremona e Bergamo e il canale Vacchelli, che porta le acque dell’Adda. Così veniva descritto da Carlo Cattano: «Le acque sotterranee, tratte per arte alla luce del sole, poi raccolte di nuovo e diffuse sopra campi più bassi, scorrono a diversi livelli con calcolate velocità, si incontrano, si sorpassano a pontecanale, si sottopassano a sifone si intrecciano in mille modi. Nello spazio di soli duecento passi, presso Genivolta, la strada da Bergamo a Cremona incontra tredici acquedotti e li accavalca coi Tredici Ponti». Dopo aver scattato alcune foto riprendiamo la pedalata verso Soncino imboccando la carrareccia di destra. Ritrovato l’asfalto arriviamo a Genivolta dove all’incrocio con la SS498, giriamo a sinistra e poi a destra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile delle città murate. Imbocchiamo via Castello, giriamo a sinistra su via Graffignana e percorriamo questa strada, che dopo poco diviene sterrata. Entriamo nel Parco Oglio Nord e pedaliamo su questa carrareccia pensando che il fiume Oglio è a circa 500 metri di distanza. Finito questo tratto di sterrato proseguiamo su via Gazzuoli e finalmente vediamo la sagoma del castello di Soncino sulla nostra sinistra. Poco prima di Soncino (85 m) ci fermiamo per fotografare l’entrata di una villa dove sopra il pilone c’è un drago che spezza la catena e in basso un indigena armata di arco. Proseguiamo dritto, ci immettiamo su via Nazario Sauro, giriamo a sinistra e ancora a sinistra imboccando via Gaspare Costa ed entrando all’interno delle mura. Dal 2008 Soncino fa parte del Club "I borghi più belli d'Italia". Soncino: la RoccaProseguiamo fino al monumento dedicato a Garibaldi, in piazza Turcazzano, giriamo a destra su via S. Andrea dove sorge una singolare costruzione a forma di torretta. Proseguiamo costeggiando le mura fino all’incrocio con via Lanfranco dove giriamo a sinistra e ci fermiamo davanti alla Casa degli Stampatori che, secondo la tradizione, era la casa della famiglia di ebrei che a Soncino stamparono nel 1488 la prima bibbia ebraica completa al mondo. Attualmente è sede del Museo della Stampa. Proseguiamo dritto su via Lanfranco e arriviamo alla Pieve di S. Maria Assunta (XII sec.), la chiesa più importante del borgo. Fu una delle prime chiese della diocesi di Cremona. La facciata si presenta in cotto, divisa in tre parti, con possenti pilastri angolari sormontati da pinnacoli, un grande rosone centrale e l'ingresso protetto da un protiro sostenuto da due colonne in pietra su due leoni. L’interno merita sicuramente una visita, la cupola è decorata dalla grande Teofania, preceduta dai Santi protettori di Soncino, Martino e Paolo, mentre sugli archi del tiburio sono rappresentati la Madonna Assunta con gli Angeli, il Cristo Risorto, S. Pietro, papa Leone XIII ed altri santi, entro medaglioni su fondo dorato in finto mosaico. A Soncino morì il celebre condottiero Ezzelino da Romano e la leggenda vuole che il suo corpo sia sepolto, assieme al suo tesoro, "all'ombra del campanile". Dopo la visita imbocchiamo via Tinelli arrivando sulla piazza del Comune dove sorgono il Palazzo comunale e la Torre Civica. Giriamo a sinistra su via IV Novembre arrivando alla chiesa di San Giacomo (XIV sec.) con la torre eptagonale e tre chiostri. All’interno una pietà in terracotta policroma dello De Staulis e le vetrate Soncino: Santa Maria delle Graziedi Fra Ambrosino da Tormoli. Proseguiamo dritto arrivando a Palazzo Azzanelli. In fondo alla strada, chiusa dal monumento ai caduti giriamo a destra e proseguiamo verso la Rocca Sforzesca (XV sec.). La rocca è formata da un cortile principale attorniato da quattro torri, tre a pianta quadrata ed una cilindrica. Antistante al cortile principale, verso il borgo, sorge un caratteristico rivellino separato dalla Rocca e dal borgo da quattro ponti levatoi. La rocca è stata utilizzata per l’ambientazione del famoso film Ladyhawke interpretato da Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer. Avevamo visto altre ambientazioni di questo film nei nostri percorsi, in particolare la piazza di Castell’Arquato (link) e il castello di Torrechiara (link). Vicino alla rocca sorge l’ex Filanda, anche questa visitabile, come per la rocca e il museo della stampa, con un unico biglietto cumulativo (5 euro a persona). Proseguiamo su via Guglielmo Marconi e giriamo a sinistra uscendo da Porta dei Balestrieri. Giriamo ancora a sinistra su via Damiano Chiesa dove ammiriamo una delle più belle viste sulla rocca. In fondo alla strada giriamo a destra e poi a sinistra imboccando via Francesco Galantino. Andiamo a visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie (XV sec.) che dalla facciata in mattoni non lascia per nulla intuire la ricchezza decorativa dell’interno. Sulla controfacciata, il Giudizio universale, nel presbitero, con volta a crociera costolonata e nelle quattro vele sono raffigurati gli Evangelisti attribuiti a Giulio Campi. Proseguiamo dritto, la strada diventa sterrata e continuiamo così fino ad immetterci sulla SS498. Fortunatamente a lato della strada c’è abbastanza spazio per proseguire in bicicletta in sufficiente sicurezza eSoresina: San Siro percorriamo velocemente i 4,4 km che ci separano da Genivolta. Poco dopo il cartello di inizio paese giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale indicante la pista ciclabile delle città murate e riprendendo lo stesso percorso dell’andata. Arrivati ai 13 ponti imbocchiamo lo sterrato che prosegue per un breve tratto parallelo a quello del mattino. Pedaliamo su sterrato, passiamo vicino al Santuario della Beata Vergine di Ariadello e proseguiamo fino a Soresina (69 m). Giriamo a destra su via Montenero e subito a sinistra su via Antonio Gramsci. Giunti in piazza Garibaldi giriamo a sinistra imboccando via Genala e proseguiamo dritto fino alla chiesa prepositurale di San Siro (1584 – 88) con il campanile, completamente staccato dalla chiesa, alto 51 metri (56 se si considera l'imponente statua del Cristo Redentore in rame dorato collocata sulla sommità). Torniamo indietro verso piazza Garibaldi e ci fermiamo al bar per prenderci un caffè. Dopo questa breve sosta imbocchiamo via Barbo e alla fine della strada giriamo a destra su via IV novembre. Proseguiamo dritto fino all’incrocio con via Persicana dove giriamo a sinistra seguendo la segnaletica verticale delle Città Murate. Oltrepassiamo il passaggio a livello e proseguiamo su questa strada in direzione di San Bassano. Sottopassiamo la SP415 – Paullese e giungiamo a San Bassano. Purtroppo la segnaletica verticale è insufficiente e se non fosse per la traccia che abbiamo caricato sul Garmin ci saremmo persi. Continuiamo dritto su via Castel Manfredo e appena oltrepassato il ponticello sul Serio Morto giriamo subito a sinistra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. Pizzighettone: San PietroDopo pochi metri inizia lo sterrato e pedaliamo mantenendo il canale sulla nostra sinistra fino ad arrivare a Pizzighettone (46 m). Ci fermiamo nella piazza dove sorge la parrocchiale di San Bassiano (XII sec.) che avevamo visitato nel 2014 quando da Cremona eravamo andati sino a Milano (link). Proseguiamo dritto su via Vittorio Emanuele, fotografiamo la Torre del Guado dove stette prigioniero per 79 giorni Francesco I di Francia dopo la battaglia di Pavia svoltasi nel 1525. Oltrepassiamo il ponte sul fiume Adda, giriamo a destra e poi subito a sinistra. Passiamo davanti alla chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano (XV sec.), proseguiamo fiancheggiando le casematte austriache e arriviamo alla chiesa di San Pietro, ricoperta all’esterno di marmi e mosaici. Restiamo stupiti dal contrasto dei mosaici dorati e il contesto. Proseguiamo su via Quartiere, giriamo a destra, costeggiamo l’Adda e usciamo da Pizzighettone. Prendiamo la strada sulla sinistra, che passa sotto il ponte della ferrovia, e proseguiamo lungo l’argine. Sottopassiamo la SP234 e continuiamo sempre lungo l’argine dell’Adda mantenendo il fiume sulla nostra sinistra. L’asfalto lascia il posto allo sterrato, abbastanza compatto e ghiaiato. Proseguiamo su questa carrareccia ciclopedonale fino ad arrivare alla SP196. Giriamo a sinistra, oltrepassiamo il ponte sull’Adda, lasciamo la provincia di Lodi ed entriamo in quella di Cremona. Alla fine del ponte giriamo a destra seguendo la segnaletica stradale indicante località Fornace, località Caselle, Acquanegra Cremonese (3 km) e le indicazioni della pista ciclabile. Oltrepassiamo la località Fornace e proseguiamo su questa strada secondaria a scarso traffico fino all’incrocio dove la segnaletica verticale della pista ciclabile indica Spinadesco. Teniamo la destra e proseguiamo sull’argine dell’Adda Cremona: Duomo e Battisterofino a quando giungiamo ad un bivio dove a sinistra si prosegue verso Caselle e dritto, oltre la sbarra, si continua sulla pista ciclabile sterrata che conduce verso il punto in cui il fiume Adda si immette nel Po. Proseguiamo dritto, oltrepassiamo la sbarra e pedaliamo sempre sull’argine fino ad arrivare alla foce dell’Adda che purtroppo non è visibile a causa delle piante che ne nascondono la visuale. Continuiamo a pedalare sull’argine del Po fino a quando, ritrovato l’asfalto giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso Spinadesco. Oltrepassiamo il canale Cremona-Milano e appena dopo il ponte giriamo a destra e poi a sinistra portandoci lungo l’argine. Pedaliamo velocemente su questo rettilineo fino ad arrivare alla fine della pista ciclabile dove giriamo a sinistra e poi a destra. Saliamo sul ponte, oltrepassiamo il canale e proseguiamo su via Riglio, una strada a scarso traffico, fino a quando giungiamo davanti al cartello di inizio della città di Cremona. Qui lasciamo via Raglio, deviamo verso destra, costeggiamo l’ultimo tratto del canale, e ci portiamo lungo l’argine del Po. Passiamo a fianco del circolo canottieri “Leonida Bissolati”, sottopassiamo la SP10 e proseguiamo fino al Parco al Po. Qui ci fermiamo un momento al belvedere e poi proseguiamo verso la città percorrendo via del Porto e viale Po. Dopo la rotonda imbocchiamo Corso Vittorio Emanuele II e ci fermiamo un momento alla Casa del Gelato per gustarci un buon gelato. Dopo questa sosta ristoratrice riprendiamo le biciclette, pedaliamo verso il centro, giungiamo in piazza del Comune, dove fotografiamo il Torrazzo, il Duomo e il Battistero. Proseguiamo fino a Largo Boccaccino, giriamo a sinistra su via Mercatello e ancora a sinistra su Corso Mazzini. Giunti a Piazza Roma giriamo a destra imboccando via Alessandro Manzoni. Proseguiamo sempre dritto su questa strada che è controsenso per le automobili ma dove è consentito il transito delle biciclette, giriamo a destra su largo Paolo Sarpi e poi a sinistra su via Gaspare Aselli. Oltrepassiamo il semaforo attraversando via Trento e Trieste e al semaforo successivo giriamo a sinistra imboccando la SP234 – Via Dante. Pedaliamo verso la stazione, giriamo a destra, imbocchiamo via Cimitero e arriviamo al parcheggio dove al mattino avevamo lasciato l’auto. 12/03/2016. Per visualizzare altre foto: link

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