Tirano - Santa Perpetua - Novaglia - Lughina - Campocologno (Sondrio)

Località di partenza Tirano (430 m) Sondrio
Lunghezza 11,4 km
Quota massima 1467 m Lughina
Dislivello complessivo in salita 1174 m
Arrivo Tirano (430 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - S. Perpetua - Novaglia - Ramaione - Lughina
Parcheggio libero Tirano, prima della Basilica, sulla sinistra - Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SS38 in direzione di Tirano. Passato il paese di Villa di Tirano, dopo la prima rotonda si prosegue per circa 85 metri e si gira a sinistra dove c’è un ampio parcheggio gratuito.
Santa Perpetua: panorama su Tirano e il SantuarioLasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo sulla pista ciclopedonale che si dirige verso la frontiera Svizzera. Il sole non ha ancora raggiunto il fondovalle ma illumina i vigneti posti qualche metro sotto lo xenodochio (luogo di pellegrinaggio) di Santa Perpetua. Giunti al ponte, giriamo a sinistra, oltrepassiamo il torrente Poschiavino, e iniziamo a salire su sentiero con ripidi tornantini. In alto, davanti a noi, si erge la chiesetta di Santa Perpetua, abbarbicata sulla viva roccia che si staglia nel cielo oggi di un bel colore blu intenso. A mano a mano che saliamo possiamo ammirare il Santuario della Madonna di Tirano dove è stata aperta la Porta Santa in occasione dell’Anno Santo della Misericordia. Affrontiamo una ripida scalinata formata da tronchetti di legno e terra e anche di gradini di pietra fino alle mura della chiesa. Il sentiero è affiancato dai lampioni e probabilmente è possibile percorrerlo anche la sera. Arrivati alla chiesa di Santa Perpetua (XI sec.), la troviamo chiusa. Necessita di qualche lavoro di restauro. Andiamo oltre fino al Tirano: Santa Perpetuabelvedere da dove è possibile ammirare il panorama su Tirano. Da Tirano a qui abbiamo percorso circa 380 metri superando un dislivello di 103 metri con una pendenza media del 27,5%. Tornati davanti alla chiesa, che si trova a 550 metri di altezza, seguiamo la segnaletica verticale indicante Novaglia (ore 1), Lughina (ore 2,40), Ramaione (1,40 ore) e Stavello (2,30 ore). La carrareccia acciottolata sale con un paio di curve e poi si inoltra nel bosco di castagni. Qui conosciamo Pierino e Wilma, che si stanno dirigendo a Ramaione, e decidiamo di percorrere un tratto di sentiero insieme. Sono degli ottimi camminatori e saliamo lungo il sentiero che si snoda a fianco della montagna. Facciamo una breve sosta per bere da una fontanella e poi riprendiamo il cammino. Giunti a Noveglia (885 m) rimaniamo stupiti dall’inatteso pianoro e dalle belle baite con vista sulla piana dell’Adda e le cime delle Alpi Orobie. Da Santa Perpetua a qui abbiamo percorso 1,3 km superando un dislivello di 330 metri con una pendenza media del 24,2%. La segnaletica Novaglia: segnaletica verticaleverticale indica Ramaione (0,40 ore), Lughina (1,40 ore) e Stavello (1,30 ore). Proseguiamo su asfalto per un breve tratto, poi la strada entra nel bosco, dove troviamo un bivio senza nessuna segnalazione. Grazie al Garmin vediamo quale delle due strade è quella giusta e così proseguiamo dritto senza problemi. Continuiamo la salita fino ad incrociare il sentiero che sale da Villa di Tirano. Qui la segnaletica verticale indica Ramaione (0,20 ore), Lughina (1,20 ore) e Stavello (1,15 ore). Seguiamo quest’ultimo e dopo un altro tratto di salita raggiungiamo l’asfalto. Salutiamo Pierino e Wilma, che preferiscono continuare sulla strada asfaltata per raggiungere Ramaione, mentre noi proseguiamo sul sentiero. Ancora un breve tratto di salita e siamo al paesino di Ramaione (1109 m). La segnaletica verticale indica Lughina (ore 1) e Stavello (ore 1). Da Novaglia a qui abbiamo percorso 850 metri superando un dislivello di 202 metri con una pendenza media del 24%. Continuiamo in salita, entriamo nel bosco e arriviamo in un bel punto panoramico dove si può vedere il viadotto elicoidale di Brusio dove passa quotidianamente il famoso trenino rosso del Bernina, patrimonio UNESCO, e, più in alto, il paesino di Viano. In lontananza, la chiesetta di San Romerio. La salita, sempre dura, si svolge all’interno del bosco di abeti e giunti all’immissione della strada che sale da Villa di Tirano, dove la segnaletica verticale indica Lughina (0,05 ore), Frantelone (1,15 ore) e Prato Valentino (5,45 ore). Ancora pochi passi e arriviamo a Lughina (1450 m), proprio sotto la vecchia Lughina: la ex caserma della Guardia di Finanzacaserma della Guardia di Finanza, oggi diroccata, vicino al confine con la Svizzera. Da Ramaione a qui abbiamo percorso 1,3 km superando un dislivello di 340 metri con una pendenza media del 25,8%. Ci incamminiamo verso destra e passati alcuni larici notiamo la prima baita e la neve che ricopre il pianoro. Proseguiamo verso le altre baite fino ad arrivare davanti al laghetto dove ci fermiamo per un panino e per bere un pò di tè caldo. Dopo questa sosta ristoratrice ci rimettiamo in cammino e decidiamo di scendere dal versante svizzero. Ci dirigiamo verso la segnaletica verticale di colore giallo, tipica della Svizzera, indicante Scala (1 ora) e Campocologno (1,45 ore) a destra, mentre Piana (0,35 ore), Rossal (1,15 ore) e Cavaione (2 ore) dritto. Decidiamo di scendere a destra e affrontiamo un tratto di sentiero leggermente esposto dove è necessario prestare molta attenzione. Superiamo i primi 200 metri di dislivello negativo affrontando una pendenza media del 26% poi il sentiero si innesta in uno più sicuro e scende, sempre in forte Lughina: il laghettopendenza fino a giungere a Scala (863 m). Da Lughina a qui abbiamo percorso 2,5 km con una pendenza media del 22,8% e superando 569 metri di dislivello negativo. La segnaletica verticale indica Campocologno (0,45 ore), continuiamo a scendere, su comodo sentiero, passando vicino alla condotta forzata che prende l’acqua dal lago di Poschiavo, passando per il Monte Scala fino alla centrale idroelettrica di Campocologno. Questa centrale, costruita tra il 1904 e il 1907, fu per alcuni mesi la centrale con il salto maggiore al mondo e diversi visitatori interessati a tale tecnica accorsero in Valposchiavo per ammirare questa opera pionieristica. A mano a mano che scendiamo il sentiero si allarga e poco di prima di arrivare a Campocologno diventa una carrareccia. Giunti al bivio giriamo a destra, senza entrare in Campocologno e ci dirigiamo verso la frontiera. Da Scala a qui abbiamo percorso 1,6 km con un dislivello medio del 20,5% e una pendenza negativa di 326 metri. Proseguiamo fino a quando arriviamo al passaggio a livello, lo oltrepassiamo e procediamo a fianco dei binari, su piccola traccia di sentiero. Purtroppo, vista la mancanza della segnaletica verticale indicante Tirano, non abbiamo preso il sentiero Tirano: passaggio del trenino rosso del Bernina davanti al Santuarioche passa dalla parte opposta dei binari, pertanto suggeriamo di seguire le frecce gialle indicanti Via Albula Bernina orientate verso l’Italia. Dopo questo tratto a fianco dei binari arriviamo in una piazzola dove un pannello didattico illustra i crotti di Piattamala, due costruzioni in pietra dove venivano conservati al fresco salumi, formaggi, verdura o altri cibi richiedenti una bassa temperatura. In questa località, nel 1884, durante uno scavo, furono rinvenuti due pugnali di bronzo del XVII secolo a.C. in buone condizioni di conservazione e di grande raffinatezza artistica. Proseguiamo per un altro breve tratto, attraversiamo i binari e continuiamo nel bosco in direzione di Santa Perpetua. Il sentiero sale con pendenza regolare e dopo aver percorso circa 800 metri, con pendenza media del 6,6%, raggiungiamo Santa Perpetua. Da qui scendiamo al parcheggio percorrendo lo stesso sentiero che avevamo percorso la mattina. 05/02/2016. Per visualizzare altre foto: link.

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