Sentiero Matilde: Ciano d'Enza - Castello di Canossa (Reggio Emilia)

Località di partenza Ciano d'Enza (200 m) Reggio Emilia
Lunghezza 13 km
Quota massima 553 m
Dislivello complessivo in salita 555 m
Arrivo Ciano d'Enza (200 m) Reggio Emilia
Acqua lungo il percorso SI - Castello di Canossa
Parcheggio libero Via dei caduti in Russia - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende la strada provinciale 513R in direzione di Traversetolo e si prosegue verso San Polo d'Enza. Si continua sulla SP513R in direzione di Castelnovo Monti e giunti a Ciano d’Enza, si sottopassa la linea ferroviaria. Si gira subito a sinistra imboccando via Vico e poi ancora a sinistra su via dei caduti in Russia dove c’è il parcheggio.
Il castello di Rossena e la torre Rossenella visti dai calanchi sotto il castello di CanossaLasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a camminare percorrendo la strada che conduce al campo sportivo. Da qui parte lo sterrato e dopo aver guadato il torrente Vico, prestando attenzione al ghiaccio, proseguiamo sulla carrareccia seguendo la segnaletica verticale indicante Castello di Canossa (ore 2), Cavandola (ore 2,40) e Cerredolo de Coppi (ore 3, 15). Proseguendo in piano sul Sentiero Matilde costeggiamo sempre il torrente Vico mantenendolo sulla nostra sinistra. Continuiamo sempre dritto, attraversiamo di nuovo il torrente Vico e camminiamo senza difficoltà in leggera salita. Giunti ad un bivio giriamo a destra lasciando la carrareccia e imboccando il sentiero che si snoda poco più in alto del torrente. Facendo attenzione dove il sentiero è franato proseguiamo verso Canossa. Di fianco è possibile vedere il castello di Rossena ma non la I calanchi sotto il castello di Canossatorre Rossenella. Continuiamo sul sentiero mantenendo il torrente sulla nostra destra, costeggiando un’area dedicata all’addestramento cani. Qui troviamo una serie di pannelli didattici che illustrano i rettili della zona di Riverzana. Fortunatamente il sentiero è in pieno sole e possiamo godere del suo tepore in questa giornata fredda (1° C). Il sentiero si snoda all’interno del sito d’importanza comunitaria (SIC) denominato “Rupe di Campoterra-Rossena”. Il sentiero è in alcuni punti lastricato di ghiaccio e bisogna prestare molta attenzione. Nel punto in cui il sentiero si discosta dal torrente inizia la salita. I primi 500 metri hanno una pendenza media del 12,5% poi il sentiero sale con più decisione. Attraversiamo un boschetto con gli alberi curvati dal vento e arriviamo ai calanchi. Alzando lo sguardo notiamo subito il castello di Canossa, mentre dalla parte opposta si vede il castello di Rossena e la torre Rossenella. Il tratto Castello di Canossa: panoramadi sentiero che attraversa i calanchi è ricoperto dal fango. E’ consigliabile percorrerlo quando il terreno è asciutto. Noi siamo fortunati perché il gelo rende il fondo compatto e non c’è pericolo di scivolare. Superiamo il tratto dei calanchi lungo 300 metri con una pendenza media del 26,2%. Giunti nel prato arriviamo ai piedi del castello e dopo aver affrontato l’ultimo tratto di salita camminando nell’erba ci immettiamo sulla carrareccia. Ci manteniamo sulla destra, dove lo sterrato lascia il posto al lastricato in pietra. Giriamo a sinistra e arriviamo nel piazzale d’ingresso del castello. Qui c’è la biglietteria per la visita al castello e al museo matildico (3 euro a persona). Avendo già visitato il castello nel 2015 decidiamo di proseguire. Ci rechiamo nel piazzale da dove è possibile fotografare le mura della rocca e dove la segnaletica verticale indica Grassano (ore 1,30), Quattro Castella (ore 4,20) e Rossena (ore 1,30). Noi proseguiamo verso Grassano e ci fermiamo alla chiesa di San Biagio. La chiesa è in completo stato di abbandono e non è Castello di Canossapossibile visitarla. Camminiamo sulla SP73 sempre in direzione di Grassano e giunti al bivio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Riverzana (1 km). Imboccando il Sentiero dei Ducati che inizia subito in discesa. Giunti velocemente a Riverzana (406 m) scopriamo che il sentiero principale è interrotto da una recinzione che ne impedisce l’accesso. Proviamo ad aggirarlo senza successo e così siamo costretti a tornare indietro per un breve tratto e proseguire seguendo la segnaletica verticale che indica Grassano-Pietre (ore 1), Quattro Castella (ore 3,50) e Rossena (ore 1). Seguendo i segnavia bianco-rosso scendiamo con decisione, costeggiamo un piccolo laghetto e alla fine ci immettiamo nuovamente sul sentiero principale. C’è una piccola area di sosta, dove alcuni pannelli didattici illustrano la flora della zona e il Sentiero Matilde. Proseguiamo sulla carrareccia, oltrepassiamo Mulino del Fontanile, completamente diroccato, e arriviamo a Grassano Basso (418 m). Panorama verso il castello di RossenaRipreso l’asfalto, giriamo a sinistra, anche se non ci sono indicazioni, percorriamo 80 metri e giriamo a destra. Qui ignoriamo la segnaletica verticale indicante Grassano-Pietre (ore 0,10), Quattro Castella (ore 2,50) e Madonna della Battaglia (ore 1,50). Giriamo subito a sinistra e quasi alla fine della strada giriamo a destra, attraversiamo il cortile di un’azienda agricola e continuiamo imboccando la carrareccia che scende moderatamente. Camminiamo mantenendoci sulla quota dei 400 metri fino ad un bivio dove giriamo a sinistra e iniziamo a scendere con più decisione. La carrareccia è molto bella ed è possibile percorrerla anche in MTB. In lontananza, coperto di neve, possiamo vedere il Monte Cusna (2120 m), la più alta cima dell’Appennino Reggiano e seconda in altitudine solo al Monte Cimone (2165 m) per quanto riguarda l’Appennino Settentrionale. Giunti ad un altro bivio giriamo a sinistra imboccando un sentiero che scende molto ripido fino ad arrivare al torrente Vico. Oltrepassiamo il torrente, ci immettiamo sul sentiero che avevamo percorso all’andata, giriamo a destra e dopo pochi passi raggiungiamo il campo sportivo. Guadiamo il torrente Vico e continuiamo fino al parcheggio, dove avevamo lasciato l’auto. 17/01/2016

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