Nago - Mori - Rovereto (Trento)

Località di partenza Nago (150 m) Trento
Lunghezza 39,7 km
Quota massima 287 m Passo San Giovanni
Dislivello complessivo in salita 477 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Nago (150 m) Trento
Acqua lungo il percorso SI - Mori - Rovereto
Parcheggio libero Nago, via del Trenin - Link
Traccia GPX Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall'autostrada A22 si esce al casello di Rovereto Sud - Lago di Garda Nord e si prosegue verso Riva del Garda percorrendo la SS240. Arrivati a Nago, alla rotonda, si gira a destra imboccando via del Trenin.
Nago: i vigneti Lasciamo l’auto nel parcheggio e pedaliamo su via del Trenin fino alla fine. Giriamo a sinistra, proseguiamo su via della stazione, usciamo da Nago passando a fianco alle piantagioni di ulivi e vigneti. Proseguiamo su questa stradina a scarso traffico e giunti all’incrocio teniamo la sinistra sottopassando la SS240. Poco dopo, al bivio, teniamo la sinistra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile indicante Loppio, San Tomè e Rovereto (14,1 km). Passiamo a fianco ad un’area di sosta e continuiamo a pedalare fra ulivi e vigneti.Rovereto: piazza delle Erbe, la fontana Affrontiamo una breve salita lunga 250 metri con una pendenza media del 7%, sottopassiamo la SS240 e arriviamo al Passo San Giovanni (287 m). Ci lanciamo in discesa fino ad arrivare al lago di Loppio, che a causa di un disastro ambientale, avvenuto nel 1956 durante i lavori per la costruzione della galleria Adige-Garda, si è completamente vuotato e attualmente è classificato come zona umida. Decidiamo di non visitare l’isola di Sant’Andrea in questo momento perché si trova completamente all’ombra e così proseguiamo verso Mori. La pista ciclabile si snoda a fianco della SS240, in alcuni casi ad un livello inferiore. Arrivati a Loppio passiamo davanti alla chiesa dedicata a Maria Assunta poi sottopassiamo la SS240 e proseguiamo verso Mori pedalando fra i vigneti. Arrivati a Mori percorriamo via Paolo Orsi poi procediamo a fianco di via del Garda, sempre su pista ciclabile, e giunti all’incrocio attraversiamo la strada imboccando via F.lli Benedetti. Proseguiamo su questa strada, sempre seguendo la segnaletica verticale e orizzontale, e giunti all’incrocio con via Garibaldi giriamo a destra proseguendo dritto fino a piazza Cal di Ponte. Alla rotonda imbocchiamo via Malfatti seguendo la puntuale segnaletica verticale. Siamo sulla pista ciclabile che conduce a Rovereto e dopo poco rimaniamo affascinati dal sottopasso circolare cheRovereto: la fontana e il palazzo della Cassa di Risparmio permette alle biciclette di oltrepassare, senza la minima difficoltà, la SS240. E’ d’obbligo fare i complimenti al Comune di Mori per quest’opera e la perfetta manutenzione della pista ciclabile. Proseguiamo seguendo l’ottima segnaletica orizzontale e pedaliamo in tranquillità a fianco di via Giovanni XXIII. Superato un altro sottopasso inizia la discesa, poi, dopo una breve salita giriamo a destra imboccando via San Biagio. Pedaliamo velocemente aiutati dalla pendenza a noi favorevole fino ad arrivare all’incrocio con la ciclabile dell’Adige. Giriamo a sinistra, mantenendo sulla nostra destra il canale, e raggiungiamo lo sbarramento dell’Adige. A causa dei lavori in corso non possiamo portarci dall’altra parte del fiume ma i previdenti operatori hanno predisposto una deviazione costruendo un nuovo tratto di pista ciclabile. Proseguiamo seguendo i Rovereto: il MARTcartelli di colore giallo della deviazione fino ad arrivare sulla SS240 dove giriamo a destra e oltrepassiamo il ponte Ravazzone sul fiume Adige. Appena dopo il ponte inizia la provincia di Rovereto, giriamo a destra e poi a sinistra immettendoci nuovamente sulla pista ciclabile. Un altro stupendo sottopasso illuminato permette di evitare l’attraversamento a raso della SS240 e in tutta sicurezza pedaliamo verso Rovereto. Il fiume Adige scorre sulla nostra sinistra, passiamo sotto l’Autostrada del Brennero – A22 e continuiamo sulla ciclabile fino a Rovereto dove l’immissione del torrente Leno obbliga a risalire verso via delle Zigherane. Oltrepassiamo il ponte, attraversiamo la strada e proseguiamo su pista ciclabile mantenendo il torrente Leno sulla nostra destra. Dopo il campo sportivo sottopassiamo la linea ferroviaria, la SS12 del Brennero e giriamo a destra oltrepassando il ponte sul Leno. Sempre su pista ciclabile proseguiamo verso il centro di Rovereto mantenendoRovereto: la cupola del MART il Leno sulla nostra sinistra. Giunti alla fine della strada giriamo a sinistra, oltrepassando nuovamente il Leno, poi giriamo a destra e all’incrocio giriamo a sinistra imboccando via Calcinari dove ci fermiamo un momento per vedere la chiesa del Suffragio (1745). Ritorniamo indietro su via Calcinari e poi giriamo a sinistra su via Carlo Bertolini arrivando in piazza del Podestà. Ci fermiamo per visitare il palazzo Pretorio (1417) sede del Comune di Rovereto. Nel piazzale interno si possono osservare degli affreschi raffiguranti il leone di Venezia e alcuni scudi araldici. Ritornati in piazza del Podestà fotografiamo il mortaio skoda da 305/10 e il monumento dedicato a Damino Chiesa e Fabio Filzi. Dopo questa breve visita imbocchiamo Contrada dei Portici e proseguiamo su questa strada stretta sormontata da numerosi archi. Un tratto della pista ciclabileArrivati a Piazza del Grano proseguiamo dritto su via Mercerie, oggi occupata dalle bancarelle del mercato. Fotografiamo la fontana che sorge in piazza delle Erbe, proseguiamo dritto fino al bivio con via Rialto dove giriamo a destra e raggiungiamo la chiesa di San Marco (1460). Sulla facciata della chiesa spicca l’alto rilievo rappresentante il leone di San Marco, testimoniante l'antico dominio della repubblica Serenissima di Venezia. Di fronte alla chiesa sorge Casa Fedrigotti, casa natale di Damiano Chiesa, dove una targa commemorativa recita: «Qui nasce nel 1894 Damiano Chiesa». Ritorniamo indietro su via Rialto e proseguiamo verso destra giungendo in piazza Cesare Battisti dove sorge la fontana del Nettuno, opera dello scultore Domenico Molin. Proseguiamo dritto e dopo poco ci fermiamo per fotografare il palazzo della Cassa di Risparmio, tutto affrescato. Continuiamo dritto imboccando Corso Angelo Bettini,Loppio: isola di Sant'Andrea passiamo a fianco del palazzo che ospita un distaccamento dell’Università di Trento e arriviamo al MART, il museo di arte moderna e contemporanea opera dell’architetto Mario Botta. Molto bella la cupola in acciaio e plexiglas, ispirata a quella del Pantheon di Roma, che da luce alla piazzetta e che si riflette nella fontana. Riprendiamo la visita di Rovereto, ripercorriamo Corso Bettini fino ad arrivare nuovamente in piazza Cesare Battisti dove giriamo a destra imboccando via Mazzini. Passiamo a fianco della chiesa di Loreto e proseguiamo su questa strada fino ad arrivare all’incrocio con via Dante. Giriamo a sinistra e proseguiamo sulla pista ciclabile che si snoda a fianco della strada. Giunti al monumento all’Alpino ci fermiamo per scattare una fotografia Il lago di Loppio visto dall'Isola di Sant'Andreapoi proseguiamo costeggiando i giardini su via Leno Destro. Ci ricolleghiamo con il percorso dell’andata e lo seguiamo fino a raggiungere l’isola di Sant’Andrea, che adesso è in pieno sole. Entriamo nell’area protetta spingendo le biciclette e ci incamminiamo lungo il sentiero che sale verso sinistra. Dopo pochi metri arriviamo in una piana dove sono visibili alcuni muretti in pietra che appartenevano a vecchie case. Seguendo il sentiero si arriva nella zona sacra, costituita dai resti della chiesa di Sant’Andrea. Poco più avanti c’è un punto panoramico da cui si gode di una vasta visuale sul lago. Tornati sulla pista ciclabile la seguiamo fino a raggiungere il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 03/11/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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