Riva del Garda - Sentiero del Ponale - Lago di Ledro - Pregasina (Trento)

Località di partenza Riva del Garda (65 m) Trento
Lunghezza 40,4 km
Quota massima 691 m
Dislivello complessivo in salita 1109 m
Ciclabilità 100% - 70% sterrato e 30% asfalto
Arrivo Riva del Garda (65 m) Trento
Acqua lungo il percorso Prè di Ledro - Molina di Ledro - Pregasina
Parcheggio libero Viale Giosuè Carducci - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall'autostrada A22 si esce al casello di Rovereto Sud - Lago di Garda Nord e si prosegue verso Riva del Garda percorrendo la SS240. Arrivati a Riva del Garda, dopo la caserma dei Vigili del Fuoco, sulla destra, c’è il parcheggio libero.
Riva del Garda: la torre ApponaleLasciamo l’auto nel parcheggio di viale Carducci, attraversiamo la strada sulle strisce pedonali imboccando via Friedrich Nietzche, e proseguiamo sulla pista ciclabile che conduce lungo le sponde del lago di Garda costeggiando il torrente Varone. Arrivati in riva al lago giriamo a destra e proseguiamo sul lungolago fino ad arrivare in Piazza Garibaldi dove ci fermiamo per fotografare la Rocca (XII sec.), circondata dal canale con ponte levatoio e il lago di Garda. Proseguiamo pedalando sul lungolago marinai d’Italia e arriviamo in piazza III Novembre dove sorge la torre Apponale (XIII sec.), alta 34 metri. Sempre seguendo il lungolago giungiamo sulla SS45bis e proseguiamo sul marciapiede ciclopedonale passando davanti all’imponente costruzione della Centrale Idroelettrica del Ponale, costruita negli anni Venti per sfruttare l’acqua del lago di Ledro, fatta scendere con una galleria forzata nella roccia. La centrale è opera dell’architetto Giancarlo Maroni, noto come l'artefice del Vittoriale, dimora di Gabriele D'Annunzio a Gardone. Fotografiamo il numen aquarumSentiero del Ponale: panorama che si trova sulla facciata, opera dello scultore Silvio Zaniboni e proseguiamo fino ad imboccare l’inizio della strada del Ponale. La giornata è molto bella e calda, decidiamo di toglierci i gambali e il giubbetto antivento e di procedere con la divisa estiva. Montati in sella alle nostre MTB affrontiamo la salita su sterrato che si snoda a picco sul lago con a fianco alte pareti rocciose. I primi 500 metri hanno una pendenza media del 6% e saliamo senza difficoltà. La strada del Ponale è quanto di meglio si può godere dal punto di vista paesaggistico, con panorami mozzafiato sull'alto Garda e i monti che lo circondano. Dopo aver oltrepassato alcune gallerie scavate nella roccia, giungiamo ad un incrocio dove proseguendo dritto si raggiunge Pregasina mentre girando a destra si sale verso Molina di Ledro. Dall’inizio della strada del Ponale a qui abbiamo percorso 3 km con una pendenza media del 5,4% superando un dislivello di 160 metri. Lo sterrato lascia il posto all’asfalto, giriamo a destra e affrontiamo alcuni tornanti che offrono dei bei punti panoramici. Dopo 1,8 km con pendenza media del 5,6% arriviamo all’imbocco della SS240 proprio nel punto in cui finisce la lunga galleria (5 km) che collega Riva del Garda con Molina di Ledro. Imbocchiamo la SS240 e percorriamo circa 400 metri fino ad arrivare all’incrocio sulla sinistra dove giriamo seguendo l’indicazione stradale per Pregasina. Appena dopo il ponte sul torrente Ponale giriamo a destra imboccando la pista ciclabile sterrata che conduce a Molina di Ledro. Sentiero del Ponale: panorama verso Riva del GardaI primi 100 metri hanno una pendenza del 10,6% poi la carrareccia si spiana e i successivi 1,9 km hanno una pendenza media del 4,5%. Poco prima di Prè di Ledro oltrepassiamo il torrente Ponale ed entriamo nel paese percorrendo una stradina in pavé. Pedaliamo fra le case del paese giungendo all’incrocio con via San Giacomo dove giriamo a sinistra. Dopo la chiesa, al bivio, proseguiamo dritto seguendo la segnaletica verticale indicante Molina di Ledro. Inizia adesso una dura salita lunga 780 metri con pendenza del 9% che con alcuni tornantini conduce ad un bivio dove bisogna girare a sinistra. La segnaletica verticale indica Molina (0,7 km e 70 m di dislivello) e Lago di Ledro (1,6 km e 100 metri di dislivello). E’ la prima volta che vediamo una segnaletica verticale indicante il dislivello che si deve affrontare e pensiamo che questa sia una buona idea perché fornisce un dato importante per il ciclista. Affrontiamo la salita e dopo 570 metri Lago di Ledro, panorama verso Purcon pendenza media del 12,3% arriviamo a Molina di Ledro dove ci fermiamo un momento per fotografare la chiesa. Dal sagrato si ha una bella vista sul monte Cima Oro (1802 m) ricoperto con i colori autunnali. Dopo questa breve sosta rimontiamo in sella alle nostre MTB e ci dirigiamo al lago di Ledro che raggiungiamo dopo aver percorso circa 800 metri. Qui c’è la sede del Museo delle palafitte e dal 2011, Molina di Ledro, fa parte dell'UNESCO all'interno del sito sovranazionale denominato Antichi insediamenti sulle Alpi e costituito da 111 siti archeologici palafitticoli localizzati sulle Alpi e nelle loro immediate vicinanze. Ci fermiamo in riva al lago per scattare numerose fotografie. Il lago sembra uno specchio e i colori autunnali ne accentuano la bellezza. Iniziamo il giro del lago fermandoci di tanto in tanto per scattare fotografie in quanto da ogni posizione si godono panorami bellissimi. Dopo 2 km arriviamo a Pur dove c’è una grande area attrezzata con panchine e tavoli all’interno di un bel prato verde che si affacciata sulla baia. Lago di Ledro: un tratto del sentieroProseguiamo su asfalto fino a quando, dopo l’ultima casa inizia lo sterrato. Il tratto all’interno del bosco è molto suggestivo, anche se non ci sono dei punti particolarmente panoramici, e dopo 1,3 km di sterrato arriviamo a Pieve di Ledro dove riprendiamo l’asfalto. Da Molina di Ledro a qui abbiamo percorso 5 km. Giunti all’incrocio con via A. Foletto giriamo a destra e pedaliamo verso la sponda del lago. Oltrepassiamo la sbarra, proseguiamo sul vialetto ghiaiato girando verso sinistra e ci fermiamo per fotografare un bel salice piangente che si affaccia sulla baia. Il posto è molto bello ed invita ad una sosta così noi approfittiamo per mangiarci un panino. Rimontati in sella proseguiamo la pedalata imboccando la pista ciclabile che costeggia il lago dirigendoci verso Mezzolago. La ciclabile è molto bella, il terreno è in terra battuta e si svolge a fianco del lago affiancato da belle staccionate in legno. Dopo 2 km giungiamo a Mezzolago, dove la ciclabile finisce e siamo costretti a procedere su asfalto. Evitiamo di Molina di Ledro: il lago di Ledropassare all’interno del paese e proseguiamo sulla SS240, in questa stagione scarsamente trafficata. Dopo aver oltrepassato il km 31, sulla destra c’è una piazzola di sosta e l’inizio dell’altro tratto di pista ciclabile. Purtroppo a causa dei lavori in corso la ciclabile è chiusa e noi siamo costretti a proseguire sulla SS240 fino ad arrivare al parco pubblico che si affaccia sulla baia. Facciamo una deviazione ed entriamo nel parco dirigendoci verso la baia formata da fine ghiaietto. Il posto è magnifico e merita sicuramente una sosta. Nel 2011 eravamo partiti da qui per effettuare l’itinerario verso Passo Tremalzo e Passo Nota (link). Continuiamo il nostro giro tornando a Molina di Ledro e percorrendo a ritroso la stessa strada dell’andata fino a quando arriviamo all’incrocio stradale per Pregasina. Da qui proseguiamo dritto sulla SP234 percorrendo un tratto asfaltato lungo circa 1 km che per i ciclistiMolina di Ledro: le palafitte termina all’inizio della galleria, lunga 986 m, che porta direttamente a Pregasina. Qui le biciclette devono seguire la segnaletica verticale indicante il percorso ciclistico per Riva del Garda e imboccare il sentiero sterrato situato a sinistra della galleria. Gli ultimi metri del sentiero sono molto impegnativi, perché il fondo è roccioso e irregolare, con forte pendenza. Arrivati nuovamente sull’asfalto giriamo a destra dirigendoci verso Pregasina. Percorriamo 1,5 km con pendenza media del 9% superando vari tornanti con viste mozzafiato verso il lago e Riva di Garda. Arrivati allo sbocco della galleria riprendiamo la SP234 fermandoci al piazzale del belvedere dove la statua della Regina Mundi domina una vista sul lago veramente spettacolare. Proseguiamo fino al centro del paese di Pregasina (515 m) pedalando per 1,3 km con pendenza media dell’8,6% arrivando al Bar Panorama (chiuso in questa stagione) dove ci fermiamo su una panchina per gustarci un altro panino. Da questa piazzetta con fontana riprendiamo le MTB e Pregasina: Regina Mundiimbocchiamo la strada di fronte che in salita su pavé conduce alla chiesetta di Pregasina da dove si gode un bel panorama. Dopo questa sosta risaliamo in sella e percorriamo a ritroso lo stesso itinerario dell’andata fino ad arrivare a Riva del Garda. Qui decidiamo di fare una breve visita della cittadina fermandoci alla chiesa dedicata a Santa Maria Assunta dove alle spalle dell’altare maggiore spicca il grande quadro dell’Assunta, opera del Craffonara. Usciti dalla chiesa passiamo sotto la torre e imbocchiamo viale Roma arrivando alla chiesa dell’Inviolata (1603) che purtroppo è chiusa. Torniamo indietro per la stessa strada e ci dirigiamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 02/11/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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