Mori - Rovereto - Trento - Castel Beseno (Trento)

Località di partenza Mori (204 m) Trento
Lunghezza 83,3 km
Quota massima 441 m
Dislivello complessivo in salita 849 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Mori (204 m) Trento
Acqua lungo il percorso SI - lungo la ciclabile - Trento - Calliano - Besenello
Parcheggio libero Via San Giovanni - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall'autostrada A22 si esce al casello di Rovereto Sud - Lago di Garda Nord e si prosegue verso Riva del Garda percorrendo la SS240. Dopo la galleria si prende la prima uscita a destra seguendo l’indicazione Mori centro. Si continua su questa strada fino a quando si gira a sinistra imboccando via della Capitania che dopo l’incrocio diviene via San Giovanni.
Il fiume AdigeLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio vicino al campo sportivo e proseguiamo su via San Giovanni fino all’incrocio con via S. Salvotti dove giriamo a destra. La piazza è ancora in ombra e così proseguiamo su via Salvotti fino ad arrivare all’incrocio con via Fabio Filzi dove giriamo a sinistra. Percorriamo questa via, che più avanti diviene via Garibaldi fino ad arrivare in piazza Cal di Ponte. Alla rotonda imbocchiamo via Malfatti seguendo la puntuale segnaletica verticale. Siamo sulla pista ciclabile che conduce a Rovereto e dopo poco rimaniamo affascinati dal sottopasso circolare che permette alle biciclette di oltrepassare, senza la minima difficoltà, la SS240. E’ d’obbligo fare i complimenti al Comune di Mori per quest’opera e la perfetta manutenzione della pista ciclabile. Proseguiamo seguendo l’ottima segnaletica orizzontale e pedaliamo in tranquillità a fianco di via Giovanni XXIII. Superato un altro sottopasso inizia la discesa, poi, dopo una breve salita giriamo a destra imboccando via San Biagio. Pedaliamo velocemente aiutati dalla pendenza a noi favorevole fino ad arrivare all’incrocio con la ciclabile dell’Adige. Giriamo a sinistra, mantenendo sulla nostra destra il canale, e raggiungiamo lo sbarramento dell’Adige. A causa dei lavori in corso non possiamo portarci dall’altra parte del fiume ma i previdenti operatori hanno predisposto una deviazione costruendo un nuovo tratto di pista ciclabile. Proseguiamo seguendo i Trento: S. Apollinarecartelli di colore giallo della deviazione fino ad arrivare sulla SS240 dove giriamo a destra e oltrepassiamo il ponte Ravazzone sul fiume Adige. Appena dopo il ponte inizia la provincia di Rovereto, giriamo a destra e poi a sinistra immettendoci nuovamente sulla pista ciclabile. Un altro stupendo sottopasso illuminato permette di evitare l’attraversamento a raso della SS240 e in tutta sicurezza pedaliamo verso Rovereto. Il fiume Adige scorre sulla nostra sinistra, passiamo sotto l’Autostrada del Brennero – A22 e continuiamo sulla ciclabile fino a Rovereto dove l’immissione del torrente Leno obbliga a risalire verso via delle Zigherane. Oltrepassiamo il ponte sul Leno e giriamo a sinistra continuando a pedalare sulla pista ciclabile. Decidiamo di non visitare Rovereto, anche perché abbiamo in programma la visita nei prossimi giorni. Arrivati in piazza Filzi ci fermiamo a fotografare la fontana sormontata da un obelisco e la torre, che funge da campanile, della chiesa di San Nicolò (1479). Proseguiamo seguendo la segnaletica orizzontale imboccando via Libertà e girando a sinistra dopo la chiesa di San Nicolò. Siamo di nuovo sulla pista ciclabile che costeggia l’Adige, grazie ad un altro sottopasso, oltrepassiamo via Adige e dopo poco raggiungiamo uno spiazzo adibito ad area di sosta dove alcune sculture raffigurano dei ciclisti. Una foto è d’obbligo! Rimontati in sella pedaliamo velocemente su questa bella pista ciclabile che prosegue sempre costeggiando Trento, piazza Duomo, particolare della fontana del Nettunol’Adige. Notiamo estesi vigneti disposti nelle caratteristiche “pergole” con i tralci a festoni che occupano quasi interamente il fondovalle. Siamo nella zona di produzione del Marzemino superiore dei Ziresi. In alto, sulla destra di Rovereto, notiamo il Sacrario di Castel Dante, un’imponente costruzione cilindrica che contiene le salme dei caduti della prima guerra mondiale. Continuiamo a pedalare lungo la Val Lagarina e arrivati nei pressi di Calliano oltrepassiamo il bel ponte ciclopedonale, formato da un mezzo arco con dei tiranti in acciaio. Ci portiamo sulla sponda opposta dell’Adige. Qui la ciclabile prosegue mantenendo l’Autostrada A22 sulla sinistra e l’Adige sulla destra. Dopo 2,6 km un altro ponte ci riporta sull’altra sponda e proseguiamo lungo la pista ciclabile in direzione di Trento. Poco prima di Mattarello un cartello didattico informa che siamo al 46° Parallelo Nord e così ci fermiamo per scattare una foto. Riprendiamo a pedalare, passiamo a fianco dell’aeroporto di Trento e giunti al ponte successivo oltrepassiamo nuovamente l’Adige proseguendo sulla sponda opposta. E’ incredibile come i progettisti siano riusciti ad evitare tutti gli attraversamenti a raso mantenendo il ciclista sempre in sicurezza sulla pista ciclabile e senza interrompere il ritmo della pedalata. Questo è un esempio da prendere a modello per chi volesse progettare una bella e funzionale pista ciclabile. Proseguiamo mantenendo l’Adige sulla nostra destra, giunti al ponte giriamo a destra Trento: il Duomoe ci portiamo dall’altra parte. Siamo a Trento, passiamo nei pressi del campo sportivo e giunti a ponte San Lorenzo giriamo a sinistra. Ci fermiamo sul ponte per fotografare la chiesa di S. Apollinare (XIV sec.) che ha un caratteristico tetto ad acuta cuspide. Oltrepassato l’Adige proseguiamo su via Brescia fino ad arrivare in Piazza Divisioni Alpine dove al centro svetta un monumento ai caduti. Su un lato della piazza ci sono cinque colonne sormontate da altrettante aquile rappresentanti le cinque divisioni alpine che hanno costruito la strada che porta al mausoleo di Cesare Battisti. Proseguiamo dritto per pochi metri, poi giriamo a destra su via Dòs Trento fino a quando, poco prima dei piloni che sostengono la SS45, giriamo a destra seguendo l’indicazione Museo Storico delle Truppe Alpine. Arrivati all’entrata dello stradello che conduce al monumento a Cesare Battisti, varchiamo il cancello e iniziamo una ripida salita che, nei primi 180 metri, ha una pendenza media del 15,6%. La strada ora sale con meno dislivello e i successivi 560 metri hanno una pendenza media del 11,5%. Arrivati davanti al monumento a Cesare Battisti, formato da un anello costituito da 16 colonne in pietra chiara e un ara in porfido, facciamo una sosta per la visita. All’interno, su pannelli didattici, c’è la descrizione della vita di Cesare Battisti e la sua appartenenza al movimento irredentista e un busto di marmo bianco. Non è possibile salire all’anello superiore dove c’è l’ara e così usciamo e Trento: castello del Buonconsiglioandiamo ad ammirare il panorama su Trento e la valle dell’Adige. A fianco del mausoleo, puntati in direzione della città di Trento, sono collocati quattro cannoni modello 105/28, facenti parte della cosiddetta "Batteria Battisti" che contrastano nettamente con la pace che regna in questo luogo. Finita la visita saliamo in sella alle nostre biciclette e scendiamo lungo la Strada degli Alpini che con alcuni tornanti e una galleria riporta in Piazza Divisioni Alpine. Lungo questa strada di discesa ci sono alcuni punti panoramici che consigliamo di non perdere e il Museo Storico delle Truppe Alpine. Torniamo al ponte San Lorenzo, oltrepassiamo l’Adige e proseguiamo dritto su via San Lorenzo che in questo tratto coincide con la ciclabile Claudia-Augusta. Sovrappassiamo i binari della ferrovia, giriamo a destra, attraversiamo via Torre Vanga e imbocchiamo via Andrea Pozzo, via delle Orfane fino ad arrivare alla chiesa di Santa Maria Maggiore (1520-24). Torniamo indietro per un breve tratto, giriamo a destra imboccando via Roma e poi giriamo a destra su via Belenzani. Questa è un’elegante via fiancheggiata da palazzi rinascimentali di tipo veneto. Fotografiamo il Palazzo Geremia con bella facciata affrescata e la Casa Alberti Colico con affreschi attribuiti a Fogolino. Entriamo dentro il bel cortile di Palazzo Thun oggi Municipio e poi ci rechiamo in piazza Duomo. Castel BesenoNotiamo subito la settecentesca fontana del Nettuno, il Duomo, il Palazzo Pretorio e le Case Cazuffi con affreschi del Fogolino. E’ una piazza veramente molto bella e facciamo numerose foto. Purtroppo il Duomo è chiuso e apre solo alle 14.30, per noi troppo tardi in quanto, in questa stagione, il sole scende molto presto. Proseguiamo la visita imboccando via S. Vigilio, poi via Mazzini, fino a giungere in Piazza della Fiera dove possiamo vedere un lungo tratto di mura merlate innalzate intorno alla città nel 1230. Torniamo indietro su via Mazzini e proseguiamo fino a Piazza Pasi dove ci fermiamo per scattare alcune foto. Entriamo nuovamente in Piazza Duomo e ci fermiamo sui gradini della fontana del Nettuno per mangiarci un panino. Finita questa breve sosta ritorniamo in via Belenzani dove prendiamo un gelato. Percorriamo la via Belenzani, fotografiamo la facciata della chiesa dedicata a San Francesco Saverio (1708-11) dove compaiono le statue dei santi gesuiti: Francesco Borgia, Francesco Regis, Luigi Gonzaga, Ignazio di Loyola e Francesco Saverio, quest’ultima posta sopra l’ingresso. Giriamo a destra su via G. Manci, via San Marco e arriviamo davanti al castello del Buonconsiglio, antica residenza dei principi Castel Beseno: panorama verso Trentovescovi. Oggi è la prima domenica del mese e il museo ospitato al suo interno è gratuito ma noi abbiamo poco tempo e così siamo costretti a rinunciare alla visita. Riprendiamo a pedalare su via Clesio e ci dirigiamo verso i giardini dove sorge il monumento a Dante, di Cesare Zocchi, eretto nel 1896 sotto il dominio austriaco perché la città lo volle come simbolo di italianità. Vicino al laghetto c’è una scultura che rappresenta una tipica famiglia trentina del 2007 formata da padre, madre, figlia, figlio e il cane realizzata da Gillian Wearing. Finita questa visita riprendiamo la pista ciclabile lungo le rive dell’Adige e percorriamo a ritroso la stessa strada dell’andata fino ad arrivare al ponte sull’Adige formato da un arco con tiranti metallici. Appena oltrepassato il ponte ciclopedonale giriamo subito a sinistra e ci dirigiamo a Calliano. Passiamo sotto i binari ferroviari e proseguiamo su via Marcolini, giriamo a sinistra su via 3 Novembre fino ad arrivare in piazza Italia dove ci fermiamo alla fontana per ricaricare le borracce. Imbocchiamo via Cesare Battisti, sottopassiamo la SP12, giriamo a destra e poi subito a sinistra immettendoci sulla SS350 di Folgaria e Val d’Astico. Inizia ora una lunga salita che ci porterà a Castel Beseno, il più vasto complesso fortificato della regione. Il primo km ha una pendenza media del 7,7% poi percorriamo 1,2 km con pendenza media del 6,6% arrivando a Dietrobeseno (382 m). Qui prendiamo lo stradello che passa a fianco della chiesa dedicata alla Madonna del Rosario che dopo poco diviene sterrato. Percorriamo in falsopiano 750 metri fino ad arrivare al parcheggio del castello. Da qui inizia una Castel Beseno: panorama verso Trentoripida salita, sempre su sterrato, lunga 365 metri, con pendenza media del 13,2%, che termina all’ingresso di castel Beseno. Anche questo castello, come quello di Trento, ha l’ingresso gratuito la prima domenica del mese. Decidiamo di visitarlo, lasciamo le biciclette vicino alla guardiola e iniziamo la salita a piedi. Il castello è molto bello, perfettamente manutenuto, ed è formato da numerose stanze e vari camminamenti di ronda. E’ stato restaurato nella seconda metà del XX secolo e ha una forma ellittica che copre tutta la sommità della collina calcarea, estendendosi in lunghezza per 250 metri e in larghezza per circa 50 metri. La vista sulla Vallagarina è impressionante e da sola merita la visita. Il castello fu teatro di importanti battaglie, la più famosa è quella di Calliano svoltasi nel 1487, dove le truppe tirolesi sconfissero le truppe veneziane nella loro avanzata verso Trento. All’interno di alcune stanze sono custodite armi e armature. Finita la visita, che ha richiesto circa un’ora, iniziamo la ripida discesa imboccando la strada asfaltata che conduce a Besenello dove dopo un km, con pendenza media negativa del 13,3%, giriamo a sinistra imboccando via Carducci. Giriamo a sinistra su via Roma e ancora a sinistra su via Manzoni. Continuiamo su questa strada in falsopiano che si snoda fra i vigneti fino ad arrivare all’incrocio con la SS350 che avevamo percorso all’andata. Da qui seguiamo a ritroso lo stesso percorso del mattino fino a tornare al parcheggio di Mori. 01/11/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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