Aprica - Pian di Gembro - Monte della Croce - Monte Belvedere (Sondrio)

Località di partenza Aprica (1200 m) Sondrio
Lunghezza 16,5 km
Quota massima 1507 m Monte Belvedere
Dislivello complessivo in salita 780 m
Arrivo Aprica (1200 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - località Dosso
Parcheggio libero Via Bernina - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano. Giunti al paese di Tresenda si lascia la SS38 girando a destra e dopo il passaggio a livello si percorre la SS39 in direzione di Aprica. Arrivati al centro del paese, di fronte all’ufficio del turismo, si gira a sinistra in via Bernina.
Pian di Gembro: il laghettoLasciata l’auto nel piccolo parcheggio, ci incamminiamo lungo via Stelvio e affrontiamo la salita che porta in località Dosso. Arrivati alla sommità della salita, sulla destra troviamo una fontana, mentre sulla sinistra c’è l’osteria del Dosso e di fronte a noi c’è un sottopasso che ci conduce all’inizio del percorso per Pian di Gembro (subito dopo il sottopasso seguire le indicazioni a destra). Il sentiero sale ripido in mezzo al bosco e non è molto panoramico. Seguiamo la segnaletica verticale indicante Le Plane (ore 0,15) e i cartelli indicatori per Ciaspole e MTB. Arrivati in località Le Plane saliamo ancora di qualche metro poi giriamo a sinistra e, costeggiando la recinzione, entriamo nel bosco. Lungo il sentiero ci si affianca un bel cagnolino dal folto pelo bianco che inizia a seguirci. Raggiungiamo una passerella di legno che attraversa la torbiera e ci Pian di Gembro: la passerellaporta al parcheggio di Pian di Gembro (1350 m) dove c’è un pannello didattico riguardante la Riserva Naturale istituita nel 1988. La torbiera è un complesso ecosistema creatosi circa diecimila anni fa dove vivono diversi anfibi quali tritoni crestati, salamandre pezzate e rane verdi. Anche la flora annovera delle particolarità quali le piante carnivore come la Drosera, la Pinguicola e l'Utricularia. Il posto è veramente molto suggestivo e si nota il grande lavoro di manutenzione della zona. Imboccata la carrareccia che passa a fianco del bar ristorante Oasi (chiuso in questa stagione) proseguiamo mantenendo la torbiera sulla nostra sinistra. Arrivati dov’è stata allestita un’aula didattica ci incamminiamo sulla passerella di legno che si affaccia su uno dei piccoli laghetti. Di fronte a noi si ergono le cime dei Monti Palabione (2358 m), Filone (2416 m) e il Dosso Pasò (2576 m). Scattate alcune foto, ritorniamo lungo la carrareccia e proseguiamo fino al bivio sulla destra che permette di salire al Monte della Pian di GembroCroce. Seguiamo la segnaletica verticale indicante il percorso storico-militare percorrendo in salita questa mulattiera che si snoda attraverso il bosco di abeti. Arrivati al bivio con il sentiero che proviene dall’agriturismo “Antica quercia”, giriamo a sinistra e continuiamo sulla mulattiera dove più avanti è possibile osservare alcune postazioni militari della prima guerra mondiale che facevano parte della “Linea Cadorna”. Lungo la salita sono dislocati alcuni cartelli descrittivi, sia inerenti la geologia e la botanica della zona, sia del sentiero storico - militare. Dopo aver superato un tornante e percorso un breve tratto di salita troviamo la “prima galleria”, che si presenta come una grotta scavata nella roccia dove i soldati posizionavano la mitragliatrice o un pezzo d’artiglieria da montagna. Riprendiamo la camminata salendo su piccolo sentiero attraverso il bosco e giungiamo al Monte della Croce (1498 m) dove un cartello esplicativo posto davanti alla postazione militare informa che qui, nel 1915-18, la cima era spoglia di vegetazione e la visuale era molto estesa. Oggi sono cresciute numerose piante e le montagne circostanti Pian di Gembrosono appena visibili. Iniziamo la discesa e dopo poco facciamo una deviazione sulla sinistra per la “terza galleria”. Torniamo sul sentiero e fatti pochi passi giungiamo alla “seconda galleria”, entrambe uguali alla “prima galleria” e con le stesse funzioni. Proseguiamo la discesa percorrendo la stessa strada fatta in salita e giunti a Pian di Gembro continuiamo a camminare fino a giungere al lago. Il panorama che si gode da questa posizione è spettacolare. Costeggiamo il lago e, sempre in compagnia del cagnolino, raggiungiamo un’altra passerella di legno da cui si gode un bel panorama. Approfittiamo del tepore del sole per mangiarci una fetta di bisciola (specialità valtellinese), condividendola con il cagnolino, diventato ormai nostro compagno di viaggio. Ripreso il cammino ci dirigiamo alla chiesetta di San Fortunato dove lo sguardo Pian di Gembro: la chiesettina di San Fortunatopuò spaziare da Teglio al fondovalle. Notiamo che non vi sono indicazioni per il Monte Belvedere ma essendo già stati qui nel 2010 ci ricordiamo la strada e proseguiamo tranquillamente. Percorriamo circa 2 km su strada asfaltata fino a raggiungere il nucleo di case di Piscè (1442 m) e superata l’ultima casa sulla destra, imbocchiamo il sentiero che in breve tempo porta sulla cima del Monte Belvedere (1507 m) caratterizzato dalla presenza di tre antenne notevolmente alte. Anche qui, come sul Monte della Croce, la presenza di una folta vegetazione impedisce una visione del panorama circostante. Decidiamo di riprendere la discesa seguendo la segnaletica verticale per Aprica – Dosso, che troviamo di fianco all’unica costruzione in sasso presente sul posto. Il sentiero, molto ripido, parte in decisa discesa attraverso il bosco che ha assunto i colori invernali dal giallo al rosso. A un certo punto il sentiero piega verso sinistra, prosegue con alcuni tornanti poi continua in falsopiano. Notiamo dalla parte opposta della valle il bacino idroelettrico di PonteColori autunnali Ganda costruito nel 1947 e la Val Belviso. Continuiamo la camminata fino a raggiungere la SS39 dove siamo costretti a percorrerne un breve tratto prima di attraversarla e continuare sul marciapiede. Arrivati a Aprica ci dirigiamo alla chiesa dedicata a Santa Maria Assunta ed entriamo per una breve visita. L’interno, a una sola navata, ha 4 cappelle laterali. Dopo la visita riprendiamo il cammino verso l’auto scordandoci di riaccendere il Garmin. Imbocchiamo via Italia, proseguiamo su via Europa fino ad arrivare nel piazzale da dove parte la funivia del Palabione. Giriamo a sinistra imboccando via Palabione, poi giriamo a destra su via Roma e infine giriamo a sinistra su via Bernina fino al parcheggio dell’auto. Qui dobbiamo separarci dal cagnolino, il quale, a seguito di informazioni ottenute da un passante, abbiamo scoperto che la sua casa è in Pian di Gembro. Ci dispiace doverlo lasciare solo anche se siamo molto vicini all’imbocco del sentiero che lo riporterà a casa. 23/10/2015. Per visualizzare altre foto: link

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