Valle del Sarca: Torbole - Arco - Dro - laghi del Toblino, Santa Mazzena e Cavedine (Trento)

Località di partenza Torbole (222 m) Trento
Lunghezza 63,2 km
Quota massima 330 m
Dislivello complessivo in salita 853 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Torbole (222 m) Trento
Acqua lungo il percorso SI - lungo la ciclabile - Dro
Parcheggio libero Torbole, Strada Piccola - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall'autostrada A22 si esce al casello di Rovereto Sud - Lago di Garda Nord e si prosegue verso Riva del Garda percorrendo la SS240. Giunti a Torbole si gira a destra imboccando Strada Granda e poi ancora a desta su Strada Piccola dove c’è un piccolo parcheggio.
Arco: il castelloLasciamo l’auto nel parcheggio e pedaliamo su Strada Piccola fino all’incrocio dove giriamo a sinistra imboccando Strada Granda. Giunti all’incrocio con la SS240 giriamo a destra pedalando fino ad oltrepassare il ponte sul fiume Sarca. Appena dopo il ponte giriamo a destra e imbocchiamo la pista ciclabile che si snoda a fianco del fiume. Pedaliamo mantenendo il fiume sulla nostra destra e procediamo velocemente su questa bella ciclabile in direzione di Arco. Dopo 5,2 km di pista ciclabile arriviamo ad Arco dove ci fermiamo un momento per scattare alcune foto al castello. Imbocchiamo via della Cinta stando attenti al traffico motorizzato in quanto, in questo tratto, non è presente la pista ciclabile. Giunti al ponte sul fiume Sarca attraversiamo la strada e imbocchiamo la pista ciclabile mantenendo il Sarca sulla nostra destra. Il clima mite permette di toglierci il giubbetto antivento e di procedere più liberamente. Rimontati in sella proseguiamo sulla ciclabile, dopo 370 metri oltrepassiamo il ponte ciclopedonale sul Sarca e proseguiamo sull’altra sponda. Pedaliamo velocemente su Panorama sui vignetiquesta ciclabile dall’asfalto perfetto fermandoci ogni tanto per fotografare i magnifici colori autunnali delle piante. Arrivati a Ceniga la ciclabile si immette su via Arco e attraversiamo il paese su questa strada a scarso traffico. Continuiamo a pedalare in tranquillità e giunti a Dro (123 m) ci fermiamo in piazza Repubblica per fotografare il campanile della chiesa. Passiamo davanti al Municipio, giriamo a destra imboccando alcune piccole viuzze e poi seguiamo l’ottima segnaletica orizzontale e verticale per riportarci sulla pista ciclabile. Proseguiamo su via Andrea Costa, via Molino, sottopassiamo la SS45 bis e procediamo su pista ciclabile dedicata a fianco del Sarca. Pedaliamo fra vasti campi di vigneti che hanno assunto il tipico colore invernale con le foglie completamente gialle. Affrontiamo la prima salita della giornata che ha una pendenza media del 6% e lunga circa 700 metri. Inizia un tratto molto divertente che si snoda con curve e controcurve fino ad arrivare a Pietramurata. Proseguiamo su pista ciclabile fino a quando ci immettiamo su via Caffaro in località Sarche. Giunti Lago di Toblinoall’incrocio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Trento (20 km) e ci immettiamo sulla SS45bis. Siamo nella zona di Toblino famosa per la produzione del Vino Santo, unico al mondo proprio grazie al microclima in cui cresce il vitigno. Oltrepassato il piccolo centro abitato arriviamo al lago di Toblino dove prendiamo il sentiero che costeggia il lago riservato ai pedoni. Utilizziamo questo sentiero perché essendo a fine ottobre non c’è pericolo di dare fastidio ai pedoni. Il sentiero è molto bello, alterna alcuni tratti di sterrato con alcune passerelle in legno sospese sull’acqua e in poco tempo raggiungiamo Castel Toblino, luogo che ha ispirato alcune leggende, tra le quali una presunta relazione sentimentale fra Carlo Emanuele Madruzzo, principe vescovo di Trento e Claudia Particella. Tale relazione fu scelta da Benito Mussolini come soggetto del suo romanzo storico "L'amante del Cardinale. Claudia Particella", scritto nel 1910. Il castello attualmente è privato ed è adibito a ristorante. Ci fermiamo un momento lungo la riva e scattiamo alcune fotografie al lago che ha un bel colore turchese. Proseguiamo lungo la sponda sfruttando lo stradelloI vigneti del Vino Santo pedonale e arrivati alla fine del lago attraversiamo la SS45bis. Seguiamo l’indicazione stradale per S. Massenza (1 km) e iniziamo a costeggiare il lago di Santa Massenza. Procediamo sulla SP245 fino ad arrivare davanti alla centrale idroelettrica che sfrutta le acque del lago di Molveno e del lago di Ponte Pià, costruita nel 1951. Dal parcheggio parte uno stradello ciclopedonale che si snoda lungo la sponda del lago e la recinzione della centrale idroelettrica. Ci fermiamo a mangiare un panino su di una panchina fronte lago affascinati dal meraviglioso panorama. Dopo questa breve sosta riprendiamo la bicicletta e pedaliamo fino a quando lo stradello finisce immettendosi sulla strada asfaltata. Affrontiamo la salita che ci porta a Padergnone e poi proseguiamo sulla vecchia SS45bis Gardesana Orientale fino alla fine del paese. Qui imbocchiamo un piccolo stradello sulla sinistra che finisce presso alcune case in quanto non è possibile proseguire dritto. Purtroppo siamo costretti a tornare indietro e, per non percorre contromano quel breve tratto, tagliamo attraverso il prato per congiungerci Colori autunnalicon la stradina che porta verso il lago di Cavedine. Dopo un primo tratto in piano affrontiamo una nuova salita che nei primi 270 metri ha una pendenza media del 12% mentre nei successivi 200 metri ha una pendenza media dell’11,1%. Siamo su una conca coltivata a vigneti e il paesaggio è molto bello grazie agli spettacolari colori autunnali. Continuiamo su questa strada fino a quando ci immettiamo sulla SP251 dove una veloce discesa, con pendenza dell11%, ci porta fino ad oltrepassare il ponte sul torrente Rimone. Appena dopo il ponte giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Pergolese (2 km), Pietramurata (4 km) e l’indicazione turistica per il Lago di Cavedine. Pedaliamo mantenendo il torrente sulla nostra sinistra fino a quando, giunti a Pergolese oltrepassiamo il Rimone e continuiamo su via Guà. Procediamo velocemente su questa strada, sempre mantenendo il torrente Rimone sulla nostra destra, fino a quando arriviamo al lago di Cavedine sovrastato dai Monti Brento (1544 m) e Casale (1632 m). Il lago è citato nel racconto “Senso” di Camillo Boito, l’architetto che ha ristrutturato Il lago di CavedinePorta Ticinese a Milano nel 1861-65. A settembre 2015 siamo passati proprio a Porta Ticinese appena riaperta dopo i nuovi restauri che si sono tenuti in occasione dell’Expo (link). Proseguiamo sulla SP214 costeggiando il lago che offre degli scorci paesaggistici notevoli. Arriviamo presso una grossa area di sosta attrezzata con panche e tavoli dove una bell’erbetta verde fa da contrasto con il blu del lago. Ci fermiamo su una panchina per ammirare il magnifico panorama e assaporare la quiete del luogo. Rimontati in sella procediamo verso la fine del lago, poi attraversiamo il biotopo delle Marocche, un’area protetta istituita nel 1989. Questo è uno dei pochi biotopi protetti classificato come zona arida e non zona umida e costituisce, per estensione e volume, il più imponente fenomeno di frana per crollo e scorrimento di materiale lapideo a livello europeo. Giunti all’incrocio teniamo la destra seguendo l’indicazione stradale per Dro (3 km) e Riva del Garda (12 km). Velocemente in discesa raggiungiamo l’incrocio sulla destra dove la segnaletica verticale indica la pista ciclabile del Sarca. Fotografiamo, dalla parte opposta della strada, castel Drena arroccato sulla cima di un contrafforte roccioso a difesa e a controllo delle valli del Sarca e di Cavedine, poi imbocchiamo il piccolo stradello e dopo 240 metri ci immettiamoIl lago di Cavedine sulla pista ciclabile percorsa all’andata. Ci dirigiamo verso Arco percorrendo a ritroso lo stesso itinerario dell’andata. Giunti ad Arco imbocchiamo sulla destra vicolo delle Lavandaie poi giriamo a sinistra su via Giovanni Segantini e ci fermiamo in piazza 3 Novembre dove sorge la Collegiata dedicata a Santa Maria Assunta. Proseguiamo lungo via Vergolano, una strada dal fondo in pavé, giriamo a destra su laterale di via Fossa Grande e iniziamo l’ultima salita della giornata, la più dura, che ci porterà fino all’ingresso del castello di Arco. Dall’inizio di laterale di via Fossa Grande a qui abbiamo percorso 900 metri con una pendenza media del 10,8% e una pendenza massima del 21,3%. Appena varcato l’ingresso un addetto ci avverte che non è possibile visitare il castello con le biciclette e pertanto siamo costretti a lasciarle vicino al casotto del custode. Ci incamminiamo verso il primo punto panoramico dove possiamo godere di uno stupendo panorama verso Riva e il lago di Garda. Ci sistemiamo sul prato al sole e ci mangiamo un dolcetto. Sono quasi le ore 14.00 e dopo questa breve sosta è venuto il momento di riprendere il giro. Usciamo dal castello e inforcate le biciclette ci lanciamo in discesa imboccando dopo il primo tornante un sentieroArco: il castello sulla nostra sinistra. Procediamo con calma su questo piccolo sentiero prestando attenzione a quei pochi escursionisti a piedi che vengono da Arco. Raggiungiamo alcuni punti panoramici da cui è possibile ammirare Arco e la sua Collegiata. L’ultimo tratto del sentiero è costituito da gradini e così siamo costretti a spingere la bici. Tornati sulla via principale ritorniamo in piazza 3 novembre e proseguiamo fino in piazza Segantini dove fotografiamo la statua del famoso pittore nato ad Arco nel 1858. Nell’agosto 2010 eravamo stati in Engadina, alla Chamanna Segantini dove il pittore spirò nel 1899 (link). Attraversiamo via San Pietro, imbocchiamo via Bruno Galas, giriamo a sinistra su via del Pomerio e ci ricongiungiamo con la pista ciclabile che avevamo percorso all’andata. Continuiamo sulla ciclabile fino a Torbole dove passiamo sotto alla SS240 e continuiamo fino ad arrivare dove il fiume Sarca si immette nel lago di Garda. Facciamo una piccola deviazione sulla destra arrivando in una piccola baia acciottolata e ci godiamo l’ampio panorama sul lago di Garda. Dopo aver scattato alcune foto ritorniamo indietro fino all’incrocio con la SS240, giriamo a destra e pedaliamo fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 31/10/2015. Per visualizzare altre folo: link.

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